La Digital Transformation integra tecnologie digitali in tutti gli aspetti del business, trasformando il modo in cui le organizzazioni operano e creano valore.
Si tratta allo stesso tempo di un cambiamento culturale che va oltre l’adozione tecnologica, ridefinendo modelli di business, processi e mindset organizzativo.
L’Italia, pur affrontando sfide come il digital divide e il gap di competenze digitali (solo il 45,8% degli italiani possiede competenze digitali di base), mostra segnali di crescita con investimenti che nel 2025 toccano cifre record: 8,13 miliardi di euro nel Cloud Computing, 4,1 miliardi nei Big Data e Analytics, e un mercato AI cresciuto del 58% in un solo anno.
Grazie ai 48 miliardi di euro del PNRR dedicati al digitale, il Bel Paese si posiziona tra i più avanzati d’Europa per milestone raggiunti. La vera sfida ora è tradurre questi investimenti in competenze diffuse e benefici concreti.
In questo articolo analizziamo i trend emergenti che guidano l’Innovazione Digitale in Italia, dalle opportunità tecnologiche alle sfide del digital divide, attraverso i dati più aggiornati degli Osservatori Digital Innovation della School of Managementdel Politecnico di Milano.
Cos’è la Digital Transformation
La Digital Transformation, o Trasformazione Digitale, è un processo di cambiamento strategico che utilizza le tecnologie digitali per trasformare radicalmente il modo in cui le organizzazioni operano, creano valore e interagiscono con i propri stakeholder. Non si tratta, quindi, solo di adottare nuove tecnologie, ma di ripensare modelli di business, processi operativi e cultura organizzativa per sfruttare appieno le opportunità offerte dall’Innovazione Digitale.
Non c’è impresa, Pubblica Amministrazione o singolo cittadino che non ne sia stato toccato: la digitalizzazione è un processo di trasformazione che sta cambiando le nostre abitudini, il nostro modo di fare business, il nostro posto di lavoro e più in generale le nostre vite.
Nonostante le sfide economiche e geopolitiche attuali, l’Innovazione Digitale continua a crescere, rendendo i settori più resilienti, sostenibili e competitivi. Lo spostamento verso il digitale e la digitalizzazione non solo è inevitabile, ma è anche irreversibile, e richiede una strategia olistica e ben pianificata.
Quali sono i pilastri della Trasformazione Digitale
La digitalizzazione moderna si fonda su un ecosistema di tecnologie innovative, in cui spicca l’Intelligenza Artificiale, che ha vissuto un’espansione straordinaria con l’avvento dell’AI Generativa. Il panorama tecnologico comprende anche Big Data Analytics, Internet of Things, Blockchain, 5G, Cloud Computing, oltre a sistemi di Cybersecurity avanzata.
Tuttavia, la Digital Transformation non è solo adozione tecnologica, ma rappresenta un cambiamento nei modelli di azione fino a oggi adottati. Per questo motivo, le organizzazioni devono costruire la propria strategia su cinque pilastri fondamentali che rappresentano le aree di intervento prioritarie:
tecnologia e infrastruttura: costituisce la base abilitante della trasformazione, includendo cloud computing, connettività avanzata, piattaforme digitali e architetture scalabili che supportano l’innovazione continua;
persone: il capitale umano rappresenta il motore del cambiamento; investire in formazione, reskilling e upskilling è essenziale per sviluppare competenze digitali e mindset orientato all’innovazione;
processi e governance: la riprogettazione dei processi aziendali in chiave digitale, supportata da una governance chiara e responsabilità definite, garantisce l’efficacia della trasformazione;
dati e Analytics: la capacità di raccogliere, elaborare e analizzare i dati diventa strategica per prendere decisioni data-driven e creare valore attraverso insight azionabili;
Customer Experience: mettere il cliente al centro della Trasformazione Digitale, progettando esperienze omnichannel personalizzate e innovative che rispondano alle aspettative del mercato digitale.
Questi pilastri sono interconnessi e si rafforzano reciprocamente: il successo della Digital Transformation dipende dalla capacità di integrarli in una strategia coerente. Tuttavia, definire i pilastri strategici è solo il primo passo: è fondamentale tradurli in azioni concrete e misurabili attraverso un approccio di gestione strutturato che coinvolga tutta l’organizzazione.
Quali sono i vantaggi della Digital Transformation
La Trasformazione Digitale offre numerosi benefici tangibili e strategici per le organizzazioni che la implementano con successo:
maggiore efficienza operativa: l’automazione e l’integrazione di sistemi digitali riducono tempi di esecuzione, eliminano errori manuali e ottimizzano l’utilizzo delle risorse;
miglioramento dell’esperienza cliente: le tecnologie digitali personalizzano l’interazione con i clienti, offrono servizi omnicanale e aumentano soddisfazione e fidelizzazione;
nuovi modelli di business: la digitalizzazione apre la strada a modelli innovativi basati su servizi digitali, piattaforme e abbonamenti, creando nuove opportunità di mercato;
decisioni data-driven: l’accesso a dati in tempo reale e analytics avanzati permette decisioni più informate, riducendo l’incertezza e migliorando la capacità di previsione;
maggiore agilità e resilienza: le organizzazioni digitalizzate si adattano rapidamente ai cambiamenti esterni, abilitando lavoro remoto e risposte flessibili alle disruption;
riduzione dei costi: la digitalizzazione porta a significative riduzioni dei costi operativi attraverso automazione, ottimizzazione delle risorse e miglioramento dell’efficienza;
vantaggio competitivo sostenibile: gli investimenti nella Trasformazione Digitale sviluppano capacità distintive che costruiscono un vantaggio competitivo duraturo basato su innovazione ed eccellenza operativa.
Come gestire la Digital Transformation in azienda
Per gestire con successo la Digital Transformation, le aziende devono prepararsi al cambiamento attraverso un approccio strutturato che combini stimoli interni ed esterni all’organizzazione, promuovendo l’Innovazione Digitale in azienda e, allo stesso tempo, guardando oltre i propri confini con un approccio collaborativo.
