L’eProcurement rappresenta l’insieme degli strumenti digitali che automatizza e ottimizza l’intero processo di approvvigionamento aziendale, dalla selezione dei fornitori fino al pagamento delle forniture
Il Digital Procurement si articola in tre macro-fasi: Strategic Purchasing, Sourcing e Supply
La diffusione dell’eProcurementi in Italia, secondo l’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano, è ancora limitata, con focus diversi tra grandi imprese (scouting, shopping cart, cataloghi) e PMI (albo fornitori, valutazione fornitori)
Solo una parte dei buyer B2b utilizza strumenti digitali con continuità (stando ai dati dell’Osservatorio B2b Digital Commerce & Experience sono circa 1 su 4), mentre prevalgono ancora modalità tradizionali d’acquisto come e-mail, telefono e incontri in presenza
Con il termine eProcurement (Electronic Procurement), o Digital Procurement, si intende l’insieme degli strumenti digitali a supporto del processo d’acquisto (acquisti, ordini, pagamenti). In un contesto in cui le aziende spendono sempre di più per l’acquisto di beni e servizi, la gestione digitale degli approvvigionamenti può portare grandi benefici in termini di produttivitàdel personale e saving sui prezzi d’acquisto.
Nonostante l’eProcurement sembri non essere oggi una delle priorità di digitalizzazione delle imprese Italiane, rappresenta in molteplici casi, il trampolino di lancio per la digitalizzazione del Ciclo Procure-to-Pay. Quest’ultimo comprende l’intero processo che va dalla richiesta di acquisto (Procurement) fino al pagamento del fornitore (Pay), passando attraverso l’approvazione, l’emissione dell’ordine, la ricezione della merce e la gestione della fattura.
Qual è la differenza tra eCommerce B2b e eProcurement
Sebbene spesso confusi, eCommerce B2b (Business-to-business) ed eProcurement rappresentano due approcci distinti alla digitalizzazione degli acquisti aziendali. Vediamoli di seguito nella tabella.
Dimensione di confronto
eCommerce B2B
eProcurement
Orientamento
Alla vendita
Al processo di acquisto
Gestione
Gestito dal fornitore
Gestito dall’acquirente
Focus principale
Esperienza di acquisto e catalogo prodotti
Controllo, compliance e ottimizzazione della spesa
Piattaforme
Simile a un eCommerce B2c, ma con funzionalità business (prezzi personalizzati, pagamenti dilazionati, ordini ricorrenti)
Integrato con i sistemi ERP aziendali e con workflow di approvazione
Utilizzo tipico
Acquisti spot o ricorrenti di prodotti standard
Gestione end-to-end del ciclo “Procure-to-Pay”
Obiettivo principale
Favorire la vendita e semplificare l’esperienza d’acquisto
Migliorare efficienza, controllo e trasparenza del processo di procurement
Qual è il ruolo dell’eProcurement nei processi Business to Business
L’eProcurement si inserisce nel più ampio tema del Digital B2b, inteso come il ripensamento in chiave digitale del modo in cui un’organizzazione funziona e si relaziona con i partner di business. La digitalizzazione non riguarda solo l’acquisto di tecnologie, ma implica un cambiamento culturale e organizzativo profondo.
In questo fervido scenario, gli strumenti di eProcurement supportano il Digital B2b legati ai processi transazionali. A questi si affiancano gli strumenti dedicati ai processi operativi – come l’eSupply Chain Execution, che gestisce l’esecuzione fisica delle operazioni logistiche – e quelli dedicati ai processi collaborativi – come l’eSupply Chain Collaboration, che facilita la condivisione di informazioni con i partner. Entrambe le categorie fanno capo all’eSupply Chain Management, vale a dire la gestione digitale della catena di fornitura.
Come funziona l’eProcurement
L’eProcurement si può suddividere in tre macro-fasi:
Strategic Purchasing: riguarda le attività di approvvigionamento aventi valenza strategica; si dividono in definizione della rete e delle relazioni, Marketing di acquisto, gestione dei fornitori e valutazione strategica;
Sourcing: rappresenta il collegamento fra le decisioni strategiche e l’operatività quotidiana, che avviene a seguito dell’emissione di una richiesta di acquisto (RdA) da parte di una persona o un’unita organizzativa dell’azienda alla funzione acquisti della stessa; da qui si attiva la fase di sourcing, ossia della scelta di un fornitore specifico;
Supply: si tratta dell’acquisto vero e proprio, in cui, dopo l’emissione dell’ordine e a seguito della fase di expediting, si procede con la ricezione, il controllo, il pagamento e la valutazione operativa di fornitura.
