La Space Economy in breve

  • La Space Economy è l’insieme delle attività che creano valore attraverso l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio
  • Dai satelliti miniaturizzati al turismo spaziale, dall’estrazione di risorse su asteroidi alle telecomunicazioni avanzate, la Space Economy sta ridefinendo industrie consolidate e creando opportunità senza precedenti, costituendo uno dei settori più dinamici e promettenti del XXI secolo
  • Nel 2025 il mercato dei servizi di Osservazione della Terra in Italia, stando alla Ricerca dell’Osservatorio Space Economy della School of Management del Politecnico di Milano, ha raggiunto 340 milioni di euro, con una crescita del 17% rispetto al 2024
  • A livello globale, le startup della Space Economy hanno raccolto 9 miliardi di euro in capitale di rischio. Nel 2024 il totale si attestava a 5,5 miliardi

In questo articolo, realizzato dall’Osservatorio Space Economy della POLIMI School of Management, esploreremo le componenti fondamentali della Space Economy, analizzeremo le forze trainanti dietro la sua espansione e delineeremo le sfide e le opportunità che caratterizzano questa nuova frontiera dell’imprenditorialità umana.

Cos’è la Space Economy

La Space Economy (in italiano Economia dello Spazio) rappresenta un fenomeno di frontiera che si concretizza nella combinazione di tecnologie spaziali e digitali utili a sviluppare opportunità tecnologiche e di business impattanti in diversi settori, portando alla generazione di una nuova catena del valore cross-settoriale e cross-tecnologica.

Le radici di questo fenomeno affondano nella Guerra Fredda, quando la competizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica diede il via alla corsa allo spazio. Dal lancio dello Sputnik nel 1957 fino all’allunaggio dell’Apollo 11 nel 1969, lo spazio era dominato da governi e istituzioni pubbliche con obiettivi prevalentemente scientifici e militari.

Solo a partire dagli anni ’80 e ’90 iniziarono a emergere le prime applicazioni commerciali: l’apertura del GPS all’uso civile, la crescita delle telecomunicazioni satellitari e il Commercial Space Launch Act americano posero le basi per un settore industriale vero e proprio. Fu anche il periodo in cui nacquero i primi grandi operatori commerciali come Arianespace, aprendo la strada a una progressiva privatizzazione del comparto.

Cosa si intende per New Space Economy

La Space Economy negli ultimi anni è stata definita anche con il termine “New Space Economy”, per sottolineare il cambio di paradigma che ha rivoluzionato il settore a partire dai primi anni 2000.

Un momento simbolico di questa transizione fu il 2004, quando SpaceShipOne vinse l’Ansari X Prize, dimostrando che un veicolo spaziale privato poteva raggiungere lo spazio per due volte in meno di due settimane. Nello stesso periodo, nel 2002, Elon Musk fondava SpaceX, e nel 2000 Jeff Bezos avviava il progetto Blue Origin: due iniziative destinate a ridisegnare completamente i confini del settore.

L’industria spaziale, dominata fino a quel momento da istituzioni pubbliche e governative con fini principalmente scientifici e di difesa, ha visto il progressivo ingresso di diversi attori privati operanti in vari segmenti della filiera. Con gli anni e il continuo fermento di questo nuovo ecosistema, la New Space Economy ha dimostrato che può concretamente offrire risposte valide alle esigenze e alle problematiche più complesse che coinvolgono ormai imprese di diversi settori.

Chi sono i principali protagonisti della Space Economy

Come abbiamo visto, negli anni il perimetro dell’ecosistema della Space Economy si è ampliato e diversificato.Accanto ad attori tradizionali della space-industry, si sta infatti affiancando un numero crescente di aziende non-space, che stanno oggi sviluppando nuovi prodotti e soluzioni per applicazioni spaziali.

Similmente la platea dei clienti, in larga misura ancora di natura istituzionale, si sta estendendo a soggetti privati afferenti a settori diversi, quali quelli assicurativo, energetico, dei trasporti o dell’agricoltura. Si tratta di player che hanno iniziato a sperimentare in modo strutturato le tecnologie spaziali per innovare il proprio modello di business.

L’ecosistema di attori della Space Economy include così:

  • aziende della Space Industry, impegnate nelle attività di ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali abilitanti (“upstream”);
  • aziende dell’offerta di soluzioni e servizi digitali (ad esempio IT provider, system integrator, società di consulenza) e centri di ricerca specializzati che si occupano ricerca, sviluppo e implementazione delle più avanzate tecnologie digitali (“downstream”);
  • aziende della domanda, interessate a nuove applicazioni d’uso e servizi derivanti dall’utilizzo combinato di tecnologie spaziali e digitali (“end-user”);
  • policy maker, enti e istituzioni nazionali ed internazionali che governano e regolamentano l’ambito della Space Economy.