Di seguito le descriviamo brevemente le sette dimensioni fondamentali per la Digital Transformation:
obiettivi strategici: allineare l’innovazione alle reali esigenze aziendali; il rischio di sviluppare Trasformazione Digitale fine a sé stessa, non allineata a quelle che sono le reali esigenze strategiche, è sempre elevato;
competenze: la Trasformazione Digitale è, in primis, un cambiamento culturale da stimolare all’interno dell’organizzazione stessa, attraverso la comunicazione, la formazione, la diffusione di competenze digitali e l’imprenditorialità;
sviluppo delle idee: è fondamentale identificare le fasi che le idee innovative devono percorrere e con esse le persone e le funzioni preposte a questo processo;
budget: rimane lo strumento chiave per avere le risorse necessarie a finanziare i progetti di Trasformazione Digitale;
funzioni aziendali: la Digital Transformation riguarda tutte le funzioni aziendali: è, quindi, necessario mettere a disposizione gli strumenti per abilitare e rendere il più agile possibile il processo di innovazione tramite il coinvolgimento delle diverse funzioni;
Open Innovation: gestire la Digital Transformation vuol dire anche coordinare un ecosistema esterno di attori in grado di aggiungere le idee e le competenze difficili da acquisire internamente;
misurazione delle performance: aspetto chiave, ma ancora poco affrontato per la sua complessità e specificità rispetto ai tradizionali modelli di rilevazione delle performance.
La Digital Transformation in Italia: a che punto siamo?
Secondo il rapporto della Commissione Europea Digital Decade 2025, pubblicato nel giugno 2025, l’Italia ha compiuto progressi notevoli nel potenziamento delle infrastrutture digitali e dei servizi pubblici digitali, ma continua ad affrontare sfide significative nell’adozione dell’AI e nella crescita delle startup, rimanendo invece leader in tecnologie come semiconduttori e Quantum.
Il Paese mostra un livello sostanziale di ambizione nel suo contributo al Digital Decade, avendo fissato 14 target nazionali, il 79% dei quali allineati con i target UE 2030. L’Italia sta seguendo molto bene le sue traiettorie con il 100% di esse sulla buona strada (considerando le traiettorie 2024 definite per 7 indicatori chiave su 8 analizzati).
Le industry più interessate dalla Trasformazione Digitale
La Trasformazione Digitale è un processo trasversale e sta continuando a cambiare gli approcci e i modelli di business di tantissimi settori. Vediamo di seguito i principali ambiti impattati.
Digital Transformation nell’HR e nel lavoro
La Trasformazione Digitale ha toccato, come già avvenuto periodo pandemico e post-pandemico, il mondo dell’HR e dello Smart Working, due segmenti che sono sempre più strategici.
Il “Lavoro Agile” è ormai un fenomeno consolidato e maturo: dopo il picco di 6,5 milioni di lavoratori registrato nel 2020 durante l’emergenza sanitaria, i numeri si sono stabilizzati negli ultimi anni. Nel 2025 si contano 3,57 milioni di smart worker (+0,6% rispetto al 2024), con un incremento concentrato soprattutto nelle PA.
Oltre allo Smart Working, però, la pandemia ha dato origine a un senso di precarietà che ha portato diversi lavoratori a rivendicare più spazio per la propria vita personale. Il disallineamento tra vita professionale e privata è stato alla base di fenomeni come la Great Resignation. Oggi, tuttavia, questo slancio iniziale si è trasformato: di fronte all’instabilità economica, all’aumento dell’inflazione e ai timori di recessione, emerge il Great Detachment. I lavoratori, pur rimanendo insoddisfatti del proprio impiego, si sentono “bloccati” e rinunciano a cercare condizioni migliori, rassegnandosi a una situazione che non li soddisfa.
Le sfide del mercato del lavoro, tuttavia, non finiscono qui. L’Innovazione Digitale ha portato molte aziende a investire in formazione, per sviluppare nuove competenze digitali. Tuttavia, gli sforzi si scontrano con un Digital Skills Gap strutturale che penalizza l’intero sistema economico italiano: solo il 45,8% degli italiani possiede competenze digitali almeno di base. Critica è anche la carenza di specialisti ICT, con una quota ferma al 4% contro una media UE del 5%.
Digital Transformation in Sanità, nella PA Italiana e sistemi di Identità Digitale per l’accesso ai servizi online
La Trasformazione Digitale non ha toccato solo il mondo del lavoro: un altro reparto che ha dovuto attuare un forte adattamento è la Sanità italiana, così come tutto il comparto della Pubblica Amministrazione. Nello specifico, In Sanità, gli investimenti hanno raggiunto 2,47 miliardi di euro nel 2024 (+12%). Parallelamente cresce l’interesse per l’Intelligenza Artificiale. Già diversi medici e infermieri ne fanno uso: alcune ricerche indicano che l’AI potrebbe far risparmiare in media circa due giornate all’anno solo per la ricerca di informazioni scientifiche e una settimana intera in attività amministrative o di gestione operativa. Inoltre, circa un cittadino su dieci ha già utilizzato strumenti di AI Generativa in ambito sanitario, prevalentemente per cercare informazioni su problemi di salute e possibili cure.
Per quanto riguarda la PA italiana in generale, il processo di digitalizzazione già in atto prima dello scoppio della pandemia si è evoluto ulteriormente. La Pubblica Amministrazione ha ricevuto 48 miliardi di euro dal PNRR per la digitalizzazione, pari al 30% delle risorse europee per il digitale nel Next Generation EU. L’Italia è tra i Paesi più avanti a livello di milestone raggiunti, con successi come pagoPA (16.000 PA aderenti) e App IO (scaricata da 42 milioni di italiani).
