Executive Briefing

Il negozio del futuro

Di Valentina Pontiggia, Direttore Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail

Il negozio del futuro

Computer vision, sensor fusion e deep learning sono gli ingredienti del supermercato del futuro, senza barriere cassa, di Amazon Go. Si tratta di tre innovazioni sulle quali i grandi player tecnologici stanno spingendo forte. Perché riprodurre - attraverso le macchine - la vista umana, processare l’insieme dei dati provenienti dai sensori per renderli più fruibili e utilizzare l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale, sono alcuni dei pilastri della digitalizzazione.

 

Ma non c’è solo Amazon. Altri processi di innovazione che guardano al negozio del futuro sono il riconoscimento facciale in un ristorante KFC in Cina, gli schermi interattivi e soluzioni di realtà aumentata per approfondire la conoscenza sui prodotti nel supermercato del futuro di Coop, la realtà aumentata e scanner 3D negli ultimi negozi di Lego in Italia. E queste sono solo alcune delle innovazioni sperimentate recentemente da alcuni retailer in Italia e nel mondo.

 

Sfumano sempre più, quindi, i confini tra online e fisico e il negozio si fa sempre più digitale grazie alle molteplici tecnologie che possono rendere l’esperienza del cliente in the store sempre più “immersiva” e di valore, facendo leva su alcuni punti di forza dell’eCommerce, come gamma elevata e conoscenza del cliente.

 

In ottica omnicanale, lo store del futuro sarà sempre più integrato con le iniziative eCommerce. È infatti fondamentale il ruolo del negozio fisico nel supportare lo sviluppo delle vendite online dei retailer, tanto che alcune Dot Com hanno aperto negozi fisici di proprietà (come Amazon e Ocado con Marie Claire) o stanno utilizzando l'infrastruttura di altri retailer per offrire servizi di click&collect o di reso ai propri clienti (ad esempio eBay con Argos in UK e Zalando con Adidas in Germania). Il negozio non è solo indispensabile all'eCommerce per far cadere alcune barriere all'acquisto dei web shopper, come ad esempio la paura di non essere a casa al momento della consegna del pacco, ma anche per offrire servizi di consegna a valore aggiunto basati sulla tempestività. Grazie alla capillarità della rete di negozi, il retailer può infatti offrire ai propri clienti la consegna in poche ore accedendo allo stock nei punti vendita (ad esempio la consegna same-day offerta da Eataly Net a Milano, quella in 90 minuti proposta da Karen Millen in UK e la consegna in un paio d'ore offerta da Walmart e Macy's in USA e da Sainsbury's in UK).

 

Infine il negozio del futuro sarà sempre più vicino alle esigenze dei diversi clienti, con orari di apertura estesi - fino a 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 per i beni di prima necessità, come già offerto ad esempio da Carrefour -, con format flessibili - dall'ipermercato in periferia al formato espresso nella grande città  fino alla vending machine o alla window shopping wall nei luoghi ad alta frequentazione come le stazioni - e sempre più orientato all'offerta di servizi a valore aggiunto - dal personal shopper nell'Abbigliamento ai consulenti-installatori nell'Informatica ed elettronica.

 

Ancora da capire come i retailer più tradizionali affronteranno questa sfida, digitale… e non solo!