Il Deep Learning, branca avanzata del Machine Learning, ha permesso di raggiungere risultati straordinari in ambiti che fino a pochi anni fa sembravano impossibili da automatizzare: dalla comprensione del linguaggio naturale alla generazione di immagini realistiche, dalla diagnosi medica alla guida autonoma. La sua forza risiede nella capacità di apprendere automaticamente da grandi volumi di dati, identificando pattern complessi e relazioni nascoste che sfuggirebbero all’analisi tradizionale.

I numeri testimoniano la rivoluzione in atto: secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2024 il mercato dell’Intelligenza Artificiale in Italia ha raggiunto 1,2 miliardi di euro, con una crescita record del +58% rispetto all’anno precedente. A trainare questo sviluppo è l’AI Generativa (43%) che, come vedremo, utilizza tecnologie di Deep Learning.

Ma cosa rende questa tecnologia così potente? Scopriamolo in questo articolo, realizzato dall’Osservatorio Artificial Intelligence.

Cos’è il Deep Learning

Il Deep Learning, in italiano apprendimento profondo, è il ramo più avanzato del Machine Learning. Si tratta di un insieme di tecniche basate su reti neurali artificiali multilivello, cioè organizzate in diversi strati: ogni strato calcola i valori per quello successivo, in modo da elaborare l’informazione in maniera sempre più completa.

Con una quantità sufficiente di dati, il sistema è in grado di risolvere problemi di apprendimento automatico senza la necessità di un pre-processamento dei dati, come invece avviene per le tecniche tradizionali di Machine Learning. In altre parole, il Deep Learning è una tecnica di apprendimento in cui si espongono reti neurali artificiali a vaste quantità di dati, in modo che possano imparare a svolgere compiti.

Le tecniche di apprendimento profondo, oggi considerate all’avanguardia, hanno in realtà origini storiche nelle reti neurali artificiali studiate fin dagli anni ’80. Solo negli ultimi dieci anni, però, sono diventate realmente efficaci, grazie a tre fattori chiave: l’aumento massiccio dei dati disponibili, lo sviluppo di hardware più potente (come le GPU) e il miglioramento degli algoritmi di addestramento. Questi progressi hanno permesso di superare i limiti del passato, rendendo il Deep Learning applicabile con successo in numerosi contesti.

Differenza tra Deep Learning e Reti Neurali

Spesso i termini “Deep Learning” e “reti neurali” vengono utilizzati in modo intercambiabile, ma è importante comprendere la distinzione tra i due concetti.

Le reti neurali artificiali sono strutture computazionali (di calcolo) ispirate al funzionamento del cervello umano, composte da unità di elaborazione interconnesse (neuroni artificiali) organizzate in strati. Una rete neurale può essere molto semplice, con solo uno o due strati nascosti tra l’input (il dato in ingresso, come un’immagine o un suono) e l’output (il risultato finale prodotto dalla rete, come una classificazione o una previsione).

Il Deep Learning, invece, utilizza specificamente reti neurali “profonde”, ovvero architetture con molti strati nascosti (tipicamente tre o più, ma spesso centinaia). È proprio questa profondità che dà il nome alla tecnica e che permette di modellare relazioni complesse nei dati.

La tabella qui sotto riassume le principali differenze:

AspettoReti neurali tradizionaliDeep Learning
Numero di strati nascosti1 o 23 o più (fino a decine/centinaia)
Complessità dei compitiProblemi relativamente sempliciProblemi complessi e astrazione elevata
Estrazione delle featureRichiede spesso estrazione manuale delle caratteristiche rilevantiImpara automaticamente feature sempre più astratte e gerarchiche
Modellazione dei datiLimitata nella capacità di cogliere relazioni complesseGestisce dati non strutturati (immagini, testi, suoni) e relazioni complesse
Relazione tra i dueNon tutte le reti neurali sono deepTutte le tecniche di Deep Learning utilizzano reti neurali
Applicazioni tipicheClassificazione dati semplici, pattern basicVisione artificiale, NLP, riconoscimento immagini, traduzione automatica ecc.

In altre parole, tutte le tecniche di Deep Learning utilizzano reti neurali, ma non tutte le reti neurali implementano il Deep Learning. La profondità dell’architettura è ciò che distingue l’apprendimento profondo e gli conferisce la capacità di affrontare compiti che le reti neurali tradizionali non potrebbero gestire efficacemente.

