L’Industrial IoT (IIoT) rappresenta l’applicazione delle tecnologie IoT nei contesti industriali, abilitando il monitoraggio e l’ottimizzazione di processi produttivi, asset e infrastrutture
Nel 2025, secondo la ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, il 71% delle grandi aziende manifatturiere e il 59% delle medie imprese hanno già avviato almeno un progetto IIoT
Il Piano Transizione 5.0 rimane una risorsa parzialmente inespressa: oltre un terzo delle aziende (36%) segnala difficoltà burocratiche come principale ostacolo all’accesso ai fondi
In questo articolo, con il supporto dei dati dell’Osservatorio Internet of Things, analizziamo il significato dell’Industrial IoT, le sue applicazioni, la diffusione in Italia e i nuovi incentivi per la transizione digitale ed ecologica.
Cos’è l’Industrial IoT
L’Industrial Internet of Things (IIoT) rappresenta l’applicazione dell’Internet of Things nel mondo industriale. Alla base dell’IoT vi sono oggetti intelligenti e reti intelligenti, che possono essere aperte, standard e multifunzionali.
L’IoT industriale è dunque un’evoluzione del concetto di Internet delle cose che riguarda da vicino i processi industriali e mira a rendere questi ultimi più efficienti e sicuri. Il tutto grazie a dispositivi in grado di svolgere funzioni complesse, come identificazione, localizzazione, diagnosi di stato, acquisizione di dati e relativa elaborazione, comunicazione e tanto altro.
Più tecnicamente, per Industrial IoT ci si riferisce all’applicazione di tecnologie di connettività e sensori in ambito industriale, con l’obiettivo di raccogliere dati in tempo reale, monitorare le prestazioni, ottimizzare i processi e consentire una maggiore automazione e controllo dei processi di produzione e logistica.
Le applicazioni IoT al mondo industriale sono anche note con l’espressione “Industrial Internet” o, con una accezione più ampia e recente, ricomprese sotto il paradigma dei Cyber-Physical Systems. Questi “Sistemi Cyber-Fisici” rappresentano l’intersezione tra il mondo digitale e quello fisico, combinando macchine e sensori con elementi informatici (come software e reti).
Quali sono le differenze tra IIoT e IoT
Come abbiamo già accennato, l’IIoT rappresenta un ambito dell’IoT. I due concetti sono quindi simili. Tuttavia, l’Internet of Things è un paradigma che non comprende solo il mondo industriale, ma anche molti altri. L‘ingegnere inglese Kevin Ashton, cofondatore dell’Auto-ID Center del Massachusetts Institute of Technology e creatore dell’espressione IoT, definisce questo paradigma come “quello sviluppo tecnologico in base al quale, attraverso la rete Internet, ogni oggetto acquista una sua identità nel mondo digitale”.
Mentre l’IIoT è specificamente rivolto al settore industriale, l’IoT riguarda anche tutti i dispositivi connessi utilizzati nel contesto quotidiano, dai dispositivi della Smart Home (come smart speaker), allo Smart Metering, fino alle auto connesse. Si estende inoltre a numerosi altri settori, come gli edifici intelligenti, l’agricoltura smart, le Smart City e la Smart Mobility.
Per comprendere al meglio le peculiarità dell’IoT Industriale, di seguito una tabella che mette a confronto questa declinazione verticale con l’IoT nel suo insieme.
Caratteristica
IoT (Internet of Things)
IIoT (Industrial Internet of Things)
Definizione
Rete di oggetti connessi, che comunicano e interagiscono
Sottoinsieme dell’IoT dedicato agli ambiti industriali
Ambiti di applicazione
Consumer (smart home, wearable, smart city, auto connesse), industriale (industrial IoT)
Controllo e automazione della produzione, manutenzione predittiva, gestione energia in fabbrica
Livello di sicurezza richiesto
Da medio ad alto, a seconda dell’applicazione
Molto elevato, sicurezza e affidabilità sono essenziali
Requisiti di affidabilità
Importanti, ma spesso meno critici nelle applicazioni consumer
Molto rigorosi: tolleranza ai guasti e continuità operativa
Standard e protocolli
Vasta gamma di tecnologie e protocolli, sia consumer che industriali
Standard e protocolli industriali (es. OPC-UA, Modbus, Profibus)
Sensibilità al malfunzionamento
Rischi contenuti in gran parte delle applicazioni
Implicazioni critiche su produzione, sicurezza e costi
Obiettivi principali
Migliorare qualità della vita, automazione, efficienza
Ottimizzazione processi produttivi, riduzione costi, qualità e sicurezza
Volume e frequenza dei dati
Da bassi a elevati secondo contesto
Elevati e in tempo reale
Quali sono i vantaggi dell’IIoT
I vantaggi dell’IIoT si estendono ben oltre la singola applicazione. Adottare soluzioni di Industrial IoT significa trasformare il modo in cui un’azienda raccoglie informazioni, prende decisioni e crea valore lungo l’intera catena produttiva. I principali vantaggi sono:
decisioni basate sui dati in tempo reale: le aziende possono monitorare i propri asset, identificare anomalie e rispondere con tempestività, riducendo l’impatto di eventi imprevisti sulla produzione e sui costi.
