I Predictive Analytics permettono di rispondere a domande su cosa potrebbe accadere nel futuro, trasformando grandi quantità di dati storici in previsioni concrete e azionabili
Le applicazioni spaziano dalla manutenzione predittiva alla churn prediction, dal demand planning all’identificazione delle frodi, fino all’ottimizzazione dei percorsi
Secondo la ricerca dell’Osservatorio Data & Decision Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, nelle grandi imprese italiane gli Advanced Analytics – inclusi quelli predittivi – stanno diventando una componente più strutturale del processo decisionale, mentre il 54% delle PMI ha iniziato almeno a sperimentare analisi predittive
Per comprendere appieno cosasono i Predictive Analytics, come è possibile fare analisi predittive partendo dai dati e come i modelli predittivi siano diventati strumenti fondamentali nell’analisi dati, è importante ripercorrere le origini di queste tecnologie e capire come si siano oggi parte integrante della strategia aziendale. È quanto approfondisce questo articolo, realizzato dall’Osservatorio Data & Decision Intelligence.
Cosa sono i Predictive Analytics
I Predictive Analytics sono strumenti avanzati che effettuano l’analisi dati per rispondere a domande relative a cosa potrebbe accadere nel futuro. Il loro utilizzo comporta un grande vantaggio competitivo.
I Predictive Analytics fanno parte degli Advanced Analytics, famiglia che comprende anche i Prescriptive Analytics e gli Automated Analytics. A differenza dell’analisi descrittiva, che risponde alla domanda “cosa è successo?”, gli Advanced Analytics si pongono finalità di predizione e ottimizzazione di una o più variabili target. I Predictive Analytics, nello specifico, stimano la probabilità che determinati eventi si verifichino nel futuro. Questo li rende strumenti strategici e non solo consuntivi.
Alla base di ogni modello predittivo ci sono i dati storici: più sono abbondanti, aggiornati e di qualità, più le previsioni risultano accurate. Il risultato non è mai una certezza assoluta, ma una stimache consente di prepararsi, pianificare e agire con maggiore consapevolezza rispetto ai propri concorrenti.
Come è nata l’analisi predittiva
Il nome di Carl Friedrich Gauss è ben noto a chiunque abbia seguito almeno un corso di statistica. È lui il più noto ideatore (anche se non l’unico) del modello di regressione lineare. Si tratta di un metodo (dei minimi quadrati, per gli addetti ai lavori) grazie al quale è possibile stimare il valore di una variabile dipendente a partire da una serie di valori assunti dalla variabile indipendente.
La regressione lineare è la tecnica più semplice, anche se non sempre adeguata, per fare predizioni sul futuro a partire da una serie di dati storici. Da Gauss in poi, gli statistici hanno ideato una pluralità di tecniche per assegnare, in maniera sempre più efficace, diverse probabilità ad eventi futuri. Tra queste troviamo ad esempio la regressione logistica, l’analisi delle serie storiche e la classificazione.
Oggi gli strumenti e le tecniche sono numerosi. Diventa quindi fondamentale inserire in azienda risorse preposte a sviluppare modelli e algoritmi predittivi: i cosiddetti Data Scientist. Nella maggior parte dei casi grazie a tool e linguaggi completamente open source (in primis, Python o R).
Come funziona un’analisi predittiva
L’analisi predittiva si basa sull’uso di modelli matematici, algoritmi di Machine Learning e tecniche statistiche per analizzare i dati storici e individuare schemi e tendenze. Il processo si articola in più fasi.
Si inizia con la raccolta e la preparazione dei dati. Questi devono essere puliti, completi e strutturati per poter essere utilizzati nei modelli.
Successivamente, gli algoritmi analizzano i dati per identificare correlazioni, anomalie o schemi ricorrenti che potrebbero indicare risultati futuri.
Una volta elaborato il modello predittivo, viene testato e ottimizzato per garantire la massima precisione possibile. Spesso ciò avviene tramite tecniche di validazione incrociata o simulazioni su set di dati separati.
Il modello viene infine integrato nei processi aziendali, traducendo le previsioni in indicazioni operative a supporto delle decisioni.
A cosa serve l’analisi predittiva
L’obiettivo principale dei Predictive Analytics è quello di trasformare i dati in insight pratici, consentendo alle organizzazioni di prendere decisioni più informate e proattive, riducendo i rischi e massimizzando le opportunità.