Quali sono i vantaggi dell’eProcurement
L’adozione di soluzioni di eProcurement comporta numerosi benefici tangibili per le organizzazioni. Tra i principali segnaliamo:
riduzione dei costi di acquisto: maggiore trasparenza sui prezzi e capacità di negoziazione;
efficienza operativa: automazione dei processi riduce tempi e errori manuali;
controllo della spesa: visibilità completa sugli acquisti aziendali e compliance alle policy;
miglioramento delle relazioni con i fornitori: comunicazione più rapida ed efficace;
riduzione dei tempi del ciclo di acquisto: dalla richiesta alla ricezione della merce;
tracciabilità completa: ogni fase del processo è documentata digitalmente;
analisi dei dati: possibilità di estrarre insights per decisioni strategiche;
facile integrazione con l’EDI: scambio automatico di ordini e conferme tra sistemi aziendali;
gestione immediata della fatturazione elettronica: elaborazione immediata delle fatture passive;
firma digitale: approvazione rapida e sicura dei documenti d’acquisto.
Quali ostacoli rallentano la diffusione delle soluzioni digitali
Gli ostacoli principali all’adozione di soluzioni digitali riguardano principalmente tre aree critiche:
la resistenza al cambiamento da parte del personale interno, indicata dal 34% delle imprese per i processi interni e dal 29% per i processi di interfaccia;
la difficoltà di adattare le soluzioni alle specifiche esigenze aziendali (25%), considerando che ogni organizzazione presenta processi peculiari che richiedono personalizzazioni;
la difficoltà di adattare le soluzioni ai processi dei partner (23%), un aspetto critico soprattutto nelle relazioni B2b dove l’interoperabilità tra sistemi diversi è fondamentale per garantire uno scambio documentale efficiente.
Il percorso verso la piena digitalizzazione appare quindi ancora lungo. Nonostante l’esistenza di soluzioni mature sul mercato, sono necessari investimenti più consistenti per raggiungere un adeguato livello di maturità digitale nel panorama italiano.
Come le imprese italiane utilizzano l’eProcurement
La diffusione dell’eProcurement nel mercato italiano è ancora limitata ad alcune fasi del processo, che differiscono a seconda che si tratti di grandi aziende o di microimprese e PMI (acronimo di Piccole e Medie Imprese).
Nel caso delle grandi aziende, le imprese prediligono soluzioni di Digital Procurement a supporto di:
scouting: ricerca e identificazione di nuovi fornitori sul mercato;
shopping cart: carrello digitale per la selezione e l’ordine di prodotti da catalogo;
cataloghi: database digitali di prodotti e servizi con prezzi negoziati.
Nel caso delle microimprese e delle PMI, gli investimenti si concentrano su:
albo fornitori: registro qualificato dei fornitori certificati con cui l’azienda può operare;
valutazione del fornitore: analisi delle performance e della qualità delle forniture ricevute;
qualifica del fornitore: processo di verifica dei requisiti tecnici, economici e di compliance.
Costituendo le PMI e, soprattutto, le microimprese la maggior parte delle aziende italiane (rispettivamente 5% e 94%, il restante 1% è composto dalle grandi imprese), le soluzioni di eProcurement supportano principalmente l’albo fornitori, la valutazione del fornitore e la qualifica.
Chi sono i buyer B2b
I buyer B2b sono professionisti che operano all’interno di un’azienda e che hanno la responsabilità di selezionare e acquistare beni o servizi strategici per l’attività produttiva o operativa. Diversamente dai consumatori B2c, le loro decisioni d’acquisto non sono guidate dall’impulso o da fattori emozionali, ma da criteri razionali, legati all’impatto economico e al miglioramento delle performance aziendali.
Nel B2b, il processo di acquisto è più lungo e articolato: coinvolge diversi reparti (oltre al procurement, anche il marketing, la produzione e il reparto IT) e si basa su relazioni di fiducia e collaborazione con i fornitori. Inoltre, la catena commerciale è più complessa rispetto al B2c, con intermediari, processi di validazione interni e negoziazioni basate sul ROI.
