EUDI Wallet, Italia tra i Paesi più avanzati, ora la corsa verso la scadenza
IT-Wallet sempre più vicino, cresce l’uso di CIE e CieID, più equilibrio con SPID
- Entro il 24 dicembre 2026 ogni Stato membro dovrà rendere disponibile almeno un wallet conforme, dal 2027 l’obbligo di accettazione si estenderà anche a parte delle aziende private
- In Europa 9 Paesi, tra cui l’Italia, hanno richiesto l’approvazione dello schema di certificazione, ma nessun wallet nazionale ha già tutte le funzioni richieste dalla normativa
- In Italia 32 milioni di identità SPID attive, 57,4 milioni di CIE valide, 14,7 milioni di utenti attivi su CieID negli ultimi 12 mesi. 12,7 milioni hanno attivato la funzionalità “Documenti su IO”
- Il 60% degli italiani usa già un wallet delle BigTech. Per l’EUDI Wallet le priorità d’uso per gli utenti sono accesso ai servizi sanitari (34%), imbarco in aeroporto (30%) e check-in in hotel (23%)
- Il 54% preferirebbe un wallet per i documenti di identità erogato da un fornitore pubblico
I dati possono essere ripresi citando come fonte l’Osservatorio Digital Identity & Wallet del Politecnico di Milano e includendo il relativo link
Milano, 5 novembre 2026 – L’Italia è tra i Paesi più avanzati in Europa nello sviluppo dell’EUDI Wallet, il portafoglio europeo di identità digitale, ma ora si apre la corsa finale per rispettare la scadenza del 24 dicembre 2026, entro cui ogni Stato membro dovrà rendere disponibile almeno un wallet conforme ai requisiti. Un traguardo che, secondo l’Osservatorio Digital Identity & Wallet del Politecnico di Milano, richiede un’accelerazione a livello europeo: 9 Paesi, tra cui l’Italia, hanno già richiesto l’approvazione del proprio schema di certificazione, ma nessun wallet nazionale dispone ancora di tutte le funzionalità richieste. Proseguono le sperimentazioni a livello nazionale e nei consorzi europei (Large Scale Pilot) che coinvolgono 257 casi d’uso. L’Italia, con 12 casi d’uso testati, è tra i Paesi che ne contano il maggior numero.
Nel nostro paese progredisce lo sviluppo del Sistema IT-Wallet, che consentirà ai cittadini italiani di conservare documenti digitali con pieno valore legale direttamente sul proprio smartphone. La soluzione pubblica si sta costruendo a partire dall’app IO, dove sono già 12,7 milioni gli utenti che hanno attivato la funzionalità “Documenti su IO”, per un totale di 21,8 milioni di documenti memorizzati.
Per quel che riguarda i sistemi di identità digitale attivi, SPID resta lo strumento più diffuso e usato con maggiore intensità (32 milioni di identità attive con 27,7 accessi per utente nell’ultimo anno), pur con accessi in leggera flessione. Crescono invece la Carta d’Identità Elettronica, con 57,4 milioni di carte in corso di validità, e il suo utilizzo online tramite CieID, che conta 13,8 milioni di utenti attivi negli ultimi 12 mesi.
Sul fronte della domanda, il 60% degli italiani utilizza già un wallet delle Big Tech, mentre tra i desiderata dei servizi su cui utilizzare gli EUDI Wallet in arrivo emergono l’accesso ai servizi sanitari (34%), l’imbarco in aeroporto (30%) e il check-in in hotel (23%). Resta centrale il ruolo del settore pubblico: il 54% degli utenti preferirebbe che il wallet per i documenti di identità fosse erogato da un fornitore pubblico.
Sono alcuni dei risultati della ricerca dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet del Politecnico di Milano* presentata oggi durante il convegno “Identity wallet: onboarding, partenza, via!”. Uno degli oltre 50 differenti filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) che affrontano tutti i temi chiave dell’Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.
“Se il 2025 è stato l’anno della messa a punto della regolamentazione sull’EUDI Wallet, il 2026 è stato quello della progressiva attuazione e ora le scadenze ravvicinate stanno spingendo i Governi e il mercato ad accelerare i lavori – commenta Giorgia Dragoni, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet -. Sul fronte nazionale, oggi l’IT-Wallet ha un quadro normativo di riferimento che definisce i ruoli dell’ecosistema, regola la transizione da SPID e CIE e apre la sperimentazione a soggetti pubblici e privati. Nel frattempo, gli utenti italiani hanno preso confidenza con ‘Documenti su IO’, in vista della convergenza della funzionalità verso un EUDI Wallet vero e proprio”.
