La Sanità Digitale in breve

  • La Sanità Digitale riguarda l’applicazione delle tecnologie digitali per rendere più efficace l’erogazione dei servizi e semplificare la comunicazione tra strutture e cittadini
  • La pandemia e il PNRR hanno accelerato i processi di digitalizzazione, portando nuove opportunità di investimento
  • Secondo la Ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, gli investimenti in Sanità Digitale hanno raggiunto i 2,7 miliardi di euro, segnando una crescita del 9% rispetto all’anno precedente
  • La Cybersecurity è oggi la priorità assoluta per il 90% delle strutture sanitarie. Seguono i Servizi Digitali al Cittadino (81%), la Cartella Clinica Elettronica (76%) e la Telemedicina (74%). L’Intelligenza Artificiale si afferma come ambito strategico in rapida ascesa (71%, +8 punti percentuali rispetto al 2025)

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Questa guida approfondisce le principali soluzioni di Sanità Digitale, fornendo dati e informazioni utili per comprendere lo stato dell’arte dell’Innovazione Digitale in questo ambito. I contenuti si basano sulla Ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale, punto di riferimento per tutti gli attori del settore sanitario, e dell’Osservatorio Life Science Innovation, nato per approfondire le opportunità dell’innovazione, anche abilitata dalle tecnologie digitali, nella ricerca clinica e nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi nel mondo Life Science.

Cos’è la Sanità Digitale

La Sanità Digitale (o eHealth) è un concetto che riguarda l’applicazione delle tecnologie digitali a supporto dell’innovazione del sistema sanitario per rendere più efficace l’erogazione dei servizi, snellire la comunicazione tra strutture sanitarie e cittadini, semplificare i sistemi di prenotazione e molto altro.

In termini pratici, la Sanità Digitale include soluzioni come il Fascicolo Sanitario Elettronico, la Telemedicina e la Cartella Clinica Elettronica, fino all’uso dell’Intelligenza Artificiale per l’analisi dei dati sanitari.

Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi europei con i maggiori tassi di invecchiamento demografico e crescita della speranza di vita – fattori che aumentano le richieste di cura – l’attuale spesa in Sanità Digitale presenta ancora ampi margini di crescita. Complice la pandemia che ha messo in evidenza le criticità del nostro sistema sanitario, si rileva comunque un trend di crescita positivo, anche grazie ai fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Come funziona la Sanità Digitale: cos’è il modello Connected Care

La Connected Care rappresenta il modello operativo che dà sostanza alla visione della Sanità Digitale, trasformando il paziente da fruitore passivo a protagonista attivo. Questo approccio permette infatti al paziente di accedere alle informazioni sanitarie attraverso piattaforme digitali integrate o interoperabili e di condividere tali informazioni con tutti gli attori coinvolti nel processo di cura (medici e infermieri, operatori sanitari sul territorio e a domicilio, farmacie, assicurazioni, ecc.).

Allo stesso modo anche i diversi attori che entrano in contatto con il paziente sono connessi tra di loro e hanno a disposizione la storia clinica del paziente, così da supportarli nella presa di decisioni. 

I principali esempi di applicazioni della Connected Care sono:

  • prevenzione e stile di vita: comprende le attività di ricerca di informazioni sulla salute, sugli stili di vita e sulla prevenzione (es. vaccini), alla raccolta di dati sul proprio stile di vita e alla loro gestione;
  • accesso: prevede la ricerca di informazioni sulle strutture sanitarie e sui medici e la prenotazione e il pagamento di visite ed esami, nonché l’accesso fisico alle strutture sanitarie;
  • cura: comprende la vera e propria fruizione di tutti i servizi sanitari come, ad esempio, visite, esami, ricoveri e terapie;
  • follow-up: include tutte le attività che il paziente svolge dopo l’accesso al sistema sanitario, presso il suo domicilio.

