Il Retail Media in breve

  • Il Retail Media rappresenta uno dei fenomeni più innovativi che sta caratterizzando il mondo del commercio e della pubblicità digitale, che si sta trasformando da semplice canale pubblicitario a leva strategica centrale nelle decisioni di Marketing basate sui dati
  • I vari player stanno iniziando a riconoscere i benefici che questo modello offre, sia in termini di monetizzazione, che di visibilità e di ottimizzazione dell’esperienza utente
  • In Italia, secondo il Tavolo di Lavoro Retail Media della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2025 la raccolta pubblicitaria legata al Retail Media raggiunge circa 640 milioni di euro, con una crescita del +27% rispetto all’anno precedente

Questo articolo è stato realizzato dal Tavolo di Lavoro Retail Media e approfondisce i temi centrali del fenomeno: dalla definizione del modello e delle sue origini, ai vantaggi per i diversi attori dell’ecosistema, fino alle criticità strutturali e alle prospettive di crescita del mercato.

Cos’è il Retail Media

Il termine Retail Media fa riferimento all’insieme degli spazi – sia offline sia online – e dei dati – sulle vendite e sul consumatore – che i retailer e i merchant possono mettere a disposizione degli inserzionisti.

Prendendo in considerazione i vari spazi a disposizione nel contesto Retail Media, è possibile veicolare diverse tipologie di annunci, quali on-site, off-site e in-store. Approfondiamoli più nel dettaglio.

  1. On-site: annunci veicolati sull’inventory digitale di proprietà del retailer (sito web, app) nei diversi formati come banner, video, prodotti sponsorizzati, ecc. Rappresentano attualmente il contesto più performante per quanto riguarda la capacità di generare conversioni dirette e fornire dati di misurazione accurati.
  2. Off-site: annunci di Digital Advertising veicolati all’interno di siti terzi (news, intrattenimento, social network, CTV, podcast, ecc.) sfruttando i dati dei retailer in logica omnicanale, utilizzando audience segmentate basate su comportamenti d’acquisto reali, targeting per lookalike audiences, retargeting su piattaforme programmatiche. Questi annunci si rivelano particolarmente strategici per obiettivi di notorietà e per intercettare il pubblico nelle fasi iniziali del funnel.
  3. In-store: annunci presenti all’interno del negozio fisico (come nel caso di insegne stampate e digitali, divisori per corsie, schermi interattivi, display nei punti cassa e radio in-store). Mantengono un vantaggio competitivo unico grazie alla vicinanza immediata al momento della decisione d’acquisto.

Facendo riferimento in particolare al caso di annunci on-site e off-site è possibile veicolare ai consumatori comunicazioni personalizzate one-to-one, sotto forma di suggerimenti su prodotti e marchi pertinenti rispetto al carrello e agli acquisti effettuati. Si evidenzia quindi l’importanza in questo modello di business dei dati sui clienti, messi a disposizione agli advertiser dai retailer.

Come è nato il Retail Media

Il Retail Media nasce in un momento in cui il panorama del commercio e della comunicazione online sta vivendo una trasformazione significativa. All’interno del panorama italiano, da un lato si sta assistendo a una forte innovazione nel comparto Retail per cui gli spazi fisici sono ormai ampiamente digitalizzati (basti pensare alla presenza sempre più evidente di schermi e chioschi digitali nei negozi). Dall’altro lato, sono sempre più gli utenti che effettuano acquisti online per cui si assiste a una crescita continua dell’eCommerce B2c, mercato che considerando la vendita di prodotto nel 2025 supererà i 40 miliardi di euro

Anche il contesto pubblicitario sta subendo una forte evoluzione dovuta alla rilevanza sempre maggiore del canale di comunicazione Internet – Media che raccoglie ormai oltre la metà della spesa pubblicitaria italiana – e alla digitalizzazione dei mezzi tradizionali, come la Tv Connessa e gli impianti digitali in esterna (Digital Out of Home). Inoltre, in uno scenario sempre più privacy oriented, si assiste a una rilevanza crescente dell’utilizzo del dato per veicolare gli annunci e a dimostrarlo sono i numeri del Programmatic advertising in crescita anno su anno. Tra i dati che diventano sempre più rilevanti per gli advertiser troviamo quelli di vendita raccolti dai retailer: informazioni certe (come nel caso dei dati transazionali) e/o consensate (è stato fornito il consenso al trattamento dei dati).

