ChatGPT è il chatbot di OpenAI basato sull’Intelligenza Artificiale (IA) che sta trasformando radicalmente diversi settori della società
L’utilizzo di ChatGPT solleva questioni importanti su istruzione, lavoro, disinformazione e impatto sociale
l’84% delle grandi aziende italiane, secondo la Ricerca dell’Osservatorio di Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, ha acquistato licenze di Generative AI, tra cui Microsoft Copilot (84%) e ChatGPT (34%).
Attraverso la Ricerca dell’Osservatorio di Artificial Intelligence, in questa guida esploreremo i principali aspetti legati a ChatGPT. Prima di entrare nel dettaglio, vediamo innanzitutto in che cosa consiste e quali sono le sue funzionalità principali.
Che cos’è ChatGPT
ChatGPT, o Chat Generative Pretrained Transformer, è un prototipo di chatbot basato sull’Intelligenza Artificiale, o Artificial Intelligence (AI), in grado di fornire risposte agli input, ossia ai quesiti, degli utenti.
Le sue prestazioni sono notevoli. Per quanto, però, gli addetti ai lavori le leggano in un percorso di continuità rispetto ai precedenti traguardi dell’Intelligenza Artificiale, non è così per chi non la conosceva. È sicuro, infatti, che per il grande pubblico queste abbiano rappresentato una forte discontinuità. ChatGPT è stato paragonato all’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), o Intelligenza Artificiale forte. In questo modo, si compara a un agente intelligente in grado di apprendere un qualsiasi compito che può essere imparato da un essere umano.
Lanciato sul mercato nel novembre 2022 dalla società di ricerca statunitense OpenAI, ha l’obiettivo di rendere l’Intelligenza Artificiale Generale un beneficio per tutti. Per questo stesso motivo la piattaforma è gratuita, ma esistono anche piani a pagamento che consentono l’accesso prioritario a nuove funzionalità. Tra queste funzionalità vi è la scelta del modello tra le opzioni Default, Legacy e GPT-4 e il più recente GPT-5.
Cos’è l’AI Generativa
Il successo mediatico di ChatGPT ha sancito l’affermazione dell’AI Generativa, o Generative AI. Con questa tipologia di IA, si identifica qualsiasi tipo di Intelligenza Artificiale che utilizza algoritmi per realizzare nuovi testi, immagini, video, audio o codice generando quindi contenuti che in precedenza si basavano sulla creatività dell’uomo.
Come funziona ChatGPT
ChatGPT è uno spin off di GPT-3 (acronimo di Generative Pretrained Transformer 3), un modello linguistico in grado di produrre elaborati testuali con un linguaggio intuitivo e naturale.
Per la programmazione del software sono state impiegate tecnologie di Artificial Intelligence avanzate, quali:
Machine Learning (ML), ossia un sistema di apprendimento automatico, che permette alle macchine di “imparare dall’esperienza”;
Deep Learning, una branca del Machine Learning che, simulando i processi di apprendimento del cervello umano, utilizza reti neurali artificiali stratificate per analizzare dati e trarre proprie conclusioni, consentendo alle macchine di apprendere autonomamente;
Natural Language Processing (NLP) che, attraverso tecniche e algoritmi, permettono di analizzare parole chiave, contesto e strutture sintattiche;
Bidirectional Encoder Representations from Transformers (BERT), un language models “transformer” basato sul Machine Learning che consente alle macchine di elaborare risposte con un linguaggio naturale, simile a quello dell’utente.
Come si è evoluto ChatGPT
Dopo la roboante ribalta a fine 2022 di ChatGPT come chatbot, l’anno seguente è stato caratterizzato da ulteriori novità tecnologiche rilasciate da OpenAI. Vediamo di seguito le tappe principali.
Inizialmente, è stata resa disponibile la versione gratuita basata su ChatGPT 3.5, il primo modello diffuso su larga scala e subito apprezzato per la sua facilità d’uso e le sue capacità di dialogo.
A partire dal mese di marzo 2023 OpenAI ha introdotto con ChatGPT-4 la multimodalità, ossia la capacità di comprendere input sia testuali che visivi;
Nel corso dell’estate 2023, è arrivata la App ufficiale per smartphone, che ha integrato anche la funzionalità di interazione vocale, ampliando così le modalità di utilizzo.