Un discorso a parte meritano i sistemi di identità digitale che, attraverso un riconoscimento elettronico, consentono di accedere ai servizi online di Pubbliche Amministrazioni e privati aderenti. In Italia ci sono diversi sistemi, tra cui il Sistema Pubblico di Identità Digitale, meglio noto come SPID. A ottobre 2025 SPID ha raggiunto quota 41,5 milioni di identità. La Carta di Identità Elettronica (CIE), invece, è posseduta da 48,4 milioni di cittadini, di cui 9 milioni hanno attivato le credenziali digitali tramite l’app CieID. La novità più significativa è l’IT Wallet, integrato nell’app IO con la funzionalità “Documenti su IO”: conta già 7 milioni di utenti che hanno memorizzato 11,7 milioni di documenti, preparando il terreno per l’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet) previsto per il 2026.
Digital Transformation: impatti nei settori di Media Digitali, FinTech, Logistica, Retail, Turismo e Agricoltura
Con i suoi processi di digitalizzazione, la Trasformazione Digitale tocca settori sempre più ampi e diversi tra loro: dai Media Digitali, in particolare l’Advertising, il digitale nel 2025 raccoglie il 51% degli investimenti pubblicitari italiani. Il formato Video supera i 2,4 miliardi di euro, rappresentando il 41% dell’intero Internet advertising.
Nel campo della Finanza Digitale, il mercato Supply Chain Finance nel 2024 raggiunge circa 131 miliardi di euro, servendo il 22% del mercato potenziale. Le soluzioni innovative come Purchase Order Finance crescono del 35%, mentre il Dynamic Discounting registra un +17% osservatori. L’ecosistema Fintech e Insurtechitaliano conta 596 startup con ricavi in crescita del 29%. Nel 2024 il settore ha raccolto 250 milioni di euro.
Anche il settore della Logisticamostra grande dinamismo: nel 2025 si prevede di raggiungere 112,4 miliardi di euro (+1,9%) Prosegue la transizione green, con il 68% delle aziende concentrato sulla misurazione accurata dell’impatto climatico. Particolarmente rilevante è l’adozione dell’Intelligenza Artificiale: un terzo delle imprese italiane ha già avviato progetti di AI nei processi logistici, percentuale destinata a salire al 44% nei prossimi tre anni
Non mancano gli investimenti digitali anche nel mondo del Retail, con un’incidenza del 3,2% sul fatturato nel 2024, caratterizzato da nuovi modelli di business platform-based e sperimentano massicciamente l’Intelligenza Artificiale.
Altro comparto fortemente toccato è indubbiamente quello dei viaggi, particolarmente segnato dall’emergenza sanitaria. Cionondimeno, il Turismoè tornato a crescere, tanto che nel 2024 la spesa per i viaggi ha superato quella dei livelli pre-pandemia a livello internazionale. Nel corso del 2025 l’eCommerce si consolida rappresentando il 57% del mercato dell’ospitalità e il 70% dei trasporti, mentre un viaggiatore italiano su tre utilizza già l’Intelligenza Artificiale per pianificare i propri viaggi.
L’Innovazione Digitale tocca anche il settore della Cultura, dove nel 2024 il 55% dei musei e il 41% dei teatri hanno investito in digitale, con circa un terzo dei musei che utilizza già l’Intelligenza Artificiale generativa e il 20% che offre esperienze immersive di realtà aumentata o virtuale.
Nel campo dei droni e della Mobilità Aerea Avanzata, il mercato professionale italiano ha raggiunto 160 milioni di euro nel 2024 (+10%), con 657 imprese attive e l’80% degli attori del settore che prevede un’ulteriore crescita entro il 2027.
Infine, il settore dell’Agricoltura 4.0, pur registrando nel 2024 un rallentamento a 2,3 miliardi di euro (-8%) dovuto principalmente al calo degli investimenti in macchinari, mostra segnali positivi con la crescita delle soluzioni software, dei sistemi di decision support, dei sistemi di monitoraggio, della mappatura dei suoli e delle colture. La superficie italiana coltivata con tecnologie digitali raggiunge il 9,5% del totale e il 41% delle aziende agricole adotta almeno una soluzione 4.0
Tecnologie e trend della Digital Transformation
Dopo esserci focalizzati su quali sono i principali settori che hanno trovato, grazie alla Digital Innovation, una dimensione nuova e innovativa, approfondiamo ora i modelli di innovazione e i trend tecnologici.
Il modello dell’Open Innovation e il ruolo delle start-up
Il paradigma dell’Open Innovation non può solo essere considerato un trend tecnologico, ma un vero e proprio trend culturale. Questo processo, infatti, è uno dei fattori principali che determina come l’Innovazione e la Trasformazione Digitale cambino il panorama della digitalizzazione nelle organizzazioni: le imprese, per creare più valore e competere sul mercato, non possono più basarsi soltanto su idee e risorse interne. Sempre più spesso è necessario ricorrere anche a strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da start-up, ma anche Università, Centri di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti. Collaborare con queste realtà, infatti, può portare a numerosi benefici economici e strategici per tutte le parti coinvolte. Nel 2024 ben l’88% delle grandi aziende italiane ha adottato iniziative di “collaborazione aperta” e le startup sono state utilizzate come fonti di innovazione esterna dal 27% delle imprese.
La Trasformazione Digitale diventa, dunque, una sfida in cui emergono nuovi ruoli professionali (come l’Innovation Manager), nuovi attori, come le start-up, e una nuova cultura imprenditoriale.
Digital Transformation e eCommerce B2c
Con la pandemia, le aziende che avevano già esperienze di commercio elettronico sono quelle che hanno reagito meglio al primo lockdown, e le altre hanno dovuto colmare il gap per poter sopravvivere. Da quel momento si è assistito a una crescita dell’eCommerce B2c(Business-to-consumer). I numeri parlano da soli: nel 2025 questo mercato supererà i 62 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. In particolare, il settore dei servizi registra una crescita ancora più marcata, pari all’8% e raggiungendo i 22 miliardi di euro, mentre l’eCommerce di prodotto supera i 40 miliardi di euro con un incremento del 6%. Dietro questi numeri si cela un importante lavoro di ottimizzazione dei processi e di introduzione di soluzioni tecnologiche avanzate da parte dei merchant. Questi ultimi puntano non solo alla vendita, ma all’instaurazione di relazioni durature con i clienti attraverso esperienze interattive e coinvolgenti.
