La Connected Tv in breve

  • La Connected Tv è un ecosistema che va ben oltre il video: combina la potenza del grande schermo con la precisione del targeting digitale, offrendo formati esclusivi e audience di qualità. Gli utenti la usano per musica, social, news e molto altro.
  • La misurazione rimane la sfida principale. La tracciabilità avanzata è sia il punto di forza della CTV sia il cantiere aperto più urgente per l’intero mercato.
  • Nel 2026, stando ai dati di Ricerca dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, la Tv 2.0 supera gli 830 milioni di euro di raccolta pubblicitaria in Italia, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente.

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La Connected Tv cresce rapidamente come mezzo pubblicitario, attira investimenti crescenti e porta con sé caratteristiche che la rendono strutturalmente diversa dalla televisione tradizionale. Per questo motivo è importante fare chiarezza. In questo articolo illustriamo cos’è la CTV, quali vantaggi offre agli advertiser e cosa dicono i dati dell’Osservatorio Internet Media sull’evoluzione del mercato italiano.

Cos’è la Connected Tv

Si definisce Connected Tv qualsiasi televisore connesso a Internet, sia tramite un dispositivo interno – le Smart Tv di ultima generazione – sia tramite un dispositivo esterno, come Apple Tv, Roku, Google Chromecast o una console di gioco. Questa connessione abilita l’accesso ai contenuti in modalità addressable, ovvero con la possibilità di personalizzare i messaggi pubblicitari in base alle caratteristiche dell’utente o del nucleo familiare.

La televisione tradizionale, non essendo connessa a Internet, non consente la fruizione di contenuti pubblicitari personalizzati: trasmette lo stesso messaggio a tutti gli spettatori, senza possibilità di segmentazione. La Connected Tv nasce per superare questo limite, portando la logica del Digital Advertising sullo schermo di casa.

Quali sono le modalità di accesso ai contenuti della Connected Tv

I contenuti e le modalità di fruizione della Connected Tv sono molteplici. Si può accedere attraverso:

  • un palinsesto televisivo lineare o on demand attraverso i servizi HbbTv (Hybrid Broadcast Broadband Tv), che sfruttano le funzionalità interattive del telecomando;
  • applicazioni scaricate dall’App Store delle Smart Tv, dalle piattaforme di streaming alle app di news, musica o sport;
  • i menu di navigazione proposti direttamente dai device manufacturer, come Samsung o LG, che hanno iniziato a offrire spazi pubblicitari nativi all’interno della propria interfaccia.

Sarebbe però un errore ridurre la CTV al solo consumo video. Gli studi dell’Osservatorio Internet Media evidenziano che gli utenti utilizzano le Smart Tv anche per ascoltare musica, navigare sui social, leggere notizie e molto altro. La televisione connessa è diventata un punto di accesso generale ai contenuti digitali, il che la rende un mezzo dalla natura ibrida e dalla copertura potenzialmente molto ampia.

Quali sono i vantaggi della Connected Tv per gli advertiser

La Connected Tv unisce la forza emotiva del grande schermo alla flessibilità e alla misurabilità tipiche del digital, offrendo agli advertiser un contesto di qualità difficilmente replicabile su altri canali. Analizziamo di seguito i principali vantaggi.

  • Contesto di alta attenzione: la fruizione sul grande schermo, spesso collettiva e intenzionale, genera un livello di coinvolgimento difficilmente raggiungibile su altri dispositivi. A questo si aggiunge un affollamento pubblicitario più basso rispetto alla Tv lineare, il che aumenta la probabilità che il messaggio venga visto e ricordato.
  • Targeting granulare: in modalità addressable è possibile personalizzare il messaggio in base a dati sociodemografici, interessi e comportamenti, fino al livello del singolo nucleo familiare (capacità che la Tv lineare, per sua natura, non può offrire).
  • Reach incrementale: la CTV permette di raggiungere audience scarsamente esposte alla Tv tradizionale (target giovani, light Tv viewers e chi fruisce contenuti esclusivamente in streaming), rendendola complementare, e non alternativa, alla pianificazione televisiva classica.
  • Nuovi formati nativi: oltre ai classici pre-roll e mid-roll, la Connected Tv offre formati esclusivi come le pause ads, i bumper da sei secondi e gli spazi nei menu di navigazione dei device manufacturer, pensati per intercettare l’utente in momenti di particolare ricettività.
  • Misurabilità avanzata: a differenza della Tv lineare, la CTV consente di tracciare l’esposizione, misurare la viewability e costruire percorsi di retargeting, avvicinando la logica del digital alla potenza del grande schermo.

