Le buyer persona B2b rappresentano uno strumento strategico fondamentale per le aziende che operano nel mercato business-to-business (ossia da azienda ad azienda), permettendo di creare profili clienti ideali. A differenza delle buyer persona B2c, che si concentrano su consumatori individuali, quelle B2b sono inserite all’interno di un processo collettivo, in cui si interfacciano con figure diverse all’interno dell’organizzazione.

Il panorama della Customer Experience B2b in Italia sta attraversando una fase di trasformazione cruciale, ma il percorso verso la maturità digitale procede ancora a rilento. Secondo i dati dell’Osservatorio B2b Digital Commerce & Experience della School of Management del Politecnico di Milano, l’86% dei buyer è a proprio agio con il digitale nella vita privata, ma solo il 60% lo è anche per gli acquisti aziendali. Questo divario evidenzia come le resistenze siano più culturali e organizzative che tecnologiche, rendendo cruciale comprendere a fondo chi sono i decisori d’acquisto e cosa caratterizza il loro processo decisionale. È proprio per questo che, attraverso i dati dell’Osservatorio, proveremo in questo articolo a fare luce sul significato, sulle caratteristiche e sulle sfide della buyer persona B2b.

Che cos’è una buyer persona

Per comprendere le specificità del contesto B2b, è essenziale partire dalla definizione generale di buyer persona, indipendentemente dal contesto in cui si opera (sia business-to-business sia business-to-consumer).

La buyer persona è una rappresentazione semi-fittizia del cliente ideale di un’azienda, basata su dati reali e ricerche di mercato approfondite. A differenza di un semplice target demografico, la buyer persona include informazioni dettagliate su comportamenti, motivazioni, obiettivi professionali, sfide quotidiane, processi decisionali e preferenze di comunicazione del decisore aziendale.

La buyer persona si costruisce attraverso l’analisi di dati quantitativi e qualitativi provenienti da diverse fonti: interviste ai clienti esistenti, analisi del comportamento online, feedback del team vendite, ricerche di mercato e dati analytics. L’obiettivo è creare un profilo così dettagliato da permettere al team Marketing e vendite di “vedere” e “sentire” il proprio cliente ideale.

Buyer persona B2b vs B2c: le differenze principali

Le differenze tra buyer persona B2b e B2c sono sostanziali e richiedono approcci metodologici completamente diversi.

Processo decisionale: individuale vs collettivo

Nel B2c, una buyer persona rappresenta tipicamente un singolo individuo che prende decisioni autonome basandosi su preferenze personali, budget familiare, stile di vita e impulsi emotivi. Una persona decide di acquistare uno smartphone perché le piace il design, ha bisogno di sostituire quello rotto o vuole l’ultimo modello per sentirsi al passo con i tempi.

Nel B2b, il processo decisionale è intrinsecamente collettivo e strutturato, coinvolgendo un ecosistema di stakeholder diversi, ciascuno con responsabilità, priorità e criteri di valutazione specifici. Per un acquisto aziendale di un software gestionale, ad esempio, possono essere coinvolte simultaneamente figure diverse: il CFO (Chief Financial Officer, ossia il Direttore Finanziario) valuterà l’impatto economico, il CTO (Chief Technology Officer, ovvero il Direttore Tecnologico) analizzerà la compatibilità tecnica e i requisiti di sicurezza, il responsabile HR considererà l’impatto sulla gestione del personale, mentre il CEO (Chief Executive Officer, amministratore delegato) avrà l’ultima parola strategica.

Questa struttura deve quindi considerare come ogni figura interagisce con il funnel di Marketing B2b (il percorso di acquisto) articolato in cinque fasi principali:

  • Awareness, quando l’azienda riconosce di avere un problema da risolvere;
  • Consideration, la fase di ricerca attiva di possibili soluzioni;
  • Evaluation, il momento di confronto dettagliato tra le alternative disponibili;
  • Decision, la scelta finale del fornitore;
  • Implementation, la messa in opera della soluzione scelta.

Tempi decisionali

I tempi decisionali nel B2b sono significativamente più lunghi – spesso diversi mesi per acquisti complessi – rispetto ai pochi minuti o giorni tipici del B2c. Mentre un consumatore può decidere di acquistare un prodotto dopo aver visto una pubblicità o letto alcune recensioni online, nel B2B il processo include ricerche approfondite, richieste di preventivi, valutazioni comparative, approvazioni budgetarie, negoziazioni contrattuali e test pilota. Questo implica che la buyer persona B2B deve considerare tutte le fasi di un funnel di Marketing esteso, dall’awareness iniziale alla valutazione, negoziazione e implementazione, richiedendo contenuti specifici per ogni momento del Customer Journey.

