Il Cloud in breve

  • Il Cloud Computing è la piattaforma abilitante per la Trasformazione Digitale, un ecosistema ricco di strumenti interconnessi per creare valore per l’impresa
  • Il Cloud si applica a molti servizi, dall’Intelligenza Artificiale all’analisi dati da dispositivi IoT, fino alla creazione di startup innovative
  • Il mercato italiano del Cloud, secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2025 ha raggiunto un valore di 8,13 miliardi di euro, in crescita del +20% rispetto al 2024

Questa guida digitale sul Cloud Computingnasce con lo scopo di spiegare che cos’è e come funzionaquali sono i servizi Cloud, ma anche le infrastrutture, i vantaggi, il processo di Cloud Transformation in azienda. La guida si basa sulla Ricerca dell’Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty, da anni punto di riferimento culturale sul tema.

Cos’è il Cloud Computing

Per comprendere il significato di Cloud Computing possiamo partire da due diverse prospettive: una tecnologica e una più strettamente commerciale. Vediamole di seguito.

Dal punto di vista tecnologico, secondo la definizione del NIST (National Institute for Standards and Technology), il Cloud Computing è un insieme di servizi ICT accessibili on-demand e in modalità self-service tramite tecnologie Internet. Questi servizi sono basati su risorse condivise, caratterizzati da rapida scalabilità e dalla misurabilità puntuale dei livelli di performance, in modo da poter essere pagati in base al consumo.

Dal punto di vista dell’aspetto commerciale, invece, il Cloud Computing permette di efficientare la spesa tecnologica, consentendo una riduzione complessiva dei costi tecnologici. Tale diminuzione dei costi avviene grazie all’aggregazione di diverse richieste di risorse in condivisione, consentendo l’ottenimento di economie di scala e permettendo la fornitura scalabile e flessibile dei servizi.

Per il Cloud Computing, quindi, attraverso questo nuovo approccio, l’Information Technology diventa un servizio da acquistare. Esso si compra in base alle necessità aziendali e viene pagato in funzione dell’utilizzo effettivo. Questa transizione può ridurre notevolmente il rischio associato ai progetti IT, poiché si passa da un modello di investimento in capitale fisso a spese operative correnti e variabili.

Quali sono i servizi di Cloud Computing

servizi del Cloud si possono classificare anche in base al loro posizionamento rispetto ai layer architetturali del sistema informativo aziendale. Individuiamo in questo senso tre tipi di Cloud separati, ma dal confine molto labile:

  • IaaS (Infrastructure as a Service)
  • PaaS (Platform as a Service)
  • SaaS (Software a Service)

Nei seguenti paragrafi analizzeremo ciascuna di queste tiplogie più nel dettaglio.

Cloud Computing IaaS (Infrastructure as a Service)

Nei servizi infrastrutturali o Infrastructure as a Service (IaaS) il provider offre all’utente risorse di calcolo sulle quali installare e gestire autonomamente le proprie applicazioni. Questi servizi comprendono risorse di networking, capacità di storage, capacità elaborativa e lo strato di virtualizzazione; tali risorse possono essere utilizzate in modo scalabile e flessibile in base alle reali esigenze del business.

Le risorse infrastrutturali vengono erogate da un provider esterno o dalla Direzione ICT sulla base di SLA (service level agreement, ovvero strumenti contrattuali utilizzati per stabilire le metriche di servizio, ad esempio la qualità dello stesso) che devono essere concordati. Il cliente può utilizzare queste risorse per installare i suoi applicativi, gestendoli in autonomia.

Il termine IaaS rappresenta, quindi, un’evoluzione dell’offerta di mercato tipica dei servizi di virtual hosting tradizionali, ed è caratterizzata da una maggiore flessibilità nell’aumentare o ridurre il livello di risorse utilizzate e per le quali si paga il servizio.

Rispetto al virtual hosting tradizionale, i servizi di Cloud Computing IaaS “Infrastructure as a Service” sono tipicamente contraddistinti da una granularità più fine nella selezione delle risorse da utilizzare, dalla possibilità di espandere notevolmente il livello di risorse utilizzate, dalla possibilità di lasciare che tale utilizzo sia variato direttamente dall’utente o anche in modo automatico – sia in aumento sia in diminuzione – senza la necessità di modifiche contrattuali, ma fatturandone a consuntivo l’effettivo utilizzo.