Quanto vale il mercato della Tv 2.0 in Italia

I dati presentati dall’Osservatorio Internet Media delineano un mercato pubblicitario italiano in crescita e sempre più orientato al video. Il mercato complessivo è stimato a 12,7 miliardi di euro nel 2026 (rispetto a circa 11,8 miliardi nel 2025), sospinto anche da eventi ciclici ad alto impatto come i Mondiali di calcio, pur con qualche incertezza legata al contesto macroeconomico.

Il Video si conferma il formato dominante: pesa il 55% degli investimenti pubblicitari totali, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Concentrandosi sull’Internet advertising, il segmento video digitale raggiungerà circa 2,9 miliardi di euro nel 2026, con una crescita del 16%, e rappresenta già il 41% dell’intero mercato dell’Internet advertising.

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All’interno del Video advertising, la Tv 2.0 – termine con cui l’Osservatorio raggruppa Addressable Tv, applicazioni su televisori connessi e spazi dei device manufacturer – è il segmento a più alta velocità di espansione. Nel 2026 la sua raccolta pubblicitaria sfiora gli 832 milioni di euro, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente.

Si tratta di una stima che segnala un’accelerazione strutturale. Infatti, in appena due anni, la quota di aziende che adotta la CTV nelle proprie pianificazioni è passata dal 65% all’83%, un salto di venti punti percentuali che riflette un cambiamento di attitudine diffuso nel mercato.

Se si guarda all’adozione strategica, i dati restituiscono un mercato che si divide in tre segmenti:

  • quasi la metà degli advertiser ha abbracciato una Total Video Strategy integrata, trattando il Video come un ecosistema unico in cui CTV, Tv lineare, Digital Video e Social Video convivono con ruoli distinti ma complementari;
  • 4 aziende su 10 mantengono un approccio Tv-centrico;
  • le restanti (poco più di 1 su 10) guidano già le proprie scelte con CTV e Digital Video come fulcro della pianificazione.

Quali sono le principali sfide per chi investe nella Connected Tv

Nonostante i progressi, la misurazione rimane il nodo critico più segnalato dagli advertiser. Le principali difficoltà riguardano

  • la presenza di metriche separate tra Tv lineare e CTV;
  • la difficoltà di deduplicare le audience tra i due mezzi;
  • l’assenza di una visione unica del consumatore che permetta di valutare l’impatto complessivo di una campagna cross-video.

L’Osservatorio segnala che su questo fronte ci sono stati passi avanti istituzionali significativi: AGCOM ha pubblicato le prime linee guida per la standardizzazione e la trasparenza nella misurazione delle piattaforme OTT, mentre Audicom ha avviato la pubblicazione periodica delle prime rilevazioni sulle audience digitali, con la prospettiva di arrivare a un dato di total audience comparabile e interoperabile.

Accanto alle barriere tecniche, però, i dati dell’Osservatorio evidenziano anche ostacoli di natura organizzativa:

  • budget separati tra online e offline;
  • team con metriche e obiettivi diversi;
  • una governance frammentata che rallenta la costruzione di strategie video davvero integrate.

La Connected Tv ha tutte le caratteristiche per diventare un pilastro delle strategie Video, ma per esprimere il proprio potenziale richiede un salto di maturità da parte dell’intero mercato. La misurazione integrata, la deduplica delle audience tra CTV e Tv lineare e il superamento dei silos sono le condizioni necessarie perché gli investimenti su questo mezzo producano risultati realmente leggibili e ottimizzabili.

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