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Italia digitale: come evitare l'anno zero

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Informazioni

  • Data 13 dicembre 2018
  • Osservatorio Agenda Digitale
  • Lingua Italiano
  • Durata 03:22:52 - 01:42:46

Risponde a...

  • Quale assetto di governance dare all’Agenda Digitale italiana?
  • Qual è il livello di effettiva attuazione dell’Agenda Digitale italiana?
  • Che priorità darsi per accelerare la trasformazione digitale dell’Italia? Come migliorare il nostro posizionamento sul DESI?
  • Quante risorse sono disponibili per la trasformazione digitale del nostro Paese?
  • Quante di tali risorse stiamo effettivamente utilizzando e come potremmo usarle meglio?
  • Com’è strutturata l’offerta di tecnologie digitali alla PA italiana? Come dovrebbe evolvere?
  • Come rendere gli acquisti pubblici di ICT un volano per attuare l’Agenda Digitale italiana?
  • Come implementare efficaci iniziative di switch-off in ambito pubblico?

Descrizione

Durante il 2018 l’Agenda Digitale del nostro Paese è stata caratterizzata da importanti discontinuità. È cambiato il Direttore dell’AgID, è finito il mandato di Diego Piacentini come Commissario straordinario per l’attuazione e si è insediato un nuovo Governo. Si è quindi reso necessario fare un bilancio dei risultati raggiunti finora e riflettere su come garantire continuità alla trasformazione digitale delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni italiane.

 

Per evitare che questo sia l’anno zero dell’innovazione digitale è necessario riprendere da dove si era lasciato lo scorso anno, dalle basi gettate nel triennio precedente, accelerando l’attuazione, definendo una chiara governance, sviluppando competenze digitali in cui siamo ancora molto arretrati. I segnali sono ancora una volta poco incoraggianti: l’Italia è 22esima in Europa per sforzi compiuti nell’attuazione dell’Agenda Digitale e 25esima per risultati raggiunti nei Digital Maturity Indexes. La Provincia di Trento è l’area più digitale d’Italia, all’ultimo posto la Regione Calabria. I servizi digitali ai cittadini sono ancora una rarità: solo il 12% dei Comuni ha effettuato lo switch-off di almeno un servizio: 328 milioni di euro di risparmi l’anno digitalizzando il pagamento di multe, TARI e mense. Anche il mercato della PA digitale è ancora molto immaturo: solo 15.000 dei 100.000 fornitori ICT usano gli strumenti di CONSIP. Necessari investimenti e un miglior utilizzo delle risorse europee per migliorare tutti questi fattori che sono indispensabili per lo sviluppo digitale, ma anche socio-economico del Paese.

 

La presentazione dei risultati della Ricerca 2018 è stata seguita dalla consegna dei “Premi Agenda Digitale 2018” al fine di promuovere i progetti che maggiormente si sono distinti per capacità di usare le tecnologie digitali come leva di trasformazione della PA italiana.

Presentazioni

  • I risultati della Ricerca 2018
  • I Premi Agenda Digitale 2018

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