La Smart Home in breve

  • La Smart Home rappresenta l’insieme di soluzioni IoT che rendono l’abitazione connessa, abilitando servizi evoluti per il miglioramento di comfort, sicurezza ed efficienza energetica
  • La Smart Home si distingue dalla domotica tradizionale per la sua flessibilità: mentre la domotica richiede impianti cablati e installazioni professionali, la Smart Home utilizza dispositivi wireless gestibili da smartphone o assistenti vocali, rendendola accessibile a un pubblico molto più ampio
  • Il mercato italiano della Smart Home, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2025 ha raggiunto per la prima volta il miliardo di euro (+11% rispetto al 2024)

Quali sono le caratteristiche di una casa intelligente e quali sono le soluzioni più utilizzate? Quali implicazioni sorgono in materia di privacy? Quanti sono i dispositivi per la casa intelligente in Italia? Scopriamo tutto questo attraverso la Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things.

Cos’è una Smart Home

L’espressione Smart Home, o “casa intelligente”, si riferisce alla possibilità di gestire in maniera automatica o da remoto, impianti e dispositivi all’interno di un’abitazione, al fine di risparmiare energia, semplificare la vita domestica e/o garantire la sicurezza delle persone all’interno.

Da un punto di vista tecnologico, la Smart Home rappresenta l’evoluzione della domotica. Questo progresso è stato reso possibile grazie ai progressi dell’Internet of Things e degli oggetti connessi che, nel tempo, sono entrati sempre più nelle nostre abitazioni, semplificando numerosi aspetti della quotidianità attraverso una maggiore integrazione nei processi di gestione domestica.

Cos’è la domotica

Prima di comprendere nel dettaglio le differenze tra Smart Home e domotica, è utile definire quest’ultima.

Il termine “domotica” deriva dal neologismo francese “domotique” – introdotto unendo la parola latina “domus” (casa) e “informatique” (informatica) – e indica l’insieme delle tecnologie che consentono di automatizzare e controllare in modo centralizzato i sistemi e gli impianti di un’abitazione, come illuminazione, riscaldamento, tapparelle e sicurezza.

Si tratta di una soluzione strutturale, pensata per durare nel tempo e difficilmente modificabile una volta installata.

Quali sono le differenze tra Smart Home e Domotica

Sebbene Smart Home e domotica condividano molti aspetti, si distinguono per approccio e accessibilità.

La domotica tradizionale si basa su sistemi cablati e centralizzati, che controllano diverse funzioni domestiche come illuminazione, tapparelle, riscaldamento e sicurezza. Questi sistemi, spesso complessi, richiedono installazioni professionali specializzate e sono progettati per essere altamente integrati fin dalla fase di costruzione o ristrutturazione dell’edificio.

La Smart Home, invece, rappresenta un’evoluzione più flessibile e accessibile. Utilizza dispositivi intelligenti e connessi tramite reti wireless, come Wi-Fi o Bluetooth, che possono essere gestiti facilmente da smartphone o assistenti vocali. Queste sue caratteristiche le conferiscono una maggiore scalabilità e versatilità, permettendo di aggiungere o rimuovere dispositivi senza interventi invasivi, rendendo l’automazione domestica alla portata di un pubblico più ampio.

Per rendere più chiare le differenze tra i due approcci, ecco un confronto sintetico:

DomoticaSmart Home
InfrastrutturaSistemi cablati e centralizzatiDispositivi wireless (Wi-Fi, Bluetooth)
InstallazioneProfessionale e specializzataSpesso accessibile al singolo utente
IntegrazioneProgettata in fase di costruzione/ristrutturazioneAggiunta in qualsiasi momento
ScalabilitàLimitataAlta: si aggiungono o rimuovono dispositivi senza interventi invasivi
AccessibilitàPubblico di nicchiaPubblico ampio

Quali sono le principali applicazioni per la Smart Home

Le soluzioni Internet of Things per la casa intelligente includono diversi prodotti e tecnologie per la Smart Home. Questi aiutano a migliorare il comfort nelle abitazionisalvaguardare l’ambiente tramite il risparmio energetico e garantire la sicurezza delle persone.

