Bambini, adolescenti e AI: l’educazione al digitale non può più aspettare

Comunicato stampa Luglio 2026
  • Applicazioni educative, per la salute, per il tempo libero e tecnologie per la sicurezza dei minori: le startup negli ultimi cinque anni hanno raccolto 4 miliardi di dollari di investimenti a livello internazionale.
  • Progettare in maniera etica è possibile: le prime esperienze lo dimostrano
  • Nasce l’Osservatorio Digital for Kids & Teens del Politecnico di Milano per mettere in rete imprese, startup, istituzioni e terzo settore.

 

I dati possono essere ripresi citando come fonte l’Osservatorio Digital for Kids & Teens del Politecnico di Milano e includendo il relativo link.

Da oggi è disponibile l’infografica gratuita con i dati chiave della ricerca, condivisibile attraverso questo link.

 

Milano, 3 luglio 2026 – I social media, i video, i giochi online e, più di recente, l’Artificial Intelligence fanno ormai parte della quotidianità delle nuove generazioni. I dati raccolti da Ipsos Doxa mostrano che circa il 12% dei bambini tra i 6 e i 10 anni usa uno smartphone tutti i giorni e 1 preadolescente su 2 utilizza almeno un social. Inoltre, più di 1 ragazzo su 3 tra i 12 e 18 anni utilizza chatbot e assistenti AI.

Questo avviene nonostante pediatri e psicologi consiglino di evitare l’esposizione ai dispositivi digitali prima dei 2 anni, moderandone il tempo di utilizzo negli anni successivi e nonostante l’età minima per l’accesso ai Social Network con la supervisione di un genitore sia di 14 anni.

L’offerta di servizi digitali ai minori copre tutti i principali ambiti della loro vita, dall’educazione all’intrattenimento passando per la salute, e si basa su diverse tecnologie digitali (es. tecnologie immersive, internet of things, AI). Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Digital for Kids & Teens del Politecnico di Milano, un forte contributo in questo viene dalle startup. A livello internazionale, negli ultimi cinque anni le startup in questo ambito hanno raccolto circa 4 miliardi di dollari di investimenti. In particolare, il 58% delle realtà censite opera nell’ambito educativo, sviluppando strumenti di apprendimento personalizzato, tutoring intelligente e generazione automatica di contenuti didattici.

Questi dati fanno emergere l’importanza di sviluppare iniziative per promuovere l’utilizzo consapevole e sicuro del digitale da parte dei minori e un approccio etico allo sviluppo dei servizi rivolti a questa fascia della popolazione. Per contribuire a questa sfida, è nato l’Osservatorio Digital for Kids & Teens, giunto oggi alla presentazione della prima ricerca durante il convegno “Digital for Kids & Teens: fare sistema tra innovazione e responsabilità. Uno dei 60 filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management (www.osservatori.net) che affrontano tutti i temi chiave dell’Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione e che analizza ogni anno i trend del mercato italiano.

Digitale e AI sono già parte della vita dei ragazzi. Ora serve una visione comune.

L’utilizzo delle tecnologie digitali da parte dei minori è oggi al centro di un intenso dibattito pubblico. Il digitale offre opportunità per l’apprendimento, l’inclusione, la creatività, le relazioni e l’accesso alla conoscenza. Accanto alle opportunità emergono però rischi legati a cyberbullismo, disinformazione, dipendenza digitale, adescamento online e possibili impatti sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale.

Negli ultimi anni, in Italia, sono nate numerose iniziative promosse da istituzioni, associazioni, scuole e aziende volte a sviluppare consapevolezza e competenze sul tema; da percorsi di cittadinanza digitale nelle scuole, fino alle nuove funzionalità introdotte dalle piattaforme come il “profilo adolescenti” per i 13-16enni e gli strumenti di parental control. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato linee guida per l’introduzione dell’AI nelle scuole e stanziato fondi per la formazione dei docenti. Non mancano alcune proposte legislative, tra cui quella di divieto assoluto di utilizzo di social ai minori di 13 anni e quella per vietare la memorizzazione delle chat da parte di applicazioni di Generative AI, per limitare la capacità di costruire rapporti continuativi con utenti minorenni. Tuttavia, queste iniziative restano spesso frammentate e non sempre dialogano tra loro.

«Le tecnologie digitali sono ormai parte integrante della vita quotidiana delle nuove generazioni e l’Artificial Intelligence sta accelerando ulteriormente questa trasformazione – dichiara Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. – Di fronte a questo scenario occorre una visione sistemica, capace di leggere in maniera integrata rischi e opportunità, mitigando i primi e valorizzando le seconda. La ricerca mostra che oggi esistono numerose iniziative promosse da scuole, istituzioni, associazioni e imprese, ma spesso operano in modo frammentato. La vera sfida è fare sistema: misurare l’impatto delle iniziative, valorizzare le esperienze di successo, renderle accessibili e replicabili e accompagnare lo sviluppo di soluzioni progettate in modo etico e responsabile. Il tema non riguarda soltanto la tecnologia, ma il modo in cui prepariamo bambini e adolescenti a diventare cittadini consapevoli in una società sempre più digitale. Per questo è fondamentale costruire un ecosistema capace di mettere in dialogo famiglie, scuole, istituzioni, imprese e terzo settore, affinché innovazione e responsabilità possano crescere insieme.»

Dal digitale come rischio al digitale come opportunità

La ricerca evidenzia come il dibattito pubblico tenda a concentrarsi prevalentemente sui rischi, lasciando in secondo piano le opportunità offerte dall’innovazione. Tecnologie come Artificial Intelligence, Realtà Estesa (XR) e Internet of Things stanno già trasformando il modo in cui bambini e adolescenti apprendono, giocano, socializzano e accedono a servizi sanitari.