efficienza operativa e riduzione dei costi: i processi diventano più fluidi, i tempi di inattività si riducono e la struttura di costo risulta più snella e prevedibile.
sostenibilità ambientale: la raccolta e l’analisi dei dati sui consumi energetici e sull’utilizzo delle risorse permettono di ridurre l’impatto ambientale, rendendo l’IIoT uno strumento abilitante per il raggiungimento degli obiettivi ESG.
nuovi modelli di business: l’accesso ai dati dei prodotti connessi apre la strada a nuove forme di creazione del valore, dove le aziende non vendono più solo un prodotto, ma offrono performance, disponibilità e risultati misurabili.
vantaggio competitivo grazie all’integrazione con l’Intelligenza Artificiale: secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things, il 53% delle grandi imprese e il 33% delle medie ha già avviato o prevede di avviare entro un anno progetti che integrano IoT e AI.
Quali sono le applicazioni dell’IIoT
Gli ambiti d’impiego dell’Industrial IoT si possono suddividere nelle seguenti applicazioni:
Smart Factory
Smart Logistics
Smart Lifecycle
Vediamole più nel dettaglio.
Smart Factory
Smart Factory rappresenta il cuore della Trasformazione Digitale nelle industrie manifatturiere. Le tecnologie IIoT permettono di ottenere un controllo avanzato e in tempo reale sulla produzione, favorendo la rilevazione immediata di eventuali anomalie e inefficienze. Sensori e macchinari connessi consentono di monitorare costantemente le condizioni operative, abilitando strategie di manutenzione predittiva che riducono downtime e costi non programmati.
Altro aspetto fondamentale è la sicurezza sul lavoro: grazie a dispositivi IoT, è possibile monitorare ambienti e comportamenti, prevenendo situazioni di rischio per gli operatori.
La movimentazione dei materiali diventa più efficiente grazie ai sistemi di tracciamento e automazione interconnessi, mentre il controllo qualità può essere automatizzato con analisi dati in tempo reale e visione artificiale applicata lungo la catena produttiva.
Infine, la gestione dei rifiuti e degli scarti viene ottimizzata, favorendo una produzione più sostenibile e attenta all’impatto ambientale.
Smart Logistics
Con Smart Logistics si intendono tutte quelle soluzioni che mirano a rendere più efficiente, sicura e trasparente la gestione delle filiere logistiche. Tramite tecnologie come tag RFID (Radio-Frequency Identification), sensori e sistemi IoT, è possibile tracciare ogni movimento dei prodotti lungo tutta la catena di approvvigionamento: dalla materia prima al prodotto finito, fino alla distribuzione al cliente finale.
Il monitoraggio della catena del freddo garantisce il rispetto delle condizioni ottimali di temperatura e umidità per prodotti sensibili come alimentari e farmaci, riducendo gli sprechi e aumentando la sicurezza per il consumatore.
Nei poli logistici complessi, l’adozione di sistemi di IoT industriale migliora la gestione della sicurezza, limitando accessi non autorizzati e monitorando in tempo reale condizioni potenzialmente rischiose all’interno dei magazzini.
La gestione delle flotte di mezzi aziendali – grazie a GPS, GPRS e ad altre tecnologie – permette di monitorare e ottimizzare i percorsi, riducendo costi di trasporto, migliorando tempi di consegna e riducendo l’impatto ambientale grazie alla diminuzione degli spostamenti superflui.
Smart Lifecycle
Lo Smart Lifecycle riguarda l’impiego dell’IIoT lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto, dall’ideazione iniziale fino al termine di utilizzo. Attraverso la raccolta e l’analisi dei dati provenienti dalle versioni già in uso dei prodotti connessi, le aziende possono migliorare i processi di progettazione e sviluppo dei nuovi articoli, adottando strategie di design basate sul reale utilizzo da parte dei clienti.
L’approccio permette anche di ottimizzare la gestione della fase di fine vita del prodotto (end of life management), abilitando modelli di manutenzione, ritiro e riciclo più efficienti e sostenibili.
Lo Smart Lifecycle supporta anche una gestione più integrata dei fornitori nelle fasi di sviluppo, favorendo la collaborazione lungo la catena del valore e contribuendo a ridurre tempi e costi di sviluppo.
In definitiva, la prospettiva IIoT consente di creare un circolo virtuoso dove innovazione, efficienza e sostenibilità diventano elementi centrali nell’intero ciclo di vita dei prodotti industriali.
Come funziona la servitizzazione nell’IoT industriale
In una precedente Ricerca, l’Osservatorio ha anche individuato tre livelli di servitizzazione – ossia servizi complementari o integrati al prodotto stesso – verso cui le aziende possono tendere:
un primo livello riguarda tutte quelle realtà che sfruttano le tecnologie IoT per l’attivazione di servizi di notifica e/o servizi basati sulla conoscenza delle condizioni dell’oggetto intelligente, come ad esempio un macchinario;
un secondo livello riguarda il potenziale beneficio economico legato al pagamento di macchinari o impianti connessi attraverso logiche pay-per-use (sulla base dell’utilizzo del prodotto stesso) e/o pay-per-performance (a fronte del raggiungimento di alcuni KPI prestabiliti);
il terzo livello, infine, guarda ai concetti di Manufacturing as a Service e di Platform Economy, di cui pagamenti innovativi Machine-to-Machine ne costituiscono un esempio.
