Il Chatbot, o Assistente Virtuale, è una soluzione software di Intelligenza Artificiale (IA) che permette di conversare con gli utenti in linguaggio naturale
L’hype raccolto da soluzioni di AI Generativa, come ChatGPT, sta facendo vivere una nuova giovinezza agli assistenti virtuali
I sistemi conversazionali o di analisi dei testi, stando ai dati di Ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano,rappresentano nel 2025 il 39% del mercato AI italiano, spinti soprattutto da applicazioni di Intelligenza Artificiale Generativa
Con l’aiuto dell’Osservatorio Artificial Intelligence, in questo articolo approfondiremo cosa sono i Chatbot, quali tipologie esistono e come possono essere utilizzati anche in azienda.
Cosa sono i Chatbot
Con Chatbot(abbreviazione di “chat robot”, che tradotto in italiano significa “robot per conversare”)si intende un agente software in grado di eseguire azioni e/o erogare servizi ad un interlocutore umano, basandosi su comandi ricevuti dall’utente in linguaggio naturale (scritto o parlato) nelle seguenti modalità: Text-to-text, Text-to-speech, Speech-to-text e Speech-to-speech.
Un Chatbot, in altre parole, è un sistema in grado di conversare con l’utente umano e rispondere a una serie di domande, anche specifiche. Nei casi più evoluti è addirittura in grado di comprendere tono e contesto del dialogo, per poi sfruttare queste informazioni nella conversazione.
Quali sono le modalità di interazione dei Chatbot
A seconda delle modalità di interazione, i Chatbot possono essere:
Text-to-text: l’assistente virtuale risponde tramite testo scritto in risposta a domande o comandi testuali dell’utente;
Text-to-speech: il sistema converte il testo scritto dall’utente in linguaggio parlato per rispondere vocalmente all’utente;
Speech-to-text: il chatbot trasforma il linguaggio parlato dell’utente in testo scritto ed elabora a sua volta una risposta testuale;
Speech-to-speech: la piattaforma converte il linguaggio parlato dell’utente in testo, elabora la risposta e la restituisce vocalmente.
I Chatbot, nelle loro diverse modalità, vengono utilizzati sia all’interno di processi aziendali sia nei sistemi di relazione con il cliente finale.
Quali sono i due tipi di Chatbot attualmente esistenti
Attualmente esistono due tipi di Chatbot, quali Chatbot rule-based e Chatbot Conversazionali. Vediamoli più nel dettaglio:
Chatbot rule-based
Si tratta di bot in grado di dialogare con un umano seguendo alberi conversazionali predefiniti. Il bot, quindi, risponde a domande predefinite e fornisce risposte standard. Un esempio tipico di Chatbot basato su regole è un sistema che risponde automaticamente alle domande frequenti come “Orari di apertura” o “Come posso fare il reso?”, senza la capacità di adattarsi a richieste più complesse o inaspettate.
I Chatbot rule-based sono utilizzati in scenari standardizzati, come:
risposte automatiche alle FAQ nei siti eCommerce;
prenotazioni semplici in ambito turistico o ristorazione;
raccolta dati nei form digitali;
notifiche e aggiornamenti automatici via chat.
Chatbot Conversazionali
In questo caso gli Assistenti Virtuali sono basati sull’AI e possono intrattenere una conversazione adottando un linguaggio naturale. Comprendono richieste, anche molto complesse, e forniscono risposte specifiche e inerenti ai prompt, ossia alle richieste dell’utente.
I Chatbot conversazionali sono impiegati per diverse funzioni, come ad esempio:
assistenza clienti in ambito eCommerce;
pre-qualificazione automatica dei candidati in ambito HR;
supporto tecnico;
l’integrazione con sistemi aziendali;
assistenti virtuali quali Siri, Amazon Alexa e Google Assistant.
Dal novembre 2022 la scena dei Chatbot conversazionali è stata catturata da ChatGPT, piattaforma di Generative AI dell’organizzazione americana OpenAI. ChatGPT è in grado di rispondere ai prompt con un linguaggio simile a quello del suo interlocutore. Può, per esempio, scrivere articoli, generare codici, risolvere operazioni matematiche e molto altro ancora. A oggi ChatGPT rappresenta la frontiera dell’AI conversazionale, seguita da altre piattaforme come DeepSeek, Gemini, Copilot, ecc.
Come funzionano i Chatbot
I Chatbot, per funzionare, devono essere integrati in diverse piattaforme, come siti web, app di messaggistica o Social Media. Il modo in cui operano può variare in base alla tipologia di Chatbot adottata.
