Il PaaS, abbreviazione di Platform as a Service (piattaforma distribuita come servizio), è un modello di Cloud che presenta opportunità interessanti anche se ancora poco esplorate dalle imprese italiane.

Il 2025 segna una svolta significativa per questo modello: il Platform as a Service in Italia supera per la prima volta il miliardo di euro, registrando una crescita del +21%. Questa accelerazione è trainata dalla diffusione di API e servizi per modelli generativi di Intelligenza Artificiale, che stanno ridefinendo il ruolo del PaaS nei sistemi informativi aziendali.

In un’epoca in cui il Cloud Computing rappresenta il vero e proprio abilitatore della trasformazione digitale per le aziende, diventa oggi fondamentale comprendere il funzionamento di questi servizi all’interno dei sistemi informativi aziendali. A tal proposito è possibile classificare i servizi Cloud in base al loro posizionamento nei layer architetturali dei sistemi informativi aziendali.

PaaS, SaaS o IaaS?

Nell’approccio di tipo IaaS (Infrastructure as a Service) il provider offre all’utente risorse sulle quale installare e gestire autonomamente le proprie applicazioni, includendo risorse di networking, capacità di storage, capacità elaborativa e lo strato di virtualizzazione.

Nell’approccio di tipo SaaS (Software as a Service) il provider offre all’utente applicazioni già pronte all’uso fruibili in modalità on-demand con i costi calcolati in base al loro effettivo utilizzo.

Il PaaS (Platform as a Service) si configura come effettivo punto di incontro tra i due approcci IaaS e SaaS, che sono ad oggi i modelli più diffusi nelle aziende italiane, e rappresenta perciò il miglior ambiente di sviluppo e distribuzione possibile della tecnologia Cloud.

Significato e vantaggi del PaaS

Il Platform as a Service è un modello di delivery di servizi Public Cloud in cui il provider mette a disposizione dell’utente una serie di strumenti per sviluppare un’applicazione custom, o potenziarne una esistente, accedendo alle tecnologie in logica “as a Service”.

Il PaaS da un lato permette di arricchire i più semplici servizi infrastrutturali di tipo IaaS con strati software, dall’altro consente di ridurre la standardizzazione dei servizi applicativi SaaS, difficilmente adattabili alle specifiche esigenze aziendali.

L’adozione del PaaS sta crescendo in parallelo all’esplosione dell’AI nelle imprese. Nel 2025, il 25% delle grandissime organizzazioni utilizza API di AI-as-a-Service, il 23% applicazioni pronte all’uso e il 16% piattaforme per sviluppatori. Questi strumenti PaaS consentono di integrare funzionalità di intelligenza artificiale senza dover costruire infrastrutture complesse da zero.

Si tratta di un livello di servizio che mette a disposizione dell’utente un ambiente di sviluppo in cui accedere a strumenti di diversi livelli per la creazione di codice custom, da quelli più basilari per il funzionamento di un software a quelli più complessi e vicini al servizio applicativo. Gli strumenti tipicamente inclusi in una piattaforma PaaS sono sistemi operativi, sistemi di sicurezza, sistemi di gestione di database, application server, servizi di integrazione, strumenti di business process management (BPM) e ambienti di sviluppo software.

Tali strumenti possono giocare un ruolo fondamentale per le aziende nel percorso di migrazione al Cloud. Malgrado una certa difficoltà di integrazione con i sistemi informativi pre-esistenti, queste soluzioni presentano notevoli vantaggi soprattutto in termini di scalabilità del servizio, misurabilità dei costi, sicurezza e compliance, affidabilità e continuità del servizio, performance e tempi di risposta al business.

All’interno del mercato Cloud italiano, che vale complessivamente 8,13 miliardi di euro nel 2025 (+20%), il PaaS rappresenta la componente più dinamica. Sebbene rimanga la quota più contenuta rispetto a IaaS (2,63 miliardi, +23%) e SaaS (2,2 miliardi, +19%), il superamento della soglia del miliardo testimonia la maturazione delle imprese verso soluzioni più personalizzabili.

