Il modello di Smart Working di THRON
L’AZIENDA
THRON è una software house italiana con sede a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, che sviluppa, implementa e mantiene una piattaforma in cloud dedicata alla gestione e distribuzione del patrimonio informativo aziendale. Il prodotto si rivolge principalmente ad aziende operanti nel settore manifatturiero, specialmente nei campi della moda, del lusso, dell’automotive, della ceramica, dell’arredamento e del design. L’organizzazione conta 65 dipendenti.
LE ESIGENZE
Le esigenze che hanno portato all’introduzione dello Smart Working di THRON sono principalmente legate al livello di competitività e attrattività dell’organizzazione: la popolazione aziendale è composta per la maggioranza da giovani sviluppatori che, osservando nelle aziende competitor soluzioni di organizzazione del lavoro flessibili o full remote, hanno iniziato ad avanzare richieste analoghe per fare fronte alle necessità in termini di conciliazione tra vita privata e professionale. In aggiunta, vi era un’esigenza natura organizzativa: nello stesso periodo, THRON stava introducendo un approccio orientato alla metodologia Agile, riorganizzando i team da gruppi omogenei per competenza a unità multidisciplinari. Questa trasformazione riduceva le dipendenze operative tra figure diverse e favorendo un lavoro più autonomo e per obiettivi, rendendo lo Smart Working non solo praticabile, ma coerente con la metodologia Agile.
LA SOLUZIONE IMPLEMENTATA
Il progetto di Smart Working di THRON prende avvio formalmente poche settimane prima dello scoppio della pandemia, ma le sue fondamenta concettuali erano già state costruite nel corso del 2018 e del 2019. Il lancio iniziale era strutturato in base al livello di seniority: ai profili junior e ai neoassunti era richiesta una presenza più frequente in sede, nella consapevolezza che le competenze e la cultura aziendale si trasmettessero più efficacemente attraverso la prossimità fisica. Questa prima configurazione, tuttavia, si è rivelata eccessivamente articolata e di difficile applicazione. Al termine della fase emergenziale, THRON ha scelto di non tornare al modello precedente ma di ridisegnare la policy su basi più semplici. Il nuovo regolamento prevedeva una presenza minima di sei giorni al mese in sede, con il mercoledì come giornata comune obbligatoria per i residenti in regione, pensata specificamente per ospitare attività che richiedono compresenza: workshop, sessioni di onboarding, momenti di confronto cross-team.
Oggi tutti i dipendenti in THRON utilizzano lo Smart Working dopo aver sottoscritto un accordo individuale che si rinnova annualmente. Il nuovo regolamento, pubblicato nell’aprile 2026, lascia invariato il numero minimo di sei giorni al mese in sede ma ridisegna completamente la logica con cui questo vincolo viene gestito. Il centro della policy è la relazione tra il dipendente e il suo team leader: quest’ultimo valuta continuamente l’equilibrio tra flessibilità e presenza, richiedendo se lo ritiene necessario una frequenza maggiore in sede e, nei casi più critici, una sospensione temporanea dello Smart Working. Questa decisione è stata presa dopo aver osservato alcuni casi critici in cui il prolungato periodo di lavoro da remoto aveva portato a situazioni di malessere in alcuni dipendenti. Il mercoledì è confermato come giornata di presenza comune per i residenti in regione. Per i dipendenti fuori regione vige una policy differenziata che richiede la presenza in sede per tre o quattro giorni consecutivi al mese, con rimborso delle spese di alloggio a carico dell’azienda. Sul piano operativo, il regolamento introduce due strumenti di pianificazione concreti. Il primo è la dichiarazione della presenza tramite il calendario digitale, da compilare con cadenza bisettimanale e senza necessità di approvazione, che consente a colleghi e responsabili di organizzare riunioni fisiche con informazioni reali sulla disponibilità di ciascuno. Il secondo è la finestra di contattabilità obbligatoria dalle 9:00 alle 16:00, pausa pranzo esclusa: concentrando la reperibilità nelle ore centrali della giornata, i dipendenti guadagnano margini di flessibilità nelle fasce della prima mattinata e del tardo pomeriggio, riducendo di fatto il ricorso a permessi brevi per impegni personali.
Sul piano tecnologico, già prima del Covid l’azienda aveva scelto di dotare tutti i dipendenti di laptop in vista dell’introduzione dello Smart Working. La dotazione standard prevede inoltre mouse e cuffie per tutti, con un secondo schermo disponibile in sede.
Negli ultimi anni l’azienda ha affiancato alla dotazione tradizionale strumenti di AI generativa, supportati da un programma strutturato di diffusione e formazione che ha incluso linee guida sull’utilizzo e sessioni di ascolto con i vari team. L’impiego principale riguarda lo sviluppo del codice e le fasi di test, con un effetto che va oltre la produttività: gli sviluppatori dedicano meno tempo alle attività puramente tecniche e ne guadagnano per concentrarsi maggiormente sull’interpretazione dei dati e su aspetti di business.
Per quanto riguarda gli spazi di lavoro, la sede di THRON si trova in un palazzo storico, la cui struttura architettonica rende di fatto molto difficile qualsiasi intervento di riconfigurazione significativa. Questo vincolo ha orientato le scelte verso interventi puntuali e mirati: le sale riunioni sono state progressivamente attrezzate con microfoni, webcam e soluzioni di insonorizzazione per rendere le videochiamate funzionali, dotazioni che in precedenza erano del tutto assenti o molto elementari.
La gestione delle postazioni è stata invece differenziata per reparto. Il team commerciale, che per natura del ruolo è frequentemente in trasferta presso clienti e fiere, ha abbandonato la postazione fissa, adottando una logica di desk sharing. L’open space destinato agli sviluppatori conta quindici scrivanie, senza assegnazione fissa formale, ma con un uso che nella pratica tende a consolidarsi per abitudine. THRON aveva provato a introdurre il team di sviluppatori una logica di desk sharing, ma a fronte delle resistenze emerse, ha scelto di non forzare il cambiamento.
Il passaggio al lavoro asincrono ha richiesto un investimento significativo nell’accompagnamento delle persone e il supporto di specialisti esterni. THRON ha lavorato a lungo per adottare principi tipici della metodologia Agile, per consentire ai team di sviluppo di lavorare su componenti funzionalmente indipendenti, promuovendo di fatto il lavoro asincrono. Sul piano della comunicazione interna, la direzione ha costruito un rapporto continuativo e diretto con i team leader, che rappresentano il punto di raccordo tra la policy aziendale e la gestione quotidiana delle persone. Questo canale si è rivelato determinante sia per monitorare l’effettivo funzionamento del modello sia per intercettare tempestivamente le situazioni critiche, prima che si consolidassero.
I BENEFICI
Il beneficio più rilevante che THRON attribuisce all’introduzione dello Smart Working non è di natura operativa, ma culturale e organizzativa. La necessità di lavorare a distanza e in modo asincrono ha costretto l’azienda a ragionare seriamente sulla performance individuale, accelerando l’adozione di un sistema di gestione per obiettivi e indicatori di risultato (OKR) che ha spostato il focus dal controllo della presenza al conseguimento degli obiettivi.
Un secondo effetto rilevante riguarda la gestione delle criticità relazionali e di team. Lo Smart Working ha reso visibili tensioni e problemi che la presenza fisica tendeva a smorzare. Portarli in superficie ha obbligato l’azienda a dotarsi di principi e regole esplicite per gestirli, costruendo una maggiore consapevolezza organizzativa che in un contesto di pura presenza sarebbe rimasta latente.
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