Il Neverending Tourism è un’espressione coniata dall’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano per indicare la possibilità di estendere l’esperienza turistica, grazie all’utilizzo di strumenti digitali e ai nuovi comportamenti che la pandemia ha indotto nei consumatori. Ma il Neverending Tourism rappresenta realmente un turismo “senza fine”?
In questo articolo, a cura dell’Osservatorio, approfondiamo il significato di questo nuovo fenomeno turistico e come esso può essere valorizzato per incrementare il suo valore per il mercato.
Cosa si intende per Neverending Tourism
Cos’è ilNeverending Tourism? Per rispondere a questa domanda possiamo avvalerci delladefinizione realizzata dall’Osservatorio Travel Innovation:
con l’espressione “Neverending Tourism” si intende la possibilità di estendere l’esperienza turistica nel tempo e nello spazio, prima e dopo il viaggio, sfruttando il digitale in varie direzioni, tra cui:
ispirare gli utenti e facilitare l’accesso ai servizi;
arricchire la loro esperienza onsite;
proporre online contenuti (corsi, visite guidate, laboratori) e beni (servizi e prodotti legati al territorio, merchandising).
Come nasce il Neverending Tourism: l’impatto del Covid-19
Il fenomeno del Neverending Tourism è nato in un quadro di profondi cambiamenti dovuti all’emergenza sanitaria da Covid-19. La pandemia ha inevitabilmente colpito il mercato del turismo, danneggiando il mondo dei trasporti, delle strutture ricettive e delle agenzie di viaggio. Le restrizioni hanno cambiato anche le abitudini dei consumatori, che hanno dedicato più tempo alla fruizione di contenuti digitali turistici e culturali (tour virtuali, corsi/laboratori online) e hanno acquistato via eCommerce una quantità maggiore di prodotti tipici delle località visitate in precedenza.
Già a partire dal 2020 il 42% delle strutture ricettive ha proposto l’acquisto di prodotti locali (soprattutto in struttura, ma anche via eCommerce).
Oggi possiamo affermare che il turismo si è ripreso definitivamente dal duro colpo inflitto dalla pandemia, tanto che il mercato ha superato i livelli di pre-pandemia. Tuttavia, il settore Travel è sempre alla ricerca di nuove proposizioni di valore.Il Neverending Tourism può rappresentare una soluzione innovativa per raggiungere le persone anche in luoghi e momenti diversi dai classici periodi di ferie.
Neverding Tourism e lavoro: il fenomeno dell’Holiday Working
A causa del bisogno di evadere durante i prolungati lockdown e della maggiore possibilità di lavorare da remoto, nel 2020 è esploso un altro fenomeno correlato al turismo, quellodell’Holiday Working. Questa tendenza, nota anche come Workation, indica la possibilità di poter lavorare in Smart Working in località diverse dalla propria abitazione o dal proprio ufficio. Solo nel 2020 il 26% degli italiani ha prenotato una casa vacanze per lavorare da remoto, e in questi anni il fenomeno non si è certo esaurito, sebbene ci sia stata una fisiologica inflessione.
Nel 2024 la quota di holiday worker rimane infatti significativa, tanto che ha riguardato il 15% dei lavoratori italiani.
I benefici del Neverending Tourism
Il Neverending Tourism offre diverse opportunità per gli operatori del settore turistico. In particolare permettere di:
abilitare nuovi modelli di business;
attingere a nuove fonti di revenue;
prolungare nel tempo la relazione con i visitatori, fino a creare una neverending experience.
Inoltre, questo modello può avere un impatto positivo anche sulla sostenibilità. Per esempio, l’Holiday Working permette di ridurre i problemi legati alla stagionalità in alcune destinazioni e offre alle località “minori” una maggiore possibilità di attrarre turisti.
Esempi di Neverending Tourism: il caso di Puerto Rico
Nonostante l’esperienza turistica Neverending sia ancora in definizione, l’emergere fra i consumatori di una domanda che rifletta queste caratteristiche di continuità dell’esperienza nel tempo e nello spazio ha indotto una risposta da parte dell’offerta. Ne è un esempio il sito Discover Puerto Rico, che offre appuntamenti virtuali legati alla cultura del luogo (lezioni di cucina con un celebre chef locale, sessioni di yoga con vista sull’oceano) e una proposta dedicata ai lavoratori da remoto.
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