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I nuovi business model “figli” della digitalizzazione. Qualità, efficienza, elusione delle regole, impatto sociale

29 marzo 2017

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Informazioni

  • Data 29 marzo 2017
    dalle 17:15 alle 19:00
  • Lingua Italiano
  • Presso Aula Carassa-Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4, campus Bovisa - 20156 Milano
  • Contatti Barbara Balabio
    barbara.balabio@osservatori.net
  • Info iscrizione

    Per questo evento non è prevista la diretta in streaming

Descrizione

Una breve introduzione all’incontro

di Umberto Bertelè


Un tema che da sempre mi affascina è l’esplosione di imprenditorialità che accompagna la nascita di nuove tecnologie o la disponibilità di nuove infrastrutture.

Mi affascina l’esistenza di una sorta di moltiplicatore dell’innovazione, che fa sì che tecnologie e infrastrutture rappresentino lo stimolo, o anche semplicemente la scusa, per ripensare i modi in cui fare le cose, organizzarsi per farle e rapportarsi con il contesto esterno: per mettere in campo cioè business model in grado di impattare - sulla nostra vita e sull’organizzazione dell’economia e della società - in una misura amplificata rispetto a quanto immaginabile a priori.

La digitalizzazione (digitization), in atto da più di mezzo secolo ma fortemente acceleratasi nell’ultimo decennio, è una sorgente quasi inesaurabile di nuovi business model, che

  • portano in taluni casi alla disruption di quelli esistenti, per la capacità di fornire funzionalità simili a costi minori (WhatsApp che mette fuori mercato    gli sms) e/o con caratteristiche qualitative superiori (Booking o Expedia che mettono fuori mercato le agenzie di viaggio);
  • portano in altri a un duro confronto (fra l’ecommerce ad esempio e la distribuzione tradizionale), con la possibile nascita di modelli ibridi su entrambi i versanti (Alibaba e Walmart che acquisiscono rispettivamente un grande distributore cinese e una startup operante nell’ecommerce);
  • possono sconvolgere gli equilibri di filiera, spostando il potere contrattuale - e quindi la maggiore capacità di creare valore - a monte o a valle (Amazon che ruba margini ai grandi editori internazionali con la sua posizione dominante nella distribuzione e il suo quasi-monopolio negli ebook).

 

La trasversalità della digitalizzazione, che la fa spesso paragonare all’energia elettrica, e la sua capacità di interconnessione permanente (di siti, persone e cose) fanno sì da un lato che essa generi business model innovativi in tutti i comparti dell’economia e dall’altro che le imprese digitali abbiano un portafoglio di business spesso molto composito (Apple è ad esempio presente negli smartphone e nei PC ma anche nella vendita di app piuttosto che nei pagamenti) e siano frequentemente in competizione fra loro (Alphabet-Google e Facebook ad esempio per il digital advertising). La varietà dei comparti ove le imprese digitali operano fa anche sì che esse estendano talora la loro presenza - integrandosi a monte o a valle - in ambiti più tradizionali (Amazon ad esempio nella logistica e non solamente per usi propri).   

 

La forza disruptive dei modelli spesso si scontra con la normativa e con gli interessi costituiti esistenti: di qui la tendenza dei nuovi attori (Uber e Airbnb ad esempio) a eludere le regole, la reazione talora scomposta di chi rischia di uscire dal gioco e gli interventi della politica a favore del nuovo o a protezione dell’esistente.

L’innovazione digitale, soprattutto se radicale e in sinergia con altri fattori quali la globalizzazione, può anche avere – almeno in un orizzonte di breve-medio termine - ricadute sociali pesanti. La riorganizzazione in atto del manufacturing e l’introduzione di software sempre più sofisticati e intelligenti nelle attività professionali hanno ad esempio il doppio effetto  di impattare negativamente sui livelli occupazionali e di squilibrare la distribuzione del reddito a sfavore della classe media, con conseguenze politiche già ampiamente visibili.

 

A un breve sguardo su tutti questi temi, con un occhio attento ai possibili scenari futuri, è dedicato l’incontro.

Programma

Aprono i lavori Ferruccio Resta, Rettore, Politecnico di Milano, e Alessandro Perego, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano


Introduce il tema Umberto Bertelè, Professore Emerito di Strategia e Chairman degli Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano


Intervengono Vittorio Chiesa, Giuliano Noci e Andrea Rangone, Professori Ordinari di Strategy & Marketing, Politecnico di Milano


Coordina il dibattito Enrico Sassoon, Direttore Harvard Business Review Italia

 


Nel corso dell’incontro verrà presentata la nuova edizione del libro “Strategia” di Umberto Bertelè, focalizzata sul tema della digitalizzazione.


L’incontro si terrà il 29 Marzo alle 17.15 presso l’Aula Aula Carassa-Dadda, edificio BL.28, via Lambruschini 4, campus Bovisa – Milano.

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