“A fine 2026, il Sistema IT-Wallet è ai blocchi di partenza, ma rendere disponibile una soluzione non basta – aggiunge Valeria Portale, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet -. Ora restano da comporre tasselli importanti, tra cui la certificazione secondo lo schema normativo, l’ampliamento delle credenziali e soprattutto lo sviluppo di casi d’uso capaci di trasformare l’infrastruttura in valore reale per gli utenti. Il 2027, infatti, sarà l’anno in cui nella maggior parte dei Paesi europei il wallet arriverà davvero nelle mani dei cittadini e capiremo se l’ecosistema di servizi sarà pronto a renderlo parte della quotidianità. Il percorso compiuto dà segnali incoraggianti: in Europa abbiamo affrontato la sfida con uno spirito sempre più collaborativo, dalla partecipazione ai progetti pilota di sperimentazione alla condivisione delle esperienze tra Paesi. È lo stesso spirito con cui, nei prossimi mesi, occorrerà estendere la collaborazione a tutti gli attori del mercato”.
“Il processo di convergenza della soluzione italiana verso l’EUDI Wallet e l’avvio del Sistema IT-Wallet poggiano su una base solida, ma il percorso di completamento è ancora in corso – dice Luca Gastaldi, Direttore dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet -. Restano da affrontare importanti tasselli normativi e tecnici. In attesa dello schema di convenzione AgID per l’accreditamento delle soluzioni private, sono in arrivo alcuni aggiornamenti. A ottobre, per esempio, è stata disciplinata la partecipazione di attori pubblici e privati alle sperimentazioni del Sistema IT-Wallet, con la pubblicazione del relativo Regolamento. La chiave per trasformare questa infrastruttura in valore reale per gli utenti risiede nell’ampliamento delle credenziali e nello sviluppo di concreti casi d’uso”.
La normativa in Europa
Sul fronte normativo, gli atti d’esecuzione hanno portato numerose novità in Europa e in parallelo è avanzata l’infrastruttura tecnica. Tuttavia, si prevede che lo schema definitivo di certificazione arrivi a ridosso delle scadenze previste da eIDAS2, lasciando agli Stati membri tempi contingentati per procedere alla certificazione delle soluzioni nazionali.
Sull’attuazione, quasi tutti i Paesi hanno registrato avanzamenti significativi, anche se il quadro resta disomogeneo. Alcuni Paesi sono già operativi, seppur con soluzioni non ancora certificate. In Portogallo l’app gov.pt ha superato i 2,5 milioni di utilizzatori. Mentre in Francia e Germania sono state avviate sandbox e sperimentazioni per favorire ecosistemi di servizi accessibili. Tra i diversi percorsi, quello della Romania è interessante: a fine giugno ha annunciato lo sviluppo del wallet nazionale, RoEUDIW, sull’infrastruttura open source realizzata dalla Germania, contenendo costi e tempi di implementazione.

Un’app già disponibile per i cittadini e un ecosistema di aziende coinvolte non sono sufficienti a misurare i reali progressi dei singoli Paesi verso l’EUDI Wallet. Per essere accreditata, infatti, ciascuna soluzione dovrà completare un processo di certificazione articolato, con requisiti stringenti in materia di sicurezza, protezione dei dati e interoperabilità. Nessuna delle versioni dei wallet nazionali oggi pubbliche è già dotata di tutte le funzionalità richieste.
A novembre 2026, 9 Paesi hanno già richiesto l’approvazione dello schema di certificazione, ovvero l’insieme di requisiti e standard da rispettare: sono Austria, Finlandia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna. È plausibile che alcuni progetti nazionali la ottengano nei prossimi mesi, completando nel frattempo lo sviluppo delle funzionalità necessarie a superare le verifiche.
L’avanzamento dell’EUDI Wallet
La mappatura dell’Osservatorio dei progetti di EUDI Wallet fotografa il livello di preparazione degli Stati europei a novembre 2026 in vista della scadenza del 24 dicembre, con una valutazione su tre dimensioni (iter normativo nazionale, sviluppo delle funzionalità previste da eIDAS2 e avanzamento della certificazione) da 0 a 6 punti. Nessun Paese raggiunge il punteggio pieno, il massimo è 4 su 6. Dodici Paesi sono nelle fasi iniziali, con punteggi di 0 o 1. L’Italia ottiene 4 punti, ben sopra la media europea ed è tra i Paesi che stanno concretamente avanzando verso l’EUDI Wallet. Per tutti gli Stati, Italia inclusa, resta da completare la fase finale del percorso verso la scadenza di dicembre.

Nel 2026 sono entrati nel vivo i due nuovi Large Scale Pilot (LSP), consorzi comunitari di sperimentazioni di casi d’uso dell’EUDI Wallet, WEBUILD e APTITUDE, focalizzati su pagamenti, credenziali di viaggio e business wallet, con implementazioni dirette nei wallet nazionali. Su 257 casi d’uso, 129 sono sperimentazioni dei LSP e 128 sono stati sviluppati nell’ambito dei progetti nazionali. Nel complesso, il 79% è composto da riprogettazione delle interazioni tra cittadino e pubblica amministrazione. I LSP, invece, si concentrano maggiormente sui processi del settore privato, dal banking alla mobilità.
L’Italia è tra i Paesi con il maggior numero di sperimentazioni attive: 12, di cui 5 nell’ambito dei LSP, tra eGovernment, servizi bancari e di pagamento. La partecipazione ai consorzi europei ha permesso di raccogliere esperienze e buone pratiche da riportare nelle sperimentazioni nazionali.
