Executive Briefing

Innovazione E Organizzazione: Ci Aiuta Darwin

Di Alessandra Luksch, Direttore Osservatorio Digital Transformation Academy 

Innovazione E Organizzazione: Ci Aiuta Darwin

Nell’attuale conteso di forte discontinuità, la capacità di innovare si sta affermando come la regola del gioco di tutte le competizioni, capace di spiazzare dogmi ormai consolidati sui quali le imprese hanno per decenni fatto la propria fortuna e scritto le regole dei mercati come le strategie standardizzate, le barriere all’ingresso, le economie di scala. Le imprese stanno imparando, a proprie spese, che limitarsi a fare quello che si faceva prima, spingendo più forte il pedale, non solo può risultare improduttivo, ma a volte è anche dannoso.

 

Nella lotta non sopravvive il più forte o il più grosso, ma colui che meglio si adatta sfruttando le risorse dell'ambiente, volendo scomodare le conclusioni della teoria evolutiva che Charles Darwin enunciò a metà del milleottocento.

 

Questo cambiamento ha un impatto rilevante sui profili organizzativi delle imprese costruiti in passato essenzialmente sulla specializzazione funzionale come principio di efficienza e di efficacia, perfetta in ambienti stabili, ma fonte di rigidità e inerzie, a volte fatali, di fronte ai cambiamenti.

 

È il risultato della recente Survey degli Osservatori Digital Innovation rivolta ai CIO e agli Innovation Officer delle principali imprese italiane, da cui emerge come le imprese, almeno quelle consapevoli e lungimiranti, stiano sperimentando nuovi modelli organizzativi per rendere più diffusa ed efficace la capacità di innovare al proprio interno.

 

Evolvere per sopravvivere

 

Nel 10% dei casi la soluzione organizzativa adottata per gestire l’Innovazione è rappresentata da un Comitato di Innovazione interfunzionale che si riunisce periodicamente e nel 19% esiste una vera e propria Direzione Innovazione a carattere permanente, riconducibile a cinque modelli: la Direzione Innovazione è un’unità inclusa nella Direzione ICT, è un’unità di primo livello dedicata e indipendente, è un’unità dipendente da una Funzione non ICT, è un’unità dedicata e include la Direzione ICT e, infine, è una cellula trasversale presente in tutte le Funzioni con coordinamento centrale. Nessuno di questi modelli appare migliore degli altri, ciascuno con propri pro e contro, e le cinque soluzioni organizzative evidenziate dalla Ricerca sembrano rappresentare un passaggio di struttura organizzativa necessario per affrontare la complessità organizzativa e facilitare la gestione dell’Innovazione in organizzazioni, soprattutto quelle delle grandi imprese consolidate, in cui le gerarchie verticali e orizzontali condizionano moltissimo processi e comportamenti organizzativi.

 

In Enel la funzione Innovazione e Sostenibilità è stata fortemente voluta dall’Amministratore Delegato, Francesco Starace. Risultato di un lavoro cominciato circa tre anni fa che ha visto Enel impegnata nel definire processi, sviluppare best practices e lavorare attivamente per sviluppare una cultura imprenditoriale che premia il pensiero laterale. Capitanata da Ernesto Ciorra, la Direzione ha anche il ruolo, fondamentale, di sviluppare contaminazione in un'azienda grande e storica come Enel. Ogni Line of Business e ogni Country ha poi il suo team di Innovazione, che riporta funzionalmente al team di Innovazione centrale e gerarchicamente al capo della propria Country o della Line of Business. Ogni LoB ha anche il proprio Comitato d’innovazione per progetti specifici e dispone di un proprio budget. Esiste anche un Comitato di Innovazione intra-Gruppo che si occupa di progetti trasversali con forte impatto.

 

L’osservazione delle modalità di funzionamento di modelli organizzativi agili, come le startup, e di organizzazioni innovative, mostra come a uno stadio più maturo le soluzioni a livello di struttura organizzativa lasciano naturalmente il passo a meccanismi più fluidi e informali che rendono l’innovazione un fenomeno diffuso nell’intera organizzazione, non imbrigliato in specifiche strutture organizzative chiuse, ma fondato su una imprenditorialità diffusa a tutti i livelli dell’impresa.

 

In analogia a quanto enunciato dalla teoria evolutiva di Darwin, in queste organizzazioni più fluide, la contaminazione organizzativa consente di trasmettere la cultura dell’innovazione affinché essa possa “riprodursi” più facilmente e quindi trasmettere le proprie caratteristiche ai “discendenti”.