Innovare in ENAV: tra AI e torri di controllo digitali, come si modernizza il traffico aereo italiano

L’AZIENDA

Il service provider nazionale per i servizi alla navigazione aerea punta su un modello strutturato di innovazione che combina ricerca, laboratorio di prototipazione interna ed open innovation. Con progetti che spaziano dalle torri di controllo digitali remote all’utilizzo futuro dell’intelligenza artificiale nel controllo e nella gestione dello spazio aereo.

ENAV è la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, il fornitore italiano di servizi per la navigazione aerea (in inglese Air Navigation Service Provider, ANSP), uno dei 5 maggiori ANSP europei per i volumi di traffico gestito, investimenti in tecnologia ed è uno dei migliori performer in termini di qualità dei servizi forniti.

L’ESIGENZA

In un settore dove l’innovazione deve necessariamente confrontarsi con standard di sicurezza elevatissimi e alti target di performance, il Gruppo ha sviluppato un approccio all’innovazione che unisce pragmatismo e visione strategica. Cinzia Cipollone, Referente Open Innovation, Daniele Teotino, Responsabile Innovation & Research, e Giuseppe Labanca, Responsabile Innovation Lab, hanno condiviso in questa intervista la loro esperienza e l’approccio di ENAV nei confronti dell’innovazione tecnologica.

LA SOLUZIONE IMPLEMENTATA E I BENEFICI

Il modello di Innovazione di ENAV

La strategia del Gruppo si fonda su investimenti mirati in tecnologie avanzate e capitale umano, con l’obiettivo di ottimizzare l’efficienza del traffico aereo e consolidare la sicurezza operativa.

Le attività di innovazione si articolano su tre canali complementari, tutti coordinati dalla Struttura Innovation Research and Investments Planning sotto la Responsabilità dell’Ing. Cristiano Cantoni e collocata all’interno dell’area del Chief Technology Officer, l’Ing. Vincenzo Smorto.

Il primo canale è rappresentato dalla ricerca strutturata di Settore, sviluppata in collaborazione con i principali Stakeholder ATM (Air Traffic Management), e condotta, prevalentemente, nel contesto europeo. Con una storia più che decennale alle spalle e una decina di ricercatori dedicati (e fino a 30 full-time equivalent l’anno dalle altre Strutture interessate), “si tratta dell’innovazione con un background di esperienza consolidato nel contesto ATM e un importante portfolio di progetti, comprende la partecipazione a grandi programmi di ricerca europei come SESAR – “Single European Sky Air traffic management Research”, l’iniziativa di ricerca e innovazione più rilevante in Europa per l’evoluzione del Sistema ATM”, riferisce Teotino.

Il secondo è l’Innovation Lab, un team di data scientist specializzato in prototipazione interna che utilizzano principalmente tool di intelligenza artificiale e machine learning. “Il Lab lavora a stretto contatto con le società del Gruppo che implementano le soluzioni in operativo con l’obiettivo di favorire il trasferimento tecnologico dal contesto di ricerca industriale a quello di prodotto in modo scalabile e ripetibile”, riferisce Labanca.

Il terzo canale è l’Open Innovation, che gestisce le collaborazioni con startup, piattaforme di innovazione e partner esterni. Negli anni ENAV è riuscita a costruire un ampio ecosistema di attori e partner da cui cogliere spunti e opportunità per alimentare il funnel di innovazione. “Questo approccio consente di alimentare in modo continuo il funnel dell’innovazione, valorizzando un ecosistema dinamico di attori da cui attingere idee, competenze e opportunità”, aggiunge Cipollone.

“Queste tre anime non rappresentano tre canali indipendenti o esclusivi”, spiega Teotino, “ogni progetto segue un percorso distinto sulla base delle sue specificità, e sono frequenti i passaggi di competenze tra le diverse aree. Ciò che si sperimenta con tempi rapidi grazie alla capacità di prototipazione interna, ad esempio, può essere portato su un piano di progetto strutturato di più lungo periodo se mostra risultati interessanti. Stesso discorso valido per i PoC condotti nell’ambito dell’Open Innovation”.

La raccolta degli “Innovation Need”

Il processo di raccolta dei fabbisogni di innovazione è stato formalizzato in una procedura aziendale e coinvolge circa venti “innovation point of contact”, distribuiti nelle strutture operative del Gruppo. “Annualmente inviamo loro un template da compilare in cui chiediamo di riportare necessità o opportunità in termini di innovazione emerse all’interno della propria Struttura. Questo ci permette di concentrare risorse finanziarie e umane su iniziative di concreto e reale interesse del Gruppo a tutto vantaggio del core business “, racconta Cipollone.

I numeri testimoniano l’efficacia del sistema: l’anno scorso sono stati raccolti 35 innovation need, di cui una decina è stata selezionata per lo sviluppo. “La scelta del canale di sviluppo più appropriato dipende da diversi fattori: valutiamo soprattutto il livello di maturità tecnologica e i tempi di sviluppo richiesti. Tali fattori variano molto in base al canale scelto”, precisa Cipollone.