Cloud Computing SaaS (Software as a Service)

In questo caso il provider offre all’utente applicazioni pronte all’uso gestite su un’infrastruttura Cloud. I servizi applicativi sono compresi nel modello Software as a Service (SaaS), ove l’utente finale accede in modalità on-demand tramite tecnologie Internet a servizi di diversa natura, sostenendo costi in base al loro effettivo consumo (ad esempio in base al numero di utenti mensili).

Le applicazioni tipicamente fruite in modalità as a Service possono essere a titolo esemplificativo: software di produttività individuali o servizi di Unified Communication & Collaboration. Un provider SaaS è responsabile di fornire la potenza di calcolo, le risorse di archiviazione e di rete per eseguire l’applicazione, dotandosi di una propria infrastruttura o a sua volta avvalendosi di servizi offerti da altri fornitori.

Le applicazioni vengono erogate in modo elastico e scalabile da un service provider o dalla Direzione ICT aziendale a diversi interlocutori interni o a partner esterni. L’utente finale fruisce del software in modalità trasparente rispetto all’infrastruttura sottostante e dispone solo di limitate possibilità di personalizzazione.

L’offerta di soluzioni SaaS nasce come evoluzione più flessibile dei tradizionali servizi ASP (Application Service Provider, che consistono nell’erogazione di servizi informatici attraverso l’elaborazione hardware e software da remoto) da cui si distingue per un’architettura software di tipo “multi-tenant“, in cui una singola istanza del software e della sua infrastruttura di supporto serve più clienti – ogni cliente condivide l’applicazione software e un unico database, i dati di ciascun tenant sono isolati e rimangono invisibili agli altri tenant.

Dal punto di vista infrastrutturale, il SaaS non richiede necessariamente l’utilizzo di un’infrastruttura Cloud (il SaaS è nato prima della diffusione delle infrastrutture Cloud), ma ovviamente raggiunge il suo pieno potenziale di maggiore flessibilità solo attraverso l’utilizzo in Cloud.

È importante sottolineare che sul mercato molte soluzioni ASP vengono oggi proposte sotto l’etichetta SaaS, pur non rispettando realmente i principi sopra descritti come la multitenancy e la flessibilità di pagamento in base all’effettivo livello di utilizzo.

Cloud Computing PaaS (Platform as a Service)

Attraverso il modello Platform as a Service (PaaS) il provider mette a disposizione dell’utente piattaforme preconfigurate ottimizzate per lo sviluppo, il testing e l’erogazione di applicazioni personalizzate. Queste piattaforme PaaS includono tipicamente sistemi operativi, sistemi di sicurezza, gestione di database, server applicativi, servizi di integrazione, strumenti di business process management (BPM) e ambienti di sviluppo software. Il cliente ha il controllo su alcuni aspetti della piattaforma, mentre l’infrastruttura sottostante è gestita in modo trasparente dal fornitore del servizio o dall’IT interno.

Le soluzioni PaaS in Cloud Computing vincolano le aziende alle tecnologie e all’ambiente applicativo predisposto dal fornitore, talvolta costituito da soluzioni proprietarie che limitano la possibilità di migrazione ad altri fornitori. Per garantire la necessaria flessibilità, i fornitori di servizi PaaS devono dotarsi di un’infrastruttura di Cloud Computing proprietaria o si devono avvalere dei servizi offerti da un provider IaaS.

Tra i modelli di servizio visti in questa guida, il PaaS è quello che presenta le opportunità più interessanti (ma anche quelle meno esplorate) per le imprese che intendono adottare il Cloud. Questo perché nei PaaS, come Cloud solutions, confluiscono i pregi dei più diffusi modelli SaaS e IaaS.

Quali sono le tipologie di Cloud Computing

Detto cos’è il Cloud Computing e quali sono i servizi che offre, è bene sottolineare che non tutti i Cloud sono uguali. Approfondiamo ora di seguito le caratteristiche delle diverse configurazioni della “Nuvola”.

Cloud Privato

In questo primo caso l’infrastruttura rimane dedicata esclusivamente all’organizzazione utente, che ne ha il pieno controllo. Il Cloud Privato può risiedere nel Data Center dell’impresa stessa, rimanendo sotto la gestione del personale interno, oppure può essere affidato a un fornitore esterno specializzato, diventando quindi un Managed Private Cloud.

In quest’ultimo caso, gli asset fisici sono di proprietà dell’azienda e solo la gestione del data center è affidata all’operatore terzo. Inoltre, esiste il caso del Hosted Private Cloud, in cui le infrastrutture vengono ospitate sul data center del fornitore, al quale vengono affidate anche le operazioni di manutenzione e di gestione.