Motivazioni di acquisto

Le motivazioni di acquisto presentano differenze radicali tra i due mercati. Nel B2c dominano fattori emotivi come desiderio, status sociale, gratificazione immediata, appartenenza a un gruppo o risoluzione di bisogni personali. Un consumatore può acquistare un’auto di lusso per sentirsi realizzato o scegliere un brand di abbigliamento per esprimere la propria personalità. Nel B2b, invece, le motivazioni sono prevalentemente razionali e orientate al business: incremento dei ricavi, riduzione dei costi, miglioramento dell’efficienza operativa, compliance normativa o vantaggio competitivo. Anche quando entrano in gioco fattori emotivi, questi sono tipicamente legati a considerazioni professionali come la reputazione personale, il successo della propria divisione o la carriera individuale, mai a bisogni puramente personali.

Canali di informazione

I canali di informazione riflettono questa differenza fondamentale. I consumatori B2C si affidano principalmente a social media generalisti (Facebook, Instagram, TikTok), influencer, pubblicità televisive, passaparola tra amici e recensioni su piattaforme di e-commerce come Amazon. I buyer B2b, invece, utilizzano fonti specializzate e professionali: ricerche di settore, white paper tecnici, webinar educativi, eventi e fiere di settore, recensioni su piattaforme business come G2 o Capterra, networking professionale su LinkedIn e consulenze con esperti del settore. La credibilità della fonte è fondamentale nel B2b, così come la profondità tecnica e l’autorevolezza dei contenuti, elementi spesso secondari nelle decisioni B2c dove prevalgono aspetti visivi ed emotivi.

I vantaggi strategici della creazione di buyer persona B2b

L’investimento nella creazione di buyer persona B2b accurate genera benefici concreti e misurabili per le organizzazioni che operano nel mercato business-to-business. Tra i principali possiamo elencare:

  • personalizzazione delle comunicazioni: una buyer persona ben definita permette di creare messaggi specifici per ciascun segmento di pubblico, aumentando significativamente le possibilità di engagement;
  • ottimizzazione del ROI di Marketing: concentrando gli investimenti sui canali e sui contenuti più efficaci per le proprie buyer persona, le aziende possono migliorare il ROI (Return On Investment, Ritorno sull’Investimento), l’indicatore che consente di valutare in modo concreto il valore generato dagli investimenti, mettendo in relazione i risultati raggiunti con le risorse economiche stanziate;
  • allineamento tra Marketing e Vendite: le buyer persona creano un linguaggio comune tra i dipartimenti, facilitando la collaborazione e riducendo gli attriti nel passaggio dei lead qualificati e potenzialmente interessati;
  • sviluppo prodotto orientato al mercato: comprendere profondamente le necessità dei clienti ideali permette di orientare l’innovazione verso soluzioni realmente richieste dal mercato;
  • miglioramento della Customer Experience: con una conoscenza approfondita del Customer Journey, le aziende possono progettare touchpoint (punti di contatto) più efficaci per i propri clienti e migliorare il processo di acquisto, dal Marketing, alla Vendita, fino al Customer Care.

Le principali sfide nell’implementazione

Nonostante i significativi vantaggi, la creazione di buyer persona B2b efficaci presenta diverse complessità che le aziende devono affrontare strategicamente. Queste sfide derivano principalmente dalla natura intrinseca del mercato B2B e dalle attuali limitazioni tecnologiche e organizzative che caratterizzano molte imprese italiane.

  • complessità del processo decisionale B2b: identificare e mappare tutti gli stakeholder coinvolti nel processo di acquisto rappresenta una sfida significativa, specialmente per prodotti o servizi che impattano trasversalmente sull’organizzazione;
  • raccolta dati di qualità: l’Osservatorio evidenzia che molte aziende raccolgono dati ma non riescono a integrarli efficacemente; solo il 25% delle imprese B2b possiede una Customer Data Platform (CDP), una piattaforma tecnologica che unifica i dati clienti provenienti da diverse fonti per creare una vista completa e integrati);
  • evoluzione continua dei ruoli: i ruoli aziendali e le responsabilità decisionali evolvono rapidamente, specialmente in ambito tecnologico, richiedendo aggiornamenti frequenti delle buyer persona;
  • bilanciare personalizzazione e scalabilità: creare buyer persona troppo granulari può rendere difficile la scalabilità delle strategie marketing, mentre profili troppo generici perdono efficacia.