Differenza tra Deep Learning, Machine Learning e Intelligenza Artificiale Per comprendere appieno il Deep Learning, è fondamentale chiarire la sua collocazione all’interno del più ampio panorama dell’Intelligenza Artificiale (IA o AI).

L’IA rappresenta il campo più generale, che comprende tutti i sistemi capaci di simulare capacità cognitive umane come l’apprendimento, il ragionamento e la risoluzione di problemi. Essa include approcci molto diversi tra loro, dai sistemi basati su regole predefinite fino agli algoritmi di apprendimento più sofisticati.

All’interno dell’AI si colloca il Machine Learning (ML), un sottoinsieme che si concentra sulla capacità dei sistemi di apprendere dai dati senza essere esplicitamente programmati per ogni singola situazione. L’ML si basa sull’idea che i sistemi possano apprendere dai dati per migliorare progressivamente le proprie prestazioni, senza essere programmati esplicitamente per ogni attività. I suoi algoritmi sono alla base di molte tecnologie che utilizziamo ogni giorno: dai motori di ricerca, al filtraggio dei contenuti sui social, fino ai sistemi di raccomandazione dei siti di eCommerce.

Il Deep Learning, infine, rappresenta il livello più specializzato: è un sottoinsieme del Machine Learning che utilizza reti neurali artificiali con molti strati per elaborare informazioni complesse. I suoi sistemi sono in grado di affrontare compiti complessi con un alto grado di autonomia e precisione, soprattutto quando si dispone di grandi quantità di dati e potenza di calcolo. Oggi l’apprendimento profondo è alla base di applicazioni particolarmente avanzate, come il riconoscimento facciale, la comprensione del linguaggio naturale, la guida autonoma o la generazione di contenuti multimediali.

AmbitoDefinizioneEsempi/Applicazioni
Intelligenza Artificiale (AI)Campo più ampio: include ogni sistema informatico che simula capacità cognitive umane (apprendimento, ragionamento, risoluzione di problemi). Comprende sia sistemi basati su regole che tecniche di apprendimento automatico.Chatbot semplici, sistemi esperti, pianificazione automatica
Machine Learning (ML)Sottoinsieme dell’AI: sistemi che apprendono dai dati per migliorare le proprie prestazioni senza essere programmati esplicitamente per ogni attività.Motori di ricerca, filtri antispam, sistemi di raccomandazione
Deep Learning (DL)Sottoinsieme del Machine Learning: utilizza reti neurali artificiali profonde (con molti strati) per elaborare grandi quantità di dati e risolvere problemi complessi in modo autonomo.Riconoscimento facciale, traduzione automatica, guida autonoma, generazione di immagini e testi

Come funziona il Deep Learning

Alla base del Deep Learning ci sono le reti neurali artificiali profonde (o deep neural networks), così chiamate perché composte da molti strati (layers) di neuroni artificiali, strutture matematiche ispirate al funzionamento delle cellule nervose del cervello umano. Ogni neurone riceve dei valori in ingresso, li elabora attraverso funzioni matematiche non lineari e trasmette informazioni ai neuroni dello strato successivo.

Ogni strato della rete ha un ruolo specifico: i primi livelli si occupano di riconoscere caratteristiche semplici (come linee, forme o suoni elementari), mentre gli strati successivi combinano queste informazioni per individuare pattern più complessi, fino ad arrivare a una decisione finale (ad esempio, la classificazione di un’immagine o la previsione di un risultato).

Durante l’addestramento, il modello riceve tanti esempi con la risposta giusta già indicata. Confronta la risposta che produce con quella corretta e, se sbaglia, calcola di quanto ha sbagliato. A quel punto, corregge gradualmente i propri calcoli attraverso un metodo chiamato backpropagation, che serve ad aggiornare le connessioni tra i neuroni. Questo processo di correzione continua si chiama “ottimizzazione” e consente al modello di imparare e diventare sempre più preciso nel tempo.

