Torna a crescere il mercato dell’Agricoltura 4.0: 2,5 miliardi di euro (+9%)

Il 42% delle aziende agricole utilizza soluzioni smart

  • La superficie italiana coltivata con tecnologie digitali sale al 10% del totale
  • Cresce la consapevolezza dei benefici, ma solo il 9% delle aziende agricole è digitalmente matura
  • Inizia a diffondersi l’Intelligenza Artificiale: l’8% degli agricoltori e il 18% delle aziende della trasformazione alimentare ha iniziato a utilizzare soluzioni di IA

I dati possono essere ripresi citando come fonte l’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia e includendo il relativo link.

Da oggi è disponibile l’infografica gratuita con i dati chiave della ricerca, condivisibile attraverso questo link.

 

Milano, 25 febbraio 2026 – In un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, crisi climatica e tensioni economiche, il settore agroalimentare italiano continua a investire in innovazione digitale. Dopo la flessione registrata nel 2024 (-8%) torna a crescere il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0: secondo la ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia nel 2025 raggiunge un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente, riallineandosi ai livelli record del 2023.

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La crescita è trainata principalmente dalle soluzioni software: i Farm Management Information System registrano un incremento del 17%, mentre i Decision Support System crescono del 26%. Tornano positivi, in linea con i dati europei sul settore dei macchinari agricoli[1], anche gli investimenti in macchinari connessi (+2%) e in soluzioni di telemetria e controllo (+3%).

Rimane invece sostanzialmente stabile il livello di adozione delle soluzioni di Agricoltura 4.0 tra le imprese. Nel 2025 il 42% delle aziende agricole italiane utilizza almeno una soluzione smart, mentre la superficie agricola coltivata con tecnologie digitali raggiunge il 10% del totale, in lieve aumento rispetto al 9,5% dell’anno precedente. Il fatto che il mercato dell’Agricoltura 4.0 cresca mentre i livelli di adozione sono stabili segnala che l’impulso viene soprattutto da aziende agricole che già utilizzano soluzioni digitali, mentre le altre faticano a vincere l’iniziale reticenza.

Il livello di maturità digitale nel settore, infatti, resta molto eterogeneo: il 9% delle aziende agricole oggi è “digitalmente maturo”, un buon 33% è “in cammino” verso una maggiore digitalizzazione, mentre il 58% è ancora in ritardo. E il ruolo degli incentivi pubblici rimane centrale: solo il 21% delle aziende investirebbe in soluzioni digitali anche in assenza di agevolazioni.

La ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia* è stata presentata oggi durante il convegno “Smart Agrifood, segnali di ripresa, tra vecchie sfide e nuove opportunità”. Uno dei 60 differenti filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management (www.osservatori.net) che affrontano tutti i temi chiave dell’Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.

Il mercato dell’Agricoltura 4.0 conferma segnali positivi, con una ripresa degli investimenti e un tasso di abbandono quasi nullo tra le aziende che hanno già adottato soluzioni 4.0, a dimostrazione del valore concreto generato dalla digitalizzazione – afferma Andrea Bacchetti, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood -. Allo stesso tempo, però, superficie agricola digitalizzata e livello di adozione restano sostanzialmente stabili: a investire sono soprattutto le imprese già mature. La vera sfida è coinvolgere oltre metà del tessuto agricolo che non ha ancora intrapreso questo percorso. Per farlo, è necessario intervenire sui fattori strutturali, come la frammentazione e le ridotte dimensioni aziendali, ma anche rafforzare competenze, cultura dell’innovazione e strumenti di accompagnamento agli investimenti. Solo così la trasformazione digitale potrà diventare realmente sistemica e inclusiva”.

L’Intelligenza Artificiale è entrata nel settore agrifood e può rappresentare un acceleratore per l’evoluzione del settore, ma la sua piena affermazione dipenderà dalla capacità di affrontare con visione e responsabilità temi cruciali come la governance dei dati, il rischio di concentrazione tecnologica e di incrementare il digital divide – dichiara Chiara Corbo, Direttrice dell’Osservatorio Smart AgriFood -. Sarà fondamentale porre attenzione al possibile disallineamento tra la velocità di innovazione dei provider tecnologici e la capacità di investimento delle imprese, promuovendo programmi di inclusione digitale, in particolare a favore di agricoltori e PMI, adottando inoltre strategie che riconoscano nel dato una leva competitiva centrale lungo tutta la filiera, a partire dagli attori a monte”.

La digitalizzazione delle aziende agricole

Cresce la consapevolezza sull’utilizzo integrato delle soluzioni di Agricoltura 4.0, non più percepite solo come strumenti di campo, bensì come leve a supporto della gestione complessiva dell’azienda agricola. L’analisi di 30 casi pilota in 20 Paesi europei ha evidenziato un ROI positivo dall’adozione di soluzioni digitali per l’agricoltura e benefici netti nella maggior parte delle aziende agricole, come un uso più efficiente degli input di produzione (e conseguente riduzione dei costi) e il miglioramento delle rese, della produttività e della qualità del lavoro.

Il tasso di abbandono delle soluzioni digitali da parte delle aziende utilizzatrici è praticamente nullo: chi le adotta ha benefici in linea o superiori alle aspettative e tende a proseguire negli investimenti. Guardando le aziende agricole “ferme”, circa la metà vuole intraprendere un percorso di digitalizzazione nel prossimo futuro. È necessario però supportare e accompagnare tali aziende, soprattutto le più piccole, evitando che alcune filiere perdano terreno e conseguentemente competitività.

