Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando le nostre vite. Oggi, nel bel mezzo di quella che è stata ribattezzata la Quarta Rivoluzione Industriale, l’impatto delle innovazioni digitali è ormai tangibile un po’ ovunque. Anche nella Logistica e nelle attività di outsourcing, con i nuovi paradigmi tecnologici – dalla Realtà Aumentata all’Internet of Things, dai Big Data al Cloud Computing – l’innovazione sta disegnando l’evoluzione del settore.
Innovazione e Logistica
Oggi siamo davanti a una Logistica sempre più complessa per l’aumento della gamma, la frammentazione degli ordini, la disomogeneità delle richieste dei consumatori e dei punti vendita. E anche per questo le nuove tecnologie, che stanno disegnando una logistica smart, sono un elemento quasi imprescindibile per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei processi, in particolare grazie ad un utilizzo sempre più intelligente e tempestivo delle informazioni. I dati, e tutto ciò che gli ruota attorno, sono diventati un vantaggio competitivo anche nel settore logistico.
Nel 2025, l’innovazione logistica si concentra sempre più sull’Intelligenza Artificiale come leva strategica. Quasi un terzo delle aziende committenti italiane (30%) ha già implementato progetti di AI nei processi logistici, percentuale che salirà al 44% nei prossimi tre anni. Gli operatori logistici mostrano ancor più dinamismo: l’adozione passerà dal 24% attuale al 69% nel breve periodo. Questa accelerazione testimonia come l’AI stia transitando dalla fase sperimentale a quella di applicazione operativa concreta.
Le innovazioni logistiche più utilizzate dalle aziende
Ma quali sono le innovazioni logistiche ritenute più interessanti da aziende committenti e fornitori di servizi logistici?
L’attenzione si sta concentrando sempre di più sulla visibilità dell’intero processo di distribuzione, una delle sfide storiche della Logistica. Tanti i vantaggi portati dall’innovazione logistica. In primis, le soluzioni più tecnologiche permettono di ottenere maggiore tempestività e tracciabilità delle informazioni. Inoltre migliorano efficienza e qualità del processo di distribuzione. Senza tralasciare i benefici per l’immagine aziendale e la conformità normativa.
Ecco quali sono quelle più incisive:
- Smart glass – Occhiali dotati di lenti a realtà aumentata che possono essere utilizzati sia in ambito trasporto sia all’interno dei centri distributivi.
- Workflow scheduling – Modulo aggiuntivo del WMS (il sistema di gestione del magazzino) per la gestione ottimale delle risorse all’interno dei centri distributivi (ad esempio bilanciamento dei carichi di lavoro tra le aree e assegnazione delle attività agli addetti).
- Load building – Modulo aggiuntivo del WMS che calcola l’ingombro volumetrico degli ordini, favorendo l’integrazione tra la pianificazione dei viaggi e la pianificazione delle attività di allestimento ordini.
- RFId (Radio Frequency Identification) – Sistemi inseriti sulla singola unità di movimentazione per rendere più efficienti le attività di ricevimento o spedizione, oppure inseriti a terra e/o a scaffale per ottimizzare le attività dei carrelli in fase di stoccaggio o prelievo.
- Sensoristica – Esempi: sensori di pesatura, sensori per il monitoraggio delle condizioni dei prodotti e delle prestazioni dei veicoli, geolocalizzazione dei mezzi e rilevatori della presenza di persone/mezzi.
- Dematerializzazione e digitalizzazione documentale per il trasporto – Flusso dati elettronico e conservazione digitale dei documenti in parallelo (o in alternativa) alla modalità cartacea.
- Piattaforme collaborative – Piattaforme che consentono lo scambio di informazioni (fatture, ordini, DDT, prenotazione slot di consegna, …) secondo relazioni ‘‘molti a molti’’.
- Logistics APP – Applicazioni per mobile device (ad esempio smartphone e tablet), integrate con TMS (il sistema di gestione dei trasporti) e/o piattaforme collaborative, che supportano la relazione con i vettori (conferma real-time della consegna della merce, georeferenziazione dei mezzi, gestione dei contenziosi grazie alla prova visiva dello stato della merce, gestone dei pagamenti on delivery).
Intelligenza Artificiale: dalla teoria alla pratica operativa
L’AI rappresenta oggi il filone di innovazione con maggiore trazione nel settore logistico italiano. Le applicazioni si concentrano principalmente in attività che coinvolgono i white collar (26% di adozione), come gestione degli ordini (14%) e previsione della domanda con riordino dei materiali (14%). L’AI viene vista soprattutto come supporto in attività predittive e di elaborazione documenti, oltre che nella pianificazione e monitoraggio dei processi di gestione fornitori (10%).