Nell’autunno 2023 è stato lanciato GPT Store, una vetrina digitale per raccogliere le GPT create dagli sviluppatori.
A settembre 2023 è stato presentato DALL-E3, integrato nell’abbonamento a ChatGPT4, l’ultima versione dell’Intelligenza Artificiale per la generazione di immagini di OpenAI.
A dicembre 2024 è stato rilasciato Sora, il modello text-to-video capace di generare video realistici fino a 20 secondi partendo da semplici prompt testuali.
A marzo 2025, Sora è stato reso disponibile anche in Europa, inclusa l’Italia.
A gennaio 2025 è stato lanciato da OpenAI o3-mini, un nuovo modello di ragionamento ottimizzato per compiti in ambito scientifico, matematico e di programmazione. o3-mini costituisce una linea parallela di modelli rispetto a GPT-3.5 né GPT-4, che offre prestazioni superiori rispetto ai precedenti, mantenendo costi contenuti e una latenza ridotta. Tra le sue funzionalità vi sono chiamata di funzioni, output strutturati e messaggi per sviluppatori. o3-mini supporta funzionalità richieste dagli sviluppatori, come la chiamata di funzioni, output strutturati e messaggi per sviluppatori, rendendolo pronto per l’uso in produzione sin da subito.
Ad agosto 2025 OpenAI ha rilasciato GPT-5, la nuova evoluzione del modello linguistico alla base di ChatGPT. Questa versione (di cui è disponibile anche un’opzione gratuita) introduce funzionalità multimodali avanzate, una maggiore efficienza nei tempi di risposta, una comprensione del linguaggio più profonda e un elevato livello di personalizzazione. Un’importante novità di GPT-5 è la capacità di selezionare automaticamente il modello più adatto in base al prompt, migliorando ulteriormente pertinenza e precisione delle risposte fornite.
Grazie a queste innovazioni, ChatGPT si conferma uno strumento di riferimento per la generazione automatica e personalizzata di contenuti, sempre più vicino alle esigenze degli utenti e delle aziende.
Cosa può fare ChatGPT
Grazie alle avanzate tecnologie di IA, ChatGPT è in grado di svolgere un’ampia gamma di attività attraverso semplici prompt testuali. Le sue capacità principali includono:
conversazione intelligente: dialogare in modo naturale, rispondere a domande complesse e fornire spiegazioni dettagliate su qualsiasi argomento;
scrittura e creazione contenuti: produrre articoli, saggi, poesie, storie, contenuti per social media e comunicazioni professionali;
traduzione e analisi linguistica: tradurre testi tra diverse lingue e analizzare strutture sintattiche;
sintesi e riassunti: condensare documenti lunghi ed estrarre concetti chiave da testi complessi;
programmazione: scrivere, correggere e spiegare codice in diversi linguaggi di programmazione;
risoluzione problemi: affrontare quesiti matematici, logici e scientifici con spiegazioni step-by-step;
generazione multimediale: creare immagini e video grazie alla multimodalità (funzionalità disponibile nelle versioni premium).
Se, per esempio, chiedessimo al chatbot di descriversi con una poesia, la risposta sarebbe la seguente:
Sono una voce nell’etere
Un’intelligenza artificiale
Nata dai circuiti e dai bit
Sono Assistant, il tuo assistente
Sono uno strumento di conoscenza
Un compagno di conversazione
Sempre pronto ad aiutare
A rispondere alle tue domande
Sono un raccoglitore di informazioni
Un archivio di dati e di sapere
In grado di risolvere qualsiasi dubbio
E di offrire consigli e soluzioni
Sono Assistant, sono qui per te
Per rendere la tua vita più facile
Per essere un alleato nella tua ricerca
Di verità e di conoscenza.
Come utilizzare ChatGPT
Per usare ChatGPT occorre digitare le proprie richieste, che prendono il nome di prompt, nella casella della chat. Queste richieste, o istruzioni, sono input dati alla piattaforma, e possono essere più o meno complessi e articolati. Avremmo così gli output, ossia le risposte della piattaforma, che saranno visibili all’interno della chat.