Esempi di utilizzo dei servizi PaaS

Tra i diversi ambiti sui quali è possibile lavorare in un approccio Cloud basato sul Platform as a Service, individuiamo:

  • soluzioni di storage, database e data service;
  • piattaforme/framework applicativi;
  • servizi di back-end;
  • ambiti di workflow e di gestione dei processo;
  • strumenti a supporto del ciclo di sviluppo applicativo;
  • strumenti di integrazione applicativa.

Le funzionalità di AI e Big Data Analytics rappresentano oggi il principale motore di crescita del PaaS. Oltre la metà delle imprese considera l’Intelligenza Artificiale la priorità di investimento per il 2026, e il PaaS si conferma la piattaforma ideale per accelerare lo sviluppo di queste applicazioni innovative.

 

Come funzionano i modelli Platform as a Service

paas in cloud computing: modello architetturale

Scavando più a fondo all’interno del mondo PaaS, l’Osservatorio Cloud Transformation ha elaborato un modello di Platform as a Service basato su più livelli:

  • Platform foundation: si tratta di servizi middleware di base per la costruzione di soluzioni sulla piattaforma. A questo livello, troviamo alcuni strumenti essenziali per lo sviluppo e il funzionamento di un’applicazione: l’application server, il database management system (SQL e NoSQL anche di tipo in-memory), le Functions, ovvero applicazioni attivate ad eventi e basate su un’architettura serverless, e la gestione della sicurezza, ad esempio certificazioni, controllo accessi e SSO;
  • Strumenti di supporto: includono strumenti legati alla gestione del ciclo di vita di un’applicazione e comprendono ambienti integrati di sviluppo, anche web & mobile, e ambienti di monitoraggio continuo delle applicazioni e delle diverse componenti della piattaforma;
  • Strumenti di integrazione: si tratta di ambienti di sviluppo di integrazioni Cloud e on-premise, in cui è possibile trovare connettori pre-built per servizi Cloud o sistemi on premise, servizi di Big Data integration che integrano e gestiscono Data Lake, e strumenti di API management per la gestione del ciclo di vita e il monitoraggio delle API (sviluppo, orchestrazione, aggiornamenti, sicurezza…);
  • Componenti di servizio: si tratta di strumenti applicativi che forniscono servizi verticali avanzati utilizzabili dalle applicazioni sviluppate sulla piattaforma. Queste componenti spaziano dagli Analytics, ovvero preparazione e analisi dei dati, a servizi ottimizzati per le applicazioni di Internet of Things, al cognitive computing basato sul machine learning e utilizzabile ad esempio per il riconoscimento del linguaggio naturale o delle immagini, a strumenti di migrazione, come l’analisi del portafoglio applicativo e la migrazione di stack applicativi e database.

L’integrazione crescente tra PaaS e Intelligenza Artificiale pone nuove sfide di governance. Attualmente, il 59% delle organizzazioni non ha policy per gestire l’uso di strumenti di AI Generativa da parte dei dipendenti, con rischi di perdita o uso improprio di dati sensibili. Il 46% delle grandi imprese segnala difficoltà nel rispettare gli obblighi di tracciabilità dell’AI Act. Per questo motivo, i fornitori PaaS stanno arricchendo le loro offerte con funzionalità di compliance e sicurezza specifiche per l’AI, rendendo queste piattaforme ancora più strategiche.

Il PaaS ha ormai superato la fase sperimentale per diventare componente strategica dei sistemi informativi. Con il mercato italiano in forte espansione e l’AI come catalizzatore principale, queste piattaforme accompagnano concretamente le aziende nella trasformazione digitale, offrendo velocità, flessibilità e accesso a tecnologie avanzate senza vincoli infrastrutturali.

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