Tipi di Deep Learning

Esistono diverse architetture di Deep Learning, ognuna progettata per affrontare specifici tipi di problemi e tipologie di dati. Le principali categorie includono Reti Neurali Convoluzionali, Reti Neurali Ricorrenti, Deep Reinforcement Learning, Reti Generative Avversarie, Autoencoder Variazionali e Transformer. Vediamole più nel dettaglio

Reti Neurali Convoluzionali (CNN)

Le Convolutional Neural Networks (CNN) rappresentano l’architettura di riferimento per l’elaborazione di immagini e video. Queste reti sono progettate per riconoscere pattern spaziali attraverso operazioni di convoluzione che permettono di identificare caratteristiche visive a diversi livelli di astrazione.

I primi strati della rete individuano elementi semplici come bordi e colori, mentre gli strati successivi riconoscono forme sempre più complesse, fino a identificare oggetti completi. Questa architettura gerarchica rende le CNN estremamente efficaci nel riconoscimento di immagini, nella classificazione di oggetti, nel riconoscimento facciale e nell’analisi di contenuti visivi.

Reti Neurali Ricorrenti (RNN)

Le Recurrent Neural Networks (RNN) sono specializzate nell’elaborazione di dati sequenziali e serie temporali. A differenza di altre architetture, le RNN possiedono connessioni cicliche che permettono alla rete di mantenere una “memoria” delle informazioni precedenti, influenzando l’elaborazione dei dati successivi.

Questa caratteristica le rende particolarmente adatte per compiti che richiedono la comprensione del contesto temporale, come l’elaborazione del linguaggio naturale, la traduzione automatica, il riconoscimento vocale e la generazione di testo. Le RNN possono analizzare sequenze di lunghezza variabile e catturare dipendenze tra elementi distanti nella sequenza. Queste architetture sono alla base di molti assistenti vocali, sistemi di traduzione e applicazioni di analisi del sentiment.

Deep Reinforcement Learning

Il Deep Reinforcement Learning combina le tecniche di Deep Learning con l’apprendimento per rinforzo, creando sistemi capaci di apprendere strategie ottimali attraverso l’interazione con un ambiente. In questo approccio, un agente compie azioni, riceve feedback sotto forma di ricompense o penalità, e utilizza reti neurali profonde per valutare le azioni possibili e migliorare progressivamente le proprie decisioni.

Questa tecnica è particolarmente potente in scenari decisionali complessi dove l’agente deve imparare sequenze di azioni ottimali. Le applicazioni spaziano dalla robotica ai videogiochi, dal trading finanziario alla guida autonoma. Il Deep Reinforcement Learning ha raggiunto risultati straordinari, come nel caso di AlphaGo di Google DeepMind, che ha battuto i campioni mondiali del gioco Go, e di sistemi più recenti capaci di gestire ambienti ancora più complessi.

L’obiettivo è sempre quello di massimizzare la ricompensa cumulativa nel tempo, permettendo all’agente di sviluppare strategie sofisticate anche in contesti con informazioni incomplete o ambienti dinamici.

Reti Generative Avversarie (GAN)

Le Generative Adversarial Networks sono architetture innovative composte da due reti neurali che competono tra loro: un generatore che crea dati sintetici (come immagini o suoni) e un discriminatore che cerca di distinguere i dati generati da quelli reali. Attraverso questo processo antagonista, il generatore migliora continuamente finché non produce output indistinguibili dalla realtà.

Le GAN hanno rivoluzionato la creazione di contenuti sintetici realistici, trovando applicazioni nella generazione di immagini fotorealistiche, nel miglioramento della qualità di foto e video, nella sintesi di volti umani inesistenti e nell’addestramento di altri modelli di AI con dati artificiali ma verosimili.

Autoencoder Variazionali (VAE)

Gli Autoencoder Variazionali sono modelli generativi composti da un encoder che comprime i dati in una rappresentazione densa e un decoder che ricostruisce i dati originali da questa rappresentazione. A differenza degli autoencoder tradizionali, i VAE apprendono una distribuzione probabilistica dei dati, permettendo di generare nuovi campioni simili ma non identici a quelli di addestramento. Questa caratteristica li rende ideali per compiti di generazione di contenuti, riduzione della dimensionalità, rilevamento di anomalie e compressione intelligente dei dati. I VAE hanno posto le basi per lo sviluppo dell’AI generativa moderna.

