Pagamenti Contactless in breve

  • II pagamenti contactless sono una categoria molto importante dei Pagamenti Digitali in Italia: il nostro Paese è tra quelli che usufruisce di più della comodità del pagare senza contatto, anche per piccoli importi
  • Il sistema si basa sulla tecnologia NFC (Near Field Communication), che consente lo scambio sicuro di dati tra carta o dispositivo mobile e terminale POS
  • Nel 2025 il transato contactless, stando ai dati dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano, ha raggiunto i 323 miliardi di euro (+11% rispetto all’anno precedente)

In questo articolo vedremo come funziona un pagamento contactless, quanto è diffuso e cosa prevede la normativa in termini di limiti e sicurezza per il pagamento wireless e senza PIN. Il tutto attraverso la Ricerca dell’Osservatorio Innovative Payments.

Cos’è il pagamento contactless e come funziona

Il pagamento contactless (termine che significa letteralmente “senza contatto”, o contactless payment, include quelle transazioni nei negozi fisici effettuate attraverso un sistema di pagamento che non richiede il contatto tra dispositivo di pagamento (carta o dispositivo mobile) e terminale autorizzato al pagamento (POS).

Si tratta di una modalità di pagamento veloce, facile e sicura, diventata ormai una modalità di acquisto sempre più diffusa, soprattutto negli ultimi anni. Per effettuare un pagamento di questo tipo, infatti, è sufficiente avvicinare la carta contactless o il dispositivo mobile al POS abilitato.

Qual è la tecnologia alla base del pagamento contactless

Il pagamento contactless si basa su tecnologie di RFID (Radio-Frequency Identification), e in particolare sulla sua evoluzione più avanzata: la NFC (Near Field Communication). La maggior parte delle carte attualmente in circolazione – di debito, credito o prepagate – integra infatti un chip NFC, lo stesso presente dispositivi mobili come smartphone e smartwatch.

La tecnologia NFC consente lo scambio di dati a distanza ravvicinata (generalmente entro i 10 cm) tra due dispositivi, come una carta o un telefono e un terminale POS. Quando il lettore emette un campo elettromagnetico, il chip presente nella carta o nel dispositivo si attiva per induzione, avviando una comunicazione wireless, sicura e rapida. In pochi istanti, si stabilisce una connessione crittografata che protegge i dati trasmessi: questi vengono dunque cifrati tramite algoritmi complessi, che li trasformano in codici apparentemente casuali. Solo i dispositivi autorizzati possiedono le “chiavi” necessarie per decifrarli, garantendo che anche un’eventuale intercettazione non ne comprometta la sicurezza.

Come funziona la tokenizzazione delle carte virtuali

Nel caso delle carte salvate sui dispositivi mobili (tramite Apple Wallet, Google Wallet, Samsung Wallet e altri wallet digitali), entra in gioco la tokenizzazione. La carta fisica viene “virtualizzata” e, al posto dei dati reali della carta, viene trasmesso un token univoco e temporaneo, valido solo per quella specifica transazione. Anche se intercettato, il token risulterebbe inutile per altre operazioni.

In questo scenario, i dati sensibili della carta originale rimangono protetti nei server della banca o del provider di pagamento e non vengono mai memorizzati nel dispositivo né trasmessi in chiaro durante l’operazione, offrendo un livello di sicurezza superiore rispetto ai pagamenti con carta fisica.

Quali sono i metodi di pagamento contactless

I pagamenti contactless si sono evoluti rapidamente negli ultimi anni, offrendo diverse opzioni. Tra le principali troviamo:

  • Carte contactless: comprendono carte carte di debito/credito con chip NFC emesse da banche e circuiti come Visa e Mastercard, e carte prepagate contactless, utilizzabili senza conto bancario;
  • Mobile wallet: si tratta di sistemi digitali integrati in smartphone, come Apple PayGoogle Pay e Samsung Pay, che permettono di pagare in modo sicuro con un semplice gesto;
  • Smartwatch e wearable: sono dispositivi indossabili come Apple WatchGarmin PayFitbit Pay e altri smartwatch, anelli o accessori compatibili con i circuiti di pagamento.

Tutti questi sistemi utilizzano tecnologie di crittografia e tokenizzazione per garantire la sicurezza delle transazioni, sebbene con protocolli e implementazioni leggermente diversi in base al fornitore del servizio e alla regione geografica.

