La settimana lavorativa di 4 giorni in breve

  • La settimana lavorativa di 4 giorni prevede la possibilità di godere di mezza giornata o una giornata libera settimanale
  • Rappresenta una soluzione fondamentale per estendere la flessibilità anche a chi non può lavorare da remoto (operatori di produzione, personale sanitario, addetti alla logistica)
  • Le motivazioni principali per l’adozione sono, aumentare engagement, risultare più attrattivi sul mercato del lavoro, diminuire i costi delle spese legate agli edifici produttivi
  • Nel 2025 il dibattito si è intensificato in Italia con l’introduzione sperimentale della settimana corta nella Pubblica Amministrazione e l’incremento delle sperimentazioni nel settore privato

In questo articolo, realizzato dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, si affronteranno diverse tematiche relative alla settimana lavorativa di 4 giorni: dalla sua definizione e modelli di funzionamento, ai vantaggi e rischi, fino all’applicazione in Italia e nei contesti internazionali, con un’analisi delle motivazioni che spingono le organizzazioni ad adottare questo modello.

Cos’è la settimana lavorativa di 4 giorni

Secondo l’Osservatorio, per settimana lavorativa di 4 giorni o settimana corta si intende la possibilità di godere di mezza giornata/una giornata libera nel corso della settimana lavorativa, riducendo le ore lavorate rispetto a quanto previsto dal contratto a parità di stipendio o, a parità di ore lavorate e di stipendio, rimodulando l’orario di lavoro settimanale in meno giorni. Non si considerino come settimana lavorativa di 4 giorni i contratti di part-time e le situazioni in cui la mezza giornata lavorativa libera discenda da un usuale dispiegamento o programmazione delle ore previste dal CCNL (es. il venerdì pomeriggio non lavorativo per i contratti che prevedono 36 ore/settimana).

Va detto, però, che in letteratura il fenomeno della settimana lavorativa di 4 giorni non trova una definizione univoca. Nello specifico, per capire cos’è e come funziona la settimana lavorativa di 4 giorni, possiamo identificare e definire due diversi modelli di funzionamento:

  • Compressed work week (in italiano “settimana compressa”), in cui le ore lavorate a settimana non variano rispetto a quanto previsto dal CCNL e lo stipendio resta lo stesso, ma viene rimodulato l’orario lavorativo, così da godere di mezza giornata o una giornata libera a settimana;
  • Short work week (o modello 100-80-100), che prevede una riduzione del numero di ore lavorative giornaliere o del numero di giorni lavorativi settimanali; in questo caso le ore lavorate a settimana sono meno di quanto previsto dal CCNL e lo stipendio non varia. Si tratta del modello maggiormente adottato dalle realtà italiane.

La settimana corta come soluzione per chi non può lavorare da remoto

Il tema della flessibilità oraria assume particolare rilevanza per categorie di lavoratori che non possono accedere al lavoro da remoto. Mentre lo Smart Working continua a diffondersi, ampliando la platea di lavoratori beneficiari della flessibilità di luogo, per coloro che svolgono attività che richiedono necessariamente la presenza fisica, la forma più desiderata di flessibilità rimane quella oraria.

La settimana corta rappresenta proprio una declinazione di questa flessibilità temporale e, sebbene oggi sia presente solo nel 10% delle organizzazioni di grandi dimensioni e in molti casi sia ancora in fase di sperimentazione, costituisce uno strumento fondamentale per estendere i benefici della flessibilità anche a chi non può lavorare da remoto, come operatori di produzione, personale sanitario, addetti alla logistica e molte altre categorie professionali.

Quali sono i vantaggi della settimana lavorativa di 4 giorni

La settimana lavorativa di 4 giorni si inserisce in un contesto più ampio di cambiamento culturale, in cui la flessibilità e l’autonomia del proprio lavoro costituiscono fattore di miglioramento per il benessere dei collaboratori e per le stesse organizzazioni.