Anche le operazioni sul campo stanno beneficiando dell’intelligenza artificiale, seppur con percentuali inferiori (16% per i blue collar). In magazzino, l’AI supporta carrellisti e pickeristi nel 12% dei casi, migliorando efficienza e sicurezza. Nel trasporto, il 7% delle aziende utilizza soluzioni AI per assistere direttamente gli autisti in attività come ottimizzazione dei percorsi, gestione delle consegne e manutenzione predittiva dei veicoli.
I risultati dell’adozione tecnologica
I benefici dell’innovazione logistica sono tangibili e misurabili. L’81% delle aziende che hanno implementato soluzioni di Intelligenza Artificiale riporta risultati positivi, con una soddisfazione media di 7,7 su scala 1-10. Gli impatti principali riguardano miglioramento del servizio al cliente, aumento della qualità dei processi, incremento della produttività e riduzione dei costi operativi. In misura minore, ma comunque significativa, emerge anche il contributo al miglioramento della sostenibilità ambientale.
Contrariamente a timori diffusi, solo una minoranza di aziende (11%) ha perseguito l’obiettivo di sostituire completamente il lavoro umano, limitandosi peraltro ad attività semplici e ripetitive. La finalità prevalente è stata invece il potenziamento delle capacità umane (24% del campione), confermando che l’innovazione tecnologica viene vista come complemento all’intelligenza e all’esperienza delle persone piuttosto che come sostituto.
Un particolare approfondimento lo meritano le “Piattaforme collaborative molti a molti”. Queste sono le tecnologie più promettenti per lo scambio di informazioni in tempo reale, una delle sfide cardine dell’innovazione logistica.
Qui riportiamo l’esempio del “Mobile device” applicato alla Logistica: il vettore prende in carico la merce presso il produttore con l’ausilio di una Logistics APP integrata con il TMS dell’operatore logistico. Il vettore legge il codice a barre associato al viaggio, accetta il viaggio, riceve l’elenco dei punti di consegna con le relative informazioni (ad esempio gli slot di scarico) e conferma il carico. Il tutto tramite l’applicazione installata su mobile device.
Contemporaneamente il produttore trasmette al distributore un codice a barre identificativo della spedizione, inserendolo all’interno di uno dei documenti in uso oppure attraverso un documento specifico, aggiuntivo rispetto al flusso elettronico tradizionale. Questo codice a barre viene fatto leggere al vettore al momento dell’accettazione della consegna, andando a generare la PoD che è resa immediatamente disponibile anche al distributore, all’operatore logistico e, potenzialmente, al produttore.
L’interesse espresso da aziende committenti e fornitori di servizi logistici per le nuove tecnologie testimonia dunque la voglia del settore di innovare e di avere un atteggiamento positivo rispetto a queste opportunità.
I fattori critici di successo nell’innovazione logistica
Implementare con successo le innovazioni tecnologiche richiede attenzione a quattro fattori critici
- disponibilità e qualità dei dati: senza informazioni strutturate, pulite e accessibili, anche le tecnologie più avanzate producono risultati deludenti;
- risorse IT adeguate, sia in termini di infrastrutture che di competenze tecniche interne o facilmente acquisibili;
- propensione culturale all’adozione di nuove tecnologie da parte dell’organizzazione, elemento spesso sottovalutato ma determinante per il successo dei progetti;
- disponibilità di competenze specifiche, non solo tecniche ma anche manageriali: la capacità dei manager di individuare le aree più promettenti per l’applicazione dell’innovazione e di governare efficacemente i progetti è cruciale quanto la tecnologia stessa.
Una barriera frequentemente citata da chi non ha ancora innovato è la percezione di non riuscire a ottenere i benefici attesi in termini di rapporto costi-benefici. Questa resistenza può essere superata attraverso progetti pilota ben strutturati e misurabili, che permettano di validare il valore dell’innovazione prima di investimenti più consistenti.
Percorsi di implementazione dell’innovazione
L’integrazione delle nuove tecnologie nei processi logistici può seguire molteplici strade. Nel 14% dei casi, l’innovazione viene incorporata in dispositivi o software già esistenti oppure attraverso soluzioni AI-native progettate specificamente per determinati use case. Nel 17% delle situazioni, le aziende optano per lo sviluppo di soluzioni customizzate, più complesse e onerose ma perfettamente allineate alle proprie specificità operative.
La scelta del percorso dipende da numerose variabili: complessità dei processi esistenti, integrazione con i sistemi legacy, budget disponibile e urgenza dell’implementazione. Le grandi organizzazioni tendono a combinare entrambi gli approcci, utilizzando soluzioni standard dove possibile e sviluppi su misura per i processi più critici o differenzianti. Le PMI privilegiano invece soluzioni preconfigurate che richiedono investimenti contenuti e tempi di implementazione più rapidi.
L’interesse manifestato da committenti e fornitori per queste tecnologie conferma la voglia del settore di innovare. Tuttavia, la vera sfida non è più tecnologica ma organizzativa: riuscire a trasformare l’entusiasmo per l’innovazione in progetti concreti, ben governati e generatori di valore misurabile.
Contenuti suggeriti dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”