Progetti che cambiano il paradigma

Allargando il focus sui diversi progetti in corso da parte dalle varie realtà del Gruppo, con una forte vocazione innovativa, spicca quello delle torri digitali remote, studiato in passato nel contesto del programma SESAR e ora operativo negli aeroporti di Brindisi e Perugia. Con il Remote Digital Tower Module viene ricostruita una riproduzione esatta a 360° del panorama visibile dalla torre di controllo tradizionale, grazie a un sofisticato sistema di telecamere e l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale. “Proprio su questo ultimo tema, l’Innovation Lab ha supportato con i propri data scientist il processo di fine tunnig di questi modelli in un contesto aeroportuale” spiega Labanca. La torre digitale remota va incontro anche a una maggiore efficienza e qualità del servizio. Si creano centri di competenza dove da un unico centro operativo si riescono a controllare più aeroporti a basso traffico, dando anche la possibilità di ampliare gli orari di operatività.

Un altro asset rilevante è il Technical Operation Center (TOC). Si tratta di una struttura centralizzata, un desk operativo attivo H24 che coordina la continuità di servizio per sistemi e apparati ENAV e la manutenzione tramite team mobili e team dislocati nei 45 Aeroporti e nei 4 Centri di Controllo d’Area (ACC). Il TOC è stato progettato per garantire il monitoraggio e la supervisione in tempo reale delle infrastrutture tecnologiche e dei sistemi a supporto della gestione del traffico aereo. Organizzato come un anfiteatro operativo, il TOC riunisce in un unico spazio fisico di 300 mq team multidisciplinari composti da specialisti di sistemi radar,  navigazione e sorveglianza, sistemi meteorologici, rete dati, sistemi ATM (Air Traffic Management), infrastrutture IT ed altri. La configurazione aperta della sala favorisce la collaborazione immediata tra i diversi profili tecnici, garantendo una gestione integrata e coordinata delle attività. Il centro è dotato di strumenti avanzati di monitoraggio, diagnostica predittiva e data analytics, che consentono di rilevare in anticipo eventuali anomalie sui sistemi e di intervenire in modo tempestivo per garantire la continuità e la sicurezza del servizio.

SVILUPPI FUTURI

L’introduzione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia sta progressivamente trasformando tutte le strutture operative del Gruppo ENAV, dalle Torri di Controllo ai Centri di Controllo d’Area (ACC), e in tutte le fasi, dalla pianificazione strategica a quella tattica, senza dimenticare una necessaria razionalizzazione ed evoluzione delle infrastrutture CNS (Comunicazione, Navigazione e Sorveglianza) a supporto dell’ATM.

Il focus è su performance, digitalizzazione e sostenibilità, con l’introduzione graduale di piattaforme digitali, sistemi automatizzati di supporto alle operazioni e strumenti avanzati per la gestione del traffico aereo, con l’obiettivo di innalzare ulteriormente le performance operative ed i livelli di servizio.

Ad esempio, a supporto delle operazioni di ACC, il centro di controllo che gestisce le fasi di rotta e avvicinamento degli aeromobili, è in corso la sperimentazione di un tool di Conflict Resolution basato su AI. Il sistema suggerisce al controllore con adeguato anticipo, circa 10 minuti, le azioni migliori per risolvere potenziali conflitti tra aeromobili. “Il sistema ragiona anche il chiave green proponendo come top priority le azioni risolutive più efficaci sia in termini di sicurezza che sostenibilità ambientale”, precisa Teotino.

Le persone al centro dell’innovazione

L’approccio di ENAV all’innovazione riflette una filosofia chiara: anche con l’avanzamento tecnologico, l’elemento umano rimane centrale. “L’uomo non è mai al di fuori di questi applicativi, il man in the loop rimane elemento chiave per la fruizione finale dei servizi”, ribadisce Cipollone. “Le tecnologie offrono suggerimenti e ipotesi di ottimizzazione di supporto al controllore, il quale mantiene però piena autonomia decisionale”. Questa scelta riflette le sfide uniche del settore del trasporto aereo, dove l’innovazione deve confrontarsi con standard di affidabilità e sicurezza elevatissimi.

“Siamo coraggiosi ogni giorno e ci stimoliamo a vicenda”, aggiunge Labanca, riconoscendo quanto sia sfidante innovare in un contesto con così alti standard tecnologici e di sicurezza. Il team ha imparato che anche i risultati negativi sono preziosi: “Un risultato negativo è comunque un risultato”, osserva Teotino, “non tutto quello che sperimentiamo va in operativo, ma questo fa parte della ricerca”.

La visione di ENAV dimostra come sia possibile coniugare innovazione e sicurezza, sfruttando le opportunità offerte da AI e digitalizzazione senza mai perdere di vista l’elemento umano. In un settore dove l’errore non è contemplabile sono ancora le persone a fare la differenza, guidando una trasformazione che sta scrivendo il futuro del traffico aereo italiano.

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