La robotica logistica comprende tutti i sistemi automatizzati che supportano la movimentazione, lo stoccaggio e la distribuzione di merci all’interno di magazzini, centri di distribuzione e strutture produttive.
I robot mobili autonomi (AMR) sono oggi la tecnologia più rappresentativa per la logistica. Navigano in autonomia, scelgono il percorso in tempo reale e non richiedono modifiche agli spazi esistenti.
Secondo i dati dell’Osservatorio Innovative Robotics della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2025 la movimentazione e il trasporto è un’attività citata dal 43% delleaziende italiane che dichiarano di utilizzare soluzioni robotiche. La robotica viene adottata sempre più come leva di efficienza e risposta alla carenza di manodopera in logistica.
Nei prossimi anni la robotica logistica si estenderà a ospedali, farmaciee strutture di servizio, tra i contesti con le prospettive di crescita più concrete.
Attraverso le ricerche dell’Osservatorio Innovative Robotics, in questo articolo esploreremo come la robotica sta trasformando la logistica, quali sono le soluzioni più adottate dalle aziende italiane, perché AMR e cobot stanno assumendo un ruolo sempre più centrale e quali vantaggi, ostacoli e nuove sfide emergono nel percorso di adozione.
Quali robot si usano in logistica
La categoria di soluzioni più rilevante per la logistica è quella dei robot mobili autonomi (AMR), sistemi capaci di navigare autonomamente all’interno di spazi non strutturati, trasportare merci e interagire con gli operatori umani senza richiedere percorsi fissi predefiniti.
Secondoi dati dell’Osservatorio Innovative Robotics, nel 2025 gli AMR sono già presenti nel 24% delle aziende italiane che hanno investito in robotica e, nelle intenzioni di investimento per il prossimo triennio, cresceranno fino al 30% entro il 2028.
Accanto agli AMR, crescono anche i robot collaborativi (cobot), pensati per lavorare fianco a fianco con gli operatori umani in attività di smistamento e supporto alla preparazione degli ordini. I cobot, secondo i dati della Ricerca 2025/26 dell’Osservatorio, passeranno dal 25% al 34% di adozione entro il 2028. Due tendenze che si spiegano anche con una caratteristica comune: sono sistemi flessibili, che si adattano all’ambiente esistente invece di richiedere che sia l’ambiente a adattarsi a loro.
Per capire il fenomeno è utile tenere presente che l’attuale parco installato in Italia è ancora dominato dai manipolatori robotici industriali, citati dall’82% delle aziende che possiedono soluzioni.
In logistica, però, i manipolatori fissi mostrano limiti evidenti: non si spostano, non seguono i flussi variabili e richiedono spazi dedicati. È proprio qui che gli AMR e i cobot trovano il loro spazio più naturale, rispondendo a esigenze di automazione che i robot tradizionali non riescono a soddisfare.
Quali vantaggi porta la robotica in logistica
Quando le aziende italiane valutano i benefici delle soluzioni robotiche già adottate, i rispondenti indicano priorità ancora legate ai parametri classici. Ma dalla ricerca dell’Osservatorio emergono segnali di evoluzione che riguardano da vicino la logistica. I principali vantaggi rilevati nel 2025-2026 sono:
Il 75% delle aziende che hanno già investito rileva un aumento della produttività del lavoro;
Il 65% segnala un miglioramento della qualità del processo;
Il 49% riporta un aumento della sicurezza e dell’ergonomia;
Il 40% registra una diminuzione dei costi di produzione;
Il 27% valuta positivamente la capacità di acquisire e analizzare dati, un beneficio in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti;
La flessibilità di volume e di processo è indicata rispettivamente dal 22% e dal 26%, una quota destinata a crescere in contesti logistici con picchi di domanda frequenti
La flessibilità è uno dei benefici più difficili da catturare con i parametri tradizionali. In un contesto in cui i volumi oscillano e le configurazioni di magazzino cambiano, la capacità di riconfigurare rapidamente il sistema robotico senza interventi strutturali è un valore che i KPI tradizionali faticano a catturare. È uno dei motivi per cui l’Osservatorio Innovative Robotics segnala la necessità di valutare i progetti di robotica innovativa con framework più ampi rispetto ai parametri finanziari classici.
Come si sceglie una soluzione robotica per la logistica
La scelta di un sistema robotico per la logistica parte da una valutazione del contesto operativo. Non tutti gli ambienti sono uguali. Un magazzino con percorsi fissi e scaffalature standard si presta a soluzioni diverse rispetto a un centro di distribuzione con layout variabile o a una struttura ospedaliera. I criteri che emergono dai dati dell’Osservatorio Innovative Robotics possono essere sintetizzati così:
In spazi non strutturati o con layout variabili, la scelta ricade su sistemi con navigazione autonoma come gli AMR;
Attività diverse, come trasporto interno, picking e smistamento, hanno esigenze tecniche distinte e richiedono soluzioni specifiche;
Se i flussi cambiano frequentemente, è preferibile evitare sistemi rigidi e costosi da riconfigurare;
Il robot deve integrarsi con i sistemi informativi esistenti, diventando un nodo attivo nella rete di dati aziendali;
Il business case va costruito includendo benefici difficili da quantificare con i KPI tradizionali, come sicurezza, ergonomia e flessibilità.
Come sottolinea Luca Dozio, Direttore dell’Osservatorio Innovative Robotics: “La robotica innovativa introduce una discontinuità rilevante: sistemi capaci di adattarsi all’ambiente esistente, senza riconfigurazioni costose, abbassano strutturalmente la soglia di accesso e aprono nuove possibilità di automazione e supporto alle attività anche per le imprese più piccole e per settori che fino a ieri sembravano esclusi da questa trasformazione.“
Quali ostacoli frenano ancora l’adozione
Nonostante le opportunità, la diffusione della robotica in logistica non è priva di frizioni.
Secondo i dati 2025-2026 dell’Osservatorio Innovative Robotics, tra le aziende che non adottano soluzioni robotiche e non prevedono di farlo nel triennio, il 51% indica un contesto normativo e di mercato non ancora adeguato come ragione principale. Un quadro regolatorio frammentato, con sovrapposizioni tra autorità e standard tecnici ancora in evoluzione, genera incertezza e costi di conformità elevati.
Per le piccole imprese, il freno principale è invece di natura economica: i costi ancora elevati e la difficoltà di trovare sul mercato soluzioni adattabili ai propri processi specifici. Per le grandi, è invece la costruzione di un business case solido a rappresentare la sfida più concreta. Due ostacoli diversi, ma entrambi reali, che spiegano perché nonostante le intenzioni di crescita il 28% di adozione attuale (dato 2025-2026) sia ancora lontano dal potenziale stimato.
In questo quadro, la carenza di manodopera sta diventando un fattore acceleratore. Sei aziende italiane su dieci riconoscono nella robotica una risposta concreta al calo di lavoratori disponibili, un effetto combinato dell’invecchiamento demografico e della denatalità che si fa sentire in modo particolare proprio in logistica e nei servizi, dove la disponibilità di figure operative è già critica in molte aree del Paese.
Come la robotica sta innovando la logistica negli ospedali e nel farmaceutico
Un esempio virtuoso dell’applicazione della robotica in ambito logistico è il settore sanitario. La logistica interna nelle strutture sanitarie e nell’industria farmaceutica è uno dei trend in più rapido sviluppo segnalati dalla ricerca dell’Osservatorio Innovative Robotics. Negli ospedali, i robot si occupano già del trasporto di farmaci e materiali tra i reparti, sostituendo attività manuali ripetitive e liberando il personale per compiti a maggiore valore clinico.
Nell’industria farmaceutica il fenomeno ha caratteristiche ancora più strutturali. Il settore si sta orientando verso linee di produzione completamente automatizzate, in cui i robot industriali gestiscono la manipolazione dei composti, il controllo di qualità, il monitoraggio dei processi e la logistica interna. Si tratta di un contesto in cui la precisione e la ripetibilità delle operazioni, dalla manipolazione dei composti al controllo di qualità fino alla gestione della logistica interna, rendono l’automazione robotica una scelta strutturale più che opzionale.
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