L’importanza di un approccio omnicanale
La pandemia non ha solo portato a una crescita dell’eCommerce, ma ha anche innalzato la priorità di una Customer Experience omnicanale. L’omnicanalità consiste nella gestione sinergica di tutti i touchpoint – ossia di punti di contatto con il cliente, dalla relazione durante il processo di acquisto, dall’Advertising, fino al servizio post-vendita –, creando un’esperienza fluida lungo tutto il processo d’acquisto. Questa strategia è diventata cruciale per la competitività aziendale.
Tuttavia, la strada è ancora lunga: nel 2024 solo l’11% delle grandi aziende ha saputo implementare strategie avanzate. L’Intelligenza Artificiale sta però accelerando questa trasformazione: due terzi delle grandi imprese hanno aumentato gli investimenti in AI per l’omnicanalità.
La Trasformazione Digitale e i trend per i Big Data e per l’Intelligenza Artificiale
I Big Data sono stati una rivoluzione per il mondo digitale: ogni azienda, ogni settore, ormai, vive sempre più analizzando enormi flussi di dati. Secondo molti, i dati sono il nuovo petrolio e saperne estrarre valore è la vera chiave competitiva per grandi aziende e PMI. Basti pensare che nel 2025 il mercato italiano del Data Management & Analytics ha toccato un valore di 4,1 miliardi di euro, con una crescita del 20%, confermando un trend solido e costante degli ultimi anni.
Proprio per la gestione di grandi volumi di numeri e per analizzarli, è indispensabile l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, e nello specifico dell’AI Generativa. I progressi fatti da questa industria, negli ultimi anni, sono notevoli e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti (basti pensare al successo di ChatGPT, DeepSeek e altre piattaforme). L’AI, il cui mercato ha registrato una crescita del +58% solo nel 2024, è in grado di offrire supporti concreti nella gestione e nell’analisi dei dati attraverso, ad esempio, la documentazione automatizzata, rendendo così i processi più efficienti ed efficaci.
Internet of Things: l’innovazione con gli “oggetti” e nuovi paradigmi
Anche nell’Internet of Thingssta diventando sempre più strategico il connubio con l’Intelligenza Artificiale: il 55% delle grandi imprese e il 33% delle medie che hanno progetti IoT desiderano integrare l’AI per ottimizzare processi e creare ecosistemi intelligenti, mentre il mercato consumer si ferma al 25%. Questa convergenza tra IoT e AI rappresenta l’evoluzione naturale della Trasformazione Digitale, dove i dati raccolti dai dispositivi connessi possono essere analizzati e valorizzati attraverso algoritmi intelligenti.
Rispetto ai numeri pre-pandemici, il mercato IoT è cresciuto in modo considerevole. Nel 2024, quasi 6 italiani su 10 (59%) possiedono almeno un oggetto smart in casa, l’80% delle grandi aziende manifatturiere ha almeno una soluzione di Industrial IoT, e il 65% dei comuni italiani ha avviato progetti Smart City. Un aiuto importante per un’ulteriore evoluzione potrebbe arrivare dal PNRR, anche se il Piano Transizione 5.0 fatica a decollare.
Resta però un dato significativo: meno della metà delle aziende sfrutta concretamente i dati raccolti dai dispositivi IoT, rappresentando un’enorme opportunità di crescita per nuovi modelli di business.
Design Thinking e Intelligenza Artificiale: un connubio vincente
L’AI è entrata in modo pervasivo nelle nostre vite e le sue possibili applicazioni non si fermano certo alla gestione e all’analisi dei dati. Anche il Design Thinking può cogliere le opportunità generate da questa tecnologia.
Il Design Thinking consiste nella capacità di risolvere problemi complessi utilizzando una visione e una gestione creative, integrando capacità analitiche con attitudini creative. Come abbiamo già accennato, l’Intelligenza Artificiale può supportare la reinterpretazione dei dati, ma allo stesso tempo è anche in grado di supportare il processo creativo attraverso nuovi stimoli, affiancando (senza sostituire) figure come leader e manager. Se in passato il Design Thinking veniva utilizzato principalmente da studi di design e agenzie, oggi sono sempre di più le aziende e le pubbliche amministrazioni interessate a questo paradigma e che possono beneficiarne all’interno di diversi contesti lavorativi.
Cloud Computing: Digital Transformation sulle nuvole
Il Cloud Computing è una delle tecnologie fondamentali e abilitanti del percorso di Trasformazione Digitale nelle imprese. Negli ultimi anni, soprattutto dopo il boom di digitalizzazione dei processi informatici dovuti alla pandemia, il Cloud è e resta una delle innovazioni più sfruttate. Oggi, è una tecnologia diventata indispensabile sia per le PMI che per le grandi aziende e le PA, che hanno trovato nella “nuvola” lo strumento per rimanere interconnessi in infiniti modi.
Nel 2025, trainato dall’Intelligenza Artificiale e dalla sovranità digitale, il mercato del Cloud italiano è cresciuto del +20% rispetto al 2024, raggiungendo un valore di 8,13 miliardi di euro. A guidare la crescita è il Public & Hybrid Cloud, in linea con le dinamiche degli ultimi anni.
Quantum Computing: la frontiera tecnologica del futuro
Anche la tecnologia del Quantum Computing potrebbe trasformare completamente il settore dell’informatica. Questa tecnologia può offrire nuove opportunità per risolvere problemi computazionali anche molto complessi, impattando significativamente diversi settori di business, dal Machine Learning, alla crittografia, alla Cyber Security, etc.