Esempio cardine di questa filosofia orientata al raggiungimento degli obiettivi è lo Smart Working che, secondo una ricerca dell’Osservatorio, porta a un incremento di produttività del 15%-20% per persona e a maggiore livello di engagement rispetto a chi lavora stabilmente presso la sede di lavoro e a chi, pur potendo lavorare da casa, non ha altre forme di flessibilità (ad esempio di orario). Proprio come lo Smart Working, anche la settimana lavorativa di 4 giorni, o settimana corta, si colloca all’interno di un processo di trasformazione che vede protagonisti sia le organizzazioni che i propri collaboratori.

La settimana lavorativa di 4 giorni, agendo su una dimensione di flessibilità diversa rispetto al luogo, ha tra i benefici:

  • la possibilità di poter coinvolgere una platea più ampia di lavoratori, comprendendo anche coloro che, in base alla tipologia di attività, sono esclusi dal lavoro da remoto, oppure devono necessariamente lavorare su turni;
  • l’impatto positivo sul benessere dei dipendenti, grazie a un migliore equilibrio tra la vita professionale e quella personale, e un maggiore livello di engagement;
  • diminuzione dei costi delle spese generali legate agli edifici produttivi;
  • rilevanza per le organizzazioni per attrarre e trattenere talenti, ampliando allo stesso tempo il numero di persone che possono fruire di forme di flessibilità;

All’interno di progetti che si occupano di promuovere la settimana corta con progetti ad hoc sono stati anche rilevati:

  • un miglioramento del benessere dei dipendenti senza un calo in termini di fatturato delle aziende;
  • livelli inferiori di stress e burnout, diminuiti rispettivamente del 39% e del 71%;
  • una riduzione dei permessi di astensione dal lavoro del 65% e delle dimissioni volontarie del 57%.

Quali sono i rischi della settimana lavorativa di 4 giorni

Sebbene ora si parli solo di sperimentazioni o di iniziative riguardanti poche realtà, se il fenomeno della settimana lavorativa di 4 giorni si diffondesse avrebbe sicuramente degli impatti interessanti sulle città e i loro tempi. Nel caso in cui una parte significativa di lavoratori usufruisse del modello della settimana lavorativa di 4 giorni ne conseguirebbe un effetto sulla mobilità urbana. Ciò richiederebbe, per esempio, un aggiornamento degli orari e della frequenza dei mezzi pubblici. Altrettanto interessanti sarebbero le possibili implicazioni nel settore del turismo. Un lavoro concentrato solo nelle giornate centrali della settimana potrebbe favorire il turismo nei weekend o nei giorni non lavorativi.

Tuttavia, non bisogna tralasciare alcune possibili criticità nell’implementare questo modello:

  • la concentrazione di un numero maggiore di attività in meno giorni, favorendo il rischio di un innalzamento dei livelli di stress;
  • gli impatti sui processi operativi e sulla necessità di coordinamento tra chi lavora su 4 e su 5 giorni, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione;
  • le complessità applicative per alcune categorie professionali: il personale scolastico, ad esempio, non può beneficiare facilmente della settimana corta poiché la loro presenza è legata al calendario scolastico e agli orari settimanali delle lezioni, e ridurre i giorni lavorativi potrebbe compromettere la continuità didattica

Lavorare 4 giorni alla settimana potrebbe, quindi, portare a impatti interessanti e potenzialmente positivi, ma allo stesso tempo ogni organizzazione dovrebbe prima analizzare le criticità e i rischi correlati, al fine di capire la migliore formula da adottare per poi partire con la sperimentazione. Sicuramente lavorare sulla flessibilità oraria oltre che su quella di luogo è una evoluzione auspicata del nostro modo di lavorare.

Dove si fa la settimana lavorativa di 4 giorni

Nell’ambito della settimana lavorativa di 4 giorni, numerose sono le iniziative di successo avvenute negli scorsi anni. Alcuni esempi sono rappresentati dalla società Perpentual Guardian in Nuova Zelanda, oppure da Microsoft in Giappone. Altri progetti, come quelle avvenuti in Belgio, hanno previsto per chi ne facesse richiesta la distribuzione delle ore lavorative settimanali all’interno di quattro giorni. Anche Paesi come la Spagna o il Portogallo hanno scelto di finanziare sperimentazioni della settimana corta. E le iniziative non mancano neanche nel Bel Paese.