In pratica, i Predictive Analytics spostano il baricentro dell’organizzazione dalla reazione alla prevenzione. Invece di intervenire quando un problema si è già manifestato — un guasto, una frode, l’abbandono di un cliente — l’azienda può agire prima che accada, con costi e impatti significativamente ridotti.
Questo cambiamento di prospettiva tocca trasversalmente tutte le funzioni aziendali: dal marketing alle operations, dalla finanza alle risorse umane. In ciascun contesto, la capacità di stimare scenari futuri permette di allocare meglio le risorse, personalizzare le relazioni con i clienti e costruire una pianificazione più solida e resiliente.
Quali sono i vantaggi dei Predictive Analytics
L’adozione dell’analisi predittiva porta con sé una serie di benefici concreti per le organizzazioni che decidono di investire in questa tecnologia. I principali vantaggi possono essere riassunti nei seguenti punti:
decisioni più informate: i modelli predittivi trasformano i dati grezzi in insight operativi, consentendo alle aziende di prendere scelte basate su evidenze quantitative;
riduzione dei rischi: anticipare scenari critici permette di mitigare in anticipo problemi legati a frodi, guasti o perdita di clienti;
ottimizzazione delle risorse: prevedere la domanda o i carichi di lavoro consente di allocare risorse umane, finanziarie e produttive in modo più efficiente;
vantaggio competitivo: chi adotta strumenti predittivi può anticipare le mosse del mercato e dei competitor, reagendo più rapidamente ai cambiamenti;
personalizzazione dell’offerta: l’analisi predittiva permette di comprendere i comportamenti dei clienti e proporre prodotti o servizi su misura;
efficienza operativa: l’automazione delle previsioni libera tempo e risorse, che possono essere dedicati ad attività a maggior valore aggiunto.
Quali sono le metodologie di Predictive Analytics
Gli ultimi anni hanno visto l’evolversi di metodologie di Predictive Analysis, abbracciando nuove prospettive e sfide. Di seguito riportiamo alcune delle metodologie più rilevanti che stanno delineando il futuro di questa tecnica.
Augmented Analysis
L’analisi aumentata combina l’Intelligenza Artificiale(e la Generative AI) con le capacità umane, fornendo strumenti che assistono gli utenti nelle attività di analisi e semplificando così il processo decisionale.
Automated Machine Learning (AutoML)
La democratizzazione dell’accesso alle Predictive Analytics è resa possibile dall’Automated Machine Learning, o AutoML. Questa consente di sfruttare le potenzialità della Predictive Analytics senza richiedere competenze approfondite in Machine Learning.
Integrazione di fonti dati avanzate
L’era della Data Integration si amplia, incorporando dati provenienti da fonti sempre più eterogenee, inclusi dati non strutturati e stream di dati in tempo reale, arricchendo e migliorando i modelli predittivi.
Edge Analytics
L’analisi dei dati sulle periferie di rete, o edge computing, sta diventando una priorità. La capacità di effettuare previsioni in tempo reale senza dover trasmettere dati a server centrali è cruciale in scenari in cui la velocità e l’efficienza sono essenziali.
Explainable AI (XAI)
La “spiegabilità” diventa un pilastro fondamentale. Oltre alla precisione predittiva, le aziende cercano modelli che possano comunicare in modo chiaro e comprensibile come giungono alle loro conclusioni.
Quanto è diffusa la Predictive Analysis
Nelle grandi imprese italiane, la diffusione delle progettualità di Data Science e il crescente coinvolgimento delle funzioni di business indicano che gli Analytics Avanzati, inclusi quelli predittivi, stanno diventando una componente più strutturale del processo decisionale. Nelle PMI, inoltre, la sperimentazione di Predictive Analytics è ormai più diffusa di quanto non fosse in passato, visto che il 54% ha iniziato almeno a sperimentare analisi predittive, anche se il loro impatto resta spesso limitato da una scarsa integrazione dei dati, che coinvolge ancora la maggior parte di queste realtà.
Spesso queste aziende faticano a innovare attraverso i dati perché non riescono a delineare il giusto use case o trovano complesso definire ex-ante i benefici di un investimento tecnologico o di inserimento di nuove risorse. In verità, cercando bene, le applicazioni di analisi predittive sono davvero numerose.