Modelli Transformer

I Transformer rappresentano un’architettura rivoluzionaria per l’elaborazione del linguaggio naturale, basata su un meccanismo di “attenzione” che permette al modello di valutare l’importanza di ogni parola in relazione alle altre all’interno di una frase.A differenza delle RNN, i Transformer elaborano tutte le parole contemporaneamente anziché sequenzialmente, accelerando enormemente l’addestramento.

Questa architettura è alla base dei modelli linguistici più avanzati come GPT e BERT, utilizzati per traduzione automatica, generazione di testo, risposta a domande, analisi del sentiment e sintesi di documenti. I Transformer hanno reso possibile il pre-addestramento su enormi quantità di testo per poi specializzare i modelli su compiti specifici con pochi dati.

Le applicazioni comuni del Deep Learning nell’Artificial Intelligence

Il Deep Learning ha rivoluzionato numerosi settori grazie alla sua capacità di elaborare e interpretare grandi volumi di dati complessi. Di seguito alcuni degli ambiti applicativi più significativi.

Computer Vision e analisi di immagini

La visione artificiale rappresenta uno dei campi in cui il Deep Learning ha ottenuto i risultati più impressionanti. I sistemi di Computer Vision utilizzano reti neurali convoluzionali per estrarre informazioni significative da immagini digitali, video e altri input visivi, permettendo alle macchine di “vedere” e interpretare il mondo visivo.

Le applicazioni includono classificazione e riconoscimento di oggetti in tempo reale, rilevamento e segmentazione di elementi specifici all’interno delle immagini, riconoscimento facciale per sistemi di sicurezza e autenticazione, analisi di immagini mediche per la diagnosi precoce di patologie, ispezione automatica della qualità nei processi produttivi, e sistemi di guida autonoma capaci di identificare segnali stradali, pedoni e ostacoli.

Questi sistemi sono in grado di analizzare migliaia di immagini al minuto, identificando difetti o anomalie che potrebbero sfuggire all’occhio umano, con applicazioni in settori che vanno dalla manifattura alla medicina, dall’automotive alla sicurezza.

Natural Language Processing e TensorFlow

Il Deep Learning ha trasformato radicalmente il modo in cui le macchine comprendono e generano il linguaggio umano. L’elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing, NLP) consente ai computer di riconoscere, comprendere e produrre testo e parlato in modo sempre più naturale.

Le applicazioni pratiche sono numerosissime: chatbot e assistenti virtuali conversazionali che comprendono il contesto e rispondono in modo pertinente, sistemi di traduzione automatica in tempo reale tra diverse lingue, analisi del sentiment per comprendere opinioni ed emozioni nei testi, generazione automatica di riassunti da documenti lunghi, assistenti vocali come Siri, Alexa e Google Assistant, e sistemi di risposta automatica alle domande basati su vasti archivi di conoscenza.

I modelli transformer, una particolare architettura di Deep Learning, hanno portato a progressi significativi permettendo di gestire contesti lunghi e complessi, generare testi coerenti e convincenti, e svolgere compiti di comprensione del linguaggio con una precisione senza precedenti.

Per addestrare e implementare questi complessi modelli di NLP, viene spesso utilizzato TensorFlow, una delle librerie TensorFlow open source più diffusi per il Deep Learning. Con TensorFlow è possibile progettare, ottimizzare e distribuire reti neurali avanzate per l’analisi e la generazione del linguaggio, rendendo accessibile lo sviluppo di soluzioni NLP sia in ambito di ricerca sia in applicazioni aziendali reali.

Intelligenza Artificiale Generativa

L’AI generativa rappresenta una delle frontiere più innovative del Deep Learning, capace di creare autonomamente contenuti nuovi come testo, immagini, video, musica e codice. Questi sistemi utilizzano architetture avanzate come autoencoder variazionali (VAE), reti generative avversarie (GAN), modelli di diffusione transformer per apprendere pattern dai dati esistenti e generare nuovi contenuti originali ma simili a quelli su cui sono stati addestrati.

Le applicazioni pratiche includono generazione di immagini realistiche o artistiche da descrizioni testuali, assistenza nella scrittura di codice per sviluppatori, creazione di contenuti multimediali per Marketing e intrattenimento, sintesi vocale ultra-realistica, generazione di contenuti personalizzati per eCommerce e pubblicità, e supporto nella progettazione e prototipazione rapida.