Tra le principali applicazioni troviamo:

  • assistenza alla persona: dispositivi indossabili e sensori ambientali che monitorano la salute e rilevano situazioni di emergenza, particolarmente utili per anziani e persone con disabilità;
  • gestione di climatizzazione e riscaldamento: termostati intelligenti, valvole termostatiche e pompe di calore connesse che ottimizzano temperatura e consumi in base alle abitudini degli abitanti;
  • controllo degli elettrodomestici intelligenti: frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e forni connessi che si attivano negli orari più convenienti e comunicano il proprio stato di funzionamento;
  • regolazione dell’illuminazione: sistemi di illuminazione smart che si adattano automaticamente all’ora del giorno, alla presenza di persone e alle condizioni di luce naturale;
  • monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici: smart meter e sistemi di energy management che analizzano i consumi in tempo reale e suggeriscono strategie di risparmio;
  • controllo della salubrità della casa: sensori per qualità dell’aria, umidità, temperatura e presenza di sostanze inquinanti che mantengono l’ambiente domestico salubre;
  • sicurezza e videosorveglianza: telecamere IP, sensori perimetrali, rilevatori di movimento e serrature intelligenti per proteggere l’abitazione da intrusioni;
  • Smart Home Speaker e assistenti vocali: hub centrali che permettono di controllare tutti i dispositivi connessi tramite comandi vocali naturali e intuitivi.

Questa versatilità ha permesso al mercato della Smart Home di espandersi rapidamente, soprattutto grazie ai significativi miglioramenti che queste soluzioni apportano alla vita quotidiana.

Quali dispositivi compongono una Smart Home

Il mercato Smart Home comprende una vasta gamma di categorie di prodotto. Secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, in Italia i principali segmenti per valore sono:

  1. soluzioni per la sicurezza, come videocamere, sensori per porte e finestre, videocitofoni, serrature connesse;
  2. elettrodomestici connessi, come robot aspirapolvere, friggitrici ad aria, robot tagliaerba, grandi elettrodomestici smart;
  3. dispositivi per il risparmio energetico, quali caldaie, termostati, valvole termostatiche, condizionatori connessi;
  4. smart Speaker, assistenti vocali come Google Home e Amazon Echo
  5. casse audio;
  6. dimmer e serie civili connesse, ovvero interruttori e comandi a parete in versione smart;
  7. lampadine e sistemi di illuminazione smart;
  8. soluzioni di Assisted Living, ossia dispositivi per la salute degli utenti fragili;
  9. tende e tapparelle smart;
  10. smart plug, ossia prese elettriche intelligenti.

Quali sono i vantaggi di una casa intelligente

Vivere in una “casa intelligente” offre numerosi vantaggi tangibili, in grado di migliorare comfort, sicurezza ed efficienza energetica dell’abitazione:

  • assistenza per anziani e disabili: sistemi automatizzati rilevano cadute o situazioni di emergenza, migliorando la sicurezza delle persone più vulnerabili;
  • risparmio energetico: controllo intelligente di elettrodomestici, riscaldamento e illuminazione per ridurre costi in bolletta e impatto ambientale;
  • sicurezza domestica avanzata: videocamere di nuova generazione, sensori perimetrali e serrature smart controllabili da remoto;
  • controllo della salubrità: monitoraggio continuo di qualità dell’aria, umidità e parametri ambientali per un ambiente domestico più salubre;
  • gestione centralizzata: possibilità di controllare tutti i dispositivi da un’unica interfaccia, spesso tramite smartphone o Smart Speaker;
  • controllo remoto: gestione della casa anche quando si è fuori, per maggiore flessibilità e tranquillità;
  • personalizzazione: adattamento automatico alle abitudini e preferenze degli abitanti per massimizzare il comfort.

Come funzionano gli Smart Home Speaker

Una delle soluzioni IoT più diffuse all’interno delle case sono gli Smart Home Speaker. Questi “assistenti vocali intelligenti” sono tra gli smart devices che meglio simboleggiano l’evoluzione di questo mercato.