Aspetto
B2c
B2b
Chi acquista
Singolo consumatore
Professionista interno all’azienda
Tipo di rapporto
Rapporto transazionale
Relazione continuativa e collaborativa
Motivazione d’acquisto
Impulso o emozione
Analisi razionale e impatto economico
Coinvolgimento dell’azienda
Basso: il cliente decide autonomamente cosa acquistare
Alto: la decisione coinvolge più funzioni aziendali (procurement, IT, produzione, direzione)
Catena commerciale
Corta
Lunga e articolata
Ciclo d’acquisto
Breve (minuti/giorni)
Lungo (settimane/mesi/anni)
Come acquistano i buyer B2b
La maggior parte dei buyer B2b mostra una presenza significativa nei settori industriale, farmaceutico e medicale, alimentare e utility.
Per quanto riguarda i canali di acquisto, secondo la Ricerca dell’Osservatorio B2b Digital Commerce & Experience prevalgono ancora modalità tradizionali (email e telefono e incontri in presenza) in più della metà dei casi, circa 6 su 10. Solo una parte dei buyer, circa 1 su 4, utilizza strumenti digitali (eShop B2b e Marketplace), segno che la transizione verso l’eProcurement è in corso, ma non ancora pienamente consolidata.
Le pratiche di contatto diretto e le relazioni personali restano centrali nel processo d’acquisto, anche se la digitalizzazione sta gradualmente modificando le modalità di interazione con i fornitori.
Come vengono utilizzati gli eShop B2b
Quasi 1 buyer B2b su 3 utilizza regolarmente gli eShop per gli acquisti, mentre circa la metàlo fa solo occasionalmente. Le funzionalità più apprezzate dagli utenti attivi sono quelle che facilitano la gestione operativa:
visualizzazione in tempo reale di disponibilità e tempi di consegna;
tracciamento ordini e spedizioni;
ricerca avanzata e filtri per individuare rapidamente i prodotti;
Tra i buyer che invece non utilizzano affatto gli eShop, le motivazioni principali sono:
non adatto alle tipologie di acquisti;
difficoltà di integrazione con i sistemi aziendali;
assenza di piattaforme messe a disposizione dai fornitori.
Gli eShop sono considerati utili per la trasparenza e l’efficienza del processo di approvvigionamento, ma la loro diffusione resta limitata da barriere tecniche e di compatibilità con i sistemi aziendali.
Come vengono utilizzati i marketplace B2b
I marketplace B2b risultano leggermente meno diffusi: il 26%dei buyer li utilizza regolarmente e 1 su 4 occasionalmente. Le funzionalità più apprezzate da chi utilizza questi strumenti riguardano:
motore di ricerca e filtri avanzati per trovare facilmente i prodotti;
facilità d’acquisto e interfaccia intuitiva;
confronto automatico di prezzi, fornitori e condizioni.
Tra chi non li adotta, anche in questo caso, le cause principali dell’assenza sono:
non compatibilità con le tipologie di acquisto aziendali;
scarsa conoscenza o disponibilità di piattaforme B2b sul mercato;
mancanza dei fornitori strategici all’interno dei marketplace.
Rispetto agli eShop, i marketplace vengono percepiti come canali più aperti e utili per il benchmarking (ossia per analizzare e confrontare le diverse performance e proposte dei fornitori) Allo stesso tempo, scontano una limitata presenza di player rilevanti e una bassa maturità del mercato B2b online, che rende l’impatto dei marketplace meno incisivo rispetto ad altri canali.
Le sfide culturali nella digitalizzazione degli acquisti B2b
Oltre agli aspetti tecnologici, l’Osservatorio B2b Digital Commerce & Experience evidenzia che persistono le modalità di acquisto “tradizionali”, a causa di resistenze culturali e organizzative nella rete di vendita. Tra le grandi aziende, il 28% segnala difficoltà interne nella rete di vendita, legate al timore di perdere il controllo sui clienti o alla percezione di essere monitorati dai sistemi digitali. Dal lato dei buyer, invece, l’utilizzo di piattaforme digitali è naturale nella sfera privata (86%), ma scende al 60% in ambito professionale.
Come abbiamo visto, chi utilizza regolarmente piattaforme digitali ne riconosce i vantaggi in termini di rapidità e varietà dell’offerta, confermando che strumenti ben progettati possono accelerare la modernizzazione degli acquisti B2b.
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