Corrispettivi telematici via software in breve
- I corrispettivi telematici sono i dati sulle vendite che ogni soggetto IVA è obbligato a trasmettere all’Agenzia delle Entrate, sostituendo scontrini e ricevute fiscali cartacei
- Nel 2024 è stato emesso un Decreto Legislativo che prevede la possibilità di farlo attraverso software dedicati, soluzioni applicative che eliminano la necessità di un registratore telematico fisico e possono girare su qualsiasi terminale, inclusi smartphone e SmartPOS
- Dal 7 marzo 2025, con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 111204, la certificazione di queste soluzioni da parte di un ente accreditato è diventata un obbligo concreto: nessuna soluzione può essere commercializzata senza aver completato l’iter di approvazione
- Il Politecnico di Milano, attraverso l’Osservatorio Digital B2b, è tra i primi enti ad aver ottenuto questo accreditamento e offre oggi un servizio completo di certificazione per i produttori software
In questo articolo, realizzato proprio dall’Osservatorio Digital B2b, viene approfondito ciò che produttori di software ed esercenti devono sapere sull’introduzione della trasmissione telematica dei corrispettivi via software: cosa prevede la normativa, quali sono le opportunità e le criticità, e come funziona il processo di certificazione obbligatoria.
Cosa sono i software per i corrispettivi telematici
I software per i corrispettivi telematici sono soluzioni applicative che consentono ai soggetti IVA di assolvere all’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate senza ricorrere a un dispositivo hardware dedicato, come il registratore telematico.
In altre parole, funzioni che fino a ieri richiedevano una macchina fisica certificata possono oggi essere svolte da un’applicazione installata su un terminale standard, su smartphone o su SmartPOS. Questo significa che è possibile gestire i corrispettivi senza registratore telematico, avvalendosi di una soluzione software installabile su dispositivi già in uso.
Tali soluzioni, tuttavia, non possono essere immesse sul mercato liberamente. L’obbligo di certificazione da parte di un ente accreditato, introdotto dall’articolo 24 del Decreto Legislativo n. 1 dell’8 gennaio 2024 e reso operativo dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 111204 del 7 marzo 2025, rappresenta un passaggio obbligatorio che il produttore deve completare prima che il software possa essere utilizzato dagli esercenti.
Per comprendere appieno la portata di questa novità, è utile partire da un passo indietro e chiarire il quadro in cui si inserisce: cosa sono i corrispettivi telematici e come funziona, nella sua forma tradizionale, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate.
Cos’è la trasmissione telematica dei corrispettivi
La trasmissione telematica dei corrispettivi è il processo attraverso il quale i soggetti IVA inviano, in tempo reale o a intervalli regolari, i dati relativi alle proprie vendite all’Agenzia delle Entrate. Fino a oggi, questo obbligo è stato assolto quasi esclusivamente attraverso i registratori telematici (RT), dispositivi hardware certificati e gestiti da una filiera consolidata di produttori e laboratori abilitati.
Dal registratore telematico al software: cosa cambia con il D.Lgs. n. 1/2024
Con l’art. 24 del D.Lgs. 1/2024, il legislatore ha reso possibile utilizzare software al posto del registratore telematico, potendo così assolvere all’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi, senza necessariamente ricorrere a un dispositivo fisico dedicato.
Quest soluzioni devono rispettare requisiti precisi:
- sicurezza e inalterabilità dei dati memorizzati e trasmessi;
- integrazione e interazione tra il processo di registrazione dei corrispettivi e quello del pagamento elettronico;
- compatibilità con diversi tipi di terminale: standalone, applicazioni mobile e SmartPOS.
In altri termini, il punto cassa tradizionale può evolvere in un sistema software-based, aprendo il mercato a nuovi attori e trasformando in profondità quelli esistenti.
Cosa prevede l’obbligo di certificazione del 7 marzo 2025
L’obbligo di certificazione delle soluzioni software per la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi è stato introdotto dallo stesso art. 24 del Decreto Legislativo, e reso operativo dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 111204 del 7 marzo 2025. Attraverso quest’ultimo si sono definite le modalità di approvazione e certificazione delle piattaforme da parte degli enti accreditati.
Le regole stabilite dall’AdE sui corrispettivi telematici prevedono che le soluzioni software possano quindi essere utilizzate dagli esercenti solo dopo il completamento dell’iter di approvazione previsto. Si tratta, a tutti gli effetti, di un vincolo normativo non aggirabile, che riguarda direttamente ogni produttore che intenda immettere sul mercato una soluzione di questo tipo.