Qual è il principio dei Chatbot rule-based
I Chatbotrule-based operano seguendo un insieme di regole predefinite e rispondono solo a specifiche richieste. Questi Chatbot non comprendono il contesto della conversazione, ma funzionano come un flusso di domande e risposte che si attivano solo quando l’utente inserisce – o sceglie da una lista proposta dal bot – una frase che corrisponde esattamente a una delle regole impostate.
Qual è il principio dei Chatbot conversazionali
I Chatbot conversazionali, al contrario, utilizzano tecnologie diIntelligenza Artificiale– e più nello specifico Machine LearningeDeep Learning – per apprendere dai dati, comprendere così il linguaggio naturale e generare risposte coerenti, migliorando continuamente le loro interazioni. Infatti, questi agenti conversazionali non si limitano a rispondere a parole chiave specifiche, ma analizzano il contesto e il significato delle frasi, adattando le risposte in modo dinamico. Utilizzano modelli avanzati di elaborazione del linguaggio naturale (o NLP, acronimo diNatural Language Processing) per capire l’intento dell’utente, anche quando le domande sono formulate in modo diverso rispetto alle risposte predefinite.
L’avanzamento dell’Intelligenza Artificiale Generativa, di cui ChatGPT fa parte, sta rivoluzionando le soluzioni conversazionali dei Chatbot. Ciò avviene attraverso l’introduzione di un livello di comprensione e risposta ancora più sofisticato. Le tecnologie di AI Generativa sono infatti in grado di apprendere da un maggior numero di dati e comprendere meglio il contesto delle conversazioni.
La GenAI, con i suoi LLM (Large Language Models, ossia “modelli linguistici di grandi dimensioni”), rappresenta un’evoluzione fondamentale per la creazione di testi conversazionali e risposte a domande più efficaci. Una tecnica innovativa che sfrutta appieno le potenzialità degli LLM è la Retrieval Augmented Generation (RAG). Introdotta nel 2020, la RAG combina le competenze generative degli LLM con la capacità di recuperare informazioni da una fonte di conoscenza esterna. Questa sinergia consente alle RAG di creare testi più ricchi, corretti e pertinenti, poiché attingono a dati aggiornati e specifici del settore o dell’ente
Quali sono gli utilizzi dei Chatbot: esempi di Assistenti Virtuali in azienda
I Chatbot possono svolgere diverse tipologie di attività, che si possono dividere in tre principali applicazioni:
applicazione dei Chatbot nella funzione dei Servizi;
applicazione dei Chatbot nelle funzioni Prodotto, HR e R&D;
applicazione dei Chatbot nel Marketing & Sales.
Di seguito analizziamo queste applicazioni più nel dettaglio.
Quali sono le applicazioni dei Chatbot nella funzione dei Servizi
L’AI conversazionale è un’area dell’Intelligenza Artificiale molto attenzionata dalle aziende che erogano Servizi. L’obiettivo è quello di avere un nuovo touch point con i clienti all’interno di un customer journey sempre più multicanale.
I Chatbot utilizzati in questo ambito si distinguono nelle seguenti tipologie:
assistenza al cliente post vendita: questa tipologia è la più diffusa e consiste in soluzioni volte ad assistere il cliente nella gestione del prodotto o del servizio che ha acquistato;
altri servizi: in questo caso il Chatbotoffre servizi non strettamente correlati con l’ambito di attività dell’azienda, come può essere quello di un’agenzia assicurativa che offre ai propri clienti la possibilità di creare un’app di fitness (sviluppata dalla compagnia stessa) che consente all’utente di comunicare con il Chatbot come se fosse un “personal trainer”;
Corporate Knowledge: questi strumenti sono adibiti a rispondere a domande (poste dal personale o da figure esterne all’azienda) sull’organizzazione stessa, potendo rispondere per esempio alla domanda “Dove si trova l’headquarter della società?”.
Quali sono le applicazioni dei Chatbot nelle funzioni Prodotto, HR e R&D
I Virtual Assistant appartenenti alla categoria Prodotto sono quelli inseriti all’interno di un prodotto affinché esso abbia la capacità di interagire con l’utente. Un esempio di questa applicazione dei Chatbot sono i dispositivi smart di domotica, con i quali è possibile interagire per gestire la propria abitazione. Si tratta, per esempio, della regolazione della temperatura e dell’illuminazione nelle stanze, ma anche dell’impostazione di sveglie, della riproduzione di brani musicali e di richieste relative a notizie di attualità nel caso di Smart Home Speaker.
