L’Osservatorio Agenda Digitale, giunto alla quattordicesima edizione, mira a offrire ai decision maker modelli interpretativi, strumenti fondati su solide evidenze empiriche e spazi di confronto per attuare le opportunità offerte dall’Innovazione Digitale in relazione ad alcuni grandi temi che condizionano la competitività del Paese (efficienza della Pubblica Amministrazione, adozione di tecnologie digitali avanzate, risorse disponibili per promuovere la trasformazione digitale, sostegno allo sviluppo, ecc.).
In questo senso, l’Osservatorio Agenda Digitale intende essere un «luogo» qualificato, indipendente, duraturo e stabile nel tempo in cui sviluppare il dialogo tra mondo dell’Innovazione Digitale e quello della Politica, del Governo e della Pubblica Amministrazione (PA).
Agenda Digitale, la Ricerca dell’Osservatorio
L’Osservatorio Agenda Digitale si propone di studiare e approfondire 4 filoni di ricerca:
Intelligenza Artificiale
Il filone di ricerca sull’Intelligenza Artificiale (IA) indaga come stia evolvendo il modo di lavorare nella Pubblica Amministrazione (PA) a seguito di una progressiva adozione di soluzioni di IA. L’obiettivo è comprendere in che misura l’utilizzo di queste tecnologie stia trasformando processi, competenze e dinamiche organizzative, contribuendo al miglioramento dell’efficienza, della qualità del lavoro e del benessere dei dipendenti pubblici.
La ricerca analizza lo stato dell’arte dell’adozione dell’IA a livello globale, con particolare attenzione ai trend emergenti e alle applicazioni più diffuse, cercando di capire quali casi d’uso risultino scalabili e replicabili nel contesto italiano e come sia possibile misurarne l’impatto. Un’area centrale del filone è dedicata al livello di maturità della PA italiana nell’utilizzo di soluzioni di IA, monitorandone l’evoluzione nel tempo e confrontandolo con gli sviluppi internazionali.
Particolare rilievo è dato all’uso effettivo di strumenti di IA generativa da parte dei dipendenti pubblici: in quali attività viene impiegata, quali benefici produce in termini di efficientamento e risparmio di ore di lavoro, e quali gap di competenze ne ostacolano la piena valorizzazione. Oltre alle dimensioni quantitative, il filone esplora come l’introduzione dell’IA possa migliorare la produttività e la qualità del lavoro, riducendo le mansioni ripetitive e consentendo una maggiore focalizzazione su attività a valore aggiunto.
La ricerca approfondisce inoltre le competenze digitali necessarie a un uso consapevole dell’IA e i fabbisogni formativi dei dipendenti pubblici, valutando dove e con quali priorità possano essere introdotti agenti artificiali a supporto delle attività amministrative. Non meno importante è l’indagine sui dilemmi etici che emergono nei processi di adozione e sulle strategie con cui le amministrazioni li stanno affrontando.
Tra gli output attesi figurano: un censimento internazionale delle soluzioni di IA in collaborazione con il JRC della Commissione Europea; un censimento nazionale con AgID, un’analisi delle peculiarità e degli impatti dei progetti di IA in ambito pubblico; una survey ai dipendenti pubblici sull’uso dell’IA generativa e sulle competenze digitali; e un quadro complessivo dei dilemmi etici con le pratiche di gestione adottate dalle PA.
Processi
Il filone di ricerca sui Processi analizza come stia evolvendo il modo in cui i Comuni progettano ed erogano servizi a cittadini e imprese a seguito della progressiva digitalizzazione dei processi amministrativi. L’obiettivo è comprendere in che misura la trasformazione digitale contribuisca a rendere i servizi pubblici più proattivi, data-driven e standardizzati, migliorando l’efficienza amministrativa e la qualità dell’interazione con utenti e imprese.
La ricerca analizza lo stato dell’arte della digitalizzazione dei processi di front e back office dei Comuni italiani, con particolare attenzione all’integrazione e l’utilizzo delle principali piattaforme nazionali come PDND, ANPR, pagoPA, IO e SEND, per comprendere quanto tali infrastrutture siano integrate nei processi amministrativi e in che misura favoriscano la creazione di servizi digitali interoperabili.
Un’area centrale del filone è dedicata alla re-ingegnerizzazione dei processi in chiave digitale, con l’obiettivo di individuare modelli organizzativi e operativi in grado di migliorare l’efficienza interna, la qualità dei servizi e la capacità delle amministrazioni di utilizzare i dati per offrire servizi più tempestivi e personalizzati. La ricerca approfondisce inoltre i benefici della digitalizzazione, sia in termini di semplificazione delle attività interne sia di impatto sui servizi rivolti a cittadini e imprese.
Particolare rilievo è dato alle opportunità di razionalizzazione e standardizzazione dei processi comunali, con attenzione al riuso di soluzioni e best practice tra enti e alle condizioni che possono favorire forme di gestione associata dei processi di trasformazione digitale. Di pari rilevanza è l’analisi della conservazione a norma dei documenti digitali e delle principali resistenze organizzative che possono emergere nei percorsi di cambiamento.
Tra gli output attesi figurano: un quadro dello stato attuale e auspicato della digitalizzazione dei processi dei Comuni italiani e dei principali eventi della vita dei cittadini; una mappatura con cruscotti di indicatori per il monitoraggio dei processi chiave; una prima versione di un catalogo per il riuso di processi e servizi digitali; una quantificazione dei benefici derivanti dalla re-ingegnerizzazione digitale e dalla conservazione a norma dei documenti; e indicazioni operative per promuovere la gestione associata e la progressiva standardizzazione dei processi comunali.
Envisioning
Il filone Envisioning si propone di identificare e analizzare scenari futuri abilitati dalle tecnologie digitali, con l’obiettivo di potenziare la capacità della Pubblica Amministrazione (PA) di anticipare opportunità e rischi legati ai cambiamenti tecnologici, demografici ed economici. L’indagine si focalizza sulle sfide emergenti dopo la digitalizzazione avviata dal PNRR, cercando di capire come valorizzare le infrastrutture digitali create e come queste possano sostenere una trasformazione di lungo periodo.
Il filone approfondisce i trend tecnologici (es. automazione, intelligenza artificiale, data analytics), le dinamiche demografiche connesse alla transizione generazionale e i fattori economici che influenzeranno l’evoluzione della PA nel medio-lungo termine. L’obiettivo è sviluppare metodologie per prioritizzare tali trend, definire il loro impatto potenziale e la probabilità di accadimento, e delineare strategie di risposta consapevoli.
Un’attenzione specifica è dedicata al tema dell’attrattività del settore pubblico, in particolare verso le nuove generazioni, e al miglioramento della capacità della PA di fare envisioning, ovvero di immaginare e progettare il proprio futuro facendo leva su innovazioni e best practice del panorama GovTech. In questa prospettiva, la ricerca esplora anche il ruolo dei Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO) nel definire obiettivi sfidanti e nel misurarne l’efficacia.
Tra gli output attesi figurano: un quadro dei trend tecnologici, demografici ed economici rilevanti per la PA; la definizione di scenari futuri coerenti con tali tendenze; focus group con la Generazione Z per coglierne percezioni e aspettative verso il pubblico impiego; un piano strategico per rafforzare l’attrattività della PA e gestire efficacemente la transizione generazionale; e l’analisi dei PIAO delle amministrazioni italiane.
Impatto
Il filone di ricerca sull’Impatto analizza il posizionamento dell’Italia e dei suoi territori nel percorso di digitalizzazione, approfondendo gli effetti positivi e negativi delle principali politiche e iniziative in corso. L’obiettivo è comprendere in che misura la trasformazione digitale contribuisca alla competitività economica e alla coesione sociale del Paese, evidenziando al contempo i rischi legati alla persistenza o all’ampliamento dei divari territoriali e sociali.
La ricerca esamina il livello di digitalizzazione dell’Italia nel contesto europeo, con particolare attenzione al confronto con gli altri Stati membri e agli indicatori definiti nell’ambito della strategia europea per la Digital Decade. In questo quadro viene analizzato anche il grado di maturità delle agende digitali delle Regioni italiane, al fine di individuare differenze territoriali e comprendere come possano essere progressivamente ridotte.
Un’area centrale del filone è dedicata all’evoluzione delle disuguaglianze economico-sociali nei territori italiani ed europei e alla loro relazione con i processi di innovazione digitale. Oltre alla dimensione comparativa, la ricerca approfondisce le politiche e le strategie adottate a livello nazionale e internazionale per promuovere uno sviluppo digitale equo e inclusivo, bilanciando gli investimenti tecnologici con obiettivi di sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Particolare rilievo è dato all’impatto dei divari digitali sulla competitività e sulla coesione sociale, nonché agli effetti delle iniziative di innovazione della Pubblica Amministrazione previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza su cittadini, imprese ed economia. Non meno importante è l’analisi delle prospettive di continuità delle politiche di digitalizzazione nel medio periodo, anche alla luce della possibile riduzione delle risorse disponibili.
Tra gli output attesi figurano un’analisi internazionale degli indicatori della Digital Decade, una dashboard di monitoraggio delle risorse disponibili e delle spese per l’Agenda Digitale italiana nell’ambito del PNRR e dei fondi strutturali, un confronto tra indicatori di digitalizzazione e disuguaglianza tra diversi Paesi europei e un’analisi degli effetti degli interventi di trasformazione digitale sulla competitività e sulla coesione sociale del Paese.