Cosa implica la trasmissione telematica dei corrispettivi via software per la filiera
L’introduzione dei software per i corrispettivi telematici non è un semplice aggiornamento tecnico: è una riscrittura delle regole del mercato. La filiera tradizionale – fondata sul triangolo produttore-laboratorio abilitato-esercente – lascia spazio a un modello più fluido e digitale. L’applicativo può ora essere distribuito direttamente dal produttore all’esercente, saltando alcuni passaggi tipici della catena hardware.
Emergono parallelamente nuove figure come gli erogatori, soggetti che si occuperanno dell’erogazione di servizi digitali e dell’assistenza legata ai moduli software (noti come PEM e PEL) sebbene attualmente il loro perimetro normativo sia ancora in corso di definizione da parte del legislatore.
Quali sono le opportunità della trasmissione telematica dei corrispettivi via software
Per i produttori di software, questa evoluzione della trasmissione telematica porta con sé benefici concreti:
- aggiornamenti gestiti centralmente, senza interventi fisici in loco;
- maggiore affidabilità dei file grazie alla conservazione digitale a norma;
- nuovi servizi integrabili, come l’invio automatico degli scontrini e l’integrazione con i sistemi gestionali degli esercenti;
- riduzione di complessità e costi nell’adeguarsi alle nuove regole sui pagamenti elettronici.
Quali criticità emergono
Al tempo stesso, il passaggio al software introduce sfide inedite che richiedono attenzione:
- maggior rischio di vulnerabilità informatiche e necessità di adeguamento a sistemi gestionali preesistenti;
- adeguamento ai requisiti di legge su conservazione digitale, esibizione dei documenti e controlli fiscali;
- formazione e supporto agli esercenti per l’utilizzo dell’applicativo e la gestione dei processi digitali;
- gestione della scalabilità della soluzione nel tempo.
Va considerato, inoltre, che la normativa continua a evolversi in parallelo: la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2026, di collegare il POS al registratore telematico, con l’obiettivo di garantire una maggiore tracciabilità delle transazioni e ridurre le discrepanze tra incassi e scontrini emessi. Questo ulteriore vincolo normativo aumenta la pressione sull’intero ecosistema, spingendo produttori ed esercenti verso soluzioni integrate capaci di rispondere contemporaneamente agli obblighi fiscali e alle esigenze operative quotidiane.
Qual è l’iter normativo della trasmissione via software dei corrispettivi e il ruolo della certificazione
Prima che un software per i corrispettivi elettronici possa essere commercializzato e utilizzato dagli esercenti, il produttore è tenuto a percorrere un iter preciso, articolato in tre step:
- certificazione da parte di un ente accreditato, iscritto all’albo ufficiale tenuto dall’Agenzia delle Entrate: l’ente verifica la conformità del software alle specifiche tecniche e alle normative fiscali vigenti, e rilascia un documento di certificazione in formato digitale firmato;
- esame da parte della Commissione per l’approvazione dei misuratori fiscali, che esprime il proprio parere tecnico sulla soluzione;
- provvedimento di approvazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, con relativa pubblicazione.
Solo ottenendo un software certificato per l’invio dei corrispettivi telematici il produttore potrà quindi accedere alle fasi successive dell’iter. La scelta dell’ente certificatore è dunque una decisione strategica: un iter supportato da professionisti con competenze sia fiscali che tecniche, può fare la differenza tra un processo fluido e uno costellato di non conformità da sanare (con conseguenti ritardi nell’immissione del prodotto sul mercato).
L’Osservatorio Digital B2b come ente certificatore dei software per corrispettivi telematici
Il Politecnico di Milano, attraverso l’Osservatorio Digital B2b, è uno dei primi enti accreditati dall’Agenzia delle Entrate per la certificazione delle soluzioni software di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi.
Oltre a tale servizio, l’Osservatorio offre anche un assessment pre-certificazione – particolarmente utile per identificare eventuali gap rispetto ai requisiti prima di avviare l’iter formale, con una gap analysis e un piano di remediation – e un servizio di ricertificazione per gli aggiornamenti successivi alla soluzione, sia quelli poco impattanti sia quelli che modificano in modo sostanziale le componenti fiscali del software.
Per le aziende che vogliono sviluppare e certificare una soluzione per la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi, l’Osservatorio rappresenta un punto di riferimento solido, riconosciuto e orientato alla qualità del risultato finale. Infatti,studia da oltre vent’anni l’evoluzione della digitalizzazione nei processi Business to business, ha contribuito attivamente all’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica in Italia e intrattiene da tempo una relazione strutturata con l’Agenzia delle Entrate.
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