La connettività rappresenta un pilastro fondamentale per le infrastrutture digitali. È l’elemento che abilita la circolazione dei dati e connette l’intero ecosistema digitale, dai Data Center agli oggetti connessi, dalle imprese agli utenti finali. Nonostante questo ruolo centrale, in Europa continua a essere percepita e gestita prevalentemente come una commodity.

Questa impostazione si riflette in una debolezza strutturale del settore, che rischia di creare rallentamenti negli investimenti con un impatto negativo sulla capacità competitiva del continente.

Il tema è stato affrontato nell’ambito dell’evento LENS – Digitale e Intelligenza Artificiale: una priorità strategica per Italia ed Europa, promosso dagli Osservatori Digital Innovation, in cui operatori, istituzioni e rappresentanti del mondo industriale hanno messo a confronto dati, esperienze e prospettive sul futuro delle reti europee.

Il paradosso europeo: elevata competizione, meno capacità di investimento

Il mercato europeo delle telecomunicazioni è caratterizzato da una forte frammentazione: 34 operatori attivi contro i 3 degli Stati Uniti e i 4 della Cina. Un livello di competizione elevato che, se da un lato ha favorito prezzi più bassi per utenti e imprese, dall’altro ha ridotto drasticamente i margini e la capacità di investimento degli operatori.

I prezzi della connettività fissa in Europa sono circa la metà rispetto agli Stati Uniti, mentre nel mobile si scende a un quarto. Questo squilibrio economico ha progressivamente eroso le risorse disponibili per lo sviluppo infrastrutturale, in un contesto in cui la domanda di traffico dati continua a crescere a ritmi sostenuti.

Il risultato è un settore sempre più in difficoltà nel sostenere investimenti su larga scala, proprio mentre la connettività diventa sempre più critica per applicazioni avanzate, dall’Intelligenza Artificiale alla Smart Industry.

Fibra e utilizzo: il gap tra infrastruttura e domanda

Un ulteriore elemento di criticità riguarda il livello di utilizzo delle infrastrutture esistenti. In Italia, ad esempio, la copertura in fibra ottica ad almeno 1Gbps (in gergo tecnico FTTH-fiber to the home) ha raggiunto livelli elevati, avvicinandosi alla media europea. Tuttavia, il tasso di adozione resta limitato: solo circa il 30% delle unità immobiliari coperte ha un servizio attivo.

Questo divario tra disponibilità e utilizzo evidenzia un problema più ampio, legato alla maturità digitale di imprese e cittadini. La presenza dell’infrastruttura, da sola, non è sufficiente a generare valore se non è accompagnata da una domanda adeguata e da applicazioni in grado di sfruttarne le potenzialità.

Il rischio è quello di un sottoutilizzo sistemico degli investimenti realizzati, con impatti negativi sia sul ritorno economico sia sulla diffusione dell’innovazione digitale.

Satellite e spazio: il ritardo competitivo europeo

La frammentazione e il ritardo competitivo emergono in modo ancora più evidente nel campo della connettività satellitare. Gli Stati Uniti dominano il settore con oltre 6.000 satelliti in orbita gestiti da Starlink, mentre i sistemi europei si fermano a poco più di 600.

L’Unione Europea ha avviato iniziative per colmare questo gap, come il progetto IRIS2, che prevede investimenti per 10,6 miliardi di euro per la realizzazione di una nuova costellazione satellitare con 300 nuovi satelliti multiorbita per maggiore resilienza e con supporto al 5G. Tuttavia, i tempi di sviluppo e la scala degli investimenti rendono evidente la difficoltà nel recuperare rapidamente il divario.

La connettività del futuro sarà sempre più ibrida, integrando infrastrutture terrestri e spaziali per garantire copertura, resilienza e sicurezza. In questo scenario, il ritardo europeo rischia di tradursi in una nuova forma di dipendenza tecnologica.

Fibra e AI: infrastrutture come abilitatore di nuovi servizi

Il legame tra connettività e competitività industriale emerge con chiarezza anche dal punto di vista degli operatori di settore. L’intervento di Giuseppe Gola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, evidenzia come la rete in fibra rappresenti un’infrastruttura abilitante per l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e dei servizi digitali avanzati. Lo sviluppo di nodi di Edge Computing distribuiti lungo la rete consente di portare la capacità di elaborazione vicino agli utenti, supportando applicazioni a bassa latenza.

La fibra emerge anche come leva di efficienza energetica: la transizione dalle reti in rame consente una significativa riduzione dei consumi, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità delle infrastrutture digitali. Tuttavia, resta critico il tema del sottoutilizzo: a fronte di una copertura ampia, il livello di adozione rimane limitato, riducendo l’impatto potenziale degli investimenti.

Connettività e sovranità digitale

Il quadro delineato rende evidente come la connettività non possa continuare a essere trattata come una semplice commodity.

Affrontarla richiede un cambio di prospettiva: garantire la sostenibilità economica degli operatori, accelerare gli investimenti nelle reti di nuova generazione e integrare la dimensione spaziale nella pianificazione infrastrutturale. La connettività, in questo senso, non è un tema tecnico di settore, ma una delle condizioni abilitanti della sovranità digitale europea.

Lascia un commento

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti