La Smart City, o città intelligente, è un modello urbano che punta a migliorare la qualità della vita dei cittadini e la gestione delle risorse attraverso tecnologie come IoT, Intelligenza Artificiale, Big Data e Cloud Computing
Le Smart City coinvolgono tutti gli ambiti della vita urbana: dalla mobilità al controllo del territorio, dalla gestione dei rifiuti ai flussi turistici, fino al coinvolgimento attivo dei cittadini
Sono molte le città all’avanguardia, sia a livello globale – come Zurigo – sia in Italia, dove spiccano realtà come Milano e Trento
Nel 2025 il mercato italiano delle Smart City, secondo la ricerca dell’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano, vale poco più di un miliardo di euro, con mobilità intelligente e illuminazione pubblica come principali aree di investimento
Per aiutarci a comprenderle al meglio ci affideremo alle ricerche dell’Osservatorio Smart City, che ci aiuterà a scoprire il significato di città intelligente e le sue principali caratteristiche, ma non solo.
Cos’è una Smart City e come funziona
L’espressione Smart City racchiude in sé una concezione della realtà urbana che travalica i confini tecnologici e che – in una visione ampia che spazia dalla mobilità all’efficienza energetica, dalla valorizzazione dei dati alla partecipazione attiva dei cittadini – si pone come obiettivo l’innalzamento degli standard di sostenibilità, vivibilità e dinamismo economico delle città del futuro.
In altre parole, si può affermare che le Smart City si prefiggono di migliorare la vita dei suoi abitanti e la gestione delle risorse.
Una Smart City funziona come un organismo interconnesso dove sensori, dispositivi e infrastrutture comunicano costantemente tra loro attraverso reti digitali avanzate. Al centro di questo ecosistema troviamo una piattaforma di gestione dei dati che raccoglie, elabora e analizza informazioni in tempo reale provenienti da ogni angolo della città.
Quali sono gli ambiti applicativi della Smart City
Gli ambiti applicativi che permettono di attuare i principi della Smart City e che ne definiscono le caratteristiche fondamentali sono molteplici. Tra i principali segnaliamo:
Smart Mobility
Smart Lighting
sicurezza e controllo del territorio
monitoraggio del territorio
monitoraggio ambientale
raccolta dei rifiuti
Smart Grid
Smart Metering
Smart Tourism
Citizen Engagement
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Nei prossimi paragrafi, approfondiremo ognuna di queste tematiche.
Smart Mobility
Il primo ambito applicativo della Smart City è la Smart Mobility, o “mobilità intelligente”. Questa riguarda tutti gli elementi incentrati sulla mobilità intelligente che hanno l’obiettivo di fornire servizi flessibili, connessi, integrati, sicuri, accessibili e sostenibili. Tra questi troviamo:
il trasporto pubblico urbano e i servizi riguardanti la mobilità privata in città;
soluzioni di Smart parking e di gestione intelligente del traffico;
La Smart Lightingfa invece riferimento a soluzioni tecnologiche per l’illuminazionepubblica, che diventa “intelligente”. Le lampade LED dei lampioniintelligenti, ad esempio, possono essere infatti interconnesse alla rete e fungere da hub per altre tecnologie, come sistemi di videosorveglianza. L’integrazione di queste funzionalità è un ottimo modo per diminuire i costi e, allo stesso tempo, svolgere altre funzioni come assistenza in casi di pericolo imminente, controllo dei parcheggi, dei percorsi dei mezzi di trasporto o del meteo.
Sicurezza e controllo del territorio
Tra gli ambiti applicativi della Smart City, ci sono anche diverse tecnologie dedicate alla sicurezza. Tra le più diffuse troviamo:
telecamere intelligenti, che, senza violare la privacy dei cittadini, possono rielaborare le immagini per rilevare pericoli mediante Intelligenza Artificiale e Deep Learning;
soluzioni per la gestione di flussi di persone, come attraversamenti pedonali intelligenti e sistemi integrati di controllo.