Dove viene applicata in Italia la settimana lavorativa di 4 giorni

In Italia a partire dal 2022 sono state presentate alla Camera quattro proposte di legge, con l’obiettivo di ridurre l’orario lavorativo a parità di stipendio e offrendo incentivi per le organizzazioni che scelgono di attivare l’iniziativa.

Il 6 novembre 2024 il ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, aveva firmato un’ipotesi di accordo con ARAN e sindacati per il rinnovo del contratto 2022-2024 dei dipendenti di ministeri. Il contratto prevedeva un aumento dello Smart Working e una settimana lavorativa di 4 giorni opzionale in via sperimentale. Successivamente, il 3 novembre 2025, è arrivata la firma definitiva del nuovo contratto del comparto delle Funzioni locali, che introduce aumenti degli stipendi e la possibilità di scegliere la settimana corta di quattro giorni senza riduzione di stipendio. L’articolazione dell’orario su quattro giorni mantiene le 36 ore settimanali e l’opzione rimane sperimentale e volontaria, con l’obiettivo di rendere più attrattivo il lavoro nella PA.

Sebbene dunque nel nostro Paese non sia presente una normativa riguardante la settimana lavorativa di 4 giorni ci sono stati diversi casi che in questi anni hanno ridotto autonomamente il monte ore settimanale con effetti positivi sia per dipendenti che per le aziende. Si tratta di  Velvet MediaMondelez InternationalPA AdviceAwin ItaliaCarter&BensonAutomobili Lamborghini, Integra Solutions e molti altri. Anche Intesa Sanpaolo e SACE hanno inserito la flessibilità oraria nell’accordo aziendale, offrendo la possibilità di ridistribuire le ore settimanali complessive all’interno di una settimana lavorativa da 4 giorni.

Tra le esperienze aziendali più significative troviamo anche EssilorLuxottica con il progetto Time4You che offre a 15.000 dipendenti, inclusi quelli delle fabbriche, fino a 20 giornate libere annuali, coperte principalmente dall’azienda.

Lavazza ha invece introdotto una riduzione dell’orario del venerdì di quattro ore tra maggio e settembre, mentre SIAE permette l’alternanza tra settimane di quattro e cinque giorni lavorativi da inizio 2025.

L’adozione della settimana corta è diventata realtà anche per il personale militare in specifiche condizioni. Si tratta di una modalità che non vale per il singolo militare, ma richiede l’autorizzazione del Comandante per l’intero reparto o unità organizzativa.

Nel complesso, nonostante nel 2025 la settimana corta riguarda solo 1 azienda su 10, l’Osservatorio Smart Working ha riscontrato nella sua Ricerca un certo grado di interesse nelle organizzazioni.

Dall’analisi emerge anche che stanno prendendo sempre più piede anche modelli e pratiche associate al concetto della settimana lavorativa corta. È il caso, ad esempio, della settimana compressa e dei venerdì brevi (in cui avviene una redistribuzione delle ore non lavorate sugli altri giorni della settimana o una riduzione dell’orario lavorativo, ad esempio attraverso l’utilizzo collettivo di riposi individuali).

Tra i principali motivi per le organizzazioni hanno implementato o stanno valutando di introdurre la settimana corta sono vi sono:

  • la volontà di migliorare il bilanciamento fra vita privata e lavorativa delle persone;
  • la volontà di aumentare la soddisfazione lavorativa e l’engagement dei dipendenti;
  • la capacità di risultare più attrattive sul mercato del lavoro.

La produttività non figura tra le principali motivazioni dichiarate dalle organizzazioni italiane per l’adozione della settimana di 4 giorni. Diversamente accade in altri contesti internazionali, dove la riduzione dell’orario lavorativo (a parità di retribuzione e attività) mira all’efficientamento dei processi lavorativi.

Lascia un commento

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti