Il Fleet Management in breve

  • Il Fleet Management è l’insieme di processi e tecnologie per pianificare, gestire e ottimizzare il parco veicoli aziendale lungo l’intero ciclo di vita, dalla sua acquisizione alla dismissione
  • I principali vantaggi sono riduzione dei costi, maggiore sicurezza dei conducenti, aumento della sostenibilità ambientale, continuità operativa e decisioni basate sui dati
  • In Italia, stando ai dati della Ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano, la transizione verso flotte connesse ed elettriche è avviata ma ancora parziale: solo il 27% delle organizzazioni gestisce veicoli pienamente connessi, ma l’89% delle organizzazioni ha già introdotto veicoli elettrici BEV o PHEV

Questo articolo esplora definizione, caratteristiche e vantaggi del Fleet Management, integrando i risultati della ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility su elettrificazione e connettività.

Che cos’è il Fleet Management

Il Fleet Management è l’insieme di processi, strumenti e tecnologie attraverso cui un’organizzazione pianifica, gestisce e ottimizza il proprio parco veicoli aziendale.

Non si tratta semplicemente di tenere traccia di quante auto o furgoni possiede un’azienda. Il Fleet Management abbraccia l’intero ciclo di vita del veicolo, dalla sua acquisizione fino alla dismissione, passando per la manutenzione, il monitoraggio degli utilizzi, la gestione dei costi operativi e la conformità normativa.

Originariamente concepito come funzione di back-office con una valenza prevalentemente amministrativa, il Fleet Management ha progressivamente acquisito un ruolo centrale nelle strategie aziendali, diventando un punto di convergenza tra efficienza operativa, sostenibilità ambientale e Innovazione Digitale.

Quali sono le caratteristiche del Fleet Management

Un sistema di Fleet Management moderno si articola attorno a diverse dimensioni funzionali che lavorano in modo integrato.

  • Monitoraggio e tracciamento: attraverso sistemi telematici, è possibile conoscere in tempo reale la posizione di ogni veicolo, monitorare il comportamento di guida e raccogliere dati sulle percorrenze. Questo livello di visibilità consente ai fleet manager di prendere decisioni più informate e reattive.
  • Manutenzione programmata e predittiva: i sistemi più evoluti non si limitano a registrare i guasti quando si verificano, ma anticipano le anomalie analizzando i dati di funzionamento del veicolo. Questo approccio riduce i fermi macchina non pianificati e abbatte i costi di riparazione straordinaria.
  • Gestione dei costi: il Fleet Management consente di analizzare con precisione le voci di spesa legate alla flotta: carburante, pedaggi, assicurazioni, manutenzioni e noleggi. La granularità di questi dati permette interventi mirati per contenere i costi senza compromettere l’operatività.
  • Compliance e sicurezza: un parco veicoli aziendale deve rispettare obblighi normativi in materia di revisioni, polizze assicurative, limitazioni di emissioni e sicurezza stradale. I sistemi di Fleet Management automatizzano i processi di controllo e notifica, riducendo il rischio di sanzioni.
  • Integrazione con sistemi aziendali: le piattaforme di Fleet Management più avanzate si integrano con i sistemi ERP, HR e di pianificazione logistica dell’azienda, garantendo un flusso di informazioni coerente tra le diverse funzioni organizzative.

Quali sono i vantaggi del Fleet Management

Adottare un approccio strutturato alla gestione della flotta genera benefici concreti e misurabili su più fronti.

  • Riduzione dei costi operativi: l’ottimizzazione dei percorsi, il monitoraggio dei consumi e la manutenzione predittiva si traducono in risparmi significativi nel medio-lungo periodo, in particolare per le organizzazioni con flotte numerose.
  • Maggiore sicurezza dei conducenti: il monitoraggio dello stile di guida e i sistemi di assistenza alla guida (ADAS) contribuiscono a ridurre il rischio di incidenti, tutelando i dipendenti e limitando le responsabilità aziendali.
  • Sostenibilità ambientale: la gestione intelligente della flotta permette di ridurre le emissioni di CO₂, sia attraverso l’ottimizzazione degli itinerari sia accelerando l’introduzione di veicoli a basse o zero emissioni nel parco aziendale.
  • Produttività e continuità operativa: la riduzione dei fermi non pianificati e una migliore programmazione delle attività di manutenzione garantiscono che i veicoli siano sempre disponibili quando necessario, evitando interruzioni nei processi aziendali.
  • Decisioni basate sui dati: la raccolta sistematica di informazioni generate dai veicoli offre alle organizzazioni una base analitica solida per pianificare rinnovi della flotta, negoziare contratti con i fornitori e definire le politiche di mobilità aziendale.

Quali sono i numeri del Fleet Management in Italia

Nonostante il quadro di riferimento sia in rapida evoluzione, la fotografia attuale del Fleet Management in Italia rivela ancora un forte ancoraggio alle tecnologie tradizionali.

Secondo i dati dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, solo il 27% delle aziende dispone di veicoli pienamente connessi, monitorati tramite sistemi telematici e piattaforme digitali. Sul fronte della mobilità elettrica, invece, il segnale è incoraggiante: l’89% delle organizzazioni ha già introdotto veicoli BEV (Battery Electric Vehicle, cioè veicoli elettrici alimentati esclusivamente da una batteria) o PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle,o ibridi plug-in, cioè veicoli con sia un motore elettrico sia uno a combustione) nella propria flotta.

Tuttavia, il 64% dei veicoli aziendali è ancora alimentato a benzina o diesel, a testimonianza di come la transizione energetica sia avviata ma ben lontana dall’essere completata. Le prospettive a breve termine sono comunque significative: il 73% delle aziende prevede di aumentare la presenza di veicoli BEV e PHEV entro il 2027, spinto principalmente dalle nuove aliquote sui fringe benefit, dalla volontà di ridurre l’impatto ambientale e dall’esigenza di migliorare l’immagine aziendale.

Quali sono gli ostacoli all’elettrificazione del Fleet Management

La strada verso una flotta a zero emissioni è però costellata di ostacoli concreti, che rendono la pianificazione dei fleet manager considerevolmente più complessa rispetto alla gestione tradizionale. I principali freni sono:

  • autonomia limitata delle batterie (55%), aggravato da un’infrastruttura di ricarica pubblica ancora insufficiente (47%) e distribuita in modo disomogeneo sul territorio (68%);
  • costi crescenti dell’energia (57%);
  • il prezzo elevato di acquisto o noleggio dei veicoli elettrici (37%);
  • i tempi di ricarica eccessivi (48%);
  • la frequente indisponibilità delle colonnine (47%);
  • difficoltà per il 38% dei dipendenti di accedere a punti di ricarica domestici.

Connettività e dati: il valore non ancora sfruttato

La connettività rappresenta uno degli assi portanti dell’evoluzione del Fleet Management moderno. Le funzionalità smart più diffuse nelle flotte aziendali includono:

  • i sistemi ADAS (61%);
  • le soluzioni di infotainment (57%);
  • i sistemi di manutenzione e gestione guasti (39%).

Le aziende investono in veicoli connessi soprattutto per aumentare la sicurezza dei dipendenti, ottimizzare i consumi e abilitare servizi di manutenzione predittiva.

Tuttavia, solo il 30% delle organizzazioni è oggi in grado di sfruttare le informazioni raccolte dai propri veicoli, sia in forma grezza che rielaborata. Colmare questo gap analitico rappresenta una delle sfide più urgenti per trasformare i dati della flotta in un reale vantaggio competitivo.

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