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I vincitori del premio innovazione digitale in sanità 2017

IRCCS ISMETT (Palermo), Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, Istituti Clinico Scientifici Maugeri (Pavia) e Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata (Roma) sono i vincitori dell’edizione 2017 del Premio innovazione Digitale in Sanità.

Premio FIASO ad AO di Reggio Emilia – IRCCS, Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia per il progetto “CORE". Premio Impact, istituito da quest'anno per premiare le innovazioni a impatto sistemico e permanente, a Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (Milano) e Regione Veneto.

 

I riconoscimenti assegnati presso il campus Bovisa dall'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità.

I vincitori del premio innovazione digitale in sanità 2017

Milano, 5 maggio 2017 - IRCCS ISMETT (Palermo) nella categoria “processi amministrativi e gestionali”, Istituti Clinico Scientifici Maugeri (Pavia) nei “processi clinici e assistenziali”, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena nei “servizi al cittadino” e Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata (Roma) per la “integrazione con il territorio”.

 

Sono questi i vincitori dell’ottava edizione del Premio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, il riconoscimento dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità* (www.osservatori.net), che punta a creare occasioni di conoscenza e condivisione dei migliori progetti della Sanità Italiana per capacità di utilizzare le tecnologie digitali come leva di innovazione e miglioramento, assegnato ieri pomeriggio al Politecnico di Milano in occasione del convegno “La Sanità alla rincorsa del cittadino digitale” tenutosi presso il campus Bovisa, Milano. A seguito delle valutazioni di una giuria qualificata, il riconoscimento è stato consegnato alle strutture sanitarie che si sono maggiormente distinte nella capacità di utilizzare le moderne tecnologie digitali, selezionate tra 10 finalisti.

 

Ai vincitori si aggiunge Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia – IRCCS, Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia, premiate dalla Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO) per il progetto “CORE”. Inoltre, sempre nell'ambito del "Premio Innovazione Digitale in Sanità", da quest'anno l'Osservatorio ha istituito la categoria "Impact", indirizzata a esperienze di eccellenza che hanno già ricevuto un premio da parte dell'Osservatorio e che premia i progetti che negli ultimi 5 anni hanno apportato un'innovazione permanente a livello di sistema e rappresentano casi di successo particolarmente significativi. I vincitori 2017 sono Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, per il progetto EMOFID, e Regione Veneto, grazie a un impiego estensivo ed efficiente dei sistemi informativi a supporto dei programmi di screening.

 

Sono state assegnate anche due menzioni particolari, l'una per IRCCS Istituto Clinico Humanitas nella categoria "processi clinici e assistenziali" e l'altra per UniSalutenella categoria "integrazione con il territorio".

 

“I progetti premiati rappresentano diversi esempi di eccellenza nello sviluppo dell’innovazione digitale nella Sanità italiana - spiega Cristina Masella, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità – Ambiti diversi ma casi di successo che dimostrano come le tecnologie digitali apportino vantaggi concreti non solo in termini di efficienza e riduzione dei costi per le strutture sanitarie, ma di miglioramento della qualità dei servizi per operatori della Sanità e pazienti. L’innovazione digitale rappresenta, infatti, la leva fondamentale per rendere più moderno e sostenibile il Sistema Sanitario italiano ed è strumento ormai imprescindibile per un dialogo fruttuoso tra medico e paziente, entrambi sempre più avvezzi all'uso di Internet, App e social media. L'obiettivo del Premio è di valorizzare le best practice per generare un meccanismo virtuoso di condivisione delle conoscenze e delle esperienze di successo a beneficio degli attori della Sanità su tutto il territorio nazionale”.

 

Categoria “Processi amministrativi e gestionali”