Come l’IoT e l’IIoT sono alla base dell’Industria di quarta generazione
In che modo dispositivi e applicazioni IoT possono efficientare e migliorare i processi produttivi all’interno delle fabbriche? Le tecnologie di questo tipo sono funzionali all’integrazione hardware/software e uniscono ai modelli produttivi tradizionali il supporto fondamentale di oggetti dotati di una propria “intelligenza”.
L’IoT for industrial rappresenta, inoltre, una delle sei tecnologie alla base della cosiddetta Industria 4.0 (anche nota come Smart Manufacturing). Secondo tale principio, che trova collocazione all’interno di una più ampia quarta rivoluzione industriale, le tecnologie digitali sarebbero in grado di aumentare l’efficienza e il valore della produzione, stimolando interconnessione e cooperazione tra tutte le risorse, interne ed esterne all’impresa.
Quanto è diffuso l’Industrial Internet of Things in Italia
Guardando alle intenzioni future, il 73% delle grandi imprese e il 64% delle medie intende sviluppare nuove iniziative nei prossimi anni (trend in aumento rispetto al 2024).
Come osserva Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio IoT, nel Convegno di presentazione dei risultati di Ricerca:“L’offerta di soluzioni IoT continua a evolvere, spingendo sempre più aziende a valorizzare i dati raccolti dagli oggetti connessi per sviluppare nuovi servizi e integrare l’Intelligenza Artificiale. Oggi oltre la metà delle grandi imprese e un terzo delle medie stanno già lavorando in questa direzione o prevedono di farlo entro un anno. È inoltre significativo che il 40% delle imprese riporti ritorni sull’investimento già misurabili, a dimostrazione di come l’Intelligenza Artificiale possa tradursi in valore economico diretto.”
Qual è il grado di integrazione delle iniziative IIoT nelle imprese italiane
Sempre secondo la Ricerca dell’Osservatorio, non tutte le imprese si trovano allo stesso stadio di maturità. L’analisi distingue quattro livelli di integrazione, che mostrano un quadro ancora frammentato, soprattutto tra le medie imprese:
Livello 1 – Una tantum: il primo livello è il più diffuso, con il 41% delle grandi aziende e il 69% delle medie ancora in questa fase, e comprende progetti puntuali su singole linee o macchine;
Livello 2 – Dipartimentale: include più progetti all’interno di un’unica area operativa e riguarda il 29% delle grandi e il 25% delle medie;
Livello 3 – Multi-dipartimento: prevede progetti coordinati su almeno due aree della fabbrica e coinvolge il 16% delle grandi imprese, mentre solo il 6% delle medie ha raggiunto questo stadio;
Livello 4 – Enterprise: rappresenta il livello più avanzato, con un programma pluriennale dedicato al miglioramento dei principali processi aziendali; solo il 14% delle grandi aziende lo ha raggiunto, mentre nessuna media impresa si colloca ancora a questo livello.
Il dato più rilevante è che la grande maggioranza delle imprese, specialmente le medie, si trova ancora nella fase iniziale. C’è quindi un ampio margine di crescita verso un’adozione più strutturata e strategica dell’IIoT.
Piano Transizione 5.0: un’opportunità per l’IIoT ancora inespressa
Anche per le applicazioni di Internet of Things Industriale, vi sono iniziative e progetti dedicati con fondi specifici. Nel 2025, infatti, la crescita dei progetti IIoT è stata sostenuta in modo significativo dagli incentivi dei Piani Transizione 4.0 e 5.0.
Per il triennio 2026-2028 sono stati stanziati complessivamente 9,8 miliardi di euro nell’ambito del Piano Transizione 5.0, con un incremento di 1,4 miliardi rispetto agli 8,4 già previsti. I finanziamenti sono destinati all’acquisto di beni strumentali materiali o immateriali 4.0, a beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili (ad esclusione delle biomasse) e alla formazione del personale in competenze per la transizione verde.
Nonostante le risorse disponibili, il Piano 5.0 continua a incontrare ostacoli nell’adozione diffusa. Le principali criticità rilevate:
il 36% delle aziende dichiara che le difficoltà burocratiche sono il principale freno all’accesso ai fondi;
il 29% cita l’impossibilità di misurare con precisione i risparmi energetici richiesti;
il 21% ha preferito optare esclusivamente per il Piano 4.0, considerato più consolidato.
Sono inoltre rimasti in sospeso 1,5 miliardi di euro di incentivi richiesti ma non ancora allocati, generando una lista d’attesa di 7.000 aziende con progetti 5.0 già approvati. Un intervento correttivo del Governo ha previsto uno stanziamento aggiuntivo di 1,5 miliardi per coprire interamente questa lista.
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