Monitoraggio del territorio
Il monitoraggio dei rischi naturali del territorio, in una Smart City, ha l’obiettivo di rilevare e identificare situazioni territoriali potenzialmente pericolose, come il livello di fiumi, i rischi di franamenti, ecc. Tra le tecnologie abilitanti per il monitoraggio, troviamo:
sensori di rilevamento;
droni per analisi del rischio idro-geologico;
sistemi automatici di comunicazione alla popolazione, come quelli di messaggistica.
Monitoraggio ambientale
Il monitoraggio ambientale è quella branca della Smart City che si occupa del controllo e dell’analisi di parametri fondamentali per la salute del cittadino quali umidità, inquinamento acustico, temperatura e qualità dell’aria. Grazie ad appositi sensori diffusi per la città è possibile raccogliere dati per analisi diagnostiche, analisi predittive e prescrittive in grado di supportare decisioni relative alla sostenibilità ambientale e al miglioramento dei suddetti parametri.
Raccolta rifiuti nelle Smart City
La sostenibilità è un aspetto cruciale che passa anche attraverso una corretta gestione dei rifiuti. In questo senso, alcune tra le principali soluzioni sono:
gli smart bins, o “cestini intelligenti”, che permettono di monitorarne il livello di riempimento, così da ottimizzare e risparmiare sul processo di raccolta dei rifiuti;
i sacchetti con tag RFId (acronimo di Radio-Frequency Identification, ossia Identificazione a Radiofrequenza), in grado di memorizzare informazioni che permettono di smistare i rifiuti in modo automatizzato.
Smart Metering
Altro fattore importante per la sostenibilità è lo Smart Metering, ovvero un sistema di “misurazione intelligente” nel settore energetico e in quello idrico.
Nel settore energetico, le tecnologie di Smart Metering più diffuse sono i contatori intelligenti per misurare, gestire e rendicontare i consumi dell’energia.
Nel settore idrico, Smart Metering Idrico, invece, si intende il monitoraggio dell’acqua e la riduzione delle perdite di distribuzione.
Smart Grid
Oltre alla misurazione, all’interno di una città intelligente è necessario poter controllare anche la distribuzione dell’energia. Per farlo, esistono soluzioni di Smart Grid (o “rete intelligente”), che consentono di ottimizzare la distribuzione dell’energia elettrica e diminuirne i consumi, grazie a sensori e software di gestione.
Smart Tourism
Diversamente dagli altri ambiti applicativi, lo Smart Tourism, ossia il “turismo intelligente”, si occupa della gestione dei flussi turistici. Questo avviene tramite analisi quantitative e qualitative, ad esempio mediante applicazioni per migliorare l’efficienza degli spostamenti e della sicurezza urbana. Il suo obiettivo è altresì quello di permettere l’accessibilità ai servizi per turisti, attraverso apposite piattaforme per facilitare la visita delle città e la partecipazione a eventi.
Citizen Engagement
Il Citizen Engagement, che letteralmente significa “coinvolgimento dei cittadini”, si riferisce alla partecipazione attiva, alla collaborazione e all’interazione dei residenti con le autorità locali, anche grazie a piattaforme tecnologiche che permettono di contribuire alla progettazione, alla gestione e al miglioramento della vita urbana. Si tratta di un mezzo per raccogliere informazioni o ricevere feedback dai cittadini, ed è anche un processo collaborativo e partecipativo che valorizza le competenze, le conoscenze e le esperienze della comunità locale.
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) consistono in associazioni tra cittadini, pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese, privati, enti pubblici territoriali e attività commerciali che decidono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il modello è basato sui concetti di autoconsumo e di condivisione a seconda delle proprie risorse, per promuovere la transizione energetica e il maggiore coinvolgimento delle persone sui temi di sostenibilità.
Quali sono i vantaggi delle Smart City per cittadini e amministrazioni
L’implementazione di soluzioni Smart City genera benefici concreti e misurabili.
Per i cittadini, i vantaggi si traducono in:
miglioramento della qualità dei servizi pubblici attraverso digitalizzazione e automazione;
riduzione dei tempi di attesa grazie a sistemi intelligenti di gestione (come i semafori che si attivano per le ambulanze);
maggiore sicurezza urbana attraverso sistemi di videosorveglianza intelligente e monitoraggio predittivo;
accesso semplificato ai servizi tramite app integrate e piattaforme digitali unificate.