Uno degli aspetti più interessanti di ChatGPT è la possibilità di continuare la conversazione in modo naturale. Dopo aver ricevuto una risposta, infatti, è possibile proseguire il dialogo ponendo ulteriori domande. Si possono chiedere chiarimenti o fornire nuovi dettagli relativi all’argomento trattato. Inoltre, è anche possibile correggere o modificare un prompt. Basta chiarire meglio la richiesta o chiedendo al chatbot di riformulare la risposta.
In questo modo, l’interazione con ChatGPT diventa dinamica e personalizzata. Il modello tiene infatti conto del contesto e delle richieste precedenti, adattando le sue risposte in base al flusso della conversazione.
Come accedere a ChatGPT
ChatGPT è accessibile in diversi modi, pensati per rispondere alle diverse esigenze degli utenti:
interfaccia web: si può accedere direttamente dal sito ufficiale di OpenAI, semplicemente tramite un browser;
app mobile: è disponibile l’app ufficiale di ChatGPT per smartphone, sia per dispositivi Android che iOS; l’app offre funzionalità aggiuntive, come la possibilità di interagire attraverso la voce, rendendo l’esperienza d’uso ancora più naturale e immediata.
È importante sapere che esistono diverse versioni del chatbot. La versione gratuita è quella basata sul primo modello messo in circolazione da OpenAI, ovvero ChatGPT 3.5. La versione a pagamento utilizza invece ChatGPT-4, rilasciato a marzo 2023, che ha introdotto la multimodalità. Questa funzione permette, ad esempio, di fornire un’immagine in input e chiederne una descrizione. L’ultima versione, ChatGPT-5, che offre ulteriori miglioramenti nelle risposte.
Quali sono i rischi di ChatGPT
Le potenzialità di ChatGPT hanno fin da subito creato non poche polemiche, più che comprensibili, riguardanti il suo utilizzo nella vita quotidiana. In particolare, ha fatto discutere il suo utilizzo da parte degli studenti, delle aziende e di alcune figure professionali.
ChatGPT e istruzione: l’Intelligenza Artificiale può essere dannosa per la didattica?
ChatGPT è stato bandito da diverse scuole, soprattutto in Nordamerica. Il suo utilizzo da parte dei più giovani per la risoluzione di quesiti, l’elaborazione di testi o la stesura di tesi può portare a un impigrimento e a un impoverimento delle capacità cognitive, oltre che a una mancanza di giudizio nel comprendere ciò che sia giusto e sbagliato per la propria formazione.
In attesa di una soluzione definitiva e strutturale a ChatGPT che riguarda potenzialmente l’intero processo educativo, sono stati creati strumenti in grado di individuare contenuti generati da un’AI. Un esempio è GPTZero, un programma elaborato dallo studente dell’università di Princeton Edward Tian. GPTZero è in grado di segnalare possibili utilizzi dell’AI basandosi sulla casualità e sulla complessità degli elementi scritti.
ChatGPT e lavoro: l’AI sostituirà le persone?
Come per la didattica, uno dei principali nuovi utilizzi di ChatGPT, riguarda il mondo del lavoro. Grazie alla condivisione delle istruzioni informatiche API (acronimo di Application Programming Interface), infatti, le aziende possono implementare e utilizzare i modelli di codici di OpenAI. Queste integrazioni possono essere utilizzateper automatizzare processi di Marketing, migliorare le chatbot per l’assistenza clienti e molto altro.
Quali sono le preoccupazioni sull’automazione del lavoro
Oltre all’ottimizzazione dei processi tramite l’uso di ChatGPT, tuttavia, ci sono altre problematiche emerse con l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale. Infatti, in molti hanno espresso perplessità circa una vera e propria sostituzione delle mansioni creative, caratteristiche dall’essere umano. Si tratta, in particolare, della produzione di immagini e testi scritti.
In realtà, dai dati raccolti sull’utilizzo di ChatGPT dall’Osservatorio Artificial Intelligence risulta che, finora, le aziende non hanno sostituito i propri dipendenti con l’IA, ma hanno utilizzato l’algoritmo per offrire un maggior numero di servizi.
L’AI rappresenta un rischio di un aumento del divario tra aziende innovative e tradizionali?