Quali sono i vantaggi del pagamento contactless

Da quanto emerso finora, è chiaro che i sistemi di pagamento contactless offrono numerosi vantaggi, che ne stanno favorendo una rapida adozione. Di seguito, passiamo in rassegna i principali:

  • velocità delle transazioni: i pagamenti vengono completati in pochi secondi, senza necessità di inserire PIN per importi sotto i 50 euro;
  • semplicità d’uso: basta avvicinare il dispositivo al terminale, senza necessità di maneggiare contanti o inserire fisicamente carte;
  • maggiore sicurezza: questo fattore è dato dalla tokenizzazione che protegge i dati sensibili, alla crittografia nelle transazioni, fino all’impossibilità di clonare le informazioni della carta come avviene con le bande magnetiche;
  • compatibilità con smartphone e smartwatch: è possibile pagare con diversi dispositivi (carte, smartphone, smartwatch), ai quali è possibile collegare la propria carta;
  • integrazione con programmi fedeltà: possibilità di collegare automaticamente carte fedeltà e promozioni.

Quanto è sicuro pagare Contactless

Di tutti i vantaggi, la sicurezza merita un approfondimento dedicato. Come abbiamo visto, i pagamenti contactless garantiscono elevati standard di sicurezza grazie a un sistema di protezione multilivello. Inoltre, questo metodo assicura la protezione della carta anche contro i tentativi di clonazione, poiché i dati trasmessi durante la transazione non sono sufficienti per replicare la carta stessa.

La sicurezza è rafforzata anche dai meccanismi di autenticazione previsti per il cliente. Non solo in Italia ma in tutta Europa, la normativa PSD2 impone di verificare periodicamente che chi utilizza la carta ne sia effettivamente il proprietario. Infatti, si possono effettuare pagamenti senza PIN solo fino al raggiungimento della soglia cumulativa di 150 euro o per un massimo di 5 pagamenti consecutivi dall’ultima volta in cui è stato inserito il PIN.

È chiaro che, per quanto il sistema sia sicuro, è sempre opportuno applicare misure di sicurezza basilari, per esempio:

  • assicurarsi che nessuno veda il codice PIN;
  • scaricare l’app richiesta per il pagamento da cellulare solo dagli store ufficiali;
  • attivare il servizio di notifiche offerto dalla propria banca per essere informati sui movimenti in entrata e uscita della carta, così da individuare eventuali anomalie.

Quali sono i limiti per pagare contactless in Italia e in Europa

Tra marzo e maggio 2020, ben 49 Paesi hanno annunciato l’innalzamento del limite per i pagamenti contactless senza PIN. Si è trattato di una misura accelerata dalla pandemia, ma in linea con indirizzi normativi già avviati in precedenza. Ad esempio, in Europa la regolamentazione PSD2 (Payment Services Directive 2) aveva già permesso dal 14 settembre 2019 la possibilità di alzare il limite fino a 50 euro a transazione.

Nella maggior parte dei Paesi – tra cui l’Italia – è tecnicamente possibile effettuare pagamenti contactless per qualsiasi importo. Tuttavia, ciò che varia è la soglia oltre la quale viene richiesto l’inserimento del codice PIN. In Italia, tale limite è stato aumentato da 25 a 50 euro dal 1° gennaio 2021, proprio in un momento in cui gli italiani richiedevano strumenti di pagamento semplici e a prova di contagio da Covid-19. In alcuni Paesi, come il Regno Unito o la Francia, al superamento della soglia di pagamento contactless senza PIN, può essere richiesto non solo il codice, ma anche l’inserimento fisico della carta, a seconda delle regole bancarie e dei circuiti di pagamento

Quanto vale il mercato dei pagamenti contactless in Italia

Nel 2025 il valore del transato mediante strumenti digitali consolida il sorpasso sul contante, confermando una traiettoria ormai strutturale. Il 45% dei consumi è regolato tramite strumenti elettronici, mentre banconote e monete si fermano al 38%. Il restante 17% riguarda bonifici e addebiti diretti in conto corrente.

In questo contesto, secondo i dati della Ricerca dell’Osservatorio Innovative Payments, la componente contactless ha raggiunto nel 2025 i 323 miliardi di euro (+11% rispetto all’anno precedente) in termini di transato, costituendo quasi il 90% dei pagamenti in negozio con carta.

Quali sono le contingenze che contribuiscono alla diffusione del contactless in Italia? Oltre all’ampia rete di POS (che sale a 3,6 milioni di terminali) nei negozi del territorio e all’alto numero di carte abilitate, è sicuramente la maggior facilità e velocità dell’esperienza di pagamento il motivo principale della diffusione di questi pagamenti innovativi.

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