Per le amministrazioni, i benefici includono:
ottimizzazione delle risorse con riduzione di sprechi e costi operativi;
decisioni basate sui dati grazie all’analytics predittiva;
miglioramento dell’efficienza operativa in settori come raccolta rifiuti, gestione energetica e trasporto pubblico;
maggiore trasparenza nella relazione con i cittadini.
Tutti questi vantaggi aiutano a far fronte alla crescita della popolazione urbana migliorando la vivibilità delle città, anche attraverso la riduzione del loro impatto ambientale e dell’inquinamento.
Qual è il ruolo della sostenibilità nelle Smart City
La sostenibilità rappresenta il pilastro centrale delle Smart City contemporanee, declinandosi in tre dimensioni interconnesse: ambientale, sociale ed economica.
Sostenibilità ambientale
Dal punto di vista ambientale, le città sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali di CO₂ e rappresentano un attore chiave nella lotta al cambiamento climatico. A livello europeo, iniziative come il Green Deal e la Missione Climate Neutral and Smart Cities coinvolgono 112 città impegnate a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, abbattendo dell’80% le emissioni di gas climalteranti. Tra queste figurano nove città italiane (Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino).
L’Innovazione Digitale emerge come leva fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi ambientali. Le principali strategie per la decarbonizzazione includono:
la trasformazione degli edifici;
l’adozione di energie rinnovabili;
l’implementazione di innovazioni digitali, come il monitoraggio della qualità dell’aria, sistemi di efficientamento energetico adattivi, progetti di mobilità sostenibile e l’uso di dati satellitari e Digital Twin per ottimizzare le risorse e ridurre le emissioni.
Sostenibilità sociale
Sul piano sociale, la sostenibilità significa garantire equità, accessibilità ai servizi, sicurezza e soddisfazione dei cittadini. Secondo una Ricerca dell’Osservatorio Smart City, nel 2024 metà dei cittadini italiani valutava il proprio comune “insufficiente” sotto il profilo dell’inclusività (5,2 su 10), dell’accessibilità dei servizi pubblici (5,2) e del dinamismo economico-sociale (5,2). Le Smart City puntano a colmare questo gap attraverso soluzioni tecnologiche che promuovono l’equità digitale e l’accesso universale ai servizi.
Sostenibilità economica
Sul fronte economico, la sostenibilità passa dall’identificazione di progetti che generino benefici concreti, sia in termini di riduzione dei costi che di aumento delle entrate. Ciò soprattutto in vista della conclusione dei finanziamenti straordinari del PNRR. Sarà sempre più importante puntare su modelli finanziari sostenibili e su partenariati pubblico-privato, capaci di supportare l’innovazione urbana senza gravare sulle finanze comunali o sui cittadini, rafforzando così la resilienza e la capacità di portare avanti i progetti nel lungo termine.
Quali sono le tecnologie abilitanti la Smart City
Internet of Things, Big Data, Intelligenza Artificiale, 5G e il Cloud sono alla base dell’infrastrutture tecnologiche necessarie per arrivare a costruire una città intelligente. Scopriamo perché.
Internet of Things
L’Internet of Things (IoT) gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo delle Smart City, consentendo la possibilità di collegare dispositivi e infrastrutture attraverso reti intelligenti per migliorare la gestione urbana. Grazie all’IoT, le città possono raccogliere e analizzare dati in tempo reale per ottimizzare servizi come i trasporti, l’illuminazione pubblica e la gestione dei rifiuti. Ecco alcuni esempi pratici:
l’installazione di sensori intelligenti sui semafori, che regolano il flusso del traffico in base alle condizioni di congestione, riducendo i tempi di attesa e l’inquinamento;
l’uso di cassonetti intelligenti dotati di sensori, che monitorano il livello di riempimento, ottimizzando i percorsi di raccolta dei rifiuti e riducendo i costi operativi;
l’illuminazione pubblica intelligente, che può adattarsi automaticamente in base alla presenza di persone, riducendo i consumi energetici.