Nei casi di utilizzo di Chatbot all’interno dei processi di HR Management si individuano soluzioni destinate al recruiting. Queste sono utilizzate, ad esempio, per effettuare un primo screening dei candidati in fase di selezione, ponendo domande e valutandone le risposte. Oppure i Chatbot vengono utilizzati per alcuni aspetti riguardanti la gestione del personale (ad esempio, per dare ai dipendenti informazioni su corsi di formazione o ferie maturate).
Nell’ambito Ricerca e Sviluppo si individuano invece soluzioni per supportare gli addetti IT in attività come la gestione del Data Center o per l’identificazione della fonte di un dato.
Quali sono le applicazioni dei Chatbot nel Marketing & Sales
I Chatbot, nell’ambito Marketing & Sales, si identificano le seguenti applicazioni:
Shop Assistant: i Chatbot di questa categoria forniscono ai clienti informazioni sui prodotti o servizi in vendita; ad esempio, possono fornire informazioni riguardo le loro caratteristiche, la disponibilità in magazzino o i tempi di spedizione;
guida all’acquisto: questa tipologia di Chatbot identifica il tipo di acquisto che l’utente intende effettuare (basandosi, per esempio, sui suoi acquisti precedenti) e gli propone il prodotto o servizio più adatto ai suoi interessi;
Brand reputation: si tratta di Chatbot che interagiscono con gli utenti fornendo informazioni relative all’azienda o servizi che possano intrattenerlo;
supporto alle vendite: questa categoria di Chatbot interagisce con gli addetti alle vendite nella gestione delle loro attività, ad esempio fornendo informazioni dettagliate su prodotti o servizi.
Quali sono i vantaggi dei Chatbot
I Chatbot rappresentano uno strumento efficace per ottimizzare le operazioni aziendali e migliorare l’esperienza utente, offrendo diversi vantaggi per entrambi. Ecco i principali:
disponibilità 24/7: i Chatbot sono sempre attivi, fornendo assistenza continua senza la necessità della presenza del personale umano;
risposte rapide e coerenti: forniscono risposte immediate e uniformi, migliorando l’esperienza del cliente;
personalizzazione: grazie all’AI, i Chatbot possono essere programmati per offrire interazioni personalizzate in base alle esigenze dell’utente;
automazione di attività ripetitive: gestiscono facilmente domande frequenti, liberando il personale per compiti più complessi;
riduzione dei costi: automatizzano le interazioni di routine, riducendo i costi operativi associati al servizio clienti;
supporto multilingue: possono comunicare in diverse lingue, raggiungendo un pubblico più ampio;
raccolta e analisi dei dati: raccolgono informazioni sulle interazioni con i clienti, aiutando le aziende a migliorare i propri servizi;
integrazione con altri sistemi: possono essere integrati con CRM, database e altre piattaforme aziendali per un flusso di lavoro più efficiente;
supporto per il personale interno: possono essere utilizzati per fornire informazioni ai dipendenti, ad esempio su giorni di ferie e corsi di formazione.
Quali sono i rischi dei Chatbot
Nonostante i numerosi vantaggi, i Chatbot presentano anche alcuni rischi e criticità che le aziende devono considerare:
Shadow AI: secondo la Ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence, circa l’80% dei lavoratori utilizza strumenti AI non aziendali, creando rischi per la sicurezza dei dati e la compliance; solo il 19% degli utilizzatori dichiara di fare uso esclusivo di strumenti aziendali;
protezione dei dati: i Chatbot raccolgono e processano informazioni sensibili, rendendo fondamentale garantire la conformità alle normative sulla privacy (come il GDPR) e implementare adeguate misure di sicurezza;
aspettative vs benefici reali: come ha sottolineato il Direttore dell’Osservatorio, Giovanni Miragliotta, durante il Convegno dei risultati di Ricerca, nel suo intervento dedicato alle sfide dell’AI, “la prima è trovare un equilibrio tra aspettative e benefici reali dall’adozione, che spesso si materializzano solo dopo percorsi di implementazione progressivi e personalizzati”;
bias e discriminazione: i Chatbot possono replicare pregiudizi presenti nei dati di addestramento, portando a risposte inappropriate o discriminatorie;
limitazioni nella comprensione: anche i Chatbot più avanzati possono fraintendere richieste complesse o contestualmente ambigue;
governance insufficiente: solo il 9% delle grandi imprese italiane ha una governance strutturata dell’AI, con responsabilità delineate e allineamento con principi etici; mentre il 54% si sta muovendo per strutturare una governance centralizzata.