Dove si applica l’analisi predittiva: alcuni esempi
Questo tipo di analisi trova applicazione in una vasta gamma di settori, offrendo un vantaggio competitivo alle aziende che la utilizzano. Per esempio:
nel Marketing può essere impiegata per prevedere il comportamento dei clienti e ottimizzare le campagne pubblicitarie;
nel settore finanziario è utilizzata per anticipare rischi o frodi;
in ambito sanitario può supportare la diagnosi precoce e la prevenzione di malattie;
nel retail e nell’eCommerce, consente di prevedere quali prodotti avranno maggiore domanda, ottimizzando scorte e promozioni;
nelle risorse umane, può anticipare il rischio di turnover del personale o identificare i profili con maggiore potenziale di crescita;
nel settore energetico, viene impiegata per prevedere i picchi di consumo e ottimizzare la distribuzione dell’energia;
nella logistica e nei trasporti, permette di stimare i tempi di consegna, prevenire ritardi e pianificare i percorsi in modo più efficiente;
nel manifatturiero, supporta la manutenzione predittiva dei macchinari, riducendo i fermi di produzione non pianificati.
Quali sono le principali applicazioni dei Predictive Analytics: 5 use case per “prevedere il futuro” grazie ai dati
Ecco di seguito cinque esempi di possibili ambiti applicativi dei Predictive Analytics, che riassumono la trasversalità d’impatto di questa tipologia di analisi.
Manutenzione predittiva
Si tratta di progetti che, a partire dall’analisi di una molteplicità di parametri, si pongono l’obiettivo di prevedere il tempo residuo di un macchinario o di un sistema prima di un guasto. È fondamentale, in questo caso, la capacità di reagire in maniera tempestiva, riducendo i fermi di produzione.
Churn Prediction
Consiste nell’analisi dei dati demografico-comportamentali dei clienti per prevederne il rischio di abbandono con anticipo, in modo da poter compiere azioni mirate (ad esempio sconti o pubblicità ad hoc) ed evitare così il churn.
Demand Planning
Riguarda progettualità che implementano modelli di valutazione di quella che potrebbe essere la domanda di un particolare prodotto/servizio in un futuro più o meno prossimo, per poter definire in anticipo le azioni da intraprendere.
Identificazione frodi
Concerne le progettualità che si pongono l’obiettivo di identificare le transazioni (o più in generale le frodi) potenzialmente fraudolente, a partire da analisi di correlazione tra specifiche fonti dati o attraverso l’identificazione di anomalie. Oltre a vantaggi economici, saper riconoscere per tempo potenziali frodi può portare importanti vantaggi reputazionali all’azienda nel suo complesso.
Ottimizzazione percorsi
Che si tratti di veicoli aziendali o di agenti di vendita, l’obiettivo di questo tipo di progetti è costruire sistemi in grado di fornire consigli, preferibilmente in tempo reale, sui percorsi più efficienti da compiere, a partire da una stima accurata del tempo di percorrenza.
Come progettare un’analisi predittiva
L’esplosione dei Big Data e l’incremento esponenziale della capacità di calcolo hanno reso accessibili tecniche un tempo solo teorizzate. Oggi progettare un’analisi predittiva efficace richiede di tenere in considerazione alcuni elementi chiave:
disponibilità e qualità dei dati: il Machine Learningfunziona tanto meglio quanto più i dati sono abbondanti, aggiornati e rappresentativi del fenomeno da prevedere;
capacità di integrazione: i dati utili provengono spesso da fonti diverse e con formati eterogenei – gestionali, CRM, sensori IoT, fonti esterne – che vanno integrati in modo coerente;
scelta del modello: esistono algoritmi adatti a contesti diversi; la regressione, per esempio, è indicata per stimare valori continui, la classificazione per prevedere eventi discreti, le reti neurali per dati non strutturati come immagini o testi;
dati non strutturati e tempo reale: grazie alle performance attuali, è oggi possibile svolgere analisi predittive anche su dati destrutturati come testi, immagini e video, e ottenere risultati in tempo reale;
competenze interne: strumenti open source come Python o R hanno abbattuto le barriere tecnologiche, ma rimane essenziale disporre di figure dedicate – i Data Scientist – capaci di sviluppare, validare e manutenere i modelli nel tempo.
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