Executive Briefing

Piano Industria 4.0: un buon programma per la digitalizzazione dell’industria italiana

L'analisi di Marco Macchi, Giovanni Miragliotta e Sergio Terzi, Direttori dell'Osservatorio Smart Manufacturing del Politecnico di Milano

Piano Industria 4.0: un buon programma per la digitalizzazione dell’industria italiana

Finalmente anche l’Italia formula e rende pubblico il suo programma per la digitalizzazione della propria industria. E non è l’unica buona notizia, ve ne sono altre: è un programma ben articolato, in termini di aree di intervento, ben finanziato, che armonizza bene azioni di breve e di medio termine, e che, se velocemente implementato, farà recuperare al nostro paese il ritardo che oggi ci separa dalle più grandi nazioni manifatturiere, in primis la Germania.

Il piano presentato delinea interventi su quattro direttrici strategiche, funzionali allo sviluppo dell’industria italiana: Incentivi fiscali a sostegno di investimenti in asset produttivi e di iniziative di ricerca e sviluppo, misure a sostegno della ricerca, dell’innovazione e della nuova imprenditorialità, infrastrutture abilitanti, formazione e competenze. Trasversale a queste direttrici, vi sarà un lavoro di sensibilizzazione verso imprese, istituzioni e opinione pubblica sull’importanza strategica che la modernizzazione del sistema manifatturiero riveste per la crescita economica del paese. Una serie di attività di grande importanza.

Entrando nel metodo, il programma, correttamente, non destina le risorse a questo o quel settore, questa o quella tecnologia, questa  o quella dimensione di impresa, ma lascia che la dinamica competitiva, da un lato, e le azioni a sostegno di una accresciuta consapevolezza, dall’altro, determinino la domanda delle risorse. Le eccellenze nazionali, che ci sono, sapranno sfruttare appieno le opportunità offerte da questo piano per rafforzarsi competitivamente; parimenti, le piccole medie imprese che hanno già compreso l’importanza della scala per competere dovranno cogliere questa occasione per rafforzare il legame con gli attori “capofiliera” che sono quasi sempre i veri portatori di innovazione.

Dal punto di vista della governance del cambiamento, il programma delinea la cabina di regia di questo percorso di trasformazione, che include i principali Ministeri deputati all’attività economica, università e centri di ricerca, il mondo economico e imprenditoriale e le organizzazioni sindacali. Anche da questo punto di vista, il programma presentato ci sembra che rilegga correttamente, alla luce delle specificità del nostro paese, il concetto di coordinamento dell’intero ecosistema industriale: lo fa in un modo diverso, ad esempio, dal modello tedesco, ma altrettanto diversi sono i due ecosistemi industriali. Il programma di lavoro spinge per la creazione di programmi di sperimentazione e trasferimento, e questo sia in seno ad iniziative esistenti a livello nazione (come il Cluster Nazionale Fabbrica Intelligente) sia a livello Europeo. Nell’immediato futuro, anche il dialogo con i sindacati potrà divenire un elemento favorevole di sviluppo, ragionando insieme dell’evoluzione del concetto di lavoro nel contesto di uno scenario globale e fortemente competitivo.

 

Per altre informazionihttp://www.osservatori.net/it_it/osservatori/osservatori/smart-manufacturing