Quali sono gli ambiti applicativi della Sanità Digitale

La Sanità Digitale si articola in molteplici ambiti applicativi che supportano professionisti sanitari, strutture e cittadini lungo l’intero percorso di cura. I principali sono:

  • Telemedicina
  • Cartella Clinica Elettronica (CCE)
  • Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)
  • Intelligenza Artificiale in Sanità
  • App per la salute
  • Terapie digitali
  • Altri ambiti applicativi

Approfondiamoli ora più nel dettaglio.

Telemedicina

La Telemedicina rappresenta una delle applicazioni più innovative e interessanti nell’ambito della Sanità Digitale. Si tratta di servizi di assistenza sanitaria erogati tramite tecnologie informatiche, in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente (o due professionisti) non si trovano nello stesso luogo (es. teleconsulto, telemonitoraggio, televisita, ecc…).

Questi strumenti consentono di trasmettere in modo sicuro dati e informazioni cliniche per prevenzione trattamento o controllo dei pazienti, integrando – e non sostituendo – la prestazione tradizionale per migliorarne efficacia ed efficienza. La televisita, ad esempio, consente di raggiungere pazienti che altrimenti non avrebbero accesso alle cure per difficoltà motorie o residenza in aree isolate, il telemonitoraggio consente di adattare i piani terapeutici e rilevare precocemente i peggioramenti clinici, mentre il teleconsulto facilita la collaborazione interdisciplinare nella gestione dei casi complessi.

Nel 2025 sono stati finalizzati gli interventi necessari a rendere operative le IRT (Infrastrutture Regionali di Telemedicina) sviluppate grazie al PNRR.

Dalla Ricerca emerge che la Televisita è il servizio più presente nelle strutture sanitarie (62%), a cui segue il Teleconsulto tra strutture ospedaliere (51%) e il Telemonitoraggio (28%).

Tuttavia, meno di un terzo dei professionisti sanitari ricorre a piattaforme dedicate all’uso sanitario. Come spiegato Cristina Masella, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Sanità Digitale, durante il Convegno dei risultati di Ricerca,Nei primi mesi del 2026 gli effetti tangibili degli investimenti del PNRR sulla Telemedicina non si sono ancora manifestati, poiché le IRT risultano attive, ma ancora in fase di diffusione nelle Regioni. Nei prossimi mesi sarà pertanto cruciale avviare interventi di change management per supportare la transizione dei professionisti dalle piattaforme attualmente utilizzate alle nuove IRT, favorendone la piena adozione.

Le farmacie territoriali stanno emergendo come attori chiave nell’ampliamento della Telemedicina, soprattutto nelle aree periferiche e rurali. La Telecardiologia è offerta dall’84% delle farmacie e la Teledermatologia dal 19%. Inoltre, grazie al Protocollo Agenas-Federfarma, le farmacie rurali parteciperanno all’erogazione dei servizi attraverso l’integrazione con le IRT.

Intelligenza Artificiale in Sanità

I sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) consistono in sistemi hardware e software dotati di capacità tipiche dell’essere umano (come apprendimento, adattamento, ragionamento e pianificazione), in grado prendere delle decisioni che, fino a quel momento, erano solitamente affidate agli umani. Si tratta di un ambito che può consentire di valorizzare i dati raccolti tramite FSE, Cartella Clinica Elettronica o altri sistemi.

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Il 61% degli specialisti (+35% rispetto al 2025), il 61% dei Medici di Medicina Generale (+15%) e il 37% degli infermieri (+18%) ha fatto uso nell’ultimo anno di strumenti di AI Generativa, utilizzando nella quasi totalità piattaforme generaliste (come ChatGPT), non progettate per l’uso sanitario. La diffusione a livello aziendale resta invece limitata: le soluzioni di supporto alla diagnosi sono presenti solo nell’11% delle strutture sanitarie. A livello individuale invece sono già utilizzate dal 34% dei medici specialisti.

Emergono tuttavia anche preoccupazioni sugli utilizzi più evoluti dell’Artificial Intelligence a supporto delle decisioni cliniche. Il quadro regolatorio e la responsabilità professionale sono considerati temi critici dal 63% dei medici specialisti, dal 65% dei MMG e dal 36% degli infermieri.

L’AI Generativa sta acquisendo popolarità anche tra i cittadini: il 36% ha utilizzato questi strumenti per temi legati alla salute, una quota più che triplicata in un anno, principalmente per l’autodiagnosi e per cercare informazioni su problemi di salute, farmaci e terapie.

In questo contesto, a gennaio 2026 è stato lanciato ChatGPT Salute, una soluzione progettata per aiutare cittadini e pazienti a gestire le informazioni sanitarie. Come ha evidenziato Chiara Sgarbossa, Direttrice dell’Osservatorio Sanità Digitale, “La nascita di ChatGPT Salute è un passo avanti rilevante che consente un uso più appropriato dell’AI tra cittadini e pazienti sui temi della salute. La soluzione di AI generativa è specifica per supportarli nella gestione delle informazioni su salute e benessere, ma non fornisce diagnosi o raccomandazioni mediche. Può essere utile per superare i limiti degli strumenti di intelligenza artificiale generalisti oggi ampiamente utilizzati in ambito salute, a volte anche in modo improprio”.

Cartella Clinica Elettronica (CCE)

La Cartella Clinica Elettronica (CCE) supporta la gestione informatizzata dei dati anagrafici, clinici e sanitari del paziente all’interno della struttura sanitaria durante tutto il ciclo di assistenza. Grazie a questo strumento di digital healthcare è possibile leggere la storia clinica della persona assistita e gestire il suo inquadramento clinico.

La CCE è attiva nell’82% delle strutture sanitarie ed è utilizzata dal 63% dei medici specialisti(in linea con il 2025) e dal 47% degli infermieri (+6 punti). Si tratta di percentuali in crescita, con un dato particolarmente significativo negli ospedali pubblici, dove l’utilizzo tra gli specialisti raggiunge il 77%.

Pur non essendo ancora pienamente integrata con gli altri strumenti del sistema, la Cartella Clinica Elettronica può offrire numerosi vantaggi sia al personale sanitario (innanzitutto in termini di tempo risparmiato) sia al paziente (ad esempio aiutandolo nella somministrazione delle terapie).

Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) consente al cittadino di accedere a tutti i documenti e alle informazioni riguardanti la propria storia sanitaria e, allo stesso tempo, permette ai professionisti sanitari che lo hanno in cura di visualizzare queste informazioni per avere sotto controllo il suo stato di salute e poter prendere decisioni più mirate rispetto alla sua cura e assistenza.

L’adozione del FSE sta crescendo gradualmente grazie alle iniziative informative e formative promosse dalle Regioni. Dichiara di avervi fatto accesso il 48% dei medici specialisti (+4 punti rispetto al 2025), il 67% dei Medici di Medicina Generale (+10 punti) e il 30% degli infermieri (+4 punti). Anche tra i cittadini l’adozione avanza: il 53% degli italiani ha fatto accesso al Fascicolo almeno una volta (+11 punti). Rimane aperta, però, la questione del consenso consenso: in diverse Regioni una parte consistente di assistiti non ha autorizzato i professionisti a consultare i propri dati.

Un altro aspetto critico riguarda l’integrazione con i sistemi aziendali. Infatti, solo il 30% dei medici specialisti e il 20% degli infermieri accedono al FSE tramite strumenti aziendali, come la CCE. La mancata integrazione tra i due sistemi rappresenta una delle principali barriere all’utilizzo, segnalata da un quarto degli specialisti che non hanno ancora fatto accesso al Fascicolo.

App per la Salute

Le App per la salute, utilizzabili su smartphone e tablet, possono essere utilizzate per diversi scopi e in diverse fasi del percorso del cittadino/paziente: per migliorare il proprio stile di vita (es. alimentazione, attività fisica, ecc…), per tenere sotto controllo una patologia cronica (es. sintomi, parametri, ecc…) o per intervenire con un trattamento specifico (es. per eliminare una dipendenza), ma non solo.