Tutte queste applicazioni contribuiscono a perseguire gli obiettivi di una città intelligente, rendendo le città più efficienti, sostenibili e vivibili.
Big Data
Grazie alle diverse applicazioni della Smart City è possibile raccogliere un grande quantitativo di dati, ma questo da solo non basta. Per migliorare sistemi complessi, come quelli relativi alla gestione di una città, occorre anche comprendere e saper utilizzare adeguatamente la grande mole di informazioni raccolte.
Attraverso la valorizzazione e un corretto utilizzo degli open data (dati pubblici e accessibili) è infatti possibile apportare migliorie sotto diversi aspetti. Ecco alcuni esempi:
ottimizzazione dei processi eriduzione di tempi, costi e sprechi per diversi ambiti applicativi, come avviene nei già citati cestini intelligenti o nello Smart Metering;
supporto alla definizione di politiche pubbliche, grazie a decisioni più consapevoli ed efficaci supportate da dati (i dati riguardanti il bike sharing e la micro-mobilità, per esempio, possono aiutare l’amministrazione a adottare scelte in questioni riguardanti la viabilità urbana);
creazione di nuovi prodotti/servizi in grado di rispondere più efficacemente alle esigenze degli utenti (ad esempio, un comune potrebbe decidere, in base ai dati raccolti, di scegliere i servizi più utilizzati dagli utenti e sviluppare un’app ad hoc a misura di cittadino);
personalizzazione dell’offerta da parte di servizi di assistenza stradale, servizi assicurativi o servizi di assistenza per la persona;
monetizzazione diretta dei dati grazie, ad esempio, alla vendita di informazioni riguardanti i consumi domestici;
eCommerce e Advertising sfruttano l’uso dei dati di profilazione per proporre pubblicità altamente mirata (alcune aziende, ad esempio, stanno trasformando i mezzi di trasporto in veri e propri “cartelloni pubblicitari” in movimento con annunci customizzati in base al comportamento dei consumatori).
Intelligenza Artificiale
Tra le tecnologie più impattanti e con il maggiore potenziale non poteva ovviamente mancare l’Intelligenza Artificiale, i cui ambiti di applicazione stanno vivendo un momento di grande espansione. Si tratta di una componente chiave per il funzionamento delle Smart City, poiché, integrandosi con le altre tecnologie, permette di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale e prendere decisioni “intelligenti” per migliorare la vita urbana. In ambito sicurezza, ad esempio, le città possono utilizzare sistemi di videosorveglianza intelligenti che sfruttano l’IA per riconoscere comportamenti sospetti o incidenti e inviare segnalazioni tempestive alle autorità.
La ricerca dell’Osservatorio ha censito 821 progetti di AI nel settore pubblico a livello globale tra il 2023 e il 2025, di cui quasi il 50% in contesti Smart City. Gli ambiti principali sono la mobilità intelligente, lo Smart Government e la sicurezza e sorveglianza.
Nonostante il fermento e le enormi potenzialità, l’adozione dell’IA nei contesti urbani italiani rimane limitata: solo il 7% dei comuni ha già avviato progetti. Le prospettive di crescita sono però significative: il 18% pianifica di adottare l’AI nel 2026, il 34% dal 2027 in poi.
Come evidenziato da Matteo Risi, Direttore dell’Osservatorio Smart City, durante il Convegno dei risultati di Ricerca:
“L’AI porta nelle amministrazioni una capacità inedita: non si limita ad elaborare dati e restituire analisi, ma è in grado di tradurli autonomamente in raccomandazioni operative, decisioni e azioni. Per un comune, questo si traduce in un ampliamento concreto delle possibilità operative: ottimizzare l’allocazione delle risorse, personalizzare i servizi ai cittadini, anticipare criticità prima che si manifestino o rendere più efficienti processi amministrativi ad alta intensità manuale”.
Restano tuttavia freni significativi alla diffusione dell’AI nelle città. Le barriere includono preoccupazioni per la sicurezza (50%), questioni etiche nell’uso (46%) dei dati e carenza di governance (42%).