Il mercato del Quantum, però, è in fase di sviluppo e una sua adozione su larga scala non è ancora possibile attualmente. L’Italia mostra comunque segnali promettenti, grazie anche ai fondi del PNRR: nel 2024 è stato costruito il primo computer quantistico criogenico da 24 qubit presso l’Università Federico II di Napoli, mentre startup italiane hanno raccolto 12 milioni di euro nel biennio 2023-2024. Tuttavia, i fondi restano limitati rispetto ad altri Paesi europei.
Cybersecurity: mercato in crescita, sfide in aumento
Se da un lato le tecnologie digitali abilitano una serie di opportunità, dall’altro aumentano i rischi per la sicurezza dei sistemi informativi e i dati delle aziende. Aumentano gli attacchi informatici, alimentati da tecnologie sempre più avanzate, potenziate dall’Intelligenza Artificiale, e il panorama della Cyber Securityin Italia e nel mondo è in rapida evoluzione. Nel nostro Paese, il 73% delle grandi imprese ha subito almeno unattacco Cyber nell’ultimo anno e le organizzazioni stanno cercando di rafforzare la propria cybersicurezza. Cresce del 15%, infatti, il mercato italiano della sicurezza informatica, che nel 2024 raggiunge il valore di 2,48 miliardi di euro.
Per fronteggiare le nuove minacce occorrono investimenti, professionisti come lo Chief Information Security Officer (CISO) e piani di formazione strutturati. Inoltre, nell’ambito della Data Protection gioca un ruolo essenziale l’aderenza alle normative emanate a sostegno della protezione dei dati da azioni malevole, come la NIS2.
La Digital Transformation e il mondo dei pagamenti: Innovative Payments e Blockchain
La pandemia ha cambiato le abitudini dei consumatori anche in merito ai pagamenti digitali, avvicinandoli verso nuove forme di pagamento che non prevedevano il contatto con i contanti. Nel 2024, per la prima volta, i Digital Payment hanno superato il contante in termini di valore del transato, raggiungendo i 481 miliardi di euro (+8,5% rispetto al 2023). Qualcosa sembra dunque essere cambiato anche nell’approccio dei commercianti in questi ultimi anni: più della metà dei piccoli esercenti (53,5%) infatti, dichiara di preferire le carte rispetto ad altri strumenti di pagamento.
Al contempo,il settore Blockchain e Web3 mostra segnali di maturazione: nel 2024 sono stati lanciati 298 nuovi progetti (+3,5% rispetto al 2023), con un passaggio significativo dalle sperimentazioni (-43%) ai progetti operativi. Il mercato italiano vale 40 milioni di euro (+5%), dominato dal settore finanziario e dalla pubblica amministrazione.
5G e Digital Transformation, l’evoluzione delle reti
Un mercato ancora agli albori, ma che (anche a causa delle fake news) ha già fatto parlare di sé. Il 5G rappresenta un’evoluzione rispetto alle reti broadband esistenti, che offre numerose opportunità di business e possibilità di applicazione in diversi ambiti, grazie a soluzioni come il Multi-Access Edge Computing, l’Open RAN e il mmWave. All’estero questa tecnologia vede sempre più sperimentazioni che coinvolgono nuove competenze e partnership fra gli attori della filiera. In Italia il mercato va ancora avanti lentamente: la spesa per il 5G industriale nel 2024 è stimata in 14,5 milioni di euro (+70% rispetto al 2023), ma modesta in valore assoluto a causa di diverse barriere. I principali ostacoli includono la difficoltà a giustificare il ROI, la concorrenza di tecnologie alternative e un contesto normativo frammentato.
Nel complesso, sono 31 le aziende italiane che hanno implementato almeno una rete 5G privata o dedicata, rappresentando circa il 7% dei progetti attivi in Europa (su un totale stimato di quasi 500 progetti europei).
I rischi della Digital Transformation: il digital divide
Nonostante le opportunità offerte dalla Trasformazione Digitale, emergono criticità significative che rischiano di compromettere una crescita equa e sostenibile. Il principale problema è rappresentato dal “digital divide” tra organizzazioni mature e non mature, che sta diventando sempre più evidente.
Per fare un esempio, mentre il 53% delle grandi imprese ha già licenze per soluzioni AI come ChatGPT o Copilot, solo il 7% delle piccole e il 15% delle medie imprese ha avviato progetti di Intelligenza Artificiale.
Questo gap tecnologico rischia di creare un circolo vizioso: le aziende che riescono ad adottare tecnologie avanzate diventano più competitive, efficienti e redditizie, mentre quelle che rimangono indietro perdono progressivamente quote di mercato e capacità di investimento.
Strategie per ridurre il divario digitale
Per affrontare questa sfida sono necessarie azioni coordinate:
politiche di incentivazione mirate: sostegni fiscali e finanziamenti agevolati specificamente dedicati alle PMI per l’adozione di tecnologie digitali;
formazione e competenze: investimenti massicci nella formazione digitale e nello sviluppo di competenze specialistiche;
ecosistemi collaborativi: promozione di consorzi e reti tra imprese per condividere costi e competenze nell’innovazione digitale;
soluzioni scalabili: sviluppo di un’offerta tecnologica modulare e accessibile che vada incontro alle esigenze specifiche delle PMI;
governance pubblica: ruolo attivo delle istituzioni nel coordinare la trasformazione digitale e garantire che nessuno rimanga escluso.
Conclusioni
La Digital Transformation in Italia mostra segnali di consolidamento e maturità. Nonostante le sfide economiche e geopolitiche, gli investimenti nel digitale continuano a crescere.
Il PNRR rappresenta un’opportunità fondamentale per accelerare la Trasformazione Digitale del Paese, con investimenti significativi in infrastrutture, competenze e servizi digitali. Con 48 miliardi di euro dedicati al digitale, l’Italia dispone di risorse senza precedenti. I dati al novembre 2024 mostrano progressi significativi: 69 milestone e target già realizzati su 172 (il 40% del totale), posizionando il nostro Paese tra i più avanti in Europa nell’attuazione del piano. Tuttavia, è necessario accelerare per tradurre questi investimenti in benefici concreti e tangibili per cittadini e imprese.