I dati dell’Osservatorio Life Science Innovation mostrano una diffusione crescente delle App per la salute: il 39% dei pazienti e il 18% dei cittadini usano app per migliorare lo stile di vita, il 30% dei pazienti e il 16% dei cittadini le utilizzano per monitorare i parametri clinici, mentre il 14% dei pazienti e il 10% dei cittadini le impiegano per aumentare l’aderenza terapeutica.

I principali benefici percepiti riguardano il supporto all’aderenza terapeutica e la maggior consapevolezza sullo stato di salute. Il rischio che invece ne deriva è quello di non utilizzare queste soluzioni in modo costante, diminuendo così la possibilità di ottenerne i benefici connessi. Due pazienti su dieci esprimono dubbi sull’efficacia e preoccupazioni sull’affidabilità dei dati raccolti, soprattutto nella fascia over 65.

Terapie Digitali (DTx)

Le terapie digitali (DTx, acronimo di Digital Therapeutics) costituiscono un ambito particolarmente innovativo. Si tratta di applicazioni validate clinicamente (come avviene per farmaci e dispositivi medici) e possono essere utilizzate per prevenire, gestire o trattare una patologia, da sole o in combinazione con dispositivi medici o farmaci.

A livello internazionale si contano 112 Terapie Digitali attive, applicate principalmente in salute mentale (35%), endocrinologia (22%), reumatologia (9%) e neurologia (9%). Cresce l’interesse per modelli integrati di trattamento: il 37% delle DTx viene utilizzato in combinazione con altre terapie, mentre solo il 29% viene impiegato in modalità stand-alone.

Da un’analisi condotta su oltre 300 pazienti e più di 100 Terapie Digitali commercializzate a livello internazionale emerge che la caratteristica più richiesta è la comunicazione diretta con il medico, ritenuta importante dal 75% dei pazienti ma ancora disponibile solo nel 46% delle terapie analizzate. Seguono l’analisi dei dati raccolti (65% vs 59%) e le notifiche per ricordare di svolgere attività terapeutiche, come l’assunzione di farmaci (65% vs 47%).

In Italia, nonostante il crescente interesse per il tema, manca ancora un quadro normativo specifico che regoli pienamente queste soluzioni. Tuttavia, il 2 luglio 2025 è stato adottato dalla Commissione Affari Sociali della Camera un testo base unificato che fornisce una definizione delle DTx e ne disciplina le modalità di valutazione, segnando un importante passo avanti verso la regolamentazione del settore.

Altri ambiti applicativi dell’eHealth

Oltre agli strumenti già descritti, l’ecosistema della Sanità Digitale comprende numerose altre soluzioni tecnologiche che abilitano la gestione integrata dei processi clinici, amministrativi e di comunicazione con i cittadini:

  • Repository Clinico Documentale: è la base dati centrale e unica di riferimento dei documenti relativi agli eventi e ai dati clinici degli assistiti dell’azienda sanitaria;
  • Enterprise Imaging: permette di visualizzare, archiviare, scambiare e analizzare tutte le immagini cliniche e i contenuti multimediali dell’azienda sanitaria;
  • Sistemi Front-end: supportano il processo di accoglienza (casse automatiche, self accettazione), di gestione dei flussi di utenza nella struttura sanitaria (gestione elettronica delle code e delle priorità), di comunicazione rivolta agli utenti in attesa dell’erogazione della prestazione sanitaria (monitor, totem), il CUP, i sistemi di Accettazione, Dimissione e Trasferimento (ADT) e i sistemi di gestione del Pronto Soccorso;
  • Sistemi Dipartimentali: comprendono il LIS (Laboratory Information System, cioè il sistema per la gestione delle attività diagnostiche dei Laboratori Analisi), il RIS/PACS (Radiology Information System e Picture Archiving and Communication System, cioè il sistema per la gestione della diagnostica per immagini), i sistemi a supporto dell’Anatomia Patologica, i gestionali di Sala Operatoria, i gestionali di immunoematologia e medicina trasfusionale;
  • Servizi Digitali al Cittadino: i servizi digitali al cittadino comprendono i servizi realizzati dall’azienda sanitaria e rivolti al cittadino/paziente, erogati attraverso i canali digitali (sito web pubblico o app). In questa categoria ricadono ad esempio i servizi di comunicazione (informazioni sulla struttura sanitaria, tempi medi di attesa, ecc.), di accesso alle informazioni cliniche da parte del paziente (dati clinici, referti, ecc.), di supporto alla prenotazione e al pagamento visite online, i sistemi di supporto alla prevenzione (informativi e interattivi, con strumenti di autodiagnosi).