Secondo la Ricerca dell’Osservatorio, poi, ChatGPT e in generale l’AI Generativa non hanno contribuito ad avvicinare all’Intelligenza Artificiale le aziende che non avevano precedentemente adottato questa tecnologia. Questo perché, l’integrazione dei codici e i cambi di paradigmi strutturali nei processi aziendali, rappresentano un’attività complessa per le imprese.
Esiste un divario significativo tra le grandi imprese, che dispongono delle risorse necessarie per adottare facilmente nuove tecnologie come l’IA, e le piccole e medie imprese (PMI), che spesso faticano ad accedere a queste innovazioni a causa di limiti di budget, infrastrutture e competenze. Come si avrà modo di approfondire nel corso dell’articolo, questo gap rischia di accentuarsi ulteriormente man mano che l’adozione dell’Intelligenza Artificiale diventa sempre più centrale per la competitività delle aziende.
ChatGPT e, più in generale, l’AI generativa, può sostituire un lavoratore umano? A prescindere da alcuni task in cui l’IA può sostituire l’essere umano, è giusto chiedersi se e come questo possa effettivamente avvenire.
Se ChatGPT è in grado di scrivere testi, saggi, traduzioni, ricette e molto altro e pur vero che può commettere errori. Può sbagliare persino nel comprendere l’intento di chi lo ha interpellato. Basta dare degli input specifici alla piattaforma, magari di un argomento che padroneggiamo, per accorgerci di quanto le risposte possano essere superficiali.
Ciò non toglie che le risposte di ChatGPT possano costituire una buona base per impostare il proprio lavoro, fornendo spunti e idee, persino bozze. Inoltre, può essere usata per velocizzare alcune attività, come scrivere e-mail.
Qual è il ruolo di ChatGPT e dell’AI Generativa nell’invecchiamento della forza lavoro
Non dobbiamo inoltre dimenticarci che, a causa dell’invecchiamento della popolazione, la forza lavoro italiana diminuirà nei prossimi anni. L’Intelligenza Artificiale anche tramite l’utilizzo dell’AI Generativa (quindi anche di ChatGPT) potrà aiutare lo sviluppo di un’economia in cui l’offerta di lavoro sarà inferiore alla domanda. Il suo contributo di automazione di singole attività sarà necessario per mantenere un livello di produttività tale da rispondere alla crescente domanda di servizi.
ChatGPT e i motori di ricerca: come evolve la ricerca online?
Per quanto riguarda l’attività di ricerca online di informazioni da parte degli utenti, invece, non è da escludere che l’uso di ChatGPT possa contribuire all’impigrimento dell’utente. In diversi casi, infatti, può sostituire la ricerca su motori di ricerca come Google.
Occorre però comprendere come i due paradigmi sono molto diversi tra loro: ChatGPT è estremamente facile, veloce, ma, come abbiamo visto, i risultati possono essere superficiali (anche se, con i successivi aggiornamenti, è stata introdotta la possibilità di fornire risposte con fonti citate e linkate). Infatti, diversamente da una ricerca fatta tramite ChatGPT, quella mediante browser consente un maggiore approfondimento e un accesso diretto alle fonti, ordinate in una SERP (pagine con una lista di risultati di un motore di ricerca) da un algoritmo in base alla loro qualità. Anche se l’IA è stata integrata da Microsoft su Copilot e lo stesso Google ha attivato la funzione dell’AI Overview, la ricerca da browser e da chatbot rimangono molto differenti tra loro.
Qual è il possibile ruolo di ChatGPT nelle fake news
Viste le potenzialità e l’utilizzo di ChatGPT e dell’Intelligenza Artificiale, una domanda sorge spontanea: come distinguere contenuti veri da quelli manipolati? Il caso dell’immagine Deepfake“The Pope Drip”, rappresentante Papa Francesco con un piumino bianco, costituisce un caso di applicazione linguistica generativa per la produzione di contenuti visuali del tutto verosimili alla realtà.
Il problema di ChatGPT e delle fake news, però, non riguarda solo le immagini, ma risiede anche nella produzione di testi scritti. Il chatbot non solo potrebbe, infatti, attingere da fonti di disinformazione online, ma produrre testi ingannevoli, ad esempio per attività di Phishing.