L’IT-Wallet
Nel 2026 l’IT-Wallet ha acquisito un quadro normativo di riferimento con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle linee guida e la definizione dei ruoli dell’ecosistema, in cui sono stati definiti l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato come gestore dell’infrastruttura e PagoPA come fornitore tecnologico della soluzione pubblica. È consentito continuare a usare fino a febbraio 2028 le identità SPID e CieID con livello di garanzia substantial per l’inizializzazione del wallet, a condizione di poter provare il possesso della CIE e di verificarne l’integrità, anche tramite lettura del chip.
Il percorso verso l’IT-Wallet pubblico passa dall’app IO, attraverso la funzionalità “Documenti su IO”, destinata a evolvere nella soluzione pubblica con il completamento di alcune specifiche normative e tecniche. Intanto, la funzionalità sta consolidando la base di utenti. A settembre 2026 le attivazioni hanno superato i 12,5 milioni, a fronte di circa 15,5 milioni di utenti attivi sull’app IO negli ultimi dodici mesi. I documenti memorizzati erano 21,8 milioni (11 milioni di patenti, 10,6 milioni di tessere sanitarie e 200mila carte della disabilità), più che raddoppiati rispetto a quelli di un anno prima (10,6 milioni). In vista della scadenza del 24 dicembre restano da comporre alcuni tasselli. Sul set di credenziali disponibili è in corso un lavoro di ampliamento tecnologico e normativo che si concretizzerà con l’arrivo, tra le altre, di tessera elettorale e certificati di laurea e di diploma.
SPID e CieID
In attesa della piena operatività del nuovo sistema, SPID e CieID restano le colonne portanti dell’identità digitale italiana. A settembre 2026 le identità SPID rilasciate erano 43,4 milioni (di cui 32 milioni risultavano attive), mentre gli accessi registrati da inizio anno si attestavano a 873,6 milioni, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Una lieve flessione che potrebbe essere parzialmente spiegata dal cambiamento nel modello di offerta: da gennaio 2026 alcuni Identity Provider hanno introdotto un canone a carico dell’utente, che potrebbe aver frenato l’utilizzo del sistema.
D’altro canto, crescono sia CIE sia la sua versione digitale CieID. Le carte emesse e in corso di validità erano 57,4 milioni a settembre 2026, contro i 48,4 milioni di dodici mesi prima (+19%). Una spinta alla diffusione è venuta dall’invalidità del documento cartaceo per l’espatrio, che ha indotto parte dei possessori a sostituirlo con la CIE. Ma un salto rilevante riguarda anche l’utilizzo online. A fine settembre 2026 si registravano 14,7 milioni di utenti attivi negli ultimi dodici mesi e 265,8 milioni di accessi “Entra con CIE”, circa 7-8 milioni di accessi mensili in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
SPID resta lo strumento con la maggiore intensità d’uso, con 27,7 accessi per utente negli ultimi 12 mesi, rispetto ai 18,1 effettuati dagli utenti attivi di CieID. Nel complesso, la lieve flessione degli accessi SPID e la rapida crescita di CieID indicano una tendenza verso un maggiore equilibrio tra i due sistemi, in una fase di transizione verso EUDI Wallet.

Le aspettative degli utenti
Resta da capire in che modo il quadro normativo riuscirà a rispondere alle aspettative degli utenti e a tradursi in una soluzione realmente in linea con le loro esigenze. Finora le sperimentazioni nei progetti pilota europei si sono concentrate soprattutto su processi di identificazione cruciali per le aziende, come quelli di Know Your Customer, che però rappresentano interazioni occasionali per gli utenti.
Le abitudini degli utenti italiani, infatti, si sono formate su usi ben più ricorrenti, grazie ai wallet offerti dalle Big Tech. Il 60% vi conserva già delle credenziali (+10 punti percentuali rispetto al 2025), soprattutto carte di pagamento, carte d’imbarco e biglietti. In virtù di questa familiarità, due possessori su tre vorrebbero aggiungervi anche i documenti d’identità, pur preferendo per questi un fornitore pubblico (54% degli utenti).
Le aspettative degli italiani sui servizi accessibili sono altrettanto definite, orientate a occasioni di uso frequente più che a procedure una tantum. I casi d’uso in cui gli utenti vorrebbero usare in via prioritaria l’EUDI Wallet sono infatti l’accesso ai servizi sanitari (34%), l’imbarco in aeroporto (30%) e il check-in in hotel (23%). Solo il 5% indica l’apertura di un conto corrente.

*L’edizione 2026 dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet della POLIMI School of Management è realizzata con il supporto di American Express, Aruba, Bancomat, Enel, Google, Tinexta Infocert, Intesa Sanpaolo, Intesa (Havant Group), Intesi Group, Namirial, PAX Italia, Poste Italiane, Accenture, Agos, Banca Mediolanum, Banco BPM, BBVA, BNL BNP Paribas, CRIF, Iccrea Banca, ING Bank, TeamSystem, Telecom Italia Trust Technologies, Unipol, Worldline, Zucchetti.
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