Il percorso è ancora agli inizi e per facilitare l’avvicinamento di un numero sempre maggiore di attori, l’Osservatorio Space Economy ha predisposto un Glossario con tutti i termini chiave per familiarizzare con la Space Economy.

In quali settori si applica la Space Economy

Dal settore assicurativo all’agricoltura, dalla logistica alla sanità, passando per il comparto energetico, sono molteplici le aree in cui l’utilizzo di dati provenienti dallo spazio per contribuire a innovare il modello di business delle imprese.

Di seguito i principali ambiti di applicazione dove i dati spaziali stanno rivoluzionando i modelli di business:

  • settore assicurativo: la precisione dei dati satellitari è di estremo supporto per redigere polizze sempre più personalizzate ed effettuare perizie da remoto attraverso le immagini satellitari, con un potenziale risparmio sui premi versati dai clienti finali;
  • trasporti e logistica: l’Asset Tracking, ossia il monitoraggio costante e puntuale di flussi di merci tra luoghi diversi, è sempre più abilitato da tecnologie di localizzazione spaziale;
  • Agrifood: viste le ampie aree da controllare, il monitoraggio dei campi e del raccolto e l’efficientamento dell’agricoltura di precisione rappresentano un mercato importante per le applicazioni spaziali.

Qual è il ruolo del Turismo Spaziale nella Space Economy

Il turismo spaziale è uno dei segmenti più simbolici della Space Economy. Rappresenta l’apertura dello spazio – almeno in prospettiva – a una clientela privata.

Per ora si tratta di un mercato d’élite. Virgin Galactic ha riaperto le vendite dei biglietti a 750.000 dollari a posto, con i voli commerciali attesi per il quarto trimestre 2026. Blue Origin ha messo in pausa il programma suborbitale per concentrarsi sull’esplorazione lunare. SpaceX, con Inspiration4 nel 2021, ha già realizzato il primo volo orbitale interamente civile della storia.

In Italia, il turismo spaziale guarda allo spazioporto di Grottaglie, in Puglia (già certificato da ENAC) che potrebbe ospitare i primi voli suborbitali turistici entro il 2030.

Quanto vale la Space Economy

Le tecnologie dello spazio, opportunamente combinate con le più avanzate tecnologie digitali abilitanti, rappresentano il trend tecnologico e di business che caratterizzerà la possibilità per molte imprese, in svariati settori, di accrescere la propria competitività su scala globale attraverso l’innovazione a tutti i livelli – dal prodotto/servizio, ai processi, sino al modello di business complessivo.

Secondo i dati dell’ultimo report di Novaspace il valore della Space Economy a livello globale nel 2024 si attesta attorno ai 596 miliardi di dollari, con una previsione di crescita fino a 944 miliardi entro il 2033. Un fenomeno concreto già in atto e destinato a crescere nei prossimi anni, grazie alla crescita di domanda da parte di attori pubblici e privati.

Paolo Trucco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Space Economy, durante la presentazione dei risultati della Ricerca 2025 ha sottolineato che “L’economia globale dello spazio sta attraversando una fase di rapida trasformazione e di significativa espansione. L’Europa sembra timidamente intraprendere il percorso di innovazione istituzionale e industriale suggerito nel 2024 dal rapporto Draghi, senza dismettere del tutto alcune sclerosi regionalistiche o tecnocratiche“.

A quanto ammontano gli investimenti in startup

A confermare la vivacità del settore, nel 2025 il capitale di rischio raccolto a livello globale da startup della Space Economy ha raggiunto i 9 miliardi di euro, in netto rimbalzo rispetto ai 5,5 miliardi del 2024. A guidare la classifica è il Nord America con 5,57 miliardi di euro, seguito dall’Asia con 1,8 miliardi (in crescita) e dall’Europa con 1,26 miliardi (stabile rispetto al 2024). Il resto del mondo – America Latina, Africa, Medio Oriente e Oceania – si ferma a circa 390 milioni di euro.

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Come si posiziona l’Italia nella Space Economy

Il mercato italiano dei servizi di Osservazione della Terra, secondo la Ricerca dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, nel 2025 ha raggiunto 340 milioni di euro, con una crescita del 17% rispetto al 2024.

