Il panorama aziendale italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione verso modelli di business più sostenibili, ma il percorso di integrazione tra innovazione e responsabilità ambientale presenta ancora significative sfide. Secondo i dati dell’Osservatorio Digital & Sustainable, il 31% delle PMI italiane investe intensamente sia in Innovazione Digitale che in Sostenibilità. La ricerca evidenzia, però, che solo l’8% delle PMI utilizza l’Innovazione Digitale in modo intensivo come strumento per perseguire obiettivi di Sostenibilità a tutto tondo. A questi, si aggiunge un 15% che la utilizza in modo focalizzato su una specifica area tra Sostenibilità ambientale, sociale o di governance. Questi dati sottolineano come esistano ancora ampi margini di miglioramento nell’integrazione strategica tra tecnologia e pratiche sostenibili.
In questo articolo, realizzato attraverso le Ricerche dell’Osservatorio Supply Chain Planning e dell’Osservatorio Digital & Sustainable della School of Management del Politecnico di Milano, esploriamo definizione, caratteristiche e strategie implementative dell’approvvigionamento sostenibile, evidenziando come questo approccio rappresenti oggi una leva competitiva fondamentale per le aziende italiane.
Che cos’è l’approvvigionamento sostenibile
L’approvvigionamento sostenibile (o sustainable sourcing) è una strategia di approvvigionamento che integra criteri ambientali, sociali e di governance nella selezione e gestione dei fornitori lungo tutta la catena di fornitura (o supply chain).
A differenza dell’approvvigionamento tradizionale, che si concentra principalmente su prezzo, qualità e tempi di consegna, il sustainable sourcing considera l’impatto complessivo delle decisioni di acquisto sul pianeta e sulla società.
Questa pratica può andare oltre la semplice conformità normativa, rappresentando un approccio strategico che mira a creare valore condiviso per tutti gli stakeholder coinvolti nella supply chain. L’approvvigionamento sostenibile non si limita all’acquisto di prodotti sostenibili, ma ripensa completamente i processi di selezione, valutazione e gestione dei fornitori, integrando metriche di Sostenibilità nei criteri decisionali e nei contratti commerciali.
Il sustainable sourcing opera attraverso una valutazione multidimensionale che considera l’intero ciclo di vita dei prodotti e servizi, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento finale, includendo aspetti come l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni, le condizioni di lavoro, i diritti umani e l’impatto socioeconomico sulle comunità locali.
Le caratteristiche principali dell’approvvigionamento sostenibile: le dimensioni ESG
L’approvvigionamento sostenibile si struttura attorno ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance), framework internazionale che guida le aziende verso pratiche più responsabili e trasparenti.
Dimensione Environmental (Ambientale)
La componente ambientale del sustainable sourcing si concentra sulla minimizzazione dell’impatto ecologico delle attività di approvvigionamento. Include la valutazione delle emissioni di carbonio dei fornitori, l’efficienza nell’uso delle risorse naturali, la gestione dei rifiuti e la preservazione della biodiversità. Le aziende implementano criteri come la certificazione ambientale dei fornitori, l’utilizzo di energie rinnovabili, la riduzione degli imballaggi e l’adozione di materiali riciclabili o biodegradabili.
Dimensione Social (Sociale)
L’aspetto sociale riguarda l’impatto delle pratiche di approvvigionamento sulle persone e le comunità. Comprende il rispetto dei diritti umani, condizioni di lavoro dignitose, salute e sicurezza dei lavoratori, diversità, inclusione e sviluppo delle comunità locali. Il sustainable sourcing richiede audit regolari presso i fornitori per verificare l’assenza di lavoro minorile, il rispetto degli standard salariali, la parità di genere e il supporto alle economie locali.
Dimensione Governance (Governance)
La governance nel sustainable sourcing si riferisce alla trasparenza, all’etica aziendale e alla responsabilità nella gestione della supply chain. Include pratiche anticorruzione, trasparenza nei rapporti commerciali, gestione responsabile dei dati e accountability nelle decisioni di approvvigionamento. Le aziende implementano codici etici per i fornitori, sistemi di whistleblowing e meccanismi di monitoraggio continuo delle performance ESG.
Sustainable sourcing: vantaggi e benefici strategici
L’adozione di pratiche di approvvigionamento sostenibile genera benefici tangibili e misurabili per le organizzazioni che decidono di integrare questi criteri nella propria strategia di procurement.
Vantaggio competitivo e reputazione
Le aziende che adottano sustainable sourcing si posizionano come leader responsabili nei loro settori, migliorando la brand reputation e l’attrattività verso consumatori sempre più attenti alle tematiche ESG. Questo posizionamento acquisisce importanza, seppur ancora contenuta, anche nei mercati B2b con circa una PMI su cinque che dichiara di investire intensamente in Sostenibilità per rispondere alla richiesta di requisiti da attori della filiera.
Gestione del rischio e resilienza
Il sustainable sourcing riduce significativamente i rischi operativi, reputazionali e normativi attraverso una migliore conoscenza e controllo della catena di fornitura. La diversificazione e la selezione di fornitori responsabili aumentano la resilienza del business di fronte a crisi climatiche, instabilità geopolitiche o scandali sociali che potrebbero compromettere la continuità operativa.