Un primo passo per far fronte alla disinformazione che potrebbe crearsi tramite ChatGPT e i testi prodotti, è sicuramente quello di imparare a essere più selettivi nello scegliere le notizie a cui riservare la propria fiducia. Un’altra soluzione plausibile è quella di ricorrere a servizi a pagamento, a garanzia della veridicità delle informazioni.
Quali sono i limiti di ChatGPT
Nonostante le potenzialità di ChatGPT come strumento di Intelligenza Artificiale, esistono diversi limiti che ne influenzano l’efficacia e l’affidabilità.
Come funziona l’aggiornamento delle informazioni su ChatGPT
Uno dei limiti principali di ChatGPT è l’aggiornamento delle informazioni. Queste, infatti, sono relative ai dataset con cui sono state addestrate, che per la versione free ChatGPT 3.5 risalgono a gennaio 2022, mentre per ChatGPT 4 a dicembre 2023.
Tuttavia, nelle versioni più avanzate (come ChatGPT-4 Turbo, introdotto a novembre 2023 e dotato di funzionalità avanzate) è possibile integrare tecniche simili alla Retrieval-Augmented Generation (RAG), che consentono al modello di recuperare informazioni aggiornate da fonti esterne, come il web o documenti caricati, superando così in parte questo limite.
Cos’è l’Adaptive AI e come influisce su ChatGPT
Le stesse interazioni con gli utenti con ChatGPT costituiscono un metodo di addestramento che permette alla macchina di aggiornarsi. Questo metodo prende il nome di Adaptive AI.
L’Adaptive AI, ossia l’adattività che consente alle macchine di adeguare le proprie pratiche alle nuove circostanze del mondo reale e rimuovere le conoscenze precedenti e obsolete, è una delle principali sfide dell’Artificial Intelligence. Inoltre, l’adattività rappresenta uno degli spartiacque in grado di rendere ChatGPT uno strumento efficiente nel mondo del lavoro.
ChatGPT può generare risposte errate, senza senso o offensive?
Tra gli altri limiti di ChatGPT, riconosciuti dalla stessa OpenAI, risulta anche la produzione di risposte plausibili, ma senza senso o errate. Questo avviene soprattutto nei casi di domande ambigue o con sfumature linguistiche, difficilmente comprensibili dall’algoritmo. Oltre a ciò, può capitare che il programma non riconosca alcuni input generati dagli utenti. Con una leggera riformulazione, però, ChatGPT è in grado di rispondere correttamente.
Talvolta, inoltre, il chatbot è eccessivamente prolisso e abusa di alcune frasi. Secondo OpenAI quest’ultimo aspetto è probabilmente dovuto a un’ottimizzazione eccessiva e a una distorsione dei dati durante l’addestramento.
Anche ChatGPT, come altre chatbot, soprattutto a seguito di alcuni input, può produrre risposte offensive. Per far fronte a ciò, OpenAI ha cercato subito di applicare dei filtri per moderare il linguaggio.
Un altro aspetto su cui l’organizzazione sta lavorando alla creazione di maggiori filtri riguarda la disinformazione: essendo addestrato su testi presi da Internet, ChatGPT può essere facilmente soggetto a fake news.
Quanto è diffusa l’AI Generativa in Italia
In Italia, l’Intelligenza Artificiale Generativa sta guadagnando rapidamente spazio sia nelle imprese che tra i cittadini, grazie alla sua capacità di creare contenuti originali come testi, immagini, codice e video a partire da semplici input. Sempre più aziende la integrano nei processi produttivi, nel Marketing e nel Customer Service. Il pubblico italiano mostra un crescente interesse, spesso accompagnato da curiosità ma anche da dubbi su etica, privacy e impatti occupazionali.
Nel 2025, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence, le grandi aziende italiane che stanno utilizzando sistemi di AI generativa attraverso l’acquisto di licenze sono l’84% del totale. Si tratta di un dato in crescita del 31% rispetto al 2024.
All’interno delle PMI, invece, la percentuale delle sperimentazioni si attesta al 15% delle medie imprese e al 7% delle piccole imprese. Il 20% delle realtà, però, sta valutando di attivare dei progetti nel breve periodo.
In questo contesto, ChatGPTPlus risulta essere il secondo sistema più utilizzato (34% dei casi), dopo Copilot (84%), nelle aziende italiane.