Come creare un Chatbot
La creazione di un Chatbot parte da una scelta fondamentale: rule-based o conversazionale (AI-based).
Come creare un Chatbot rule-based
Per i primi si possono utilizzare strumenti no-code o low-code, ossia con poco o nessun codice, grazie a componenti predefiniti. È il caso di programmi come Chatfuel, ManyChat o Landbot, che offrono interfacce drag-and-drop intuitive e facilmente personalizzabili anche da team non tecnici. Come abbiamo già avuto modo di vedere, questi bot sono particolarmente efficaci in contesti dove le richieste degli utenti sono ripetitive e strutturate, ad esempio per fornire informazioni statiche o comunque guidare l’utente in un processo lineare.
Come creare un Chatbot conversazionale
I Chatbot conversazionali, che sfruttano l’Intelligenza Artificiale e l’elaborazione del linguaggio naturale, sono particolarmente adatti per gestire casi d’uso complessi, come l’assistenza clienti avanzata o il supporto tecnico. La loro realizzazione richiede una progettazione avanzata e, spesso, la disponibilità di dati per l’addestramento (come trascrizioni di conversazioni reali tra operatori umani e clienti riportanti le domande più frequenti). Le piattaforme più utilizzate in questo ambito sono Dialogflow, Rasa, IBM Watson Assistant e Microsoft Bot Framework, che permettono non solo di sfruttare modelli linguistici pre-addestrati, ma anche di personalizzarli in base al dominio specifico del progetto.
Come scegliere un Chatbot
La scelta tra un Chatbot rule-based e uno conversazionale dipende da diversi fattori, quali:
la complessità del caso d’uso
la variabilità delle interazioni attese
la quantità e qualità dei dati disponibili
le competenze tecniche del team
il tempo a disposizione per lo sviluppo
il budget
In alcuni progetti, una soluzione ibrida può rappresentare il compromesso ideale: si combina la prevedibilità delle regole con la flessibilità dell’Intelligenza Artificiale, migliorando l’efficienza senza rinunciare alla qualità dell’interazione. Qualunque sia l’approccio scelto, è essenziale pianificare con attenzione la strategia conversazionale, testare il bot in contesti reali e monitorare costantemente le performance, così da garantire un’esperienza utente coerente, fluida ed efficace.
Quanto sono diffusi i chatbot nel panorama italiano
Nel 2025, secondo i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence, il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto di AI, in crescita rispetto al 59% del 2024. Il 60% ha almeno un’iniziativa progettuale di GenAI. I Chatbot conversazionali rappresentano i casi d’uso più diffusi, in particolare per il supporto clienti e l’assistenza agli operatori, oltre a soluzioni di Intelligent Document Processing.
Sempre secondo la Ricerca dell’Osservatorio, i sistemi conversazionali o di analisi dei testi rappresentano il 39% del mercato italiano dell’AI (dal valore complessivo di 1,8 miliardi di euro). Tali sistemi sono trainati soprattutto da applicazioni di AI Generativa sulla knowledge base aziendale (es. manuali, documentazione di supporto, normative, ecc.).
In una precedente Ricerca, l’Osservatorio aveva inoltre rilevato che la maggior parte delle aziende utilizza i Chatbot come supporto per problematiche di base, ma i margini di sviluppo sono molto elevati. Per esempio, le organizzazioni più proattive utilizzano i Chatbot come supporto per attività primarie (sostituendo l’uomo nell’assistenza per la risoluzione di tali problematiche) e si affidano all’intervento umano soltanto qualora sia necessario un intervento più specifico. In questo modo si sviluppa un approccio ibrido che, per il momento, risulta il più avanzato in termini di esaustività delle risposte.
ChatGPT, tuttavia, ha dimostrato come l’AI può rispondere a input testuali anche molto più complessi, come la scrittura e il riassunto di testi, la creazione di contenuti e molto altro, mostrando le sue potenzialità anche nella sfera lavorativa. Se si continuerà a investire sui Chatbot e sulla loro implementazione tecnologica, nel prossimo futuro si potrà fare un ulteriore salto qualitativo nei prodotti e servizi offerti. Ciò sarà possibile attraverso il miglioramento delle interazioni tra uomo e macchina.
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