La Total Video Strategy in breve

  • La Total Video Strategy è un approccio integrato alla pianificazione pubblicitaria che supera la logica dei silos e tratta il video come un unico ecosistema che comprende televisione lineare, Connected Tv, piattaforme streaming, social video e Digital Out of Home
  • Costruire una strategia video efficace richiede di lavorare su tre dimensioni: pianificazione per obiettivi, creatività adattata al contesto e misurazione condivisa tra i canali
  • Nel 2025, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, la raccolta pubblicitaria video (comprensiva di Tv lineare e formati digitali) ha superato i 6,6 miliardi di euro, costituendo il 57% degli investimenti pubblicitari complessivi
  • Quasi la metà degli advertiser italiani adotta già una Total Video Strategy integrata

In questo articolo, realizzato dall’Osservatorio Internet Media, spieghiamo cos’è la Total Video Strategy, quali formati comprende, come si costruisce e quali sono le sfide ancora aperte, con i dati del mercato pubblicitario italiano a supporto.

Che cos’è una Total Video Strategy

Una Total Video Strategy, o “Video 360°“, consiste nel pianificare le campagne tra i diversi mezzi video senza riservare un ruolo centrale a un mezzo specifico.

Non si tratta, quindi, di assegnare alla televisione il ruolo di mezzo principale e agli altri canali quello di semplice complemento, ma di costruire una strategia che assegni a ciascun touchpoint un ruolo preciso in funzione degli obiettivi di comunicazione e delle audience da raggiungere.

L’approccio della Total Video Strategy si articola in due modalità principali:

  • la prima parte dalle caratteristiche del mezzo: la creatività viene pensata e sviluppata fin dall’inizio tenendo conto delle caratteristiche specifiche del canale su cui sarà distribuita, adattando linguaggio, formato e durata a ciascun contesto di fruizione;
  • la seconda segue invece una logica “media neutral“: il contenuto viene ideato in modo indipendente dal mezzo e solo in una fase successiva viene declinato e adattato ai diversi canali previsti nel piano di comunicazione.

Il presupposto è che gli utenti non distinguono più tra first screen e second screen, tra lineare e streaming. Fruiscono di contenuti su schermi diversi, in momenti e con modalità differenti. Di conseguenza, anche gli advertiser devono smettere di pensare per mezzo e iniziare a pensare per audience, contenuto e obiettivo.

Quali sono i formati video

L’ecosistema video è oggi articolato e in continua evoluzione. Ciascun formato ha caratteristiche proprie in termini di attenzione, contesto, targetizzazione e misurabilità. Il valore di una Total Video Strategy sta nel saper orchestrare questo insieme di touchpoint in funzione degli obiettivi di comunicazione, assegnando a ciascuno un ruolo preciso.

  • Televisione lineare: resta il mezzo con la maggiore portata nazionale e la capacità di generare copertura su vasta scala in tempi brevi, in un contesto editoriale premium e con affollamento pubblicitario regolamentato.
  • HbbTv (Hybrid Broadcast Broadband Tv): permette di erogare contenuti pubblicitari digitali e mirati direttamente sulla televisione tradizionale, costituendo un collegamento con la Tv 2.0.
  • Addressable Tv: consente di veicolare messaggi pubblicitari personalizzati su segmenti di audience specifici anche all’interno del flusso lineare.
  • Applicazioni streaming su Connected Tv: include i servizi AVOD e i canali FAST (Free Ad-Supported Streaming Television) fruiti tramite Smart Tv, con inventory in forte crescita e audience sempre più strutturata.
  • Formati dei device manufacturer: inserzioni sponsorizzate all’interno dei menu di navigazione dei televisori connessi (come gli annunci in home screen o i suggerimenti sponsorizzati) che intercettano l’utente nel momento stesso in cui accende il dispositivo.
  • Digital video in-stream:pre-roll, mid-roll e post-roll erogati all’interno di contenuti video su browser e app, che beneficiano del contesto di visione.
  • Digital video outstream: video che si avviano all’interno di pagine editoriali al di fuori di un player video dedicato, utili per estendere la reach su inventory display.
  • Social video: distribuito su piattaforme come YouTube, TikTok, Instagram e Facebook, con formati brevi, verticali e ad alto livello di coinvolgimento, spesso nativi rispetto alla piattaforma e progettati per la fruizione mobile.
  • Video Digital Out of Home: porta il formato video negli spazi pubblici di transito come stazioni, aeroporti e centri commerciali, estendendo la copertura a momenti di vita quotidiana lontani dagli schermi personali.

Quali sono i vantaggi principali di una strategia video 360°

Adottare una Total Video Strategy porta benefici concreti su più livelli.

  • Copertura incrementale: integrare Tv lineare, Connected Tv e digital video permette di raggiungere audience che i singoli mezzi, da soli, non riuscirebbero a coprire in modo efficiente.
  • Qualità dell’esposizione: se si effettuano campagne su Connected Tv, è riconosciuto dal mercato che questo mezzo combina il grande schermo tipico della televisione con la misurabilità del digitale, offrendo un’esperienza ad alta attenzione, con basso affollamento pubblicitario, in un contesto premium e spesso di fruizione condivisa. Questo si traduce in metriche di memorabilità e brand recall più elevate rispetto ad altri formati.
  • Efficienza allocativa: gestire i budget in modo unificato, con obiettivi e metriche comuni tra i diversi touchpoint, permette di ridurre la sovraesposizione su alcuni segmenti e di distribuire la pressione pubblicitaria in modo più equilibrato. L’integrazione tra dati di pianificazione e dati di performance consente di ottimizzare il mix nel tempo e di migliorare il ritorno sugli investimenti.

