L’innovazione della Space Economy italiana accelera grazie a un ecosistema diversificato e in crescita
Il report “Space Innovation in Italia: un’analisi brevettuale” dell’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC e dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano ha analizzato l’attività innovativa degli attori italiani attivi nella Space Economy attraverso l’analisi dei brevetti depositati tra il 2000 e il 2022
A livello mondiale, l’attività innovativa della Space Economy, definita dal numero di brevetti, cresce dell’88% tra il periodo 2000-11 e 2012-22 con un aumento esponenziale a partire dal 2011 dovuto all’incremento significativo del numero di brevetti depositati in Cina. Tuttavia, la capacità innovativa di questi brevetti, calcolata mediante l’applicazione dell’Innovation Patent Index (IPI, elaborato dall’Università LIUC) e intesa come il loro potenziale di favorire la creazione d’innovazioni nel futuro, è molto bassa, al contrario di quelli depositati negli Stati Uniti.
L’attività innovativa italiana, definita dal numero di brevetti relativi alla Space Economy depositati da attori italiani, ha registrato una crescita del 91% tra i periodi 2000–2011 e 2012–2022, un valore superiore a quello osservato a livello mondiale. Un dato che conferma la capacità innovativa dell’ecosistema italiano, in un contesto internazionale sempre più articolato e competitivo nel quale lo Spazio rappresenta una leva strategica per lo sviluppo tecnologico ed economico del Paese.
È quanto emerge da “Space Innovation in Italia”, il report realizzato dall’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC e dall’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, che ha analizzato l’attività innovativa dei soggetti del Catalogue Space Economy Italia attraverso le informazioni contenute nei brevetti, identificando le dinamiche evolutive, le tendenze tecnologiche e il posizionamento degli attori innovativi.
“I brevetti rappresentano una fonte ricchissima di dati e informazioni sull’innovazione e, anche se sappiamo bene che non tutta l’innovazione viene brevettata, analizzarli consente di fare emergere le tendenze nell’evoluzione delle tecnologie e anche nelle dinamiche industriali di un settore – afferma Raffaella Manzini, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC -. In questa analisi dell’innovazione nella Space Economy siamo andati anche oltre la mera analisi della quantità di brevetti prodotta, cecando di identificare il valore potenziale incorporato in questi brevetti, attraverso indicatori di performance che legano aspetti tecnologici ad aspetti di valore e impatto futuro”
A livello mondiale, il peso dell’attività innovativa italiana è pari allo 0,29% e resta costante nei periodi 2000-11 e 2012-22. A trainare l’innovazione italiana è il significativo aumento dei brevetti dell’Accesso allo Spazio, comprendente le tecnologie volte a permettere l’accesso, l’esplorazione e lo sfruttamento dello spazio al di fuori dell’atmosfera terrestre, che registra un incremento del 348% tra i due periodi analizzati. Questo valore è nettamente superiore a quello registrato a livello globale (+149%). Anche le Comunicazioni Satellitari (i.e., attività di sviluppo e operazione di satelliti, costellazioni e loro sottosistemi che permettono la trasmissione di segnali per le telecomunicazioni e il broadcasting) crescono al di sopra del livello mondiale (69% in Italia contro il 47% nel mondo). Al contrario, l’Osservazione della Terra (i.e., attività di sviluppo e operazione di satelliti, costellazioni e loro sottosistemi allo scopo di generare dati e informazioni su fenomeni naturali e attività umane sulla Terra) e la Navigazione Satellitare (i.e., attività di sviluppo e operazione di satelliti, costellazioni e loro sottosistemi che permettono l’identificazione della posizione, tempo e velocità di un oggetto) crescono a un ritmo inferiore rispetto al contesto internazionale: rispettivamente +60% (Italia) contro +102% (mondo) e +62% (Italia) contro +82% (mondo).
Oltre all’evoluzione dell’attività innovativa, l’applicazione dell’Innovation Patent Index (IPI) evidenzia, tra i periodi 2000-11 e 2012-22, un rafforzamento della capacità innovativa nei domini della Navigazione Satellitare e delle Comunicazioni Satellitari. Al contrario, questa diminuisce nei domini dell’Accesso allo Spazio e dell’Osservazione della Terra, mostrando come la crescita numerica dei brevetti non sia sempre accompagnata da un analogo aumento della loro capacità di generare ulteriore innovazione. Inoltre, questo mostra come nell’Osservazione della Terra il Paese stia perdendo terreno rispetto ad altre aree geografiche come gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud.
“Lo studio conferma la capacità della Space Economy italiana di produrre innovazione al ritmo dei Paesi leader, anche se per volume di brevetti rappresentiamo una quota marginale se confrontata con USA e Cina – afferma Paolo Trucco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano – Il valore potenziale dei brevetti italiani si sta deteriorando, rispetto a all’innovazione prodotta da altri Paesi, nei segmenti dell’Osservazione Terrestre e dell’Accesso allo Spazio, fatto che solleva qualche preoccupazione vista la forte tradizione che vantiamo in questi ambiti. Lo studio evidenzia infine un fenomeno emergente molto rilevante: il maggior potenziale di innovazione è associato a brevetti con applicazioni trasversali a più segmenti della Space Economy.”
Dal punto di vista tecnologico, i brevetti italiani si concentrano principalmente sulle tecnologie relative ai veicoli spaziali, ai sistemi di comunicazione, alla meccanica avanzata, alla sensoristica e alla componentistica elettronica. A partire dal 2012 vi sono inoltre tecnologie in aree tecnologiche non osservate nel periodo precedente, come elaborazione delle immagini, componenti meccaniche, misurazione delle proprietà della luce e misurazione e test di materiali. Emerge di particolare rilevanza l’aumento delle innovazioni cross-dominio, ovvero tecnologie applicabili a più ambiti della Space Economy, a prova di una crescente integrazione tra diversi domini e campi applicativi. Inoltre, nel periodo 2012-22, si assiste, da un lato, alla crescita dei brevetti esclusivi dell’Accesso allo Spazio e delle Comunicazioni Satellitari e, dall’altro, alla scomparsa di brevetti esclusivamente dedicati all’Osservazione della Terra.
Il panorama dell’innovazione spaziale italiana vede il ruolo predominante di grandi aziende industriali, in particolare Leonardo S.p.A. e Thales Alenia Space Italia S.p.A.. Quest’ultima, in particolare, registra una crescita del +550% nel numero di brevetti depositati tra il 2000-11 e il 2012-22. Accanto ai grandi player, lo studio evidenzia però anche l’emergere di nuovi attori, tra cui piccole e medie imprese innovative e startup (e.g., D-Orbit S.p.A. e Stellar Project S.r.L), soprattutto a partire dal 2012. Un segnale positivo che indica un ecosistema sempre più dinamico, aperto e competitivo, capace di rinnovarsi e di attrarre nuove competenze.
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