Sarà cruciale continuare a investire nella formazione e nello sviluppo di competenze digitali, nonché implementare politiche inclusive per garantire che la trasformazione non aumenti le disuguaglianze ma contribuisca a una crescita sostenibile e condivisa.
Digital Transformation: impatti nei settori di Media Digitali, FinTech, Logistica, Retail, Turismo e Agricoltura
Con i suoi processi di digitalizzazione, la Trasformazione Digitale tocca settori sempre più ampi e diversi tra loro: dai Media Digitali, in particolare l’Advertising, il digitale nel 2025 raccoglie il 51% degli investimenti pubblicitari italiani. Il formato Video supera i 2,4 miliardi di euro, rappresentando il 41% dell’intero Internet advertising.
Nel campo della Finanza Digitale, il mercato Supply Chain Finance nel 2024 raggiunge circa 131 miliardi di euro, servendo il 22% del mercato potenziale. Le soluzioni innovative come Purchase Order Finance crescono del 35%, mentre il Dynamic Discounting registra un +17% osservatori. L’ecosistema Fintech e Insurtechitaliano conta 596 startup con ricavi in crescita del 29%. Nel 2024 il settore ha raccolto 250 milioni di euro.
Anche il settore della Logisticamostra grande dinamismo: nel 2025 si prevede di raggiungere 112,4 miliardi di euro (+1,9%) Prosegue la transizione green, con il 68% delle aziende concentrato sulla misurazione accurata dell’impatto climatico. Particolarmente rilevante è l’adozione dell’Intelligenza Artificiale: un terzo delle imprese italiane ha già avviato progetti di AI nei processi logistici, percentuale destinata a salire al 44% nei prossimi tre anni
Non mancano gli investimenti digitali anche nel mondo del Retail, con un’incidenza del 3,2% sul fatturato nel 2024, caratterizzato da nuovi modelli di business platform-based e sperimentano massicciamente l’Intelligenza Artificiale.
Altro comparto fortemente toccato è indubbiamente quello dei viaggi, particolarmente segnato dall’emergenza sanitaria. Cionondimeno, il Turismoè tornato a crescere, tanto che nel 2024 la spesa per i viaggi ha superato quella dei livelli pre-pandemia a livello internazionale. Nel corso del 2025 l’eCommerce si consolida rappresentando il 57% del mercato dell’ospitalità e il 70% dei trasporti, mentre un viaggiatore italiano su tre utilizza già l’Intelligenza Artificiale per pianificare i propri viaggi.
L’Innovazione Digitale tocca anche il settore della Cultura, dove nel 2024 il 55% dei musei e il 41% dei teatri hanno investito in digitale, con circa un terzo dei musei che utilizza già l’Intelligenza Artificiale generativa e il 20% che offre esperienze immersive di realtà aumentata o virtuale.
Nel campo dei droni e della Mobilità Aerea Avanzata, il mercato professionale italiano ha raggiunto 160 milioni di euro nel 2024 (+10%), con 657 imprese attive e l’80% degli attori del settore che prevede un’ulteriore crescita entro il 2027.
Infine, il settore dell’Agricoltura 4.0, pur registrando nel 2024 un rallentamento a 2,3 miliardi di euro (-8%) dovuto principalmente al calo degli investimenti in macchinari, mostra segnali positivi con la crescita delle soluzioni software, dei sistemi di decision support, dei sistemi di monitoraggio, della mappatura dei suoli e delle colture. La superficie italiana coltivata con tecnologie digitali raggiunge il 9,5% del totale e il 41% delle aziende agricole adotta almeno una soluzione 4.0
Tecnologie e trend della Digital Transformation
Dopo esserci focalizzati su quali sono i principali settori che hanno trovato, grazie alla Digital Innovation, una dimensione nuova e innovativa, approfondiamo ora i modelli di innovazione e i trend tecnologici.
Il modello dell’Open Innovation e il ruolo delle start-up
Il paradigma dell’Open Innovation non può solo essere considerato un trend tecnologico, ma un vero e proprio trend culturale. Questo processo, infatti, è uno dei fattori principali che determina come l’Innovazione e la Trasformazione Digitale cambino il panorama della digitalizzazione nelle organizzazioni: le imprese, per creare più valore e competere sul mercato, non possono più basarsi soltanto su idee e risorse interne. Sempre più spesso è necessario ricorrere anche a strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da start-up, ma anche Università, Centri di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti. Collaborare con queste realtà, infatti, può portare a numerosi benefici economici e strategici per tutte le parti coinvolte. Nel 2024 ben l’88% delle grandi aziende italiane ha adottato iniziative di “collaborazione aperta” e le startup sono state utilizzate come fonti di innovazione esterna dal 27% delle imprese.
La Trasformazione Digitale diventa, dunque, una sfida in cui emergono nuovi ruoli professionali (come l’Innovation Manager), nuovi attori, come le start-up, e una nuova cultura imprenditoriale.
Digital Transformation e eCommerce B2c
Con la pandemia, le aziende che avevano già esperienze di commercio elettronico sono quelle che hanno reagito meglio al primo lockdown, e le altre hanno dovuto colmare il gap per poter sopravvivere. Da quel momento si è assistito a una crescita dell’eCommerce B2c(Business-to-consumer). I numeri parlano da soli: nel 2025 questo mercato supererà i 62 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. In particolare, il settore dei servizi registra una crescita ancora più marcata, pari all’8% e raggiungendo i 22 miliardi di euro, mentre l’eCommerce di prodotto supera i 40 miliardi di euro con un incremento del 6%. Dietro questi numeri si cela un importante lavoro di ottimizzazione dei processi e di introduzione di soluzioni tecnologiche avanzate da parte dei merchant. Questi ultimi puntano non solo alla vendita, ma all’instaurazione di relazioni durature con i clienti attraverso esperienze interattive e coinvolgenti.
