Ripensare il Supply Chain Planning: le leve per una pianificazione resiliente e competitiva
Descrizione
Il report dell’Osservatorio Supply Chain Planning analizza come le imprese manifatturiere italiane pianificano la supply chain in un contesto di incertezza ormai strutturale.
I rischi più sentiti sono l’instabilità geopolitica, la volatilità della domanda e le disruption logistiche, con priorità simili per piccole e grandi imprese. Il monitoraggio dei rischi è diffuso ma resta per lo più reattivo o periodico, e raramente va oltre i fornitori diretti. Per difendersi, le aziende preferiscono leve operative come fornitori alternativi, scorte e flessibilità produttiva, rispetto a interventi strutturali sulla filiera, che sono più costosi e lenti. La collaborazione con gli altri attori della catena è ancora poco sviluppata.
Il monitoraggio delle prestazioni è migliorato molto negli ultimi anni, ma le PMI restano indietro nelle forme più evolute. L’adozione dell’AI è ancora nelle fasi iniziali e si concentra su previsione della domanda, gestione ordini e scorte. Il vero ostacolo non è la tecnologia ma la carenza di competenze e di piani strutturati di formazione. L’AI agentica per una supply chain autonoma resta quindi un traguardo di lungo periodo.
Indice
- 1La gestione delle emergenze è una normalità
- 2Come rispondono le imprese al contesto di incertezza continua
- 3L’evoluzione delle competenze
- 4Il futuro tecnologico di supply chain planning
Indice dei grafici inclusi
- 1Rischi per la supply chain maggiormente percepiti
- 2Utilizzo dei dati raccolti sul monitoraggio dei rischi
- 3La diffusione degli approcci al monitoraggio delle prestazioni dei processi di SCP da parte delle aziende manifatturiere
- 4Il cambio del ruolo delle persone con l’avvento di AI
Domande chiave
- Come sta cambiando il contesto del Supply Chain Planning e quali rischi sono oggi percepiti come più critici dalle imprese?
- Quali leve stanno attivando le imprese per rispondere a un contesto di incertezza continua?
- Come stanno evolvendo i modelli di performance, l’organizzazione dei processi e le competenze nel Supply Chain Planning?
- Quali traiettorie tecnologiche definiranno il futuro del Supply Chain Planning?
Metodologia
La ricerca 2025-2026 ha voluto fotografare lo stato dell’arte del Supply Chain Planning nelle imprese italiane, con attenzione agli strumenti e alle tecnologie usati per pianificare domanda, scorte, trasporti e rete distributiva e per tracciare i flussi fisici. Si è proposta inoltre di capire dove si concentrano gli investimenti, misurare la maturità di grandi imprese e PMI e analizzare i cambiamenti organizzativi: nuovi ruoli e funzioni, competenze richieste, governance e gestione dei progetti. Infine ha voluto individuare i principali trend tecnologici in corso.
Sul piano metodologico, lo studio si basa su una survey online condotta tra marzo e giugno 2026 con 75 rispondenti, tra cui CIO, responsabili IT, Innovation Manager e responsabili R&D di aziende operanti in Italia. I dati sono stati integrati con interviste ad alcune aziende del campione. I risultati sono stati poi discussi e validati in un workshop con 15 manager e in quattro incontri riservati con le aziende sostenitrici.
Gli Autori

Roberto Cigolini
Full Professor, Direttore Osservatorio Supply Chain Planning
Gianluca Martin
RicercatoreSiamo a tua disposizione per informazioni e assistenza

Martina Vertemati
Acquisti e abbonamenti Da Lunedì al Venerdì, dalle 09 alle 18
Alessia Barone
Assistenza Da Lunedì al Venerdì, dalle 09 alle 18Scopri altri contenuti di Supply Chain Planning