Nel tempo libero, le tecnologie immersive trasformano sia il gioco sia la fruizione culturale. Piattaforme virtuali di gaming online combinano creatività, socialità e intrattenimento in ambienti virtuali condivisi, mentre gli smart toys integrano AI per offrire interazioni dinamiche e personalizzate. Sul versante culturale, sono diversi i musei che impiegano tecnologie XR per creare esperienze educative immersive. L’IoT abilita smartwatch per i più giovani, che, oltre a funzioni di monitoraggio fisico, supportano i genitori nella gestione dei figli: dalla regolamentazione dell’uso del digitale alla geolocalizzazione in tempo reale. Infine, l’AI rafforza la sicurezza digitale tramite sistemi di rilevamento di cyberbullismo e contenuti inappropriati o algoritmi per filtrare i contenuti in base all’età.

Nel mondo dell’educazione, l’XR abilita esperienze immersive e simulazioni interattive aumentando l’efficacia dell’apprendimento e il coinvolgimento dello studente. L’IoT viene impiegata in laboratori intelligenti e kit di robotica, per sviluppare ad esempio competenze di coding e problem solving. L’AI introduce percorsi adattivi e personalizzati sia rivolti agli studenti per modulare gli esercizi, sia destinati ai docenti per la creazione di contenuti. Infine, emergono anche soluzioni specifiche per studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali.

Nell’ambito della salute, dispositivi connessi monitorano i parametri vitali nei bambini e applicazioni XR supportano la gestione di ansia e dolore in diversi contesti pediatrici. Sono poi nati giochi per aiutare i bambini a comprendere e gestire malattie. L’AI trova spazio nel supporto cognitivo e nello screening precoce di difficoltà di apprendimento.

«La ricerca mostra un ecosistema in rapida evoluzione, che coinvolge grandi aziende tecnologiche, produttori di prodotti per bambini, startup, istituzioni educative e organizzazioni del terzo settore – afferma Marta Valsecchi, Direttrice dell’Osservatorio Digital for Kids & Teens del Politecnico di Milano. – Le finalità per cui le diverse tecnologie digitali vengono utilizzate sono diverse: il cambiamento delle modalità di fruizione, la personalizzazione della soluzione in base alle caratteristiche e agli interessi del bambino, l’arricchimento dell’esperienza generando contesti immersivi e interattivi, ma anche per migliorare la sicurezza e garantire tutela.

Il mercato delle soluzioni digitali per minori

L’analisi internazionale condotta dall’Osservatorio evidenzia un contributo importante delle startup nell’offerta di prodotti e servizi dedicati ai minori. Sono state mappate complessivamente oltre 400 startup, che hanno raccolto 4,1 miliardi di dollari. Oltre la metà dei finanziamenti si concentra sull’educazione, ma è la salute l’ambito che attrae i maggiori investimenti medi. Nel tempo libero molte le applicazioni a tutela dei minori legate alla sicurezza digitale, al supporto genitoriale e alla personalizzazione dei contenuti.

«L’ecosistema delle soluzioni digitali per minori è sempre più articolato e coinvolge grandi aziende tecnologiche, imprese del giocattolo e startup – dichiara Fiorella Crespi, Direttrice dell’Osservatorio Digital for Kids & Teens del Politecnico di Milano. – La ricerca mostra come oltre la metà delle startup internazionali analizzate operi nell’ambito educativo, sviluppando strumenti di apprendimento personalizzato, tutoring intelligente e generazione di contenuti didattici. Rilevanti anche le applicazioni dedicate alla sicurezza, al supporto genitoriale e al benessere psicologico. Nel complesso, il digitale per minori evolve verso esperienze personalizzate, immersive e data-driven, rendendo centrale il tema della responsabilità: progettazione adeguata all’età, cybersecurity, protezione dei dati e trasparenza diventano fattori sempre più centrali per accompagnare l’innovazione e creare valore nel lungo periodo.»

Innovazione e responsabilità devono crescere insieme

L’ultima parte della ricerca si concentra sugli aspetti etici e sulle modalità con cui le organizzazioni possono sviluppare tecnologie e soluzioni più sicure e responsabili. In un contesto in cui le aspettative etiche crescono insieme all’innovazione, responsabilità e competitività non rappresentano obiettivi alternativi, ma fattori destinati a rafforzarsi reciprocamente.

Per le aziende che operano in questo mercato, ignorare le implicazioni etiche espone a rischi legali, reputazionali e commerciali, mentre affrontarle con rigore apre invece spazi di differenziazione e consolidamento della propria posizione. Vi sono quattro leve fondamentali su cui agire: qualità delle soluzioni sviluppate, processi di progettazione responsabile, strutture di governance adeguate e cultura organizzativa orientata al benessere dei minori. Ad oggi le aziende che hanno già iniziato ad affrontare il tema si stanno concentrando prevalentemente sulla comunicazione chiara di benefici e rischi, sistemi di verifica dell’età, parental control e analisi dei contenuti.

Secondo l’Osservatorio, la capacità di attivare iniziative in queste dimensioni diventerà un elemento sempre più rilevante per tutte le organizzazioni che operano nel mercato delle tecnologie dedicate ai minori permettendo loro di acquisire e mantenere legittimità etica.

 

*L’edizione 2025-2026 dell’Osservatorio Digital for Kids & Teens della POLIMI School of Management è realizzata con il supporto di Gruppo Mondadori, Intesa SanPaolo, MyEdu, SMART Technologies.

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Barbara Balabio

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Bambini, adolescenti e AI: l'educazione al digitale non può più aspettare

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