A livello pratico, si tratta di dispositivi comandabili tramite la voce che consentono di ricevere informazioni (ad esempio sul meteo, sul traffico, sulle notizie della giornata) e di impartire comandi (ad esempio accendere le luci, regolare la temperatura). Gli assistenti vocali intelligenti non solo hanno introdotto grandi novità in termini di soluzioni per gli utenti, ma hanno contribuito ad affermare il concetto di Smart Home, trainando anche le vendite di diversi oggetti smart per la casa, come Smart Meters, la Smart Grid e tanti altri.

Ad introdurre gli Smart Speaker nelle case degli italiani sono stati due giganti del Big Tech, quali Google e Amazon. I loro prodotti, Google Home e Amazon Echo, sono dei veri e propri “maggiordomi virtuali”. Grazie alle loro funzionalità non solo hanno di gran lunga superato le vendite previste dagli stessi produttori, ma hanno anche stimolato l’interesse del pubblico verso questo nuovo mercato.

Ma cosa rende gli assistenti vocali intelligenti così accattivanti per gli utenti? Da una parte offrono un’ampia gamma di funzionalità in costante aumento, dall’altra forniscono all’utente la possibilità di interagire con la propria abitazione utilizzando solo la voce, in modo naturale. Grazie a questo tipo di interazione l’utente ha la possibilità di gestire in modo integrato più oggetti e servizi, senza dover utilizzare diverse App per ogni singolo dispositivo.

Quanto vale il mercato italiano della Smart Home

Secondo la Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things, nel 2025 il mercato della Smart Home in Italia ha raggiunto per la prima volta quota 1 miliardo di euro, registrando una crescita dell’11% rispetto al 2024. Si tratta di un risultato in linea con i principali mercati UE, dove la crescita si colloca tra l’8% e il 12%. La spesa pro-capite italiana (16,9 euro per abitante) è però inferiore alla media europea (34,2 euro).

Le soluzioni per la sicurezza dominano il mercato, con 305 milioni di euro (30% del valore totale) e una crescita del 22%. Questo segmento è trainato da videocamere, sensori perimetrali e serrature connesse. L’Intelligenza Artificiale gioca un ruolo sempre più importante in queste soluzioni, abilitando funzioni avanzate come la selezione automatica dei momenti salienti delle registrazioni o il riconoscimento di situazioni di pericolo e l’attivazione di allarmi solo quando necessario.

Gli elettrodomestici connessi rappresentano il secondo segmento, con 195 milioni di euro (20% del mercato) e una crescita del 15%. La crescita è trainata soprattutto dai piccoli elettrodomestici smart (+20%).

I dispositivi per il risparmio energetico valgono 142 milioni di euro (14% del mercato), con vendite sostanzialmente stabili. Questo segmento ha risentito maggiormente della rimodulazione degli incentivi statali post-Superbonus, soprattutto per i canali B2b. Nonostante questo, rimane elevato l’interesse dei consumatori: il 29% è interessato all’acquisto di dispositivi per il risparmio energetico.

Gli Smart Speaker registrano una flessione del 10% rispetto all’anno precedente, anche se mantengono una discreta quota di mercato (11%, 112 milioni di euro). Una delle principali cause è la progressiva saturazione del comparto.

In questo contesto, come ha sottolineato nel Convegno di presentazione dei Risultati di Ricerca Angela Tumino, Direttrice dell’OsservatorioL’Intelligenza Artificiale è diventata un elemento centrale non solo per l’automazione domestica, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione dei consumi energetici, ma anche come principale leva di differenziazione tra funzionalità di base gratuite e servizi avanzati ad alto valore aggiunto, sempre più spesso offerti tramite modelli di abbonamento ricorrenti”.

Quanto è diffusa la Smart Home nelle case degli italiani

Il 63% degli italiani possiede almeno un oggetto smart, in crescita del 4% rispetto al 2024. Chi ha più di un dispositivo utilizza prevalentemente le App dei produttori (72% degli utenti), seguite con distacco dalle App di attori terzi (36%) e dagli smart speaker (14%).

Un segnale rilevante di maturità del mercato sta nell’effettivo utilizzo della tecnologia: la quota di consumatori che connette realmente i dispositivi acquistati cresce dal 41% al 51% in soli dodici mesi, dimostrando una percezione concreta del valore e dei benefici legati agli oggetti connessi.