Qual è il ruolo del PNRR per la Sanità Digitale

La Trasformazione Digitale del sistema sanitario italiano ha raggiunto una fase decisiva, spinta inizialmente dall’emergenza pandemica che ha agito da catalizzatore per un cambiamento non più rimandabile. Malgrado il Paese abbia sofferto storicamente per scarsi investimenti in eHealth, oggi il sistema ha trovato un’opportunità di svolta grazie all’attuazione della Missione 6 del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Nello specifico, sono due gli obiettivi principali della Missione: il rafforzamento dell’assistenza territoriale e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale.

Tra le iniziative più rilevanti segnaliamo il potenziamento della Telemedicina, del Fascicolo Sanitario Elettronico e della digitalizzazione di strutture sanitarie sede di Dipartimenti di Emergenza e Accettazione (DEA) di I e II livello (ad esempio con investimenti in Cartella Clinica Elettronica), nonché le iniziative per promuovere la ricerca in ambito biomedico e sanitario.

Quanto vale il mercato della Sanità Digitale in Italia

L’attuazione del PNRR si riflette chiaramente nei dati di mercato:

secondo la Ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale, gli investimenti in Sanità Digitale hanno toccato nel 2025 i 2,7 miliardi di euro, segnando un incremento del 9% rispetto all’anno precedente.

La Cybersecurity rappresenta oggi una priorità per il 90% delle strutture sanitarie. Seguono i Servizi Digitali al Cittadino (81%), la Cartella Clinica Elettronica (76%) e la Telemedicina (74%), mentre l’AI si afferma come ambito in rapida ascesa (71%, +8 punti rispetto al 2025).

Tra i principali ostacoli all’innovazione, la limitata disponibilità di risorse economiche resta la prima barriera (50%). Seguono la carenza di competenze (32%) e la scarsa cultura digitale nelle organizzazioni (25%).

Con il completamento degli interventi previsti dal Piano, la sfida si sposta oggi dalla costruzione delle infrastrutture alla loro sostenibilità nel tempo. Grazie al PNRR l’Italia dispone di un patrimonio digitale mai visto prima, ma occorre garantire che venga realmente adottato, integrato nei processi e supportato da competenze adeguate a tutti i livelli del sistema. Dalla Ricerca emerge però che il 33% delle strutture pubbliche teme che i progetti avviati non vengano portati a termine o subiscano un ridimensionamento. Per le strutture private, invece, la preoccupazione riguarda soprattutto le risorse economiche necessarie all’adeguamento agli standard di interoperabilità con il Fascicolo Sanitario Elettronico.

È comunque chiaro che, occorrono nuove competenze e una cultura digitale più diffusa fra professionisti sanitari e cittadinisfruttare consapevolmente le potenzialità dell’innovazione. Tali esigenze sono rese ancora più urgenti dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita delle cronicità e dalla carenza di personale sanitario. Infine, occorre adottare un adeguato sistema di governance, che aiuti a superare le discrepanze a livello locale e regionale.

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