Alla scoperta del vero significato di Innovazione Digitale. In questo articolo facciamo un “viaggio” tra i meandri della Digital Innovation, con un particolare focus sui cambiamenti avvenuti negli ultimi anni e sui trend che hanno guidato e stanno guidando il cambiamento.
Cosa si intende per Innovazione Digitale
L’Innovazione Digitale è un concetto molto ampio e trasversale, ed al centro di tutti quei cambiamenti tecnologici, organizzativi, culturali, sociali e creativi che migliorano la vita di tutti i giorni. In due sole parole: Trasformazione Digitale. L’evoluzione della tecnologia è continua, non ad evolvere in digitale sono anche le applicazioni, i modelli di business e i modelli di organizzazione delle imprese e del lavoro.
Fare Innovazione Digitale, in sostanza, non vuol dire semplicemente utilizzare le nuove tecnologie in quanto tali, ma partire da queste per ripensare e semplificare un processo produttivo e creativo, erogare nuovi beni e servizi volti al miglioramento della vita degli utenti, ridisegnare, in una logica di apertura al cambiamento, i modelli che governano il business.
Oggi sono più di 40 gli Osservatori attivi, la maggior parte con cadenza annuale. Un tasso di crescita elevato, che ha accompagnato il continuo emergere di nuove tecnologie digitali e la loro crescente penetrazione nella nostra economia, nella società e nei nostri stili di vita.
Il vero significato di Innovazione Digitale
Secondo gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, l’innovazione digitale è un fattore essenziale per lo sviluppo del sistema Paese. Un percorso disseminato di rischi e opportunità crescenti per le imprese che vogliono competere nei comparti in cui operano o portare sul mercato beni e/o servizi in grado di generare una domanda completamente nuova.
E per perseguire tali obiettivi, risultano fondamentali competenze digitali e cambiamenti nelle strategie e nell’organizzazione. Centrali, in questa visione di Innovazione Digitale, non sono le tecnologie digitali, ma i business model innovativi che queste abilitano.
In tal senso, risulta limitante definire e “osservare” la Digital Innovation da un punto di vista prettamente statistico. Lo studio dell’innovazione digitale deve fungere da stimolo per l’innovazione stessa. E per far che ciò accada è necessaria la produzione e la diffusione di conoscenza sulle opportunità e gli impatti delle tecnologie digitali, attraversomodelli interpretativi, solide evidenze empiriche e spazi di confronto indipendenti e duraturi nel tempo, che aggregano la domanda e l’offerta di Innovazione Digitale in Italia.
Innovazione Digitale: una storia in accelerazione
Il primo Osservatorio sull’Innovazione Digitale, quello sul commercio elettronico – oggi Osservatorio eCommerce B2c – nasceva nel 1999. Dire che la storia dell’Osservatorio coincida con quella dell’Innovazione Digitale è forse azzardato: il passaggio dall’analogico al digitale è iniziato a ridosso degli anni sessanta, così come si parlava di informatica, tecnologie digitali e Internet già dagli settanta e ottanta. Ma è vero che, proprio a cavallo del nuovo millennio, è iniziato il vero e proprio processo di semplificazione e “massificazione” del digitale.
Nel 1999 c’erano Internet e l’eCommerce, che già destavano interessi e aspettative elevate, sebbene indefinite nei loro contorni. Ma era un web ancora lontano da quello che conosciamo oggi. Google era poco più di un’idea imprenditoriale, Alibaba muoveva i primi passi proprio in quell’anno e Facebook non esisteva nemmeno.
Non c’era lo smartphone, destinato a diventare il device cardine della nostra vita, e non c’erano quindi i business model basati su questo dispositivo: Mobile Payment e Sharing Economy su tutti. Non c’era il tanto controverso 5G, ma nemmeno le reti di terza e quarta generazione e la capacità di trasmissione era per questo molto limitata. Non c’era il Cloud Computing, tecnologia abilitante per eccellenza della trasformazione digitale. Senza Google e Facebook non esistevano il Digital Advertising e le diverse forme di comunicazione e marketing proprie dell’online. Si parlava di Business Intelligence, ma non di Big Data, Data Science,Machine Learning e Artificial Intelligence. C’era l’Internet of Things (IoT), ma non nella forma in cui la conosciamo adesso. Tale espressione fu coniata proprio nel 1999, con riferimento ai dispositivi RFId). Non c’era la Blockchain, “esplosa” letteralmente con il protocollo Bitcoin dieci anni dopo.