L’importanza di un approccio omnicanale
La pandemia non ha solo portato a una crescita dell’eCommerce, ma ha anche innalzato la priorità di una Customer Experience omnicanale. L’omnicanalità consiste nella gestione sinergica di tutti i touchpoint – ossia di punti di contatto con il cliente, dalla relazione durante il processo di acquisto, dall’Advertising, fino al servizio post-vendita –, creando un’esperienza fluida lungo tutto il processo d’acquisto. Questa strategia è diventata cruciale per la competitività aziendale.
Tuttavia, la strada è ancora lunga: nel 2024 solo l’11% delle grandi aziende ha saputo implementare strategie avanzate. L’Intelligenza Artificiale sta però accelerando questa trasformazione: due terzi delle grandi imprese hanno aumentato gli investimenti in AI per l’omnicanalità.
La Trasformazione Digitale e i trend per i Big Data e per l’Intelligenza Artificiale
I Big Data sono stati una rivoluzione per il mondo digitale: ogni azienda, ogni settore, ormai, vive sempre più analizzando enormi flussi di dati. Secondo molti, i dati sono il nuovo petrolio e saperne estrarre valore è la vera chiave competitiva per grandi aziende e PMI. Basti pensare che nel 2025 il mercato italiano del Data Management & Analytics ha toccato un valore di 4,1 miliardi di euro, con una crescita del 20%, confermando un trend solido e costante degli ultimi anni.
Proprio per la gestione di grandi volumi di numeri e per analizzarli, è indispensabile l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, e nello specifico dell’AI Generativa. I progressi fatti da questa industria, negli ultimi anni, sono notevoli e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti (basti pensare al successo di ChatGPT, DeepSeek e altre piattaforme). L’AI, il cui mercato ha registrato una crescita del +58% solo nel 2024, è in grado di offrire supporti concreti nella gestione e nell’analisi dei dati attraverso, ad esempio, la documentazione automatizzata, rendendo così i processi più efficienti ed efficaci.
Internet of Things: l’innovazione con gli “oggetti” e nuovi paradigmi
Anche nell’Internet of Thingssta diventando sempre più strategico il connubio con l’Intelligenza Artificiale: il 55% delle grandi imprese e il 33% delle medie che hanno progetti IoT desiderano integrare l’AI per ottimizzare processi e creare ecosistemi intelligenti, mentre il mercato consumer si ferma al 25%. Questa convergenza tra IoT e AI rappresenta l’evoluzione naturale della Trasformazione Digitale, dove i dati raccolti dai dispositivi connessi possono essere analizzati e valorizzati attraverso algoritmi intelligenti.
Rispetto ai numeri pre-pandemici, il mercato IoT è cresciuto in modo considerevole. Nel 2024, quasi 6 italiani su 10 (59%) possiedono almeno un oggetto smart in casa, l’80% delle grandi aziende manifatturiere ha almeno una soluzione di Industrial IoT, e il 65% dei comuni italiani ha avviato progetti Smart City. Un aiuto importante per un’ulteriore evoluzione potrebbe arrivare dal PNRR, anche se il Piano Transizione 5.0 fatica a decollare.
Resta però un dato significativo: meno della metà delle aziende sfrutta concretamente i dati raccolti dai dispositivi IoT, rappresentando un’enorme opportunità di crescita per nuovi modelli di business.
Design Thinking e Intelligenza Artificiale: un connubio vincente
L’AI è entrata in modo pervasivo nelle nostre vite e le sue possibili applicazioni non si fermano certo alla gestione e all’analisi dei dati. Anche il Design Thinking può cogliere le opportunità generate da questa tecnologia.
Il Design Thinking consiste nella capacità di risolvere problemi complessi utilizzando una visione e una gestione creative, integrando capacità analitiche con attitudini creative. Come abbiamo già accennato, l’Intelligenza Artificiale può supportare la reinterpretazione dei dati, ma allo stesso tempo è anche in grado di supportare il processo creativo attraverso nuovi stimoli, affiancando (senza sostituire) figure come leader e manager. Se in passato il Design Thinking veniva utilizzato principalmente da studi di design e agenzie, oggi sono sempre di più le aziende e le pubbliche amministrazioni interessate a questo paradigma e che possono beneficiarne all’interno di diversi contesti lavorativi.
Cloud Computing: Digital Transformation sulle nuvole
Il Cloud Computing è una delle tecnologie fondamentali e abilitanti del percorso di Trasformazione Digitale nelle imprese. Negli ultimi anni, soprattutto dopo il boom di digitalizzazione dei processi informatici dovuti alla pandemia, il Cloud è e resta una delle innovazioni più sfruttate. Oggi, è una tecnologia diventata indispensabile sia per le PMI che per le grandi aziende e le PA, che hanno trovato nella “nuvola” lo strumento per rimanere interconnessi in infiniti modi.
Nel 2025, trainato dall’Intelligenza Artificiale e dalla sovranità digitale, il mercato del Cloud italiano è cresciuto del +20% rispetto al 2024, raggiungendo un valore di 8,13 miliardi di euro. A guidare la crescita è il Public & Hybrid Cloud, in linea con le dinamiche degli ultimi anni.
Quantum Computing: la frontiera tecnologica del futuro
Anche la tecnologia del Quantum Computing potrebbe trasformare completamente il settore dell’informatica. Questa tecnologia può offrire nuove opportunità per risolvere problemi computazionali anche molto complessi, impattando significativamente diversi settori di business, dal Machine Learning, alla crittografia, alla Cyber Security, etc.
Il mercato del Quantum, però, è in fase di sviluppo e una sua adozione su larga scala non è ancora possibile attualmente. L’Italia mostra comunque segnali promettenti, grazie anche ai fondi del PNRR: nel 2024 è stato costruito il primo computer quantistico criogenico da 24 qubit presso l’Università Federico II di Napoli, mentre startup italiane hanno raccolto 12 milioni di euro nel biennio 2023-2024. Tuttavia, i fondi restano limitati rispetto ad altri Paesi europei.