Reti abilitanti
Sviluppare una Smart City significa anche possedere delle infrastrutture per una rete che supporti le città del futuro. Anche la connettività è infatti una tecnologia senza la quale non sarebbe possibile abilitare tutte le soluzioni precedentemente elencate. Per far fronte a questa necessità vengono impiegate due tipologie di reti – LPWAN e mobili – diverse tra loro per diversi motivi.
Le reti LPWAN, acronimo di Low Power Wide Area Network, sono tecnologie a lungo raggio e a bassa velocità. Vengono principalmente utilizzate per il monitoraggio ambientale e l’illuminazione pubblica, in quanto basate su un ampio raggio di applicazione e non su aggiornamenti real-time. Tra le più conosciute c’è SigFox, caratterizzata da una comunicazione a senso unico e una velocità di trasferimento dati molto bassa, e LoRaWAN, una delle più utilizzate, in quanto impiega una tecnologia flessibile e complessa, che consente la trasmissione dati a bassa frequenza su lunghe distanze.
Le reti mobili invece, inizialmente nate per il mercato B2c, possono offrire risposte in tempo reale e con una latenza molto bassa, incrementando quindi la velocità di circolazione di dati tra tutti gli oggetti connessi delle Smart City. Queste, nel tempo, hanno iniziato a farsi strada anche per servizi come sicurezza, salute, turismo e logistica. Si tratta di una soluzione molto adatta per avere risposte in tempi brevissimi di reazione, come necessario ad esempio nella gestione intelligente del traffico (semafori intelligenti, attraversamenti pedonali intelligenti, pannelli a messaggio variabile, ecc.).
Cloud
Le tecnologie Cloud rappresentano un pilastro fondamentale nell’ecosistema delle Smart City, poiché permettono di gestire, archiviare e analizzare enormi quantità di dati in modo efficiente e sicuro. Grazie al Cloud Computing, le città possono centralizzare l’elaborazione dei dati raccolti da sensori, infrastrutture e dispositivi connessi, permettendo una gestione ottimizzata e coordinata dei servizi urbani.
Il Cloud nelle Smart City viene adottato ad esempio:
nel monitoraggio ambientale, dato che i sensori installati in tutta la città possono inviare dati al Cloud per analizzare la qualità dell’aria, rilevare inquinanti e prevedere situazioni di rischio per la salute pubblica;
nella gestione delle Smart Grid, dal momento che i dati raccolti dai contatori intelligenti e dalle reti energetiche vengono elaborati nel Cloud per garantire una distribuzione più efficiente dell’energia;
nella collaborazione tra amministrazioni e cittadini, permettendo l’accesso a servizi digitali pubblici in tempo reale, migliorando così la trasparenza e l’efficienza amministrativa.
Quali sono le piattaforme al servizio della Smart City
Nell’ambito delle Smart City, due degli strumenti più innovativi che stanno trasformando la gestione e il monitoraggio delle città sono i Digital Twin e le Smart Control Room. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Digital Twin
Il Digital Twin è una replica digitale accurata di un oggetto, infrastruttura o sistema fisico che permette di monitorare, simulare e ottimizzare le sue prestazioni in tempo reale. Nell’ambito di una Smart City, consente di creare un modello virtuale di intere città o di singole infrastrutture, come edifici, reti di trasporto o sistemi energetici. Questo strumento è fondamentale per anticipare problemi e migliorare la gestione urbana, poiché permette di testare scenari futuri senza impattare il mondo reale.
Ad esempio, un Digital Twin di una rete idrica può monitorare i flussi d’acqua, prevedere perdite o malfunzionamenti e ottimizzare l’uso delle risorse. Allo stesso modo, un Digital Twin di un sistema di trasporto può simulare l’impatto di nuovi percorsi o l’aumento di traffico, aiutando a prendere decisioni più informate. Si tratta di uno strumento prezioso per rendere le città più sostenibili e resilienti.
