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I giganti e i pagamenti

Di Valeria Portale, Direttore Osservatorio Mobile Payment & Commerce

I giganti e i pagamenti

Di recente Facebook ha ottenuto la licenza di Istituto di Moneta Elettronica in Irlanda. E di fatto è diventata una banca in Europa. Il colosso di Zuckerberg non è il primo grande attore del web che ha mostrato interesse verso il settore dei pagamenti: da Apple a Google, da Twitter a Tencent (holding di Wechat), da Amazon ad Alibaba, sono molti i big non-bancari che stanno guardando con interesse al mondo dei pagamenti.

 

Apple, Google e Samsung  hanno scelto di puntare sullo sviluppo dei cosiddetti “Mobile Wallet” proprio perché il Mobile può rappresentare un ponte che collega il mondo fisico al mondo digitale, sfumandone i confini diventando così una porta di accesso per presidiare, in modo continuativo, la relazione con i consumatori e seguirli lungo tutto il processo di acquisto.

 

I social network come Facebook e Twitter, invece, stanno guardando con maggior attenzione ai pagamenti online e ai sistemi di pagamento p2p. La loro mission è quella di abilitare i propri utenti a scambiarsi denaro mentre chattano. Il social di Menlo Park, già dal 2015 (negli Stati Uniti) offre la possibilità di scambiarsi denaro in forma p2p tramite Messenger. Twitter ha cominciato a dare la possibilità di comprare dei beni con la funzionalità “In-Tweet purchases on Twitter” salvando le informazioni delle carte di pagamento degli utenti. L’obiettivo per questi attori potrebbe essere quello di intercettare i pagamenti e i trasferimenti di denaro per poter incrementare la conoscenza dei propri utenti e per poterli profilare in maniera più completa (cliccare “like” sul brand non vuol dire esserne un consumatore quanto effettuare un pagamento).

 

Infine WeChat, l’app di instant messaging made-in-China, vero competitor di WhatsApp. Di recente ha aggiunto molte funzionalità trasformandosi da piattaforma per chattare in un vero e proprio wallet con la possibilità di trasferire denaro, effettuare pagamenti online e in store, oltre che prenotare (e pagare) i taxi e molto altro ancora. L’obiettivo di WeChat è di seguire i propri utenti in qualsiasi momento della giornata senza che escano dall’app, acquisendone importanti moli di dati riutilizzabili in logica marketing.

 

La competizione, dunque, è piuttosto elevata. I nuovi attori sono affamati di nuovi spazi, e la digitaliazzione della finanza ne ha aperti parecchi. I padroni della rete hanno dalla loro i numeri, per questo è ipotizzabile che potranno essere considerati veri e propri antagonisti delle banche tradizionali. Difficile, tuttavia, immaginare una sfida. Più probabile che gli istituti finanziari si adeguino e accolgano i nuovi ospiti, sfruttandone i servizi.