Come si costruisce una Total Video Strategy

Costruire una Total Video Strategy richiede di affrontare almeno tre dimensioni: la pianificazione, la creatività e la misurazione.

Pianificazione

Il punto di partenza è la traduzione degli obiettivi di business in obiettivi di comunicazione, che a loro volta guidano l’allocazione dei budget tra i diversi touchpoint video:

  • la televisione lineare mantiene un ruolo primario per obiettivi di notorietà su vasta scala e rapidità di copertura, grazie alla sua portata nazionale e al posizionamento premium;
  • la Tv 2.0 – che comprende Addressable Tv, applicazioni su Connected Tv e formati dei device manufacturer – aggiunge copertura incrementale su segmenti difficilmente raggiungibili in lineare, come i target più giovani o gli utenti a bassa esposizione televisiva;
  • il digital video completa il mix con targeting preciso, interazione e capacità di lavorare sulle fasi intermedie e finali del funnel.

Creatività

Una delle leve più importanti, spesso sottovalutata, è l’adattamento dei contenuti creativi ai diversi ambienti di fruizione. Formati come gli annunci nelle pause, i bumper da sei secondi o gli shoppable ads della Connected Tv offrono possibilità espressive diverse rispetto a un pre-roll su desktop o a uno spot in onda su Canale 5.

La Total Video Strategy più matura prevede che la creatività non sia declinata in modo uniforme su tutti i canali, ma sia progettata – o almeno ottimizzata – rispetto al contesto di distribuzione. L’Intelligenza Artificiale generativa sta accelerando questo processo, riducendo tempi e costi di produzione delle varianti creative.

Misurazione

La misurazione è uno degli aspetti più critici di una Total Video Strategy. Una strategia video integrata richiede metriche condivise e comparabili tra i diversi mezzi: dalla reach cross-video alla deduplica delle esposizioni tra Tv lineare e streaming, fino all’impatto incrementale sulle vendite.

Attualmente, molte aziende si trovano a gestire dati separati per ciascun canale, senza una visione unitaria del pubblico esposto. L’obiettivo è sviluppare una misurazione cross-media unificata, basata su dati interoperabili e certificati da terze parti, che permetta di valutare l’efficacia dell’intera strategia video in modo integrato.

Quanto vale il video nella pubblicità italiana

Nel 2025, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Internet Media, il mercato pubblicitario italiano ha raggiunto un valore di 11,8 miliardi di euro (+5%). Internet vale il 53% degli investimenti complessivi, per un totale di 6,2 miliardi di euro. Per il 2026, i formati video dovrebbero raggiungere 2,9 miliardi di euro (+16%) e una quota del 41% dell’intero Internet advertising. Nello stesso anno, la Tv 2.0 dovrebbe raggiungere un valore vicino agli 832 milioni di euro (+19%), spinto principalmente dalla crescita delle app fruite su televisori connessi.

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Il peso del video sul mercato pubblicitario complessivo è ancora più evidente se si allarga lo sguardo oltre il solo perimetro digitale. Un’altra analisi dell’Osservatorio stima che nel 2025 la raccolta pubblicitaria video – includendo quindi anche la televisione lineare – ha superato i 6,6 miliardi di euro, pari al 57% del totale degli investimenti pubblicitari italiani. Il dato mostra il ruolo centrale del video nel sistema pubblicitario nazionale.

Guardando all’odierno approccio strategico degli advertiser, si rileva che quasi la metà delle aziende adotta già una Total Video Strategy integrata, gestendo budget in modo unificato e spostando il focus da una logica per canale a una logica per audience. Quattro aziende su dieci mantengono un approccio Tv-centrico, integrando gli altri mezzi in logica di reach incrementale, mentre poco più di una su dieci guida la propria strategia video a partire dalla Tv 2.0 e dal Digital Video.[1]

Quali sono le sfide da affrontare per una Total Video Strategy efficace

La sfida principale, su cui la ricerca si sofferma con particolare attenzione, rimane quella della misurazione. Gli advertiser convergono su un punto: per valutare una Total Video Strategy serve un linguaggio comune. Oggi mancano ancora metriche condivise tra i diversi attori della filiera e un sistema di misurazione cross-media che permetta di confrontare in modo affidabile i risultati ottenuti su canali diversi. Il principale ostacolo è quindi organizzativo e di sistema.

Tra gli sviluppi più recenti vi sono le direttive di AGCOM sulla rilevazione delle audience digitali, adottate in linea con l’European Media Freedom Act, e l’avvio della Ricerca Integrata AudicomDigital&Print”. Presentata il 29 maggio 2026, la ricerca integra in un dato deduplicato le audience digitali e della stampa e include i consumi di video digitali su Connected Tv, utilizzando asset forniti da Auditel. Queste iniziative favoriscono lo sviluppo di misurazioni crossmediali più affidabili e interoperabili, anche se il percorso verso una Total Campaign pienamente integrata è ancora in corso.

La Total Video Strategy è già la modalità con cui quasi la metà degli advertiser italiani gestisce i propri investimenti video. La sfida per i prossimi anni è dotare le aziende degli strumenti necessari per governarla: metriche comuni, dati integrati e competenze adeguate.


[1] Branding e-volution 2026, UPA e Politecnico di Milano

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