Smart Control Room
Le Smart Control Room sono invece dei centri di comando avanzati all’interno delle Smart City, dove dati provenienti da sensori, infrastrutture e sistemi cittadini vengono raccolti, monitorati e analizzati in tempo reale. Queste sale di controllo sfruttano tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, il Cloud e l’Internet of Things per fornire alle amministrazioni una visione d’insieme delle operazioni urbane e consentire una gestione proattiva delle risorse e dei servizi.
Le Smart Control Room permettono di monitorare diversi ambiti applicativi, fra cui la qualità dell’aria, la gestione del traffico, la sicurezza pubblica e il consumo energetico, reagendo rapidamente a emergenze o anomalie. Ad esempio, possono identificare congestioni stradali e regolare automaticamente i semafori o inviare squadre di soccorso in caso di incidenti.
Grazie alla visione centralizzata e integrata, questi centri di comando rendono le città più reattive, efficienti e capaci di adattarsi alle esigenze dei cittadini in modo dinamico e intelligente.
Quali sono le principali Smart City nel mondo: alcuni esempi
Il concetto di Smart City è ormai sempre più conosciuto, così come sono sempre di più gli esempi di città che possono essere incluse all’interno di questa categoria, sia in Italia sia all’estero.
Le città più Smart nel mondo e in Europa
Sono sempre di più le città in giro per il mondo che possono essere considerate “intelligenti”, come testimoniato dalla nascita dello Smart City Index, un documento elaborato dall’Institute of Management Development che ogni anno stila una graduatoria di queste realtà. Ecco le prime 10 classificate nel 2026, che si sono distinte per essere riuscite a migliorare la qualità della vita quotidiana dei propri cittadini mediante l’applicazione della tecnologia:
Zurigo
Oslo
Ginevra
Londra
Copenaghen
Dubai
Losanna
Canberra
Singapore
Abu Dhabi
Le città della classifica investono principalmente in mobilità sostenibile e trasporti intelligenti, ottimizzando il traffico e promuovendo l’uso di mezzi elettrici. Inoltre, pongono un forte focus su energia rinnovabile e gestione delle risorse, implementando soluzioni per ridurre l’impatto ambientale. Investono anche in tecnologie digitali per migliorare la governance urbana e i servizi pubblici, come la gestione dei dati e l’uso dell’intelligenza artificiale per ottimizzare le operazioni quotidiane. Infine, molte città promuovono innovazioni infrastrutturali per rendere le loro aree più efficienti e sostenibili.
In generale, guardando questa Top 10, risulta comunque evidente come sia proprio l’Europa l’epicentro di questa rivoluzione Smart, anche se non mancano città virtuose anche fuori dal vecchio continente come Dubai, Abu Dhabi, Canberra e Singapore.
Esempi di Smart City in Italia
Nonostante nessuna delle nostre città compaia nei piani alti dello Smart City Index, anche in Italia troviamo diversi comuni virtuosi che hanno iniziato ad abbracciare questa nuova visione della città.
Tra questi spiccano:
Milano
Torino
Trento
Verona
Firenze
Padova
Roma
Bari
Messina
Milano è tra le città leader nell’innovazione: investe nella mobilità alternativa e smart, nella rigenerazione urbana, nella gestione digitale delle aree verdi e nelle piattaforme di comunicazione con i cittadini. Inoltre, sta realizzando un processo di e-governement per efficientare la gestione interne delle risorse e dei progetti.
Torino investe in piattaforme digitali per servizi ai cittadini, mobilità intelligente, infrastrutture per la raccolta e analisi di dati urbani e sperimentazioni in ambito energy e ambiente.
Trento sta sviluppando diversi progetti, tra cui l’implementazione di una “Smart City Control Room” per monitorare in tempo reale traffico, sicurezza e qualità dell’aria. La città promuove la mobilità elettrica con hub logistici automatizzati e investe in illuminazione intelligente e sensori per ottimizzare il consumo energetico. Inoltre, partecipa a progetti europei e coinvolge attivamente i cittadini nella co-creazione di servizi urbani sostenibili.
A Verona l’innovazione urbana si concretizza attraverso il miglioramento di un servizio fondamentale per i cittadini. Sono infatti stati installati 160 impianti semaforici per far scattare il verde quando le ambulanze in codice rosso si trovano a 100 metri di distanza: come risultato si riducono i tempi di intervento e aumenta la possibilità di salvare vite umane.
Firenze si distingue per l’adozione di soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale nella gestione del verde pubblico: le corrette quantità di acqua da erogare per il terreno sono definite in base alle condizioni di umidità, alle previsioni meteo e alla bagnatura fogliare, con la possibilità di individuare da remoto eventuali perdite o rotture agli impianti e permettere l’intervento degli operatori sul posto solo se necessario.
Padova è stata premiata per il progetto “Social Welfare District”, che integra banche dati e piattaforme informatiche per individuare bisogni sociali nel territorio e promuovere co-progettazioni innovative. La piattaforma, inoltre, consente di ottenere indicatori critici (come affollamenti, disagi economici, ecc.) e favorisce la cooperazione tra pubblica amministrazione e terzo settore.
Oltre a queste realtà, altre città italiane stanno portando avanti progetti innovativi, sperimentando soluzioni innovative in diversi ambiti. Vediamo di seguito qualche esempio.
Roma ha lanciato il chatbot Julia, basato sull’IA generativa, per migliorare il dialogo tra amministrazione e cittadini e valorizzando contenuti culturali, mostrando come anche grandi città possano innovare nel rapporto tra PA e cittadini.
A Bari l’acquedotto Pugliese ha integrato algoritmi predittivi nella propria control room per una gestione idrica più efficiente e sostenibile rendendo i servizi pubblici più efficienti e sostenibili.
Messina ha avviato sperimentazioni innovative per la raccolta dei rifiuti ottimizzata tramite sistemi intelligenti, contribuendo all’efficienza ambientale e gestionale.
Smart City e piccoli comuni italiani
Anche se il concetto di Smart City è spesso associato solo ai grandi centri urbani, negli ultimi anni, anche comuni più piccoli hanno iniziato, seppure più lentamente, a dimostrare il loro interesse per le città del futuro.
Un esempio eccellente è rappresentato dal Comune di Pitigliano, vincitore del Premio Smart City 2024 nella sezione “piccoli comuni” per il progetto “Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali”. Questo progetto ha implementato soluzioni di videosorveglianza, Smart Tourism, Comunità Energetiche Rinnovabili e un innovativo sistema di monitoraggio degli smottamenti del territorio attraverso una rete fibra ottica utilizzata come sensore del sottosuolo.
Un altro caso significativo è il Comune di Sarsina, con il progetto “Monitoraggio IoT per popolazione vulnerabile“, vincitore della Categoria Smart Town nel 2026. Il progetto consiste in un sistema IoT dedicato al monitoraggio degli ospiti di una residenza per anziani. Sensori a basso consumo rilevano in modo continuo e non invasivo parametri ambientali come temperatura e umidità. I dati vengono raccolti e visualizzati su una dashboard, consentendo interventi tempestivi da parte del personale. I benefici del sistema vanno dal miglioramento del benessere degli ospiti, alla riduzione dello stress operativo del personale, fino all’ottimizzazione dei costi e delle tempistiche grazie all’analisi dei dati storici. Il modello, sviluppato in ottica partecipativa, è pensato per essere replicabile in altri contesti socioassistenziali.
Quanto vale il mercato della Smart City in Italia
Dalla Ricerca dell’Osservatorio è emerso che nel 2025, il mercato italiano delle Smart City vale 1,03 miliardi di euro (-2% rispetto al 2024). Le due aree principali di investimento sono la mobilità intelligente (circa220 milioni di euro, senza considerare le soluzioni di Sharing Mobility e mobilità elettrica) e l’illuminazione pubblica (circa 200 milioni di euro).
Nonostante il leggero calo complessivo, alcuni settori mostrano una crescita significativa:
Smart Government: 85 milioni di euro (+13%);
monitoraggio ambientale e del territorio: circa 120 milioni di euro (+10%);
sicurezza e sorveglianza: 102 milioni di euro (+7%).