Cloud Pubblico

Con il Cloud Pubblico l’infrastruttura è di proprietà del service provider, ossia di un fornitore di servizi, che eroga servizi disponibili al pubblico attraverso Internet su risorse condivise da più utenti. Gli investimenti infrastrutturali sono interamente sostenuti dal fornitore, mentre il cliente paga a consumo solamente per i servizi effettivamente fruiti.

Community Cloud

Nel Community Cloud l’infrastruttura è condivisa da un numero limitato di organizzazioni, come ad esempio un consorzio di imprese. Gli investimenti necessari per creare e gestire questa tipologia di infrastruttura sono distribuiti tra gli enti che partecipano alla comunità. Ugualmente al Cloud Privato, il Community Cloud può essere Managed (gestito)Hosted (ospitato), oppure può essere ospitato e gestito internamente.

Hybrid & Multi Cloud

A oggi i Sistemi Informatici sono sempre più spesso Hybrid Cloud e Multi Cloud. Migrare verso un modello di Cloud Ibrido significa andare oltre la connessione statica dei servizi infrastrutturali on premise e lavorare con una logica nuova e dinamica orientata alla flessibilità.

Un ambiente Hybrid Cloud utilizza sia Cloud pubblico che privato con l’obiettivo di trarre il meglio delle varie modalità, come la flessibilità del Cloud e il pieno controllo dei dati proprietari in ambienti on premise. Gli ambienti Multi Cloud, in cui vengono usati servizi Cloud di provider diversi contemporaneamente, rappresentano un’ulteriore sfida che richiede più competenze, ma che può portare più funzionalità, vantaggi e opportunità per le aziende che lo adottano.

Quali sono i vantaggi del Cloud Computing

Il Cloud rappresenta un valido alleato nel processo di innovazione delle aziende, tanto da svolgere un ruolo chiave come abilitatore per il cambiamento digitale. Si è infatti consolidato come un nuovo e indispensabile modello di utilizzo delle tecnologie ICT (Information & Communication Technologynelle imprese. Consente di accedere a servizi all’avanguardia forniti da un provider attraverso la rete e di pagarli in base al consumo effettuato. Si tratta di un approccio che semplifica notevolmente la gestione interna dell’IT e riduce significativamente il tempo necessario per l’implementazione della digitalizzazione aziendale.

Nello specifico, l’Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty ha individuato quattro vantaggi principali per le organizzazioni. Eccoli di seguito:

  • agibilità e flessibilità: il Cloud rende l’azienda aperta e scalabile rispetto ai cambiamenti del mercato e alle future opportunità di business; non a caso, la Nuvola è considerata un ambiente privilegiato per l’utilizzo di strumenti e metodologie Agile e DevOps (filosofia di lavoro che prevede la rottura dei silos tra Sviluppo e Operations);
  • riduzione del Time-to-Market: con il Cloud, il personale IT non deve preoccuparsi della gestione infrastrutturale (il che alza l’asticella della competitività dell’impresa), mentre la continua evoluzione dei Provider consente di stare al passo con il progresso tecnologico;
  • revisione dei costi: l’uso del Cloud consente di ridurre i costi legati alla gestione dell’infrastruttura fisica e del personale dedicato, nonché i potenziali costi dovuti a interruzioni delle attività aziendali;
  • sicurezza e affidabilità: il Cloud presenta un modello più snello basato sul servizio e riduce il rischio di sovra-allocazione delle risorse; la sua affidabilità e sicurezza è poi garantita dal fornitore stesso che ha tutto l’interesse di mantenere un alto livello di servizio.

Come implementare il Cloud in azienda

Le aziende hanno reso il Cloud Computing parte integrante della propria strategia IT, ritenendolo molto spesso una soluzione preferenziale per la realizzazione di nuovi progetti, se non addirittura una scelta obbligata. Ma se da un lato apre a fertili opportunità, dall’altro impone alle aziende sfide organizzative non banali.

Oltre alle questioni tecnologiche, sono diversi gli aspetti da considerare per introdurre il Cloud in azienda:

  • visione strategica, intesa come capacità di cogliere benefici e ritorni economici e qualitativi del Cloud;
  • modalità di lavoro, cioè la capacità di sfruttare il Cloud come leva di trasformazione della Direzione IT;
  • maturità organizzativa e le competenze necessarie per gestire questo percorso di adozione.

Va detto, inoltre, che il Cloud apre la strada a nuove professionalità e nuove competenze da instillare nell’organizzazione, in primis Cloud Specialist, Cloud Architect e Cloud Engineer.