Come si posiziona il Retail Media nel contesto internazionale

Il Retail Media sta dunque emergendo come uno dei trend più rilevanti a cavallo tra il mondo pubblicitario e il mondo Retail. In alcuni Paesi, infatti, risulta essere un fenomeno già ben sviluppato e in forte crescita. Basti pensare al mercato statunitense o al mercato cinese, che da soli valgono circa l’80% del mercato globale Retail Media e sono previsti tassi di crescita importanti anche per i prossimi anni.

Anche in Italia, sebbene si tratti di un mercato ancora contenuto, l’accelerazione è sostenuta dai principali operatori dell’eCommerce e dalle iniziative recentemente avviate. Particolarmente attivi risultano i retailer dei settori Food&GroceryInformatica ed elettronica e Beauty&Pharma, che stanno sviluppando piattaforme ad hoc, implementando soluzioni digitali nei negozi e costruendo strategie fondate sull’utilizzo dei dati proprietari.

Quali sono i vantaggi del Retail Media per l’ecosistema

Il Retail Media, come abbiamo visto, è un paradigma che coinvolge diversi attori, capace di portare nuove opportunità e vantaggi all’interno del nuovo ecosistema di riferimento.

I vantaggi per la pubblicità online

Nella filiera Media viene introdotta la figura del retailer, che si affianca agli editori nella vendita di spazi e di dati sui consumatori. Il retailer, quindi, è in grado di monetizzare il traffico dei propri canali (online e offline), offrendo ai brand uno spazio per promuovere i propri prodotti direttamente nel momento dell’acquisto. Inoltre, è in grado di monetizzare i dati a disposizione (come per quanto riguarda le informazioni sulle vendite, dati delle carte fedeltà, ecc.) per consentire agli inserzionisti di veicolare comunicazioni mirate sulle proprie properties o su canali terzi. In questo contesto i retailer possono ora sfruttare i propri asset in modo innovativo per generare ulteriori flussi di entrata.

I vantaggi per i brand

Grazie al Retail Media i brand hanno la possibilità di raggiungere i consumatori con annunci mirati, promuovendo i propri prodotti e marchi nel momento in cui essi sono più propensi all’acquisto. Questo può accadere direttamente nel punto vendita, fisico o digitale, oppure su canali terzi sfruttando le informazioni rilevanti messe a disposizione dai retailer. Ciò permette quindi di favorire la brand awareness e la scoperta di nuovi prodotti, generando di conseguenza tassi di conversione più elevati.

I vantaggi per i consumatori finali

Anche i consumatori possono beneficiare da questo nuovo modello, in quanto ricevono un’esperienza d’acquisto personalizzata, con suggerimenti di prodotti e marchi rilevanti in base ai propri interessi e necessità.

I vantaggi per i service provider

Crescendo l’importanza del Retail Media, sempre più service provider si stanno adoperando per offrire servizi e soluzioni tecnologiche a supporto di retailer e brand nella gestione di spazi pubblicitari e campagne. In particolare, vista l’importanza del dato in questo contesto, diventa centrale il ruolo ricoperto dalle piattaforme per la gestione del dato. È il caso, ad esempio, delle Data Clean Room, ambienti sicuri e controllati per la condivisione e analisi di dati sensibili, che vengono spesso utilizzate nel settore pubblicitario per massimizzare il valore dei dati nel rispetto della privacy.

Quali sono le criticità e le prospettive future del Retail Media

Il Retail Media rappresenta un’opzione vantaggiosa per i diversi attori coinvolti. Tuttavia, per liberare completamente il potenziale di questo mercato emergente, occorre affrontare con determinazione alcune questioni strutturali.

  • Frammentazione dell’offerta: la moltiplicazione di soluzioni proprietarie non comunicanti tra loro complica sensibilmente la programmazione e ne diminuisce l’impatto complessivo.
  • Competenze: il secondo nodo critico consiste nell’acquisire le skill tipiche degli editori digitali, dalla gestione professionale degli spazi pubblicitari alla valorizzazione strategica dei database proprietari.
  • Mancanza di standard condivisi di misurazione: questa carenza genera valutazioni soggettive tra alternative differenti, ostacolando investimenti e allocazione ottimale dei budget.

Nonostante siano presenti alcune barriere che ne ostacolano la piena adozione (come, ad esempio, per quanto riguarda la frammentazione del mercato, la mancanza di standardizzazione, la mancanza di competenze e più in generale fattori operativi che limitano il suo sviluppo all’interno dell’organizzazione), sempre più aziende vedono chiaramente i benefici del Retail Media e le prospettive di crescita previste per i prossimi anni, anche nel mercato italiano. Proprio per questo molti player– brand, retailer, service provider – stanno puntando su questo nuovo formato per generare nuove opportunità di business e massimizzare il valore delle campagne pubblicitarie.

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