Efficienza operativa e riduzione costi
Contrariamente alla percezione comune, l’approvvigionamento sostenibile può generare risparmi economici nel medio-lungo termine. L’ottimizzazione dei consumi energetici, la riduzione degli sprechi, l’efficienza logistica e la maggiore durabilità dei prodotti sostenibili si traducono in minori costi operativi complessivi. Ad esempio, scegliere fornitori locali per le materie prime diminuisce i costi di trasporto e l’impatto ambientale.
Accesso a nuovi mercati e finanziamenti
L’adozione di pratiche sostenibili apre l’accesso a mercati premium e segmenti di clientela disposti a riconoscere un premium price per prodotti e servizi sostenibili. Inoltre, facilita l’accesso a finanziamenti ESG, green bond (obbligazioni verdi) e investimenti responsabili, che rappresentano una quota crescente del mercato finanziario globale.
Le principali sfide nell’implementazione
Nonostante i significativi vantaggi, l’implementazione di un approvvigionamento sostenibile presenta diverse complessità che le aziende devono affrontare strategicamente.
Costi iniziali e complessità operativa
L’investimento iniziale per la trasformazione verso sustainable sourcing può essere significativo, richiedendo sistemi di monitoraggio, audit dei fornitori, certificazioni e formazione del personale. La complessità operativa aumenta considerevolmente quando si devono gestire criteri ESG oltre ai tradizionali parametri di prezzo, qualità e tempistica.
Resistenza della supply chain
La trasformazione verso la Sostenibilità richiede il coinvolgimento attivo di tutta la catena di fornitura, spesso composta da fornitori con diverse capacità, sensibilità e risorse per implementare pratiche sostenibili. La resistenza al cambiamento e i costi aggiuntivi possono creare tensioni nelle relazioni commerciali consolidate.
Difficoltà di misurazione e standardizzazione
La mancanza di metriche standardizzate e la difficoltà nel misurare accuratamente l’impatto ESG delle pratiche di approvvigionamento rappresentano sfide significative. Le aziende spesso faticano a sviluppare KPI efficaci e sistemi di reporting che permettano di valutare oggettivamente i progressi verso gli obiettivi di Sostenibilità.
Come implementare un approvvigionamento sostenibile
L’adozione di pratiche di approvvigionamento sostenibile richiede un approccio strutturato che integri strategia, organizzazione e tecnologia per trasformare gradualmente i processi di approvvigionamento esistenti.
Fase 1: Valutazione e strategia
Il processo inizia con l’analisi dell’attuale catena di fornitura per identificare rischi, opportunità e priorità di intervento. Le aziende devono definire obiettivi ESG specifici, misurabili e allineati con la strategia aziendale generale, stabilendo criteri di Sostenibilità che bilancino impatto ambientale, sociale e governance con le necessità operative.
Fase 2: Sviluppo delle competenze e governance
È fondamentale sviluppare competenze interne dedicate al sustainable sourcing e definire strutture di governance appropriate. Come evidenziato dall’Osservatorio Digital & Sustainable, solo il 13% delle PMI ha un responsabile sostenibilità che però nella quasi totalità dei casi, non è dedicato interamente a questo ruolo. L’investimento in formazione e l’introduzione di ruoli specializzati sono elementi chiave per il successo.
Fase 3: Selezione e qualifica fornitori
La selezione di fornitori sostenibili richiede di valutare non solo prezzo e qualità, ma anche il loro impatto ambientale e sociale. Le aziende devono utilizzare questionari specifici sulla Sostenibilità, effettuare visite di controllo presso i fornitori, verificare le loro certificazioni ambientali e sociali, e creare sistemi di punteggio che considerino sia gli aspetti economici che quelli di Sostenibilità.
Fase 4: Integrazione tecnologica e monitoraggio
L’utilizzo di tecnologie digitali è fondamentale per gestire efficacemente la complessità del sustainable sourcing. Software di supplier relationship management, sistemi di tracciabilità blockchain, analytics per il monitoraggio delle performance ESG e dashboard di reporting permettono di automatizzare e ottimizzare i processi di gestione sostenibile della supply chain.
Fase 5: Miglioramento continuo e innovazione
Il sustainable sourcing è un processo evolutivo che richiede monitoraggio continuo, feedback dagli stakeholder e adattamento alle evoluzioni normative e di mercato. Le aziende più mature sviluppano programmi di sviluppo dei fornitori, incentivi per il miglioramento delle performance ESG e partnership strategiche per l’innovazione sostenibile.
Il futuro dell’approvvigionamento sostenibile
L’approvvigionamento sostenibile rappresenta oggi una necessità strategica per le aziende che vogliono rimanere competitive in un mercato sempre più attento alle tematiche ESG. Nonostante l’alta sensibilità verso la Sostenibilità, esistono ancora significativi margini di miglioramento nell’integrazione operativa di questi principi.
Il supporto delle istituzioni, lo sviluppo di standard condivisi e l’innovazione tecnologica stanno creando un ecosistema sempre più favorevole all’adozione di pratiche di approvvigionamento sostenibile. Per le aziende italiane, l’investimento in sustainable sourcing rappresenta non solo una responsabilità etica, ma un’opportunità concreta per costruire un vantaggio competitivo sostenibile nel lungo termine.
Contenuti suggeriti dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”