Cybersecurity: mercato in crescita, sfide in aumento
Se da un lato le tecnologie digitali abilitano una serie di opportunità, dall’altro aumentano i rischi per la sicurezza dei sistemi informativi e i dati delle aziende. Aumentano gli attacchi informatici, alimentati da tecnologie sempre più avanzate, potenziate dall’Intelligenza Artificiale, e il panorama della Cyber Securityin Italia e nel mondo è in rapida evoluzione. Nel nostro Paese, il 73% delle grandi imprese ha subito almeno unattacco Cyber nell’ultimo anno e le organizzazioni stanno cercando di rafforzare la propria cybersicurezza. Cresce del 15%, infatti, il mercato italiano della sicurezza informatica, che nel 2024 raggiunge il valore di 2,48 miliardi di euro.
Per fronteggiare le nuove minacce occorrono investimenti, professionisti come lo Chief Information Security Officer (CISO) e piani di formazione strutturati. Inoltre, nell’ambito della Data Protection gioca un ruolo essenziale l’aderenza alle normative emanate a sostegno della protezione dei dati da azioni malevole, come la NIS2.
La Digital Transformation e il mondo dei pagamenti: Innovative Payments e Blockchain
La pandemia ha cambiato le abitudini dei consumatori anche in merito ai pagamenti digitali, avvicinandoli verso nuove forme di pagamento che non prevedevano il contatto con i contanti. Nel 2024, per la prima volta, i Digital Payment hanno superato il contante in termini di valore del transato, raggiungendo i 481 miliardi di euro (+8,5% rispetto al 2023). Qualcosa sembra dunque essere cambiato anche nell’approccio dei commercianti in questi ultimi anni: più della metà dei piccoli esercenti (53,5%) infatti, dichiara di preferire le carte rispetto ad altri strumenti di pagamento.
Al contempo,il settore Blockchain e Web3 mostra segnali di maturazione: nel 2024 sono stati lanciati 298 nuovi progetti (+3,5% rispetto al 2023), con un passaggio significativo dalle sperimentazioni (-43%) ai progetti operativi. Il mercato italiano vale 40 milioni di euro (+5%), dominato dal settore finanziario e dalla pubblica amministrazione.
5G e Digital Transformation, l’evoluzione delle reti
Un mercato ancora agli albori, ma che (anche a causa delle fake news) ha già fatto parlare di sé. Il 5G rappresenta un’evoluzione rispetto alle reti broadband esistenti, che offre numerose opportunità di business e possibilità di applicazione in diversi ambiti, grazie a soluzioni come il Multi-Access Edge Computing, l’Open RAN e il mmWave. All’estero questa tecnologia vede sempre più sperimentazioni che coinvolgono nuove competenze e partnership fra gli attori della filiera. In Italia il mercato va ancora avanti lentamente: la spesa per il 5G industriale nel 2024 è stimata in 14,5 milioni di euro (+70% rispetto al 2023), ma modesta in valore assoluto a causa di diverse barriere. I principali ostacoli includono la difficoltà a giustificare il ROI, la concorrenza di tecnologie alternative e un contesto normativo frammentato.
Nel complesso, sono 31 le aziende italiane che hanno implementato almeno una rete 5G privata o dedicata, rappresentando circa il 7% dei progetti attivi in Europa (su un totale stimato di quasi 500 progetti europei).
I rischi della Digital Transformation: il digital divide
Nonostante le opportunità offerte dalla Trasformazione Digitale, emergono criticità significative che rischiano di compromettere una crescita equa e sostenibile. Il principale problema è rappresentato dal “digital divide” tra organizzazioni mature e non mature, che sta diventando sempre più evidente.
Per fare un esempio, mentre il 53% delle grandi imprese ha già licenze per soluzioni AI come ChatGPT o Copilot, solo il 7% delle piccole e il 15% delle medie imprese ha avviato progetti di Intelligenza Artificiale.
Questo gap tecnologico rischia di creare un circolo vizioso: le aziende che riescono ad adottare tecnologie avanzate diventano più competitive, efficienti e redditizie, mentre quelle che rimangono indietro perdono progressivamente quote di mercato e capacità di investimento.
Strategie per ridurre il divario digitale
Per affrontare questa sfida sono necessarie azioni coordinate:
politiche di incentivazione mirate: sostegni fiscali e finanziamenti agevolati specificamente dedicati alle PMI per l’adozione di tecnologie digitali;
formazione e competenze: investimenti massicci nella formazione digitale e nello sviluppo di competenze specialistiche;
ecosistemi collaborativi: promozione di consorzi e reti tra imprese per condividere costi e competenze nell’innovazione digitale;
soluzioni scalabili: sviluppo di un’offerta tecnologica modulare e accessibile che vada incontro alle esigenze specifiche delle PMI;
governance pubblica: ruolo attivo delle istituzioni nel coordinare la trasformazione digitale e garantire che nessuno rimanga escluso.
Conclusioni
La Digital Transformation in Italia mostra segnali di consolidamento e maturità. Nonostante le sfide economiche e geopolitiche, gli investimenti nel digitale continuano a crescere.
Il PNRR rappresenta un’opportunità fondamentale per accelerare la Trasformazione Digitale del Paese, con investimenti significativi in infrastrutture, competenze e servizi digitali. Con 48 miliardi di euro dedicati al digitale, l’Italia dispone di risorse senza precedenti. I dati al novembre 2024 mostrano progressi significativi: 69 milestone e target già realizzati su 172 (il 40% del totale), posizionando il nostro Paese tra i più avanti in Europa nell’attuazione del piano. Tuttavia, è necessario accelerare per tradurre questi investimenti in benefici concreti e tangibili per cittadini e imprese.
Sarà cruciale continuare a investire nella formazione e nello sviluppo di competenze digitali, nonché implementare politiche inclusive per garantire che la trasformazione non aumenti le disuguaglianze ma contribuisca a una crescita sostenibile e condivisa.
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