I segnali di ripresa degli investimenti in innovazione (non solo digitale, come dimostrano i trend positivi anche nelle vendite di macchinari agricoli in Europa[2]) fanno ben sperare per il prossimo futuro. Il mercato dell’Agricoltura 4.0 in Italia non ha esaurito la fase di crescita: il 37% degli agricoltori ha intenzione di investire in futuro su macchinari connessi, il 34% su sistemi di monitoraggio. Anche il Quaderno di Campagna digitale – sebbene la sua obbligatorietà sia stata prorogata al 2027 – contribuirà a dare una spinta verso una maggiore digitalizzazione nei campi della penisola.

I freni al digitale

Diversi fattori continuano a frenare la digitalizzazione del settore agricolo in Italia: al primo posto c’è la scarsa conoscenza delle opportunità offerte dalle soluzioni 4.0, poi la carenza di incentivi e alcune criticità strutturali. La limitata consapevolezza dei benefici del digitale caratterizza soprattutto le aziende che non hanno ancora investito nell’Agricoltura 4.0 e di conseguenza non hanno potuto sperimentarne gli impatti. Si aggiunge la contrazione degli incentivi pubblici (che si prevedono ulteriormente in calo): solo il 21% delle aziende agricole italiane, prevalentemente di grandi dimensioni, oggi investirebbe anche senza agevolazioni. Persistono inoltre criticità strutturali per la scarsa interoperabilità tra le soluzioni e la carenza di competenze specialistiche, su cui non si prevedono evoluzioni significative nel futuro a causa dell’immobilismo delle aziende a investire su questo fronte.

L’Intelligenza Artificiale

Nel 2025 l’Intelligenza Artificiale ha proseguito la sua diffusione nell’agroalimentare: i progetti che implementano l’IA sono più che raddoppiati nel mondo, in particolare nell’ambito agricolo. Le soluzioni IA sono utilizzate soprattutto per la gestione di attività in campo aperto (nel 62% dei progetti globali), come il monitoraggio delle colture, la gestione irrigua e la difesa. Ma sono diffuse anche applicazioni per l’efficienza operativa in produzione (31%) e per il controllo della qualità del prodotto e della tracciabilità di filiera (29%).

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In Italia, la diffusione dell’IA è ancora limitata, ma emergono segnali di un interesse. L’8% degli agricoltori ha cominciato a utilizzare soluzioni abilitate dall’IA, beneficiando di supporto nelle decisioni, riduzione del carico di lavoro (a vantaggio di attività a maggiore valore aggiunto) e più controllo sui processi.  Nell’industria della trasformazione alimentare, il 18% delle aziende ha adottato l’IA e il 55% ha interesse in sperimentazioni future. Mentre l’80% dei tech provider ha l’intenzione di sviluppare soluzioni che includono tecnologie di IA per il settore nel prossimo futuro.

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Ma sono diversi anche i rischi percepiti per l’IA. I pericoli di cybersecurity e violazione della privacy, in particolare, sono avvertiti dalle aziende della produzione primaria e della trasformazione (circa il 36%), assieme al potenziale incremento dei costi. La potenziale parzialità e imprecisione dei dati sono invece preoccupazioni rilevanti per i fornitori tecnologici (62%), seguite dai potenziali cambiamenti normativi (28%).

Le startup smart agrifood

Nonostante i fattori di criticità geopolitici, economici e ambientali, nel 2025 il settore agrifood globale ha continuato a credere e a investire nell’innovazione digitale. Sono tornate a crescere le risorse raccolte dalle startup smart agrifood, che raggiungono quota 11,5 miliardi di dollari (+21%). Le startup eCommerce food restano le più finanziate (77% dei capitali raccolti) ma cresce l’interesse per l’Agricoltura 4.0: aumentano infatti le realtà innovative che offrono soluzioni per il settore primario abilitate soprattutto da piattaforme, IA e IoT, per rispondere alla crescente necessità – da parte del mondo agricolo – di disporre di tecnologie focalizzate su obiettivi mirati e misurabili, come il sequestro del carbonio, la riduzione delle emissioni di gas serra, l’ottimizzazione delle risorse e l’aumento della produttività.

 

*L’edizione 2025 dell’Osservatorio Smart AgriFood della POLIMI School of Management e del Laboratorio RISE dell’Università di Brescia, è realizzata con il supporto di: Agricolus, Almaviva, Bayer, BS Company, COBO Group, Enapra – Confagricoltura, ENI, Image Line, In4Agri, PHEM, RINA, Rurall, Sistemi S.p.A, xFarm Technologies, Yara; BE2NET S.R.L., Fondazione LGH E.T.S., GS1 Italy, Hypermeteo, John Deere, Lutech, PIXAG, Reale Mutua Assicurazioni, Rural Hack, Terremerse Soc. Coop.;– Agrofarma, Alleanza delle cooperative italiane, Assofertilizzanti, CAI Agromec, Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, Cluster Agrifood Nazionale – CLAN, Coldiretti, Confagricoltura Lombardia, Federalimentare, Federunacoma, Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Lombardia, UNCAI. Questa edizione è stata inoltre realizzata con il supporto di CDP – Cassa Depositi e Prestiti.

[1] CEMA. Business Barometer. Dicembre 2025

[2] CEMA. Business Barometer. Dicembre 2025

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