Il Fascicolo Sanitario Elettronico in breve
- Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è lo strumento digitale con cui i cittadini possono tracciare e consultare la propria storia sanitaria, condividendola con i professionisti che li hanno in cura
- Il 53% degli italiani, secondo la Ricerca 2025-2026 dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, ha effettuato almeno un accesso al FSE (+11 punti percentuali).
- Restano alcune criticità, legate soprattutto alla valorizzazione del servizio nel tempo, all’integrazione con i sistemi aziendali e alla questione del consenso
Vediamo quali sono le caratteristiche e benefici del Fascicolo Sanitario Elettronico, con un quadro aggiornato sui livelli di adozione, attraverso la Ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale.
Che cos’è e a cosa serve il Fascicolo Sanitario Elettronico
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è lo strumento digitale attraverso cui i cittadini possono tracciare e consultare la propria storia sanitaria, effettuando l’accesso con modalità e credenziali stabilite dalla Regione di assistenza (es. SPID, TS-CNS).
I suoi principali obiettivi sono:
- prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione;
- studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico;
- programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure e valutazione dell’assistenza sanitaria.
Nel rispetto del consenso dell’assistito, è possibile condividere l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico con i professionisti sanitari e sociosanitari. Da questa possibilità si deduce il beneficio principale del FSE fascicolo sanitario elettronico. Da un lato, i cittadini possono accedere a tutti i documenti e informazioni sanitarie relativi alla propria storia clinica. Dall’altro lato, i professionisti sanitari che li hanno in cura possono visualizzare tali informazioni per avere sotto controllo il suo stato di salute e prendere decisioni più mirate relativamente al processo di cura e assistenza.
Sebbene la costituzione del Fascicolo Sanitario Elettronico sia stata stabilita a livello centrale, spetta alle singole Regioni definirne le specifiche caratteristiche. È comunque previsto un nucleo minimo di informazioni che devono essere contenute nel FSE, che comprende:
- dati identificativi e amministrativi dell’assistito;
- referti;
- verbali di pronto soccorso;
- lettere di dimissione;
- Profilo Sanitario Sintetico (PSS);
- dossier farmaceutico;
- consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti.
Il Profilo Sanitario Sintetico (PSS o Patient Summary), compilato dal medico di famiglia o dal pediatra, è definibile come una “carta d’identità sanitaria” dell’assistito. Include infatti le informazioni principali riguardanti la salute del cittadino (rilevanti soprattutto in casi di emergenza).
Tra i dati e documenti integrativi, quindi non obbligatori, presenti nei fascicoli sono inclusi:
- prescrizioni di prestazioni specialistiche o di farmaci;
- prenotazioni;
- piani diagnostici-terapeutici;
- vaccinazioni;
- taccuino personale dell’assistito (sezione in cui il paziente può autonomamente aggiungere informazioni e documenti ritenuti rilevanti).
Quanto è diffuso il Fascicolo Sanitario Elettronico
Stando ai dati della Ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale, il 53% degli italiani ha effettuato almeno un accesso al FSE nel 2025(+11 punti percentuali rispetto all’anno precedente), un segnale positivo di crescita nell’adozione. Resta tuttavia aperta la questione del consenso: una quota significativa, soprattutto in alcune Regioni, non ha ancora espresso l’autorizzazione alla consultazione dei propri dati sanitari.
Anche tra i professionisti sanitari l’utilizzo è in crescita: il 48% dei medici specialisti (+4%), il 67% dei Medici di Medicina Generale (+10%) e il 30% degli infermieri (+4%) dichiarano di aver fatto accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico. Rimane però un nodo critico sul piano dell’integrazione tecnologica: solo il 30% dei medici specialisti e il 20% degli infermieri accedono al FSE tramite strumenti aziendali, tipicamente la Cartella Clinica Elettronica. La mancata integrazione tra i due sistemi è segnalata da un quarto degli specialisti come principale barriera all’utilizzo del Fascicolo.
Come evidenzia Paolo Locatelli, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Sanità Digitale: “La mancata accessibilità o disponibilità di una quota rilevante di dati sul FSE rischia di minarne l’efficacia e rappresenta un collo di bottiglia per un altro strumento ad alto potenziale trasformativo, l’Ecosistema dei Dati Sanitari. Questo strumento, la cui responsabilità operativa passerà in capo ad AGENAS dal 2027, sarà il vero tramite che permetterà al patrimonio di dati della Sanità di essere valorizzato nella clinica, nella ricerca e nel governo del sistema sanitario”.
Qual è il ruolo del PNRR nel Fascicolo Sanitario Elettronico
Il PNRR (acronimo di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) all’interno della Missione 6, ha dedicato un investimento totale di 610 milioni di euro legati all’“adozione e utilizzo dell’FSE online da parte delle Regioni”. Tra questi, 299,6 milioni di euro sono stati destinati al potenziamento dell’infrastruttura digitale dei sistemi sanitari, e i restanti 311,4 milioni ad aumentare le competenze digitali dei professionisti del sistema sanitario, tema chiave per consentire l’utilizzo effettivo del fascicolo elettronico sanitario.
Grazie a questi investimenti, è avvenuta la transizione verso il FSE 2.0, che permette ai professionisti sanitari di accedere a un’unica fonte di dati e informazioni cliniche sui pazienti e offre ai cittadini un unico punto di accesso ai servizi sanitari. Inoltre, è ora possibile valorizzare maggiormente i dati raccolti per supportare la ricerca e migliorare la programmazione sanitaria.
Con il completamento degli interventi previsti dal Piano, però, la sfida si sposta oggi dalla costruzione dell’infrastruttura alla sua valorizzazione sostenibile nel tempo. Il 33% delle strutture pubbliche teme che i progetti avviati possano subire un ridimensionamento nel post PNRR, rendendo fondamentale garantire la continuità degli investimenti per non disperdere il patrimonio digitale costruito. Parallelamente, per le strutture private emerge una preoccupazione specifica legata alle risorse necessarie per l’adeguamento agli standard di interoperabilità con il FSE (uno dei requisiti abilitanti per rendere il Fascicolo uno strumento veramente efficace e condiviso).
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