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Per i consumatori, le innovazioni che potrebbero rappresentare una svolta nella vita quotidiana sono in primis le soluzioni per massimizzare l’efficienza energetica (71%), seguite dai sistemi di monitoraggio per la salute (66%) e dalla possibilità di avere un’unica App per governare l’intera abitazione (62%).

Come la Smart Home contribuisce alla Direttiva Case Green

La Smart Home può svolgere un ruolo rilevante nel raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Case Green, che prevede una riduzione dei consumi energetici negli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.

La sfida è significativa: il 54% delle abitazioni italiane rientra nelle classi energetiche F e G ed è necessario intervenire su 1,7 milioni di edifici residenziali entro il 2030, con investimenti stimati in 115 miliardi di euro tra il 2027 e il 2030. Nonostante le scadenze ravvicinate, l’Italia è in ritardo: la bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici non risulta ancora trasmessa a Bruxelles.

Gli incentivi hanno svolto fino ad ora un ruolo cruciale. Infatti, gli interventi realizzati tra il 2020 e il 2024 hanno consentito una riduzione dei consumi del 7,4% (portando l’Italia quasi a metà del target europeo del 16% fissato per il 2030). Tuttavia, la riduzione dell’intensità degli incentivi ha determinato un rallentamento nell’adozione di soluzioni per l’efficienza energetica. In questo contesto, le soluzioni Smart Home per l’efficienza energetica potrebbero contribuire a ridurre i consumi annuali tra 2.600 e 3.100 GWh all’anno in Italia, pari a un contributo tra lo 0,65% e lo 0,78% rispetto agli obiettivi fissati dalla Direttiva.

Come si è evoluto il protocollo Matter

Continua lo sviluppo del protocollo Matter, lanciato nell’ottobre 2022 come standard per l’interoperabilità nella Smart Home. Questo standard nel corso del 2025 si è evoluto da semplice linguaggio comune per la Smart Home a piattaforma abilitante per l’automazione avanzata e l’integrazione tra ecosistemi diversi.

Come evidenziato da Antonio CaponeResponsabile scientifico dell’Osservatorio, durante il Convegno, “Con il rilascio di Matter 1.5, lo standard supera definitivamente il ruolo di protocollo di interoperabilità di base e si afferma come una vera infrastruttura per l’automazione evoluta. L’introduzione dello streaming audio e video in tempo reale tramite WebRTC, l’apertura alla connettività a lungo raggio con Wi-Fi HaLow e il dialogo con i sistemi industriali segnano la fine dei silos tecnologici, ponendo le basi per una rete domestica più universale, stabile e interconnessa con il mondo IT e industria”.

Smart Home e privacy: quali sono i potenziali rischi per il consumatore

Le soluzioni Smart Home consentono di raccogliere un’ingente mole di dati sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone che li utilizzano. Come risultato, i player del settore possono utilizzare i dati per effettuare una miglior profilazione degli utenti o per offrire consigli di acquisto più mirati. Ma quali sono i risvolti in termini di privacy degli utenti?

Per preservare la privacy delle persone, il tema della sicurezza informativa sta diventando sempre più rilevante a livello normativo.

Proprio per questo, nel 2022 la maggior parte delle aziende operanti in Europa nel mercato Smart Home (e non solo) ha dovuto dimostrare di essersi conformata al Regolamento europeo GDPR (General Data Protection Regulation). Per quanto riguarda la sicurezza informatica, invece, il 15 settembre 2022 la Commissione Europea ha rilasciato il “Cyber Resilience Act” (CRA), un regolamento che introduce nuove direttive per produttori e venditori di prodotti digitali, al fine di garantire la sicurezza informatica del consumatore.

Nel 2025, una sfida importante sarà rappresentata dall’arrivo del Data Act, che si propone di regolare l’accesso equo ai dati, inclusi quelli prodotti dagli oggetti smart domestici.

Nonostante si tratti di contromisure che vanno nella giusta direzione, queste due tematiche restano molto dibattute. Da un lato abbiamo la sicurezza dei consumatori (anche in termini di cyber security, oltre che di privacy) dall’altro, invece, le imprese produttrici, che temono un rallentamento del mercato. Riuscirà il quadro normativo a districarsi tra queste insidie?

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