IRCCS ISMETT (Palermo) ha vinto il Premio Innovazione Digitale in Sanità 2017 nella categoria "processi amministrativi e gestionali" grazie al progetto (avviato a gennaio 2014) per lo sviluppo di un sistema per il calcolo del rapporto infermiere-paziente, che ha migliorato la distribuzione delle assegnazioni del personale infermieristico ai pazienti. Il metodo precedentemente utilizzato per la determinazione del rapporto infermiere-paziente era basato esclusivamente sul criterio del monitoraggio continuo del paziente, ma non era abbastanza affidabile per identificare il livello di complessità di cura e non portava a una corretta distribuzione del carico di lavoro tra gli infermieri. Il nuovo sistema realizzato si basa, invece, su un servizio proattivo che, prima di ogni turno di lavoro, invia a tutti i coordinatori di reparto, ciascuno per la propria unità, una misura quantitativa del livello di assistenza richiesta da ogni paziente ricoverato. Il carico assistenziale è calcolato dal sistema sulla base della valutazione infermieristica dei parametri clinico-assistenziali del paziente, presenti nella Cartella Clinica Elettronica. Il sistema ha permesso di programmare meglio l’allocazione dello staff infermieristico tra i vari reparti, ma anche di ridurre gli eventi avversi (gli errori di somministrazione di farmaci rapportati ai giorni di degenza sono diminuiti da 0,7% nel 2014 a 0,5% nel 2015 fino ad azzerarsi nel 2016). Anche la soddisfazione dei pazienti relativa all’assistenza infermieristica ricevuta è migliorata, passando dal 72% nel 2014 all'83% nel 2015 fino all'88% nel 2016.

 

Categoria “Processi clinici e assistenziali”

Gli Istituti Clinico Scientifici Maugeri (con sede centrale a Pavia) hanno ottenuto il riconoscimento nella categoria “processi clinici e assistenziali” per il progetto con cui hanno aderito, fin dal 2014, al programma Europeo MOSAIC, con l’obiettivo di affrontare in modo olistico la gestione dei pazienti con Diabete di Tipo 2 (DT2), coniugando diversi fattori di esposizione (terapeutici, comportamentali e ambientali) con l’evoluzione della patologia. Il progetto ha anche risposto all'esigenza dell'Istituto di mettere a frutto la mole informativa raccolta durante la pratica clinica per elaborarla ed estrarre informazioni da mettere a disposizione degli attori coinvolti nel processo di cura. In una prima fase sono stati analizzati i fattori di rischio di eventi avversi durante l’evoluzione del DT2, quindi è stata implementata un’infrastruttura tecnologica per il supporto alle decisioni che prevede due casi d’uso: supporto al diabetologo durante le visite ambulatoriali e di follow-up; gestione della coorte di pazienti in cura presso il centro, studiando l’evoluzione del DT2 tramite statistiche e analisi avanzate. Il progetto ha innescato un circolo virtuoso tra le attività amministrative, che alimentano il database con nuove informazioni, e i diabetologi che utilizzano lo strumento come supporto alle attività cliniche. La soluzione è a regime da marzo 2016 e ha consentito di evidenziare differenze significative nella pratica clinica, in termini di un aumento delle raccomandazioni fornite al paziente e della prescrizione di esami strumentali. Analizzando, invece, la coorte di pazienti in cura presso il centro, lo strumento ha permesso di evidenziare un aumento significativo nel numero di pazienti ad alto rischio cardiovascolare (30,8% contro 28,2%).

 

IRCCS Istituto Clinico Humanitas, ospedale capofila di un gruppo presente a Bergamo, Torino, Catania e Castellanza, ha ricevuto una menzione speciale in questa categoria grazie al progetto, avviato nel 2014 in collaborazione con Lutech, di dematerializzazione della documentazione clinica e implementazione di un sistema di Cartella Clinica Elettronica (CCE) ora ampiamente diffuso su tutta la struttura sanitaria e per la totalità dei pazienti gestiti. I documenti nativi digitali della CEE, attualmente circa l’87% dell’intera produzione documentale della cartella clinica di ricovero, una volta firmati digitalmente sono resi disponibili per la visualizzazione e la stampa all’interno dell’applicativo ospedaliero di CCE. Ciò ha consentito di ottenere benefici sia economici, grazie a una riduzione dei costi di gestione del relativo archivio, sia di efficienza organizzativa, automatizzando i controlli di conformità della documentazione clinica e, di conseguenza, riducendo le tempistiche per rendere disponibile la cartella al paziente.

 

Categoria “Servizi al cittadino”

Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena ha vinto il Premio nella categoria “servizi al cittadino” per un progetto avviato dal suo ambulatorio multi-specialistico, la Clinica Metabolica, dedicato alla cura di pazienti affetti da HIV e co-morbosità HIV correlate. Nel 2016 la Clinica Metabolica ha avviato uno studio denominato “My Smart Age HIV”, nato grazie al programma internazionale GoShape promosso da Gilead, con l’obiettivo di descrivere con una misurazione multidimensionale l’invecchiamento dei pazienti con infezione da HIV trattati con farmaci antiretrovirali, promuovendo un “invecchiamento di successo” anche grazie a un loro maggior coinvolgimento nel processo di cura. Il progetto prevede l’utilizzo da parte dei pazienti di un’App dedicata, associata a un dispositivo wearable – un orologio con accelerometro dotato di display su cui vengono visualizzati gli obiettivi quotidiani – per monitorare l’attività fisica, l'alimentazione e la qualità del sonno. Le diverse informazioni confluiscono in una piattaforma informatica che integra i parametri fisiologici e gli indicatori multidimensionali della salute generando un indice di salute. L’obiettivo è che l’utente sia consapevole del proprio benessere confrontandosi mensilmente con un “Coach” che lo supporta nel percorso di empowerment e discute eventuali piani personalizzati di intervento sugli stili di vita. Ad oggi il livello di adesione è soddisfacente soprattutto nella fascia 50-65 anni (accettazione pari al 90%).

 

Categoria “Integrazione con il territorio”

Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata (Roma) ha ritirato il Premio per la categoria “Integrazione con il territorio” con il progetto di Telemedicina rivolto ai centri del progetto DREAM in Tanzania, avviato nel 2014 per garantire a popolazioni svantaggiate in zone disagiate teleconsulti multi-specialistici da parte di diversi medici, sia dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni che di altre strutture sul territorio nazionale, per un totale di circa 100 specialisti coinvolti. Nelle prime fasi, il progetto ha riguardato la sola cardiologia presso i centri di Arusha e Iringa in Tanzania, mentre attualmente il servizio prevede la copertura di ben 18 specialità mediche in vari centri sanitari del paese africano: ad oggi il servizio di Telemedicina dell'AO San Giovanni Addolorata ha funzione di help desk per 24 centri di Telemedicina diffusi in 9 Paesi dell’Africa subsahariana. I medici prestano la loro professionalità rispondendo gratuitamente ai quesiti clinici, fornendo consigli diagnostici e terapeutici. Dopo anni di attività, il progetto è stato potenziato realizzando una piattaforma informatica che ha la possibilità funzionare anche offline; il servizio permette di gestire le richieste per i teleconsulti e smistarli automaticamente ai medici disponibili in base a specialità medica, triage d’urgenza e idioma richiesto. Per migliorare le strategie di comunicazione viene utilizzato WhatsApp, che ha l’esclusivo scopo di facilitare la comunicazione tra medici, tecnici e centro servizi e non viene usato per trasferire notizie cliniche dei pazienti.

 

Unisalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti che opera con più di 9.000 strutture sanitarie convenzionate in tutta Italia, ha ricevuto una menzione speciale in questa categoria per il progetto Monitor Salute sviluppato in partnership con Vree Health (Gruppo MSD). Si tratta di un servizio di telemonitoraggio per i pazienti affetti da patologie croniche, che li accompagna nel loro percorso di cura, monitorandone lo stato di salute sia dal punto di vista preventivo – riducendo quindi l’accesso a prestazioni sanitarie evitabili – sia nelle fasi diagnostiche e terapeutiche. A due mesi dal lancio sono stati arruolati circa 200 utenti e lo stretto rapporto istaurato con il paziente ha consentito, laddove necessario, di rilevare eventuali problematiche legate alla posologia dei farmaci, e conseguentemente di modificare l’approccio terapeutico.

 

Premio IMPACT

Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è uno dei due casi vincitori del neo-istituito Premio Impact indirizzato a vincitori di edizioni precedenti del Premio Innovazione Digitale in Sanità e che valorizza risultati di successo con ricadute sistemiche durature. Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori aveva vinto nel 2010 il Premio nella categoria “ICT e integrazione dei processi ospedalieri" grazie al progetto EMOFID, basato su un sistema informatico con tecnologia RFId per l’identificazione e tracciabilità del processo trasfusionale. Il sistema consiste in una applicazione mobile installata su tablet che interagisce con tag RFId per identificare persone (paziente e operatore sanitario) e oggetti (provette e unità trasfusionali). Negli anni la piattaforma è stata estesa ad altri processi clinici, nell’ambito del trapianto delle cellule staminali e della chemioterapia, ed è oggi parte integrante dei processi clinici e dell’architettura informatica dell’Azienda. La piattaforma è utilizzata quotidianamente da 570 operatori con un tasso di adozione del progetto EMOFID passato dal 57% del 2011 al 85% del 2016, mentre per il progetto INTSOM (si tratta di un’applicazione mobile integrata con il sistema informatico di Farmacoterapia) che si è aggiunto a partire dal 2014, l'adozione è del 100% presso l’Ambulatorio Terapie Oncologiche e sfiora il 26% nell'intera struttura.

