Il Chief Data Officer in breve
- Il CDO è la figura apicale responsabile di tutti gli aspetti legati ai dati all’interno di un’azienda: dalla governance alla strategia, dalla gestione dell’infrastruttura alla promozione di una cultura data-driven
- Negli ultimi anni il ruolo del CDO è diventato sempre più centrale nelle organizzazioni che vogliono sfruttare i Big Data per migliorare le operazioni e prendere decisioni strategiche
- Con l’avvento della digitalizzazione e la crescita esponenziale dei dati, avere un CDO in azienda non è più solo una scelta, ma una necessità competitiva. Ad oggi, il 20% delle grandi aziende italiane ha nominato un executive, come Chief Data Officer o Chief Data & Analytics Officer, alla guida della propria strategia dati
- Secondo la ricerca dell’Osservatorio Data & Decision Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2025 la spesa delle organizzazioni italiane in risorse infrastrutturali, software e servizi connessi alla gestione e analisi dei dati raggiunge i 4,1 miliardi di euro, con una crescita stimata del +20%
Attraverso le Ricerche dell’Osservatorio Data & Decision Intelligence, in questo articolo esploreremo chi è il Chief Data Officer (CDO), cosa fa, quali competenze sono richieste, come diventarlo e quanto guadagna, analizzando anche perché questa figura sia oggi indispensabile per le organizzazioni che vogliono valorizzare i propri dati come asset strategico.
Chi è il CDO e qual è il suo ruolo
Per comprendere appieno il ruolo del Chief Data Officer, è utile iniziare a esaminare le sue responsabilità principali.
Il CDO è una figura di alto livello, responsabile di tutti gli aspetti legati ai dati all’interno di un’azienda. La sua missione è quella di garantire che i dati siano non solo protetti e ben gestiti, ma anche utilizzati come risorsa strategica per l’organizzazione. La sua influenza si estende a tutte le funzioni aziendali, poiché i dati sono diventati un asset fondamentale per prendere decisioni aziendali informate.
In altre parole, il ruolo del CDO esiste per permettere a un’organizzazione di ottenere un maggiore valore dai propri dati al fine di prendere decisioni più informate. Il CDO consente ciò comprendendo la strategia e le operazioni dell’azienda e identificando dove i dati possono contribuire a migliorare le performance, i risultati, l’esperienza del cliente o le metriche che sono rilevanti per gli azionisti e gli stakeholders.
Cosa fa un CDO
Il Chief Data Officer svolge un ruolo multifunzionale che include una serie di compiti strategici e operativi. In particolare, si occupa di gestire l’intero ciclo di vita dei dati aziendali, dalla raccolta all’analisi, passando per l’archiviazione e la protezione. Un CDO lavora per assicurarsi che l’azienda possa trarre il massimo valore dai dati, supportando le decisioni aziendali e migliorando l’efficienza operativa. Le sue responsabilità vanno oltre la gestione tecnica e includono la definizione di politiche aziendali legate ai dati, la gestione della sicurezza e la compliance con le normative sulla privacy.
Il CDO è responsabile della gestione e dell’utilizzo dei dati come asset organizzativo e strategico. Questo ruolo ha spesso il compito di acquisire e gestire le capacità necessarie per guidare l’innovazione, la trasformazione generando vantaggio competitivo attraverso l’uso di dati e analisi. Da un punto di vista più pratico, gli obiettivi che deve perseguire un CDO nella sua attività sono:
- implementazione di una Data Strategy efficace in azienda;
- promozione di una cultura aziendale Data-Driven;
- allineamento della Data Strategy con la visione del Business;
- gestione e integrazione dell’infrastruttura di dati in azienda.
Spiegato il suo ruolo e le sue responsabilità principali, possiamo entrare nel dettaglio delle competenze specifiche che un Chief Data Officer deve possedere per svolgere con successo il suo ruolo.
Quali sono le competenze del Chief Data Officer
Un Chief Data Officer deve combinare competenze tecniche e manageriali, in quanto il suo ruolo richiede sia una solida preparazione sui dati che capacità di leadership. Le competenze tecniche sono essenziali per comprendere le tecnologie di gestione dei dati, ma è altrettanto importante saper gestire il team, comunicare efficacemente con gli altri leader aziendali e prendere decisioni strategiche.
Inoltre, un buon CDO deve avere una solida comprensione della governance dei dati e delle normative legate alla privacy, così come delle ultime tecnologie emergenti nel campo dei Big Data.
Come diventare Chief Data Officer
Diventare Chief Data Officer è un percorso che richiede anni di esperienza, formazione e sviluppo delle competenze giuste. Iniziare con una laurea in discipline come informatica, ingegneria, statistica o matematica è un buon punto di partenza, ma non basta. Per aspirare a un ruolo da CDO, è fondamentale acquisire esperienza pratica nella gestione dei dati, ad esempio lavorando come Data Analyst o Data Engineer, e proseguire con un percorso di crescita nelle competenze manageriali. A questo proposito, uno sviluppo continuo nelle aree di leadership e governance dei dati è altrettanto cruciale per prepararsi a ricoprire questa posizione.
Quanto guadagna il Chief Data Officer
Il salario di un Chief Data Officer può variare notevolmente a seconda dell’industria, della posizione geografica e dell’esperienza. Tuttavia, in generale, i CDO godono di una retribuzione molto competitiva. Secondo le stime, il salario annuale di un CDO si aggira tra gli 80.000 e i 200.000 euro, ma in alcune realtà aziendali, soprattutto nel settore tecnologico o finanziario, i guadagni possono essere anche superiori, grazie a bonus e incentivi legati alle performance aziendali. La crescita del ruolo e l’aumento della domanda di professionisti con competenze in Data Management spiegano l’andamento in aumento dei salari.
Perché è importante avere un CDO in azienda?
Secondo la ricerca dell’Osservatorio Data & Decision Intelligence, nel 2025 la spesa delle organizzazioni italiane in infrastrutture, software e servizi connessi alla gestione e analisi dei dati risulta in una crescita stimata del +20%, evidenziando un trend in linea con gli scorsi anni, per toccare un valore di mercato di 4,1 miliardi di euro.
Nel dettaglio, a trainare la spesa è la componente di Business Intelligence e Data Science (+27%), in cui troviamo sia nuove applicazioni di AI e Generative AI in logica progettuale sia soluzioni di GenAI pronte all’uso, messe a disposizione a una larga fetta di dipendenti delle organizzazioni.
Tuttavia, solo il 38% delle grandi aziende italiane ha definito una chiara strategia di valorizzazione dei dati e il 20% ha nominato un executive alla sua guida, come CDO o Chief Data & Analytics Officer. Nella Data Science, si registra un grande fermento, ma oltre un quarto delle grandi aziende italiane non ha ancora avviato alcun progetto di Advanced Analytics.
Questi numeri evidenziano quanto sia ancora ampio il margine di crescita e quanto il ruolo del CDO possa fare la differenza nel colmare il divario tra le organizzazioni che sanno sfruttare i dati come leva competitiva e quelle che ancora faticano a farlo.
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