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Italia digitale: come evitare l'anno zero

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Informazioni

  • Data 08 febbraio 2019
  • Osservatorio Agenda Digitale
  • Lingua Italiano
  • Pagine 122
  • Funzione Innovazione/Strategia
  • Tipologia Business Scenario

Risponde a...

  • Quale assetto di governance dare all’Agenda Digitale italiana?
  • Qual è il livello di effettiva attuazione dell’Agenda Digitale italiana?
  • Qual è il livello di effettiva attuazione dell’Agenda Digitali Regionali?
  • Che priorità darsi per accelerare la trasformazione digitale dell’Italia?
  • Come migliorare il nostro posizionamento sul DESI?
  • Quante risorse sono disponibili per la trasformazione digitale del nostro Paese?
  • Com’è strutturata l’offerta di tecnologie digitali alla PA italiana? Come dovrebbe evolvere?
  • Come rendere gli acquisti pubblici di ICT un volano per attuare l’Agenda Digitale italiana?
  • Come implementare efficaci iniziative di switch-off in ambito pubblico?
  • Quali i benefici dello switch-off (da analogico a digitale) di servizi pubblici?

Descrizione

Durante il 2018 l’Agenda Digitale del nostro Paese è stata caratterizzata da importanti discontinuità. È cambiato il Direttore dell’AgID, è finito il mandato di Diego Piacentini come Commissario straordinario per l’attuazione e si è insediato un nuovo Governo. Si è quindi reso necessario fare un bilancio dei risultati raggiunti finora e riflettere su come garantire continuità alla trasformazione digitale delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni italiane.
Per evitare che questo sia l’anno zero dell’innovazione digitale è necessario riprendere da dove si era lasciato lo scorso anno, dalle basi gettate nel triennio precedente, accelerando l’attuazione, definendo una chiara governance, sviluppando competenze digitali in cui siamo ancora molto arretrati.
I segnali sono ancora una volta poco incoraggianti: l’Italia è 22esima in Europa per sforzi compiuti nell’attuazione dell’Agenda Digitale e 25esima per risultati raggiunti nei Digital Maturity Indexes. La Provincia di Trento è l’area più digitale d’Italia, all’ultimo posto la Regione Calabria. I servizi digitali ai cittadini sono ancora una rarità: solo il 12% dei Comuni ha effettuato lo switch-off di almeno un servizio: 328 milioni di euro di risparmi l’anno digitalizzando il pagamento di multe, TARI e mense. Anche il mercato della PA digitale è ancora molto immaturo: solo 15.000 dei 100.000 fornitori ICT usano gli strumenti di CONSIP. Necessari investimenti e un miglior utilizzo delle risorse europee per migliorare tutti questi fattori che sono indispensabili per lo sviluppo digitale, ma anche socio-economico del Paese.

Indice

  1. La governance dell’Agenda Digitale italiana
    1. La governance dell’Agenda Digitale: un confronto a livello europeo
    2. Dieci proposte per una più efficace governance dell’Agenda Digitale italiana
  2. Il posizionamento dell’Italia e delle sue Regioni sul DESI
    1. Il DESI europeo
    2. Il DESI regionale
  3. I Digital Maturity Indexes
  4. Lo switch-off di servizi pubblici
    1. Il grado di diffusione delle iniziative di switch-off
    2. I benefici dello switch off
    3. Il framework e il vademecum delle iniziative di switch-off
  5. L’offerta e la domanda di soluzioni digitali in ambito pubblico
    1. Le regole e gli strumenti di procurement pubblico
    2. L’offerta di soluzioni digitali alla PA italiana
    3. La domanda pubblica di soluzioni digitali in Italia
    4. Scenari di evoluzione nell’incontro tra domanda e offerta
  6. Allegati
    1. L’attuazione finanziaria
    2. L’attuazione normativa dell’Agenda Digitale
    3. Il monitoraggio del Piano Triennale