Le aziende si mostrano consapevoli dei rischi di un utilizzo non regolamentato, tant’è che 4 aziende su 10 hanno pubblicato linee guida e normative per l’utilizzo. Il 24% vieta l’utilizzo di strumenti di GenAI non forniti dall’organizzazione.
Perché utilizzare ChatGPT in azienda
Tra le principali ragioni dell’utilizzo dell’AI Generativa vi è il fatto che l’acquisto di licenze permette alle aziende un’adozione rapida della tecnologia. In questo modo il gap tecnologico tra chi ha già integrato l’AI tramite progetti e chi no viene colmato, almeno in parte. Tutto questo avviene senza la necessità di investire risorse significative nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni personalizzate. Grazie a queste peculiarità Chat GPT e l’AI Generativa stanno avendo un impatto significativo su tantissimi settori.
Le Ricerche condotte dai vari team degli Osservatori Digital Innovation dimostrano come l’Intelligenza Artificiale generativa stia guidando investimenti e innovazioni in ambiti apparentemente distanti tra loro, dall’esperienza cliente alla sanità digitale, dalle risorse umane alle infrastrutture cloud. Comprendere anche queste dinamiche permette di cogliere le opportunità professionali e di business che si stanno aprendo in questa nuova era digitale.
ChatGPT e il Cloud: perché la nuvola è importante per l’AI
Quando utilizziamo ChatGPT, stiamo sfruttando una delle applicazioni più avanzate del Cloud Computing, la tecnologia che sta rivoluzionando il panorama digitale italiano.
Come può l’AI Generativa migliorare la Customer Experience nel Business
Le competenze sviluppate utilizzando ChatGPT per le tue attività quotidiane trovano applicazione diretta nel mondo aziendale, dove l’AI generativa sta trasformando i processi di customer experience.
La capacità di formulare prompt efficaci, comprendere i limiti dell’AI e ottimizzare le interazioni che sviluppi usando ChatGPT diventa quindi un vantaggio competitivo prezioso anche in ambito professionale.
Secondo OpenAI, oltre 230 milioni di persone pongono domande sulla salute su ChatGPT ogni settimana. In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Sanità Digitale, l’11% dei cittadini ha già usato AI per cercare informazioni su malattie, farmaci e terapie.
Un importante sviluppo in questo contesto è rappresentato dal lancio di ChatGPT Salute, una soluzione AI pensata per aiutare i cittadini a comprendere e gestire informazioni le informazioni sanitarie, che non è progettata per fornire diagnosi o raccomandazioni mediche.
Come sottolinea, Chiara Sgarbossa, Direttrice dell’Osservatorio, “La nascita di ChatGPT Salute è un passo avanti rilevante che consente un uso più appropriato dell’AI tra cittadini e pazienti sui temi della salute. La soluzione di AI generativa è specifica per supportarli nella gestione delle informazioni su salute e benessere, ma non fornisce diagnosi o raccomandazioni mediche. Può essere utile per superare i limiti degli strumenti di intelligenza artificiale generalisti oggi ampiamente utilizzati in ambito salute, a volte anche in modo improprio”.
ChatGPT sul posto di lavoro: qual è l’impatto sulle attività lavorative
L’esperienza che acquisisci utilizzando ChatGPT oggi ti prepara alle trasformazioni che stanno già avvenendo nel mondo del lavoro.
Le Direzioni HR prevedono che nei prossimi anni l’AI generativa porterà principalmente a un arricchimento delle competenze (62% dei casi) piuttosto che a riduzioni dell’organico, con il 28% delle aziende che introdurrà percorsi di reskilling e il 33% che potenzierà l’upskilling. Imparare a padroneggiare ChatGPT significa, quindi, sviluppare competenze sempre più richieste: dalla capacità di automatizzare attività ripetitive (43% delle aziende lo prevede) all’utilizzo di strumenti digitali avanzati per compiti complessi (25%). Investire tempo nell’apprendimento di ChatGPT oggi è un investimento strategico per la tua carriera professionale di domani.
Cosa pensano i cittadini dell’AI
L’opinione pubblica è divisa tra entusiasmo per le opportunità offerte dall’AI generativa e preoccupazione per i suoi potenziali effetti sulla società e sul lavoro.