Come costruire buyer persona B2b efficaci: guida step-by-step ed esempi

La creazione di buyer persona B2b accurate richiede un approccio metodologico strutturato che combini analisi quantitative e qualitative. Il processo si articola in tre fasi principali che permettono di trasformare dati grezzi in profili dettagliati per le strategie di Marketing e Vendite.

Fase 1: Ricerca e raccolta dati

  • Analisi dei dati esistenti: il processo inizia con l’analisi del database CRM (Customer Relationship Management, sistema software per gestire le relazioni con i clienti), dei dati di analytics del sito web, dei report delle vendite e delle metriche delle campagne marketing precedenti;
  • interviste ai clienti esistenti: condurre interviste approfondite con i migliori clienti, esplorando il loro processo decisionale, le sfide affrontate, i criteri di valutazione utilizzati e l’esperienza con l’azienda;
  • coinvolgimento del team vendite: i sales rappresentano una fonte preziosa di insight sui clienti; l’organizzazione di workshop permette di raccogliere le loro osservazioni su comportamenti e obiezioni più frequenti;
  • analisi della concorrenza: lo studio del posizionamento e della comunicazione dei competitor consente di identificare gap o opportunità nella strategia di targeting.

Fase 2: Segmentazione e profilazione

  • identificazione dei segmenti primari: la divisione del mercato in macro-segmenti si basa su criteri come dimensione aziendale, settore, geografia e maturità tecnologica;
  • definizione degli stakeholder: per ciascun segmento, è necessario mappare tutti gli attori coinvolti nel processo decisionale, dal sponsor esecutivo all’utilizzatore finale, includendo influencer interni ed esterni;
  • caratterizzazione demografica e firmografica (dall’inglesefirm, azienda): la definizione comprende età, educazione, anzianità di ruolo, dimensione dell’azienda, fatturato, numero di dipendenti e altri parametri strutturali;
  • analisi comportamentale: lo studio sulle modalità di consumo dei contenuti, dei canali preferiti, della frequenza delle interazioni e dei momenti chiave del Customer Journey fornisce insights preziosi.

Fase 3: Creazione del profilo completo

  • costruzione della narrativa: la creazione di una storia completa per ciascuna buyer persona include un giorno tipo, le principali responsabilità, gli obiettivi professionali e personali;
  • definizione di pain point e trigger eventi: l’identificazione delle problematiche (pain) specifiche che spingono alla ricerca di soluzioni e degli eventi che innescano il processo di acquisto è cruciale;
  • mappatura del processo decisionale del Buyer Journey: la documentazione di come la buyer persona raccoglie informazioni, chi consulta, quanto tempo impiega nelle diverse fasi e quali criteri utilizza per valutare le alternative completa il quadro;
  • preferenze comunicative: la specificazione dei canali preferiti, del tono di voce più efficace, del formato dei contenuti graditi e della frequenza ottimale di contatto ottimizza l’engagement.

Buyer persona e Marketing B2b: come raggiungere i decisori aziendali

L’implementazione efficace delle buyer persona B2b richiede una strategia di Marketing specifica che tenga conto della complessità del processo decisionale aziendale. Infatti, ogni buyer persona richiede contenuti specifici per il proprio ruolo. I decision maker C-level, ad esempio, preferiscono executive summary e business case, i responsabili tecnici necessitano di white paper approfonditi e specifiche tecniche, mentre gli utilizzatori finali sono più interessati a demo pratiche e guide implementative.

Per quanto riguarda la comunicazione, le buyer persona B2b utilizzano canali diversificati per informarsi e prendere decisioni. Una strategia efficace deve integrare Digital Marketing, eventi di settore, Content Marketing, E-mail Marketing mirato e attività di thought leadership per raggiungere ogni stakeholder nel momento e nel canale giusto.