Quanto costa il Cloud Computing

Un punto fondamentale per una piena trasformazione delle aziende è la corretta gestione dei costi Cloud. Il primo passo è riconoscere che questo servizio è una leva di efficienza nell’accelerare la digitalizzazione e l’innovazione, e non bisogna adottarlo come mezzo di puro efficientamento, alimentando una narrazione che inibisce la vera trasformazione.

Infatti, il Cloud variabilizza i costi, e non necessariamente li riduce: una gestione efficiente dipende soprattutto dai percorsi di migrazione intrapresi e dall’assetto organizzativo. Ancora adesso la gran parte delle aziende continua a gestire le risorse e i costi della Cloud secondo le logiche tradizionali dei sistemi on-premises che mal si adattano alla variabilità e dinamicità dei modelli di pricing della Cloud.

Diventa necessario quindi predisporre un nuovo modello di Cloud Financial Management, che possa affrontare queste nuove sfide, a partire da una maggior responsabilizzazione dei dipendenti e identificazione di spazi di efficientamento nell’uso delle risorse e dei relativi costi.

Quali sono i trend del Cloud Computing

Come visto, l’Hybrid-Multi Cloud è il Sistema Informativo del futuro, ma anche del presente. Oltre a questo, l’Osservatorio ha individuato gli altri trend evolutivi del mercato Cloud a livello globale, che illustriamo di seguito.

Cloud Culture

Il cambiamento che stanno vivendo le Direzioni IT aziendali: una vera e propria rivoluzione che tocca ruoli professionali, modelli organizzativi e competenze.

Intelligent Cloud

Il Cloud è la piattaforma chiave che sta permettendo l’espansione e l’utilizzo massiccio dello sviluppo e l’erogazione di algoritmi di Machine Learning e di applicazioni di Artificial Intelligence.

Architetture Cloud Native

Le architetture applicative Cloud Native sono le logiche di progettazione applicativa tipiche dei servizi Cloud, votate a modularità, scalabilità e standardizzazione.

Cyber Intelligence

È un trend abbastanza legato a quelli precedenti, poiché nel governo di ambienti Hybrid e Multi Cloud la sicurezza informatica è oggi diventata un tassello chiave.

Edge Computing

Sono le opportunità legate ai dati provenienti dagli oggetti connessi dell’Internet of Things. Nel mondo del Cloud Computing, questo trend, trova un elemento tecnologico abilitante.

Agile e Automation

È la necessità di aumentare la produttività dello sviluppo e del rilascio delle applicazioni per rendere l’azienda più efficace nel rispondere ai cambiamenti.

Qual è il ruolo del Cloud Computing nella Sostenibilità ambientale 

Nel perseguimento di una maggiore sostenibilità ambientale nell’impresa, l’IT può essere facilitatore in azienda della transizione green riducendo l’impronta ecologica dei sistemi informativi attraverso l’adozione di tecnologie mirate all’efficienza energetica e alla riduzione degli sprechi.

Benché la Cloud sia una tecnologia altamente energivora, le infrastrutture Data Center dei provider che ne abilitano la fruizione sono sempre più in linea con disposizioni che assicurano un efficientamento energetico di queste strutture. Gli operatori della filiera sono, infatti, specializzati nel realizzare infrastrutture allo stato dell’arte e sono sempre più attenti alla riduzione dei consumi.

Oltre all’efficienza dettata dalle performance superiori dell’infrastruttura fisica, il Cloud consente anche di progettare il proprio parco applicativo sfruttando architetture Cloud Native che rendono più efficienti le applicazioni e contribuiscono a una riduzione delle emissioni di CO2.

Cos’è la Cloud Security e perché è importante

In un contesto in cui il Cloud Computing è diventato piattaforma abilitante l’innovazione, la Cloud Security rappresenta uno dei pilastri fondamentali per garantire un’evoluzione affidabile delle infrastrutture digitali. Si tratta di un insieme di pratiche, tecnologie e processi volti a garantire che i dati memorizzati e trasferiti attraverso servizi Cloud siano protetti da minacce informatiche e violazioni della privacy. Richiede una collaborazione tra provider e clienti, i quali devono entrambi adottare misure appropriate per garantire la confidenzialità, l’integrità e la disponibilità dei dati e delle applicazioni.

Alcuni aspetti della Cloud Security sono la gestione delle identità e degli accessi, la crittografia, il monitoraggio, il backup e il ripristino, la conformità normativa e la prevenzione delle intrusioni.