Dopo la forte accelerazione del 2024 (+28%), la crescita si attesta su ritmi più contenuti, ma in linea con l’evoluzione del contesto europeo. Il mercato europeo ha raggiunto i 2,66 miliardi di euro nel 2024, anch’esso in crescita del +17% rispetto all’anno precedente (fonte: EARSC, 2025).

Sul fronte degli investimenti, nel 2025 il capitale di rischio raccolto a livello globale da startup operanti nella Space Economy è pari a 9 miliardi di euro, di cui 1,26 miliardi in Europa (stabile rispetto al 2024). Le startup della Space Economy italiane hanno raccolto 25 milioni di euro, in continuità con il 2024, quando furono raccolti 26 milioni di euro al netto dell’outlier D-Orbit.

Quali sono i progetti dei player globali della Space Economy

Il 2026 è un anno di svolta per l’esplorazione spaziale. Le principali agenzie e aziende del settore sono impegnate su più fronti contemporaneamente.

NASA e il programma Artemis

Il 1° aprile 2026, NASA(National Aeronautics and Space Administration) ha lanciato Artemis II: quattro astronauti in un flyby lunare di dieci giorni, il primo viaggio umano oltre l’orbita terrestre bassa dagli anni Settanta. È una tappa fondamentale sulla strada del ritorno stabile sulla Luna. La missione Artemis III, quella del vero allunaggio, è attesa per il 2027.

Parallelamente, NASA ha approvato il 16 aprile 2026 la fase di implementazione del progetto ROSA (Rosalind Franklin Support and Augmentation), a supporto della missione Mars ExoMars dell’ESA. Il lancio del rover Rosalind Franklin è previsto per fine 2028 a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX e cercherà tracce di vita su Marte.

ESA: verso gli asteroidi

L’ESA (European Space Agency) è attiva su più missioni. La sonda Hera è in rotta verso il sistema di asteroidi Didymos, con arrivo previsto per novembre 2026. Sul fronte dei lanciatori, l’ESA sta sviluppando Themis, un dimostratore di razzo riutilizzabile, con i primi test previsti nel corso del 2026. Il 12 febbraio 2026, Ariane 64ha completato con successo il suo volo inaugurale, lanciando 32 satelliti Amazon Leo in orbita.

SpaceX rimane il player privato più attivo. Il Flight 12 di Starshipè atteso per maggio 2026. La versione V3 del veicolo – più grande, più potente – punta a dimostrare il rifornimento in orbita, tecnologia chiave per le missioni lunari e marziane di lungo raggio. Parallelamente, la costellazione Starlinkcontinua a crescere con lanci multipli ogni settimana, estendendo la copertura internet ad alta velocità a livello globale.

Perché la Space Economy è una rivoluzione da non ignorare

La Space Economy rappresenta una rivoluzione paragonabile a quella di internet e del digitale di vent’anni fa, e nessuna azienda può permettersi di ignorarla. Vent’anni fa si guardava con scetticismo alla “new economy” o “digital economy”, ma oggi la nostra economia non può fare a meno di questi paradigmi. Allo stesso modo, le imprese che stanno intercettando e che sfrutteranno con tempismo le opportunità di business offerte dalla combinazione di tecnologia digitale e spaziale avranno un importante vantaggio competitivo negli anni avvenire.

Investire in innovazione e sfruttare i trend tecnologici più promettenti diventa ancor più rilevante in tempi di crisi straordinaria come quella odierna. Le istituzioni europee e nazionali hanno mostrato sensibilità notevole rispetto alle potenzialità della Space Economy. Il programma spaziale dell’UE finanziato in modo continuativo dal Quadro finanziario pluriennale (QFP) ha stanziato un budget di 14,9 miliardi di euro per la politica spaziale per il periodo 2021-2027.

Anche in Italia il PNRR ha destinato importanti risorse allo Spazio, sostenendo nei suoi anni di attuazione progetti rilevanti come la costellazione satellitare IRIDE e la Smart Space Factory. Con il 2026 questo impulso si esaurirà, aprendo la sfida del post PNRR: valorizzare quanto realizzato e consolidare la competitività della Space Economy italiana per il futuro.

Il nostro Paese, infatti, mantiene un ruolo di primo piano nell’ambito Osservazione della Terra. Tuttavia, il rischio che in un momento di forte crisi si perda focus e attenzione su questi temi esiste – come avvenuto per gli investimenti in startup del settore –. Per combatterlo serve diffondere cultura sensibilizzando il sistema Paese a tutti i livelli, dalle imprese alle istituzioni.

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