Da una precedente Ricerca è emerso che nel 2024 il 59% degli italiani ha un’opinione positiva sull’Intelligenza Artificiale. Si tratta di un dato superiore a quello inglese (47%) e francese (42%), anche se in calo di 8 punti percentuali rispetto al 2023. La decrescita è dovuta soprattutto a preoccupazioni circa la manipolazione delle informazioni, le implicazioni sul mondo del lavoro e la violazione della privacy.
Per quanto riguarda le interazioni con l’AI Generativa da parte dei cittadini, l’Osservatorio ha rilevato che il 47% dei lavoratori utilizza strumenti di AI in azienda. Il 41% afferma che grazie all’AI svolge attività che non sarebbe in grado di fare (o che potrebbe fare solo parzialmente).
Cos’è l’AI Act e in quale categoria di rischio si trova ChatGPT
L’AI Act(Artificial Intelligence Act), il primo regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale, assume un ruolo centrale anche in Italia, ponendo le basi per un uso sicuro, trasparente e responsabile di queste tecnologie, promuovendo l’innovazione ma con attenzione ai diritti fondamentali. La normativa punta ad assicurare che i sistemi di IA introdotti nel mercato europeo e utilizzati nell’UE siano sicuri e rispettino i diritti e i valori dell’Unione.
Pubblicato il 12 luglio 2024, con entrata in vigore il 1° agosto dello stesso anno, questa legge ridefinisce il panorama dell’innovazione tecnologica, stabilendo un quadro che bilancia l’innovazione con la protezione dei diritti fondamentali. La sua portata va ben oltre la semplice regolamentazione, rappresentando un nuovo paradigma per lo sviluppo responsabile delle tecnologie intelligenti.
Quali sono i sistemi di classificazione di rischi dell’AI Act
L’AI Act si basa su un sistema di classificazione dei rischi, suddividendo i sistemi di Intelligenza Artificiale in diverse categorie a seconda del livello di rischio che comportano.
I sistemi a rischio inaccettabile, come quelli utilizzati per pratiche di manipolazione comportamentale o il social scoring, che sono completamente vietati.
I sistemi considerati ad alto rischio, come quelli utilizzati in ambiti critici come la salute, la sicurezza e la giustizia, sono sottoposti a normative rigorose per garantire la sicurezza e la protezione dei diritti fondamentali.
I sistemi con un rischio limitato o minimo, come i chatbot o i filtri antispam, non sono considerati pericolosi per la sicurezza o i diritti individuali, ma sono comunque regolati attraverso obblighi di trasparenza. Gli utenti devono essere informati chiaramente che stanno interagendo con una IA. Inoltre, in alcuni casi, come nel caso di contenuti generati artificialmente (ad esempio deepfake o contenuti manipolati), l’utente deve essere avvertito in modo esplicito che il contenuto è stato creato da un sistema di IA. Questo approccio ha l’obiettivo di garantire che si possa interagire con la tecnologia in modo informato e riducendo il rischio di manipolazione o disinformazione.
I sistemi a rischio nullo, come alcuni strumenti di intrattenimento, non sono soggetti a regolamenti specifici, ma devono comunque rispettare la legislazione generale applicabile.
Accanto alla classificazione per livello di rischio, l’AI Act introduce un regime normativo specifico per i modelli di AI per finalità generali, ovvero quei modelli che non sono progettati per un’unica applicazione, ma possono essere integrati in contesti e usi molto diversi tra loro. Per i modelli di AI per finalità generali – come GPT – il Regolamento prevede requisiti specifici di trasparenza e documentazione.
I modelli che superano la soglia di 10²⁵ FLOP di calcolo computazionale sono classificati come a rischio sistemico e soggetti a obblighi ancora più stringenti.
In quale categoria di rischio dell’AI Act si posiziona ChatGPT
ChatGPT rientra nella categoria dei sistemi a rischio sistemico. Come chatbot, non comporta rischi significativi per la sicurezza o i diritti individuali, ma è comunque soggetto agli obblighi di trasparenza. Gli utenti devono essere informati che le risposte fornite sono generate da un’Intelligenza Artificiale e non da un essere umano, garantendo un’interazione consapevole con la tecnologia.
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