Oggi, tutti questi trend della Digital Innovation si sono affermati e consolidati, rivoluzionando il business e la società e penetrando in tutti i settori dell’economia: PA, logistica, banche e finanza, HR e lavoro, sanità, cultura, retail, turismo, automotive, studi legali, agricoltura, industria del food, dello sport, dei media.
Senza contare, la maggiore esposizione ai cyber attacchi di natura criminale, indotta dalla sempre più elevata interconnessione, alla base dell’enorme rilevanza che il tema della Cyber Security ha acquisito, anche in ambito militare.
L’effetto Covid-19 sull’Innovazione Digitale
Ma torniamo ad oggi. Se il 2020 era stato un annus horribilis per l’economia e viceversa di grande crescita per i processi di digitalizzazione, determinanti nel contenere gli impatti potenzialmente devastanti del lockdown, il 2021 è stato un anno di consistente ripresa dell’economia mondiale e di consolidamento dei processi di digitalizzazione.
La grandissima diffusione del Cloud Computing – e insieme l’emergere di nuove esigenze quali ad esempio quelle dello Smart Working (esperito in pandemia nella sua veste emergenziale ma destinato a permanere anche in futuro) sono alla base dell’imponente sviluppo dell’industria del software legato al cloud stesso e del SaaS (Software as a Service).
L’e-health, l’estensione alla salute e alla medicina delle tecnologie digitali, ha ovviamente ricevuto una forte spinta dalla pandemia, come supporto sia allo studio e alla realizzazione di nuovi prodotti (quali in primo luogo i vaccini) sia alla messa a punto di nuovi servizi.
Forte impulso all’innovazione digitale nasce dalla transizione energetico-ambientale, che avrà a disposizione per diversi decenni grandissime risorse finanziarie sia pubbliche sia private. In Italia, a tal proposito, il PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza) propone una serie di riforme per i prossimi anni volte a questo scopo.
In grande espansione è l’e-finance, spinta tra l’altro da quella delle criptovalute e dai confini sempre più sfumati (in attesa di una regolamentazione che ne contrasti gli usi più inquietanti) che esse hanno con la finanza tradizionale.
I “nuovi mondi” della Digital Innovation
L’innovazione digitale apre a nuovi mondi virtuali, dal potenziale innovativo in parte ancora da scoprire. Mentre anche le banche centrali stanno valutando l’introduzione di loro monete digitali, cresce il fenomeno dei Non-Fungible Token (NFT). Gli NFT, “pezzi” di software fruenti dell’autenticazione via blockchain già molto applicati per le opere d’arte, sembrano destinati a giocare un ruolo importante nel nuovo web “decentralizzato”. Il Decentralized web si configura come alternativa dell’attuale Web, “centralizzato” e dominato dalle big tech.
D’altra parte, si fa strada il concetto di Metaverso, l’ibrido fra mondo reale e virtuale su cui invece scommette come successore di Internet Mark Zuckerberg, che simbolicamente (ma forse anche per far dimenticare diversi scandali) ha ribattezzato Facebook con il nuovo nome Meta Platforms.
I trend dell’Innovazione Digitale
La raccolta di Programmi Tematici a cura degli Osservatori offre un quadro di sintesi sugli ambiti dell’Innovazione Digitale, vale a dire sui numeri chiave, i trend e le prospettive di crescita che riguardano le tematiche di frontiera appena accennate, e non solo.
Sebbene in ritardo rispetto alla media europea, il processo di digitalizzazione nel nostro Paese è in fase di decollo. Gli ultimi 5 anni hanno registrato importanti passi in avanti rispetto al passato. Per avere un’idea più dettagliata, sono ancora disponibili le raccolte per gli anni 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020.
Com’è andato il mercato, invece, per eCommerce e soci? Il valore dei servizi Cloud, fra i quali spicca la componente dei servizi di Public & Hybrid Cloud, sfiora i 3,8 miliardi di euro. In calo, seppur di poco, l’Internet of Things, le cui componenti principali restano quelle dei contatori intelligenti (Smart Metering) per il gas e delle auto intelligenti (Smart Car). La stima del valore di mercato è di 6 miliardi di euro, con un significativo contributo anche di Smart City, Smart Home e Industrial IoT.
Continua a crescere l’utilizzo di servizi Fintech & Insurtech, come Mobile Payment, Trasferimenti P2P, Lending, Crowdfunding, Chatbot, RoboAdvisor, Instant insurance. Forte slancio anche delle identità digitali: in Italia sono ben 26,1 milioni le utenze SPID, il doppio dell’anno precedente.
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