La sostenibilità digitale è un tema di grande attualità, tanto rilevante per la società e per il nostro futuro quanto complesso da definire. Si tratta infatti di un concetto bidirezionale.
Da un lato comprende l'uso dell'innovazione tecnologica come leva per raggiungere obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG). Dall'altro, invece, implica che sia la sostenibilità stessa a guidare le scelte tecnologiche, valutando quali infrastrutture adottare e quali impatti considerare prima ancora di implementare una soluzione. Non si tratta quindi solo di ridurre l'impronta ambientale del digitale, ma di ripensare il rapporto tra tecnologia e sviluppo sostenibile.
Il doppio volto del digitale
Le tecnologie digitali possono ridurre l'impronta ecologica di molte attività, ad esempio monitorando i consumi in tempo reale, ottimizzando i processi o tagliando gli sprechi. Queste funzioni però generano a loro volta degli impatti: i Data Center consumano enormi quantità di energia e acqua, l'addestramento dei modelli di AI generativa richiede molta energia e la proliferazione dei dispositivi alimenta i rifiuti elettronici.
Una sfida culturale oltre che tecnologica
In un contesto complesso come quello attuale, il potenziale della sostenibilità digitale resta ancora in larga parte inespresso. Troppo spesso i progetti che uniscono digitale e sostenibilità partono solo quando garantiscono un ritorno economico chiaro o rispondono a un obbligo normativo. La vera sfida, prima ancora che tecnologica, è culturale e organizzativa: far sì che la sostenibilità diventi un criterio guida delle scelte di innovazione, e non un'attività accessoria.
In questa categoria trovi tutti gli articoli e gli approfondimenti sul tema a cura dell'Osservatorio Digital & Sustainable della POLIMI School of Management del Politecnico di Milano.