Executive Briefing

Quale è il mercato generato dalle App in Italia?

Di Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy - marta.valsecchi@polimi.it

Quale è il mercato generato dalle App in Italia?

Il mondo dorato delle App sta attraversando un periodo di grande fermento. Apple e Google stanno ripensando i loro store, consapevoli della necessità di una nuova scossa. L’avvento dei bot (software che cambieranno le abitudini dei consumatori) è uno step importante, e sarà necessario tenerlo d’occhio per capire cosa succederà al mercato. Un quadro completo di quello che sta accadendo adesso, invece, ce lo forniscono i numeri. Questi ci dicono che la spesa dei consumatori per l’acquisto di Mobile App su Smartphone (sia per il download che per i contenuti in-App) vale circa 300 milioni di euro nel 2015 ed è cresciuta di circa il 30% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti pubblicitari sulle App per Smartphone (compreso il mondo Social Network) valgono invece circa 250 milioni di euro nel 2015, in crescita del 90% sul 2014. C’è poi la vendita di beni e servizi. Su questo mercato non abbiamo un dato specifico relativamente al mondo App, ma è importante evidenziare che il peso delle vendite da Smartphone inizia ad essere interessante. Il mercato dell’eCommerce da Smartphone (App + siti) vale infatti 1,67 miliardi di euro nel 2015, in crescita del 66% e pari all’11% dell’eCommerce italiano. Va detto che ai mercati consumer andrebbero poi aggiunti gli investimenti delle imprese per sviluppare Applicazioni di marketing e customer care o a supporto dei propri dipendenti. Stiamo parlando di quasi 800 milioni di euro nel 2015.
Un dato interessante è quello delle app installate. Sappiamo, ad esempio, che gli italiani hanno in media 30 app installate sullo Smartphone, ma ne utilizzano 5 ogni giorno e 13 nel corso del mese, quindi i business che ruotano attorno alle Mobile App sono molti altri, aldilà dello sviluppo vero e proprio.


App e mercato del lavoro

Un altro capitolo importante di questa storia è quello relativo alla forza lavoro che ruota attorno al mercato delle App in Italia. In questo caso, non abbiamo un dato sul numero di addetti ed è anche molto complesso stimarlo, proprio perché l’indotto del mercato delle App è molto ampio. Sappiamo che Apple, a metà 2015 aveva dichiarato che in Italia erano oltre 21.000 gli sviluppatori iscritti al loro developer program. Inoltre, la gran parte delle startup che opera sui mercati b2c ha una declinazione di servizio Mobile, con l’App che in alcuni casi è il fulcro del servizio offerto e in altri casi, invece, uno dei possibili canali di fruizione del servizio. A tutto ciò va aggiunto che la gran parte delle aziende (software house, digital agency) si è dotata in questi anni di competenze di sviluppo nel mondo App perché la richiesta delle aziende di sviluppare Mobile App è stata molto elevata. Sono nati poi business e, quindi, figure professionali specializzate in diversi settori. Si va dal mondo degli analytics (quindi del monitoraggio delle performance delle App), a quello delle notifiche push, per mandare comunicazioni agli utenti dell’App. Senza dimenticate il macrocosmo dell’advertising, settore nato per aiutare le aziende a promuovere l’App visto che è difficile essere visibili sugli Store dove ci sono milioni di Applicazioni. Altre competenze riguardano il testing delle App, necessarie a scovare eventuali bug che inficiano pesantemente il rating sullo Store (senza dimenticare che se un utente scarica un’Applicazione che non funziona difficilmente tornerà a scaricarla nuovamente). Infine, sono nate professioni con competenze nell’Application Store Optimization, che è l’equivalente del SEO nel mondo browsing, ossia realtà che aiutano le aziende ad essere in cima alle classifiche del motore di ricerca degli Application Store in maniera organica.