Gli smart object sono oggetti “intelligenti” in grado di connettersi a una rete per elaborare dati e scambiare informazioni con altri oggetti
Nel 2024, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano,gli smart object hanno mosso un indotto di 9,7 miliardi di euro, con 155 milioni di oggetti connessi, 2,6 per abitante
I principali ambiti del mercato IoT sono rappresentati dalle Smart Car, dalle applicazioni smart per le Utility e dallo Smart Building. 6 italiani su 10 possiedono oggi almeno un oggetto smart in casa
Approfondiamo più nel dettaglio cosa sono gli Smart Object e quali sono le loro caratteristiche e applicazioni all’interno di questo articolo, realizzato proprio dall’Osservatorio Internet of Things.
Cosa significa Smart Object
Prima di proseguire esaminando le caratteristiche degli smart object è importante fare un passo indietro per comprendere cosa rende un oggetto effettivamente “intelligente”?
Gli smart objects si definiscono “Intelligenti” perché contraddistinti dal possedere una o più delle seguenti funzionalità: identificazione, localizzazione, diagnosi di stato, interazione con l’ambiente circostante, elaborazione dati e ovviamente connessione.
Gli smart object possono essere termostati, elettrodomestici, automobili, impianti produttivi. Sono oggetti alla base della nostra vita quotidiana, che diventano “smart” quando acquisiscono specifiche capacità.
Quali sono le caratteristiche degli Smart Object
Delle diverse proprietà degli smart objects ve ne sono alcune essenziali. Vediamo dunque di seguito:
identificazione, poiché l’oggetto deve essere dotato di un identificativo univoco nel mondo digitale (una sorta di indirizzo IP, esattamente come una pagina web nell’Internet tradizionale che tutti conosciamo);
connessione, che è la conditio sine qua non per poter trasmettere informazioni.
Le altre funzionalità degli smart object possono poi dipendere dal contesto d’impiego. Un oggetto intelligente può fornirci informazioni su sé stesso, al fine di garantire l’originalità e l’integralità dei prodotti, come ad esempio:
il suo stato di funzionamento, insieme a un eventuale richiesta di manutenzione;
la sua localizzazione, utile per sapere ad esempio dove si trova la propria auto, o la propria valigia in caso di un viaggio;
la tracciabilità, ossia la “storia” del prodotto, che fornisce informazioni ad esempio sulle località di produzione dei beni.
Gli smart objects, inoltre, possono dirci qualcosa dell’ambiente circostante, grazie alla possibilità di interagire con il mondo esterno:
sensing, possono ad esempio misurare variabili di stato come la temperatura, la pressione, il livello di inquinamento;
metering, per monitorare variabili di flusso come i consumi di energia elettrica, acqua, gas.
Uno smart object può quindi interagire attivamente con l’ambiente che lo circonda, compiendo azioni, come chiudere una valvola per motivi di sicurezza.
Ultima, ma non meno importante, è la capacità di elaborazione dati in locale, ad esempio per selezionare quali informazioni trasmettere tra quelle raccolte.
Cos’è l’Internet of Things negli oggetti connessi
Gli asset e le proprietà presentati, tuttavia, non bastano a inquadrare gli smart objects all’interno del concetto di Internet of Things. L’intelligenza non si ferma infatti ai singoli oggetti, ma si spinge fin dentro alla natura della rete che li interconnette. Non per questo abbiamo scomodato l’espressione Internet delle cose.
L’Internet of Things non è una mera rete di oggetti interconnessi tra loro, ma non va intesa neanche nell’accezione di “Internet” delle informazioni che noi tutti usiamo. Indica bensì che la rete che connette gli oggetti ambisce ad avere quelle stesse proprietà di Apertura e Standardizzazione, Raggiungibilità e Accessibilità che hanno decretato il successo di Internet e che sono essenziali per poter interagire con gli oggetti e per garantire la multifunzionalità applicativa.
Anche il termine multifunzionalità merita di essere approfondito: questo concetto fa riferimento alla possibilità di sviluppare nel tempo nuove applicazioni, con finalità anche molto diverse da quelle per cui gli oggetti sono stati inizialmente connessi.
Ad esempio, il monitoraggio dei consumi elettrici dei dispositivi all’interno di una abitazione, sviluppato con finalità di efficienza energetica, può essere poi sfruttato per monitorare le abitudini comportamentali e fornire servizi di assistenza alla persona. Pensiamo a una persona anziana che vive da sola: la multifunzionalità degli oggetti intelligenti consentirebbe di identificare possibili situazioni anomale, che potrebbero far ipotizzare un malore, e di mandare una segnalazione a un familiare.
In questo contesto, tuttavia, la Privacy rappresenta un aspetto da non sottovalutare quando si parla di smart object, così come anche i rischi per la sicurezza informatica dei dispositivi IoT.
Quali sono le applicazioni degli Smart Object
Nella pratica, quali oggetti possono essere intelligenti e quali sono le loro possibili applicazioni?
Le tipologie di smart object sono diverse. Prime fra tutte troviamo le Smart Car, pensate per favorire la connessione tra veicoli o tra questi e l’infrastruttura circostante, in modo da prevenire incidenti e fornire informazioni fondamentali per la viabilità.
Tra gli altri oggetti intelligenti più diffusi possiamo trovare le applicazioni smart per le Utility, come i contatori intelligenti, meglio noti come Smart Meters, utili per la misura, la gestione e la fatturazione dei consumi di gas, acqua e calore. Strettamente correlati a questi ultimi troviamo la Smart Grid, la rete elettrica intelligente che consente di ottimizzare la distribuzione.
Nel novero degli smart objects non possono mancare gli elettrodomestici e tutti gli apparecchi di illuminazione e climatizzazione, che insieme contribuiscono a delineare la Smart Home, la casa intelligente figlia della domotica. Oltre a questi potremmo fare moltissimi altri esempi, come i dispositivi per la gestione degli edifici (Smart Building), degli elementi di una città (Smart City). O ancora quelli utilizzati in ambito industriale(che comprende Smart Factory, la Smart Logistics e lo Smart Lifecycle) agricolo,medico, nellagestione degli asset aziendali e molto altro ancora.
Quanto vale il mercato IoT in Italia
Il mercato italiano dell’IoT continua a crescere. Nel 2024, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things, gli Smart Object hanno mosso un indotto dal valore di 9,7 miliardi di euro (+9% rispetto al 2023). Questo porta oggi a 155 milioni gli oggetti connessi attivi nel nostro paese, 2,6 per abitante.
La fetta più grande del mercato è rappresentata dalla Smart Car (1,66 miliardi di euro, +7%). Al secondo posto, le applicazioni smart per le Utility (1,59 miliardi di euro, +15%). Poi lo Smart Building (1,37 miliardi di euro, +6%). Smart Factory e Smart City superano per la prima volta la soglia del miliardo di euro nel 2024, rispettivamente con 1,04 miliardi (+15%) e 1,03 miliardi (+8%).
Sempre secondo la Ricerca dell’Osservatorio, oggi quasi 6 italiani su 10 (59%) possiedono almeno un oggetto smart in casa, rispetto al 42% di cinque anni fa. L’80% delle grandi aziende manifatturiere utilizza una o più soluzioni di Industrial IoT, rispetto al 66% del 2019. Il 65% dei comuni italiani ha avviato almeno un progetto Smart City sul territorio, mentre 5 anni fa questa percentuale era pari al 42%.
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