 

Regione Veneto è l'altro caso vincitore del Premio Impact. Nel 2013 la Regione ha vinto il Premio nella categoria “Soluzioni Cloud e Shared Services” grazie al progetto relativo al sistema informativo a supporto dei programmi di Screening Oncologico delle Aziende Sanitarie per la gestione dello screening citologico (pap test e HPV) e del colon retto, accessibile in modalità Saas (Software as a Service). La Regione ha poi avviato programmi di screening in altre aree. In particolare, nel 2014 la Regione ha introdotto un modulo per lo screening cardiovascolare, all’interno di un progetto nazionale che ha coinvolto 22 aziende sanitarie su tutto il territorio italiano, e, sempre nel 2014, ha portato a termine la fase sperimentale del progetto “Sistema Rete Mammografica”, nato per ottimizzare le risorse per la refertazione dello screening mammografico e che poggia sull'infrastruttura del Fascicolo Sanitario Elettronico regionale per permettere alle Aziende Sanitarie di collaborare in modo più efficace. Nel 2016, infine, a seguito della contaminazione del bacino idrografico di alcune provincie con sostanze PFAS, la Regione ha avviato un piano di sorveglianza sulla popolazione esposta; il piano è stato recentemente potenziato e integrato con i sistemi di laboratorio (LIS) delle aziende coinvolte e con il gestionale del laboratorio analisi regionale dell’ARPAV (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Veneto). Oltre 1 milione e mezzo il bacino di cittadini coinvolti in totale dai vari programmi di screening.

 

Premio FIASO

Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia-IRCCS e Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emiliahanno ritirato il Premio FIASO per il progetto “CORE.” Per rispondere all’evoluzione della casistica oncologica, al rapido sviluppo delle tecnologie diagnostico-terapeutiche e alla nascita di nuovi modelli di assistenza nel campo dell’oncologia e dell’ematologia, nell’estate 2016 le due aziende hanno attivato il nuovo Centro Oncologico ed Ematologico di Reggio Emilia (CORE) che ha previsto l’introduzione di strumenti informatici in modo da gestire in modalità completamente paperless l’intero percorso del paziente. Tutte le unità operative coinvolte in percorsi oncologici hanno adottato la Cartella Clinica Elettronica (CCE), dal pre-ricovero all’iter chirurgico al follow-up. La CCE dialoga e si integra con tutti i percorsi diagnostico-terapeutici provinciali attraverso i sistemi della Dorsale Interoperabile provinciale, che comprendono l’anagrafe unica, il dossier sanitario e il sistema di Order Entry: la piattaforma consente così di consultare l’intera storia clinica, richiedere accertamenti diagnostici verso tutte le strutture sanitarie provinciali e documentare tutto il percorso clinico del paziente oncologico. Il sistema di CCE è utilizzato da 1.300 utenti, distinti in oltre 90 ruoli tra medici e altre professioni sanitarie.

 

 

*L'edizione 2016-2017 dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità è realizzata con il supporto di Artexe, Doxapharma, Eli Lilly, Engineering, Fastweb, Gilead, Insiel Mercato, Philips, QuintilesIMS, Santer Reply, SAS, wHospital, Wolters Kluwer; Fujifilm, InterSystems, Roche, Vree Health Italia (Gruppo MSD); e con il patrocinio di AISIS, AME, ARIS, ASSD, CDTI, Digital SIT, FADOI, Federfarma, Federsanità ANCI, FIASO, FIMMG, FISM, HIMSS Europe, Ministero della Salute, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Autonoma della Sardegna, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Regione Autonoma Valle d'Aosta, Regione Emilia-Romagna, Regione Marche, SITD.

 

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