Le scelte di investimento variano in base alle dimensioni degli enti. La mobilità intelligente e il monitoraggio ambientale rappresentano le principali aree per le grandi città. Nei comuni più piccoli, invece, si tende a privilegiare le Comunità Energetiche Rinnovabili.
Quanto è diffusa la Smart Land
Sul fronte della Smart Land – ossia il territorio coeso e interconnesso che condivide standard e infrastrutture per massimizzare l’impatto degli investimenti – il 49% dei comuni individua nelle Regioni la guida per armonizzare le politiche dei vari enti (era il 37% un anno fa). Il 48% dei comuniintende collaborare con altre realtà municipali vicine nel prossimo futuro. Tuttavia, ad oggi solo il 13% partecipa attivamente a una Smart Land.
Il divario tra interesse e adozione effettiva si spiega con diversi ostacoli. Per i comuni con 50.000 abitanti pesano l’assenza di risorse (citata dal 62%degli enti) e le difficoltà di coordinamento(48%). Per i grandi centri, la sfida principale è avviare e gestire progetti intercomunaliin modo strutturato.
Qual è il ruolo del PNRR nella Smart City
Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ha rappresentato un acceleratore fondamentale per i progetti di innovazione urbana in Italia., toccando temi come la mobilità integrata (MaaS), la transizione ecologica, la riqualificazione urbana e lo sviluppo di infrastrutture digitali come il Piano Italia 5G, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) e la migrazione al Cloud.
L’impatto è stato significativo: tra il 2023 e il 2025, il 76% dei comuni ha utilizzato i fondi PNRR per iniziative di Smart City, una quota che sale all’84% per gli enti locali con meno di 5.000 abitanti.
Tuttavia, il PNRR si è rivelato anche un’arma a doppio taglio. I fondi hanno assorbito molte risorse interne, limitando la capacità dei comuni di avviare nuovi progetti in parallelo, in un contesto già caratterizzato da carenza di personale.
Con la scadenza del Piano fissata a giugno 2026, si apre ora una fase di incertezza. Un comune su cinque (22%) non ha ancora una strategia post-PNRR. Le amministrazioni che si stanno attrezzando puntano su strade diverse:
l’85% cercherà nuovi bandi regionali, nazionali o europei;
il 49% utilizzerà maggiormente le risorse interne dell’ente;
il 29% punta a coinvolgere soggetti privati e avviare iniziative di project financing.
Quale futuro per la città intelligente
L’interesse per i progetti Smart City, nonostante l’incertezza economica, è in crescita. I comuni hanno in programma di continuare a investire nel biennio 2026-2027: il 69% in sicurezza, il 67% in CER e il 56% in servizi al cittadino. Questo dato testimonia come le città intelligenti siano ormai diventate imprescindibili nelle agende delle amministrazioni locali italiane.
Le Smart City si stanno affermando come laboratori di trasformazione dove l’Innovazione Digitale diventa una leva concreta per rendere la sostenibilità un obiettivo raggiungibile. È cresciuta la consapevolezza sull’importanza della gestione e valorizzazione dei dati per lo sviluppo delle città intelligenti, spinta dall’adozione dell’Intelligenza Artificiale e da un contesto normativo in evoluzione.
In questo scenario, come ha sottolineato Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Smart City:
“Nel contesto post-PNRR, le città sono chiamate a reinventare l’innovazione urbana, trovando nuovi modelli e risorse per uno sviluppo sostenibile e condiviso. Bisognerà garantire la continuità operativa delle infrastrutture e degli applicativi realizzati e assicurare la capacità di avviare nuovi progetti. La Smart Land è una soluzione a questo problema e si declina in due approcci: uno verticale, guidato da Regioni ed enti centrali, e uno orizzontale, nato dalla cooperazione tra comuni limitrofi, PMI locali e associazioni per rispondere in modo mirato ai bisogni del territorio”.
Tuttavia, per cogliere appieno queste opportunità, le città italiane sono chiamate a rafforzare le proprie capacità organizzative, sviluppando strumenti operativi e una visione strategica a lungo termine. È fondamentale coinvolgere attivamente i cittadini, promuovendo fiducia, trasparenza e partecipazione per costruire città veramente intelligenti e inclusive.
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