Settore finanziario

Nel campo della finanza, il Deep Learning viene impiegato per analizzare enormi quantità di dati di mercato e transazionali. Gli istituti finanziari utilizzano queste tecnologie per il trading algoritmico, prevedendo movimenti di mercato attraverso l’analisi di serie temporali complesse, per la valutazione del rischio creditizio e l’approvazione automatica dei prestiti, per il rilevamento delle frodi identificando pattern anomali nelle transazioni in tempo reale, e per la gestione automatizzata di portafogli di investimento.

L’analisi predittiva basata sull’apprendimento profondo permette di identificare opportunità di investimento e rischi potenziali con una velocità e precisione impossibili da raggiungere con metodi tradizionali.

Sanità e diagnostica medica

Il settore sanitario ha tratto enormi benefici dalle capacità nell’analisi di immagini mediche e dati clinici. I sistemi di Deep Learning supportano i professionisti medici nell’interpretazione di radiografie, risonanze magnetiche, TAC e immagini istologiche, spesso rilevando anomalie con precisione comparabile o superiore a quella degli specialisti umani.

Le applicazioni includono diagnosi precoce di tumori e altre patologie attraverso l’analisi automatica di immagini, predizione del rischio di sviluppare determinate malattie basata su dati clinici e genetici, assistenza nella pianificazione di trattamenti personalizzati, accelerazione della scoperta di nuovi farmaci attraverso l’analisi di strutture molecolari, e monitoraggio continuo dei pazienti con sistemi predittivi di allerta precoce.

Retail e personalizzazione del cliente

Nel settore Retail, il Deep Learning abilita esperienze di acquisto sempre più personalizzate e migliora l’efficienza operativa. Le aziende utilizzano queste tecnologie per analizzare il comportamento dei clienti e fornire raccomandazioni di prodotti altamente personalizzate, ottimizzare la gestione dell’inventario prevedendo la domanda futura, analizzare il sentiment dei clienti da recensioni e feedback, e creare chatbot per l’assistenza clienti disponibili 24/7.

Sicurezza e rilevamento anomalie

Gli algoritmi di Deep Learning sono fondamentali per identificare pattern pericolosi e comportamenti anomali in vari contesti di sicurezza. Le applicazioni spaziano dalla videosorveglianza intelligente con riconoscimento facciale e analisi comportamentale, al rilevamento di intrusioni informatiche attraverso l’analisi del traffico di rete, all’identificazione di attività fraudolente nelle transazioni finanziarie e nei sistemi di pagamento, fino al supporto alle forze dell’ordine nell’analisi di grandi volumi di dati investigativi, registrazioni audio e video.

Sviluppo software e automazione IT

Il Deep Learning sta trasformando anche il modo in cui viene scritto e gestito il codice. Gli assistenti AI per la programmazione utilizzano modelli linguistici avanzati per suggerire completamenti di codice, generare funzioni intere da descrizioni in linguaggio naturale, tradurre codice tra linguaggi di programmazione diversi, identificare bug e vulnerabilità, e assistere nella modernizzazione di applicazioni legacy.

Questi strumenti accelerano significativamente lo sviluppo software, riducono gli errori e permettono anche a sviluppatori meno esperti di produrre codice di qualità, democratizzando l’accesso alla programmazione.

Deep Learning, le sfide per il futuro

Oggi le tecnologie di Deep Learning stanno permeando ogni settore dell’economia, dalla sanità alla finanza, dal retail alla manifattura, dalla sicurezza all’intrattenimento. Tuttavia, la diffusione dell’ apprendimento profondo pone anche sfide importanti: la necessità di competenze specialistiche sempre più ricercate, le questioni etiche legate all’utilizzo dei dati e alla trasparenza degli algoritmi, l’impatto sul mercato del lavoro e la regolamentazione attraverso normative come l’AI Act europeo. Solo il 28% delle grandi imprese italiane ha a oggi adottato misure concrete di governance etica dell’AI.

Guardando al futuro, l’apprendimento profondo continuerà a evolversi con architetture sempre più sofisticate e modelli sempre più potenti. La vera sfida non sarà solo tecnologica, ma anche culturale e organizzativa. Comprendere questa tecnologia e saperla utilizzare diventa essenziale per chiunque voglia navigare con successo la Trasformazione Digitale in atto.