La Telemedicina in breve
- La Telemedicina permette di erogare servizi di assistenza sanitaria mediante tecnologie digitali quando un professionista della salute e un paziente non si trovano nello stesso luogo
- La Televisita, stando ai dati della Ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, è il servizio più diffuso nelle strutture sanitarie (62%), ma meno di un terzo dei professionisti utilizza piattaforme dedicate all’uso sanitario
- Nel 2025 sono state finalizzate le Infrastrutture Regionali di Telemedicina (IRT): nel 2026 sono attive, ma ancora in fase di diffusione nelle Regioni
In questo articolo, con l’aiuto della Ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale, approfondiremo gli ultimi sviluppi sulla Telemedicina in Italia, fornendo dati sulla sua attuale diffusione, e daremo uno sguardo ad alcuni recenti progetti virtuosi in ambito, anche di Sanità Digitale, nel nostro Paese.
Cos’è la Telemedicina
Iniziamo con una doverosa definizione. Cos’è la Telemedicina e quali ambiti di applicazione comprende?
Per Telemedicina si intende una modalità di erogazione dei servizi di assistenza sanitaria attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali (in particolare ICT – Information and Communication Technology) in situazioni in cui un professionista della salute e un paziente (oppure due professionisti sanitari) non si trovano nella stessa località.
Quali sono i principali servizi di Telemedicina
Ecco, di seguito, i diversi possibili servizi messi a disposizioni dall’adozione della Telemedicina, individuati dall’Osservatorio:
- la televisita: atto medico in cui il professionista interagisce a distanza con il paziente in tempo reale;
- il telemonitoraggio: monitoraggio di parametri clinici a distanza tramite dispositivi medici indossabili o vicini al paziente;
- il teleconsulto medico: atto medico in cui il professionista interagisce a distanza con uno o più medici per discutere sulla situazione clinica di un paziente;
- la teleassistenza: interazione a distanza tra professionista sanitario e paziente/caregiver, con finalità differenti a seconda delle professionalità coinvolte;
- la telerefertazione: rilascio di referti medici a distanza;
- la teleriabilitazione: attività di riabilitazione condotta da remoto.
Quanto è diffusa la Telemedicina in Italia
L’Osservatorio Sanità Digitale ha monitorato lo stato di diffusione della Telemedicina in Italia, analizzando la prospettiva dei principali attori coinvolti nell’utilizzo di questi servizi.
Guardando all’offerta delle strutture sanitarie, la Televisita è il servizio più diffuso (62%), seguita dal Teleconsulto tra strutture ospedaliere (51%) e dal Telemonitoraggio (28%).
Tra i professionisti sanitari, la Televisita è utilizzata dal 29% dei medici specialisti e dei Medici di Medicina Generale, il Teleconsulto dal 38% degli specialisti e dal 32% dei MMG, il Telemonitoraggio dal 28% degli specialisti, dal 29% dei MMG e dall’11% degli infermieri.
Resta un dato critico trasversale: meno di un terzo dei professionisti ricorre a piattaforme dedicate all’uso sanitario.
Anche le farmacie territoriali si confermano attori rilevanti nell’erogazione dei servizi di Telemedicina, in particolare nelle aree periferiche e rurali. Si offrono servizi ad esempio di Telerefertazione, Telecardiologia (84%) e Teledermatologia (19%). Grazie al Protocollo Agenas-Federfarma, le farmacie rurali parteciperanno inoltre all’erogazione dei servizi attraverso l’integrazione con le nuove infrastrutture regionali.
Quali sono progetti di Telemedicina di successo in Italia
Nell’ambito della Telemedicina, all’interno del nostro Paese, si sono sviluppati molti progetti di successo. Per l’Osservatorio Sanità Digitale, tre sono quelli degni di nota e che hanno portato innovazioni nel campo sia della Telemedicina che nell’ambito sanitario nazionale.
Il progetto ABILITA di TrentinoSalute4.0
Alcune di queste esperienze legate ai servizi di Telemedicina in Italia si sono distinte nell’ultimo periodo. Tra queste, c’è quella sviluppata e proposta da TrentinoSalute4.0, che con il progetto ABILITA ha sviluppato un servizio di tele cooperazione tra il team medico e sanitario ospedaliero e i fisioterapisti delle RSA.
Ambulatorio Virtuale dell’Istituto Nazionale dei Tumori
Altro progetto di successo, quello dell’Istituto Nazionale dei Tumori, che con il progetto Ambulatorio Virtuale ha messo a disposizione una piattaforma per lo svolgimento di tele-visite, il caricamento e la consultazione di dati e documenti relativi al paziente.
Telerefertazione dell’AUSL di Ferrara
L’ultimo tra i progetti di valore, riguardo agli strumenti di Telemedicina analizzati dall’Osservatorio, è quello rivolti ai pazienti cronici. Questo progetto è stato ideato e portato avanti dall’AUSL di Ferrara che, attraverso la telerefertazione della retinografia, vuole garantire ai pazienti diabetici l’accesso a un percorso strutturato di prevenzione.
Linee guida Telemedicina e PNRR: a che punto siamo
Molti sono i punti di forza della Telemedicina in Italia: proprio per questo si è pensato di finanziarla con parte dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (e nello specifico la Missione 6 dedicata alla Salute).
Nel 2025 sono stati finalizzati tutti gli interventi necessari a rendere operative le Infrastrutture Regionali di Telemedicina (IRT), sviluppate nell’ambito del PNRR grazie a un investimento complessivo di 1 miliardo di euro. Nella prima parte del 2026, le Regioni hanno avviato le IRT seguendo logiche diverse: alcune hanno dato priorità a patologie ad alta incidenza, in linea con gli indirizzi di AGENAS; altre hanno coinvolto strutture già attive in progetti di Telemedicina precedenti al PNRR.
Nonostante le infrastrutture siano ora attive, i loro effetti concreti sulla pratica clinica non si sono ancora pienamente manifestati. Come ha sottolineato Cristina Masella, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Sanità Digitale: “Nei primi mesi del 2026 gli effetti tangibili degli investimenti del PNRR sulla Telemedicina non si sono ancora manifestati, poiché le IRT risultano attive, ma ancora in fase di diffusione nelle Regioni. Nei prossimi mesi sarà pertanto cruciale avviare interventi di change management per supportare la transizione dei professionisti dalle piattaforme attualmente utilizzate alle nuove IRT, favorendone la piena adozione”.
Quali riflessioni trarre sulla Telemedicina in Italia
È fondamentale, però, specificare che, per sfruttare appieno le opportunità di cui disponiamo oggi e garantire un’implementazione efficace della Telemedicina, è essenziale tenere conto non solo dei fattori tecnologici, ma anche di quelli organizzativi e culturali. Le Direzioni strategiche delle strutture sanitarie riconoscono, infatti, che cultura e competenze siano i fattori su cui è prioritario investire per sviluppare nuovi servizi di Telemedicina.
In questa direzione va anche la lettura di Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Sanità Digitale: “Dopo la costruzione delle infrastrutture digitali per la Sanità, ora la vera sfida è culturale e organizzativa: far sì che le tecnologie vengano realmente adottate, che i processi siano ripensati e che le competenze si diffondano in modo capillare”.
Contenuti suggeriti dell’Osservatorio Sanità Digitale