LinkedIn: il canale privilegiato per il Marketing B2b

LinkedIn si conferma come una piattaforma particolarmente efficace per raggiungere le buyer persona B2b, concentrando professionisti e decision maker in un ambiente professionale dedicato. Il Social Media permette targeting e interazioni di alta qualità con i decisori aziendali attraverso approcci strategici:

  • targeting e segmentazione avanzata: LinkedIn offre possibilità di targeting estremamente precise basate su funzione aziendale, permettendo di ottimizzare budget e risultati;
  • Content Marketing professionale: i contenuti devono fornire valore reale alle buyer persona attraverso format professionali come case study dettagliati, research report, webinar educativi e thought leadership articles;
  • Lead Generation e LinkedIn Ads: LinkedIn offre strumenti specifici per generare contatti qualificati nel B2b, da contenuti sponsorizzati per raggiungere più persone, a messaggi personalizzati per comunicare direttamente con i decisori, fino a moduli di contatto integrati che permettono agli utenti di lasciare i propri dati facilmente;
  • misurazione e ottimizzazione: LinkedIn Analytics fornisce metriche dettagliate per capire quali contenuti e messaggi funzionano meglio con ogni tipo di buyer persona, permettendo alle aziende di investire di più su ciò che genera risultati concreti e correggere ciò che non funziona; le metriche chiave includono valori quali impression (che misurano quante persone vedono i contenuti) clic e click-through rate o CTR (clic complessivi e percentuale di clic sui contenuti), interazioni ed engagement rate (like, commenti e condivisioni e relative percentuali), contatti e lead form completion rate (quanti completano i moduli di contatto e il tasso di completamento), cost per lead o CPL (costo per lead acquisito), e metriche video (come le visualizzazioni e il tempo di visualizzazione).

La ricerca online rappresenta uno dei momenti cruciali in cui le aziende possono intercettare le buyer persona B2b durante il loro Customer Journey. Quando un decisore aziendale cerca informazioni per risolvere un problema o valutare una soluzione, la visibilità nei risultati di ricerca determina quali fornitori entreranno nella sua consideration list. Tradizionalmente, questa visibilità si ottiene attraverso l’ottimizzazione SEO sui motori di ricerca come Google, ma lo scenario sta cambiando rapidamente.

Secondo una ricerca di 10Fold Communications, le piattaforme di AI generativa come ChatGPT e Perplexity sono diventate la seconda fonte più importante per lead qualificati nel B2b (34%), superando la ricerca organica tradizionale. Questo ha portato all’emergere della Generative Engine Optimization (GEO), considerata dal 35% dei marketer la principale metrica di successo, anche oltre la SEO tradizionale (29%).

Nonostante il 93% dei marketer stia sviluppando o testando contenuti ottimizzati per l’Intelligenza Artificiale, solo l’11% dichiara che la maggioranza dei propri contenuti è completamente AI-ready, evidenziando un significativo gap tra consapevolezza strategica e implementazione operativa.

Buyer Persona, verso un Marketing B2b più maturo

La creazione di buyer persona B2b accurate rappresenta un investimento strategico fondamentale per le aziende che operano nel mercato business-to-business. Come evidenziato dai dati dell’Osservatorio, il mercato italiano sta ancora percorrendo la strada verso la maturità digitale nell’approccio cliente-centrico, aprendo significative opportunità competitive per le organizzazioni che decidono di investire in questa direzione.

La complessità del processo decisionale B2b, caratterizzato da multiple figure coinvolte, cicli di vendita lunghi e valutazioni principalmente razionali, richiede un approccio metodologico rigoroso nella definizione delle buyer persona. Solo attraverso una comprensione profonda dei decisori aziendali – le loro responsabilità, obiettivi, pain point e preferenze comunicative – è possibile sviluppare strategie di Marketing realmente efficaci.

L’integrazione tra buyer persona e tecnologie di Marketing emerge come fattore differenziante. L’utilizzo strategico di piattaforme come LinkedIn, combinato con sistemi CRM evoluti e Customer Data Platform, permette di personalizzare l’approccio commerciale su scala, mantenendo al contempo la rilevanza e l’efficacia delle comunicazioni.

Il futuro del Marketing B2b sarà sempre più orientato verso la personalizzazione intelligente e l’automazione guidata dai dati. Le aziende che investono oggi nella definizione accurata delle proprie buyer persona e nell’implementazione di strategie digitali integrate si posizionano vantaggiosamente per cogliere le opportunità offerte dall’evoluzione del mercato.

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