Quanto vale il mercato Cloud in Italia

Nel 2025 il mercato del Cloud in Italia, secondo i dati di Ricerca dell’Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty, ha raggiunto un valore di 8,13 miliardi di euro, in crescita del 20% rispetto al 2024.

Questa dinamica conferma la centralità del Cloud come piattaforma abilitante dell’innovazione.

In continuità con gli ultimi anni, il Public & Hybrid Cloud è la componente principale che traina il mercato, con una spesa di 5,83 miliardi di euro (+21%). Al suo interno:

  • l’Infrastructure as a Service tocca i 2,63 miliardi (+23%);
  • il Software as a Service raggiunge i 2,2 miliardi (+19%);
  • il Platform as a Service supera il miliardo di euro per la prima volta (+21%).

Il Private Cloud cresce del +23% e raggiunge 1,39 miliardi, sostenuto dall’esigenza di maggiore controllo e dalla diffusione di offerte di Cloud sovrano. La Data Center Automation registra un incremento del +12% e arriva a 910 milioni di euro.

Qual è il rapporto tra Cloud e Intelligenza Artificiale

Il Cloud si conferma l’infrastruttura abilitante per l’Intelligenza Artificiale. Nel 2025 un quarto delle grandi aziende sfrutta API di AI-as-a-Service, mentre il 23% utilizza applicazioni pronte all’uso e il 16% piattaforme per sviluppatori. Tuttavia, solo il 30% delle organizzazioni affida completamente i progetti AI al Public Cloud. La maggior parte preferisce soluzioni Private o on-premise per un maggiore controllo e conformità.

Come afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation: “L’Intelligenza Artificiale e il Cloud sono inseparabili. La nuvola è il motore che rende possibile l’AI, ma per coglierne i benefici le imprese devono imparare a coniugare innovazione e governance dei dati, superando i limiti legati a competenze e sicurezza che ancora oggi rappresentano un ostacolo.” Aggiunge: “Permane un vuoto di governance preoccupante: il 59% delle organizzazioni non ha ancora introdotto policy per contrastare la perdita o l’uso improprio di informazioni sensibili da parte dei dipendenti che utilizzano strumenti di AI Generativa“.

Oltre a questo, quasi la metà delle grandissime organizzazioni fatica a rispettare i requisiti di tracciabilità e documentazione richiesti dall’AI Act. Eppure, nonostante queste criticità, l’Intelligenza Artificiale resta la priorità di investimento principale per il 2026.

Cosa manca per una piena Cloud Transformation

Come abbiamo visto, la Cloud è ormai pervasiva nelle grandi imprese. Anche il modo con cui le imprese fruiscono la tecnologia è dunque cambiato; ma possiamo concludere che sia avvenuta una “piena” Cloud Transformation?

Rispondere a questa domanda richiede di contemplare due aspetti fondamentali. Da un lato, l’evoluzione tecnologica, che comprende ad esempio la necessità di rinnovare il parco applicativo aziendale abbracciando architetture modulari native del Cloud, che interessano ancora una percentuale esigua del parco applicativo.

Dall’altro, la revisione dei processi, dei meccanismi di governance e delle competenze dell’organizzazione, che devono essere ripensati per supportare la fruizione di servizi digitali as-a-service. Una Cloud Transformation piena deve passare dalla progettazione strategica dell’adozione della Cloud, agendo non solo sulla roadmap tecnologica ma anche sui modelli di gestione e governance.

Come sottolinea Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio: “Il 2025 segna un punto di svolta: il Cloud non è più solo il paradigma per costruire e modernizzare i sistemi informativi, ma un asset strategico di innovazione e competitività, che va costruito mantenendo il controllo di applicazioni e dati (Cloud Sovereignty).” Continua affermando che Le aziende ne hanno maggiore consapevolezza e questo si riflette in un approccio più selettivo: il 46% delle grandissime organizzazioni adotta ormai strategie ibride e mirate, scegliendo con attenzione quali carichi di lavoro affidare al Cloud e quali mantenere on-premise, con un aumento di 10 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Le iniziative di repatriation, per contro, restano marginali e sotto il 5%, anche se l’intenzione di valutarle cresce e riguarda ormai il 35% delle grandissime organizzazioni.

Parallelamente, all’interno dei progetti Cloud si rafforza il focus su Cybersecurity e gestione dei rischi informatici sull’adeguamento alle nuove normative europee come NIS2, DORA e AI Act.

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